Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Babbo Natale e il Gad

Rassegna Stampa

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Spaccio, paura e rifiuti in Porta Catena: “La voglia di cambiare la Gad non si fermi al parco del Grattacielo”

L’appello dell’associazione Residenti Gad alla giunta: “A Babbo Natale chiediamo che ci regali la manifesta volontà dell’amministrazione comunale di voler migliorare le cose un po’ in tutto il quartiere”

Una nuova area dello spaccio a Ferrara in via Porta Catena, a due passi dal Grattacielo e dalla stazione ferroviaria, ma soprattutto dal riqualificato parco Marco Coletta.

La denuncia arriva dai cittadini dell’associazione Residenti Gad, che sulla loro pagina Facebook raccontano di aver visto persone di nazionalità straniera con “spranghe in mano vicino all’area del sottomura“, forse impegnate in un “tentativo di conquista del territorio per poi aver il monopolio nella zona“.

A ciò, raccontano increduli gli abitanti della zona, si va ad aggiungere anche l’assalto al portone di un palazzo del Gad, che è stato preso a calci da uno straniero che, suonando all’impazzata tutti i campanelli, chiedeva entrare per scaldarsi

“Ora – spiegano i residenti – noi non vogliamo che queste persone soffrano il freddo ma il modo per non stare in strada in questo periodo e trovare un pasto caldo pensiamo che sia sempre aperto a queste persone, grazie alla solidarietà di molti volontari che operano in centri accoglienza del territorio“.

Ma spaccio e senzatetto non sembrano essere gli unici problemi che affliggono la zona: “Poi c’è il pattume abbandonato negli angoli delle strade. E alcune di queste danno proprio sul bellissimo parco del Grattacielo che finalmente sembra godere di ottima salute. Siamo contenti per questo”.

“Ma a Babbo Natale – concludono i Residenti Gad, a metà tra l’amaro e l’ironico – vogliamo mandare questo messaggio di auspicio per le imminenti festività: gli chiediamo che ci regali, una volta per tutte, la manifesta volontà dell’amministrazione comunale di voler migliorare le cose un po’ in tutto il resto del quartiere“.

“>Non è la prima volta, comunque, che i cittadini della zona Giardino, Arianuova e Doro denunciano la situazione di degrado. Già lo scorso 6 novembre infatti, nell’area a ridosso del Palapalestre, avevano fotografato la presenza di “diciassette persone con atteggiamento sospetto” all’interno di un’area divenuta “il punto urbano di quello che noi sospettiamo sia il nuovo centro dello spaccio, che dai giardini del Grattacielo si è  spostato poche centinaia di metri più a nord”.

Per l’occasione, dopo la partenza di Cesare Capocasa, i residenti si erano rivolti al nuovo questore Salvatore Calabrese, affinchè trovasse la “giusta soluzione” al problema, in modo che “certe zone della città non siano più penalizzate di altre“.

Premio “Cittadinanza Responsabile” 2021 assegnato a chi si è preso cura del quartiere Giardino

23-10-2021 /

Sabato 23 ottobre 2021 alle ore 9, nella Sala del Consiglio Comunale (piazza Municipio 2, Ferrara), è stato consegnato ai residenti, ai comitati, alle associazioni che negli anni si sono attivate per la cura della comunità e per la cura dei luoghi del quartiere Giardino il Premio “Cittadino Responsabile 2021”, dal questore Cesare Capocasa insieme al vicesindaco Nicola Lodi.

Questi i cittadini rappresentativi della zona Gad a cui è stato consegnato il premio di cittadinanza responsabile:
– Graziano Cardi (comitato Cesare Battisti)
– Roberto Zaramella (comitato grattacielo 2013)
– Denis Gulinati (rappresentanza grattacielo)
– Giovanni Bagni, Susanna Fergnani, Claudio Evangelisti (comitato zona stadio)

Queste le motivazioni lette dal vicesindaco Lodi nel corso della cerimonia che ha preceduto lo svolgimento di un seminario sul tema del micro e macro criminalità straniere con la presenza di oltre settanta giornalisti:

MOTIVAZIONE PREMIO “CITTADINO RESPONSABILE” 2021

Immaginate un quartiere difficile, nel quale è impossibile sentirsi al sicuro. Un’intera area occupata dallo spaccio e ostaggio di bande criminali organizzate che si fanno la guerra per il controllo del territorio.
E poi immaginate un parco stupendo, un quartiere abitato da tante famiglie per bene, da bambini di ogni parte del mondo, da anziani che hanno vissuto lì tutta la vita. Insomma un luogo pieno di significati per la città.

Questo è stato il Giardino del Grattacielo, simbolo del quartiere Gad che, con grande impegno e determinazione, con la collaborazione delle forze dell’ordine abbiamo restituito ai cittadini.

Oggi vogliamo premiare le persone che hanno fatto parte di questo passaggio storico per Ferrara: la liberazione del quartiere Gad e la sua rinascita.

Sono i residenti, i comitati, le associazioni che negli anni, anche quelli più difficili, si sono attivate per la cura della comunità e per la cura dei luoghi. Poi quando è stato il momento hanno collaborato proficuamente e attivamente con l’Amministrazione e le Forze dell’Ordine, per rendere non solo sicuro ma anche bello e vivibile il Quartiere.

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Il Premio Cittadinanza Responsabile, assegnato nell’ambito della Festa della Legalità e Responsabilità, nasce da una proposta di Don Luigi Ciotti – fondatore di Libera e da sempre impegnato nella lotta alle mafie e all’illegalità – e vuole stimolare i cittadini a coltivare autenticamente il proprio senso civico, secondo la convinzione che le cose cambiano a partire dai comportamenti di ciascuno i noi nella normalità di ogni giorno.

Quest’anno, l’Amministrazione Comunale, come simbolo di gratitudine, conferisce il Premio Cittadino Responsabile ai RESIDENTI DEL QUARTIERE GIARDINO, i quali hanno coltivato da sempre l’amore per il luogo in cui vivono e, nonostante le difficoltà, non hanno mai smesso di portare la luce anche nei momenti più bui.

L’iniziativa è inserita nel contesto del seminario di formazione rivolto ai giornalisti ma aperta a tutti i cittadini “Illegalità d’esportazione: le dinamiche della micro e macro criminalità organizzata straniera nelle cronache giornalistiche alla luce di ricerche scientifiche ed evidenze investigative. Dati, deontologia, esperienze”.

Premiazione e interventi dell’incontro dedicato a “Illegalità d’esportazione” si può seguire e riascoltare su YouTube al link:

http://www.youtube.com/user/consigliocomunalefe

Nelle foto – scaricabili in fondo alla pagina – la consegna del premio di “Cittadinanza responsabile” 

https://www.cronacacomune.it/notizie/43235/premio-cittadinanza-responsabile-2021-assegnato-a-chi-si-e-preso-cura-del-quartiere.html

Mafia nigeriana, inizia il processo.

Mafia nigeriana. Parte il processo a Ferrara, Comune parte civile

Mercoledì mattina celebrata la prima udienza: 17 imputati, 1.700 intercettazioni da tradurre. Alla sbarra il boss dj Boogye

Diciassette imputati, 1.700 intercettazioni, l’accusa di aver fatto parte di un’associazione mafiosa dedita soprattutto allo spaccio di droga. Si è aperto mercoledì mattina, nell’aula B del tribunale, il processo contro il cult Vikings/Arobaga, il gruppo mafioso nigeriano che dominava a Ferrara sgominato con l’operazione Signal che portò a 69 arresti tra la città estense e Torino.

Tra gli imputati ‘superstiti’ dopo la serie di abbreviati celebrati a Bologna, risalta la presenza di Emmanuel Okenwa, detto dj Boogye, il boss del Klcub de Norsemen (l’altro nome dei Vikings), influente in Emilia-Romagna e Veneto e fra i leader a livello nazionale: “dirigente” e “promotore” come lo descrivono gli inquirenti. Nella cantina della casa Acer in cui viveva (ottenuta dalla moglie, che ora vive in Germania con i figli), venne trovato il machete usato per il tentato omicidio di via Olimpia Morata, che peraltro è stata la vera origine dell’indagine sulla presenza della mafia nigeriana in città

Nessuno di loro si è presentato fisicamente a Ferrara: quasi tutti sono in carcere in altre città e hanno assistito alla difficile udienza filtro a distanza, in videoconferenza. Udienza nella quale il Comune di Ferrara – presente in tribunale anche il vicesindaco Nicola Lodi – si è compiutamente costituto parte civile, dopo una delibera firmata nella stessa mattinata per conferire l’incarico e autorizzazione alla costituzione all’avvocato Giacomo Forlani (che già assistette il Comune nel caso Tartari).

Altri imputati di rilievo: Lucky Anthony Odianose (detto Ubeba, già noto per l’agguato col machete in via Morata) e Abubakar Shaka (Chako), dirigenti dell’organizzazione mafiosa a Ferrara con il ruolo di “coordinator”. Ancora, nello stesso ruolo a Padova c’è anche Emmanuel Albert (detto Raska o Ratty), che aveva strettissimi rapporti con il ‘chairman’ (uno dei capi supremi) e con dj Boogye. Collegato con Ferrara era anche Godspower Okoduwa, anche lui un uomo di livello dirigenziale, attivo nel Veneto e dedito al traffico di stupefacenti e a traffici di cocaina con Okenwa.

Spacciatori e uomini d’azione, già noti per la storia di via Olimpia Morata, sono Glory Egbogun (Omomo), Irabor Igbinosa (Ebo), Junior Musa, Henry Arehobor (Threeman), Kingsly Okoase (Oje). E ancora Stanley Onuoha (detto Coco Butter), Gbidy Trinity e Joel Igene, Amabu George (Axman), Jonah Omon. Non manca Felix Tuesday, ‘norseman’, spacciatore e anche lui uomo d’azione già noto per le vicende ferraresi.

C’è, infine, l’unico imputato non nigeriano: Jacob Chedjou, che secondo l’accusa metteva a disposizione i propri veicoli per i carichi di droga.

Il tribunale – collegio composto dalla presidente Sandra Lepore e, a latere, i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli) – ha già disposto l’affidamento all’ingegner Andrea Chiaiso della perizia per la trascrizione di tutte le intercettazioni, molte delle quali in dialetto, che verrà chiamato nell’udienza di mercoledì 29 per il conferimento dell’incarico.

Durante il processo verranno ascoltati anche due importantissimi testimoni chiamati dal sostituto procuratore Roberto Ceroni, appositamente distaccato da Bologna. Uno è Stephen Oboh, la vittima dell’attentato con machete; l’altro è un collaboratore di giustizia, ex membro del cult, chiamato a spiegare le dinamiche interne all’associazione: mutatis mutandis e con tutte le differenze del caso sarà una specie di Tommaso Buscetta, una guida per capire quella realtà mafiosa.

Durante le questioni preliminari, uno dei difensori – l’avvocato Bernardino Curri che assiste vari imputati – ha ricusato il giudice Migliorelli per incompatibilità: la questione verrà trasmessa alla corte d’appello di Bologna per la decisione.

Durante la filtro, si è sentito anche Okenwa che ha chiesto di poter parlare dal carcere per affermare di non poter pagare l’avvocato e preannunciare l’istanza per chiedere il gratuito patrocinio. Il suo difensore, l’avvocato Laura Ferraboschi del foro di Parma, è uno dei pochi a lasciare un commento e riportare quelle che sono le posizioni del suo assistito: “Faceva il dj, le feste, lavorava anche per il Comune e spesso non è stato pagato”. Dj Boogye, insomma, si professa innocente, “era qui da 20 anni, ha una moglie e tre figli che stanno in Germania, il suo lavoro era legittimo e non gli hanno trovato denaro”. Okenwa è accusato anche di un episodio di estorsione nei confronti di una donna: “Lui non era neanche presente”. E anche sul ritrovamento del machete usato in via Morata, per Boogye la spiegazione è semplice: “Non aveva la disponibilità della cantina”. Così dice lui, nelle carte dell’inchiesta però è tutt’altro che un agnellino.

“Miriamo a ottenere dagli imputati il risarcimento, pur simbolico, per i danni prodotti alla città in anni di crimini, insicurezza e paura”, dice il sindaco Alan Fabbri a proposito della costituzione di parte civile del Comune.

“È stata per noi un atto dovuto dopo una battaglia di civiltà durata anni – aggiunge Lodi -, purtroppo con la resistente opposizione di una ex giunta che fingeva o voleva non vedere. Affrontare i problemi per risolverli, senza nascondersi sotto la sabbia: questa è e sarà sempre la nostra linea di indirizzo. Sappiamo che c’è bisogno di presidio, monitoraggio, interventi e attenzioni continue. La sfida non è definitivamente vinta, ma possiamo contare sulla grande collaborazione del questore Cesare Capocasa, di tutte le forze dell’ordine, su una straordinaria rete di cittadini e su tantissime persone, anche immigrate, che vogliono riappropriarsi della loro città, in sicurezza e in pienezza”.

Estense.com del 23/09/21 – https://www.estense.com/?p=929047

Il questore: “Il Gad ora è più vivibile e più decoroso”

Cesare Capocasa dopo il conferimento delle chiavi della città al Capo della Polizia

“È un territorio più vivibile e più decoroso”. All’indomani del conferimento delle chiavi della città al Capo della Polizia il questore di Ferrara, Cesare Capocasa, interviene nel merito dell’operazione Gad.

Una operazione lunga una anno e mezzo e partita il giorno stesso del suo insediamento a Ferrara. I numeri parlano di 1.338 servizi della Polizia di Stato, 961 della Polizia Locale, 268 persone denunciate e 46 arresti ai piedi delle due torri di viale della Costituzione.

“Il conferimento al Capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Giannini, di questa prestigiosa e stimolante onorificenza – continua il questore – è il risultato di 18 mesi di servizi dinamici ininterrotti, quotidiani che le donne e gli uomini della Polizia di Stato, in sinergia con la Polizia locale, hanno effettuato in particolare nel cuore del Gad (Grattacielo, Stazione, Castellina, Toti, Cassoli, IV Novembre, Porta Catena, Ortigara, Oroboni) e che hanno consentito di affrancare il quartiere dalla criminalità nigeriana e non solo che ormai da 20 anni imponeva le sue regole violente legate allo spaccio e a condotte illegali in genere”.

Capocasa conclude con una promessa: “noi continueremo ad esserci con passione, impegno, professionalità per migliorare la qualità della convivenza civile e garantire il vivere ordinato della comunità”.

Estense.com del 19.09.2021 https://www.estense.com/?p=928583

Rassegna Stampa dal Gad

Ancora droga in Gad. Operazioni anche della Polizia locale

Setacciati i punti caldi della città grazie al nucleo cinofilo coadiuvato dagli agenti di quartiere

Ammonta a circa 60 grammi il quantitativo di marijuana, al quale si aggiungono diversi grammi di hashish e più di cinquanta grammi raccolti in ovuli di cocaina ed eroina, rinvenuti e posti sotto sequestro dal personale della Polizia Locale Terre Estensi durante le attività svolte nel corso di questa settimana.

Proseguono infatti ininterrotti i controlli messi in campo dal Comando sul territorio per il contrasto allo spaccio. Il Nucleo Cinofilo della Polizia coadiuvato dagli Agenti di Quartiere ha setacciato in particolare punti caldi della città riuscendo a sottrarre dal mercato nero un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti.

Nel pomeriggio di mercoledì scorso, 15 settembre, la Polizia Locale Terre Estensi ha denunciato in stato di libertà un trentanovenne di nazionalità nigeriana residente in un comune dell’Abruzzo, per l’inottemperanza del divieto di ritorno nel capoluogo estense, emesso dal Questore di Ferrara nel febbraio di quest’anno.

Agli agenti della Polizia Locale che presidiavano la via Nazario Sauro, è apparso sospetto l’atteggiamento dell’uomo, recalcitrante ad esibire i documenti e a declinare le generalità ai fini della sua identificazione. Attraverso i controlli, dai quali tentava in ogni modo di sottrarsi, è emerso che il soggetto era già noto alle Forze dell’Ordine. L’accertamento è scaturito nell’ambito dei servizi di controllo del territorio in zona Gad.

Estense.com del 17.09.2021 https://www.estense.com/?p=928260

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Serie di rapine in Gad, i Carabinieri scoprono e denunciano una coppia

Tre gli episodi avvenuti tra maggio e agosto ai danni di altrettante vittime alle quali sono stati rubati con violenza portafogli e borselli

Hanno messo a segno una serie di rapine nei quartieri Giardino e Doro, ma i Carabinieri, dopo le denunce delle vittime e le mirate indagini sugli episodi, sono riusciti a individuare e denunciare una coppia di nigeriani, la 38enne E.P.I. e il 31enne E.K., entrambi disoccupati.

Le indagini sulla coppia di rapinatori sono scaturite dalle denunce di un 55enne operaio ferrarese, di un 75enne pensionato ferrarese e di un 41enne operaio marocchino, per le rapine avvenute rispettivamente il 16 maggio, e il 22 e 26 agosto.

Nel primo caso il 55enne, dopo aver parcheggiato in via Darsena, è stato avvicinato da una giovane donna di colore la quale ha cercato di circuirlo con proposte di natura sessuale, senza riuscire nell’intento, per cui con l’ausilio del complice è riuscita a impadronirsi con la forza del portafoglio dell’uomo contenente la somma di 120 euro.

La sera del 22 agosto la seconda rapina ai danni del 75enne, che si trovava a transitare lungo via San Giacomo quando ha notato la donna di colore che, in maniera agitata, chiedeva aiuto a bordo strada. Arrestato il veicolo, il pensionato ha cercato di capire cosa le fosse successo, ma l’extracomunitaria si è introdotta repentinamente nell’abitacolo rubando il borsello dello sventurato contente i documenti e 100 euro in contanti.

L’ultimo caso risale alla sera del 26 agosto e riguarda il 31enne cittadino marocchino, il quale si trovava in piazzetta Rizzieri quando è stato avvicinato con proposte sessuali dalla donna la quale, una volta respinta, lo ha aggredito con l’ausilio di un connazionale. Nella circostanza i due, dopo aver spruzzato dello spray urticante al volto del magrebino, gli hanno sottratto il portafoglio con la somma di 245 euro.

La coppia di nigeriani, entrambi in Italia senza fissa dimora, dovranno ora rispondere del reato di concorso in rapina aggravata e continuata.

Estense.com del 17.09.2021 – https://www.estense.com/?p=928121

Droga a Ferrara

Droga a Ferrara. Spaccio rallentato dal lockdown, ma ha trovato altri canali

Il ‘mercato al dettaglio’ ha subito un arresto, ma si è riorganizzato con messaggistica criptata, applicazioni per social media, fonti online e i servizi postali e di consegna a domicilio

Il lockdown imposto per arginare la pandemia da Covid-19 ha fatto rallentare lo spaccio di stupefacenti a Ferrara, ma gli ha fatto anche trovare nuove vie per sopravvivere.

È quanto emerge da un report della questura cittadina elaborato sui dati raccolti durante il 2020. “Sebbene i mercati della droga al dettaglio per strada siano stati interrotti durante i primi mesi di lockdown e si siano registrate carenze localizzate di stupefacenti – spiegano da Palazzo Camerini -, i trafficanti e gli acquirenti si sono adattati sfruttando maggiormente servizi di messaggistica criptata, applicazioni per social media, fonti online e i servizi postali e di consegna a domicilio. Ciò solleva il problema dell’impatto a lungo termine che la pandemia comporterà su un ulteriore sviluppo digitale dei mercati della droga”.

A Ferrara il consumo di droga sembra riguarda più una dimensione di fruizione domestica, prevalente rispetto a quella legata agli eventi ricreativi, quindi con elevata prevalenza di marijuna e hashish. Anche se, va sottolineato, “l’allentamento delle restrizioni della circolazione e di viaggio e il ritorno di alcuni incontri sociali durante la scorsa estate hanno fatto registrare immediatamente una ripresa dei livelli di consumo”.

Nel corso del 2020, in base ai dati dei sequestri effettuati, la marijuana si è confermata come la sostanza stupefacente largamente più ricercata e consumata. In totale sono stati sequestrati 15,560 chilogrammi di marijuana, 3,8 kg di hashish; 3 etti di cocaina, 20 grammi di eroina e 30 pastiglie di sostanze sintetiche. Inoltre sono state sequestrate anche 250 piantine di cannabis.
Piante di cannabis 250.

L’attività repressiva ha anche portato a 56 arresti, 25 denunce a piede libero, 20 segnalazioni di assuntori alla prefettura e 33 perquisizioni.

A livello nazionale – secondo la relazione annuale per il 2020 della Direzione centrale per i Servizi Antidroga – calano i sequestri di hashish, marijuana ed eroina ma record per quelli di cocaina. Cresce tra i giovani il consumo delle droghe sintetiche grazie anche alla rete che ne consente l’acquisto. In diminuzione invece le morti per overdose.

Il questore Cesare Capocasa

“Nel pianeta droga – commenta il questore di Ferrara, Cesare Capocasa – esiste una sorta di nocciolo dal quale non si può prescindere, è un mercato in cui c’è un’offerta e una domanda ed il tema appunto della domanda non può non interrogare ognuno di noi. Bisogna recuperare una dimensione di comunità, all’interno della quale le istituzioni riacquistino una valenza di punto di riferimento. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una delegittimazione delle istituzioni, ma mai come in questo tempo queste devono sentirsi caricate di siffatta responsabilità anche in termini di esempio. La droga molto spesso è una falsa risposta a domande a cui non c’è stato riscontro da parte di chi doveva darlo e il frutto di una crisi complessiva della famiglia, della scuola e delle aggregazioni che ognuno di noi ha conosciuto nella propria giovinezza”.

Estense.com del 22.08.2021 https://www.estense.com/?p=924226

Trovato morto di overdose in Via Ortigara

RASSEGNA STAMPA DAL GAD

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Trovato morto di overdose, nell’auto siringa e cucchiaino

Tragica scoperta nel pomeriggio in via Ortigara. Sull’episodio indagano i carabinieri di Ferrara

(foto di archivio)

E’ morto quasi certamente per overdose un uomo di 43 anni il cui corpo senza vita è stato scoperto nel pomeriggio, poco prima delle 18, in via Ortigara all’angolo con via Poledrelli.

Ad avvertire il 118 di una persona che stava male nella sua auto sono stati alcuni residenti della zona, ma quando i sanitari sono giunti sul posto si sono resi conto che non c’era già più nulla da fare. Gli uomini del 118 hanno infatti constatato il decesso del 43enne dopo che i vigili del fuoco sono riusciti a estrarlo dall’abitacolo della vettura in cui si era chiuso.

Sono stati avvertiti i carabinieri per gli accertamenti del caso ed è ancora in corso l’identificazione della vittima, che si trovava su un’auto intestata a una donna della provincia di Rovigo. All’interno – ed è ciò che ha fatto subito pensare all’overdose da stupefacenti – sono stati rinvenuti una siringa e un cucchiaino, utilizzati presumibilmente dalla vittima per iniettarsi la dose fatale.

Serviranno però verifiche più approfondite per accertare se il decesso sia avvenuto proprio a causa della droga, nonché sul tipo di stupefacente usato, anche per capire se vi sia in circolazione una partita tagliata male. Sono dunque in corso indagini da parte dei militari dell’Arma per ricostruire diversi particolari legati a questa tragica morte.

Da Estense.com del 03.08.2021 – https://www.estense.com/?p=921961

Da un anno perseguidato al GAD

Da un anno perseguitato per aver denunciato due spacciatori in Gad

Un ferrarese e la sua famiglia vivono con la paura di uscire di casa per aver denunciato attività di spaccio: “Mi hanno fatto azzannare da un pitbull e mi sono stati dati 15 giorni di prognosi”

Un incubo che non conosce fine. È quello che da ormai un anno è costretto a vivere e subire un ferrarese residente in zona Porta Catena, vittima, insieme alla compagna e al bambino di 12 anni, di insulti, minacce di morte e aggressioni fisiche per aver sorpreso e denunciato due uomini, un italiano e un tunisino, mentre spacciavano.

Quella più grave, lo scorso 2 ottobre 2020, quando i due gli hanno scagliato contro il loro pitbull, che l’ha azzannato a una gamba e gli ha provocato 15 giorni di prognosi al pronto soccorso.

L’ultima invece, in ordine di tempo, è avvenuta venerdì scorso. “Io e la mia compagna – racconta – eravamo all’Eurospin di via Porta Catena e abbiamo dovuto chiamare il 113 perché questo signore (si riferisce a quello di origini italiane, ndr) ci ha visti entrare, è venuto in corsia e senza urlare ci ha detto ‘vi aspetto fuori che devo finire il lavoro dell’altra volta’. Così siamo tornati a casa scortati a piedi dai poliziotti”.

Con sé aveva ancora il cane: “Quando lo porta con lui è spavaldo. Anzi lo lega al carrello del supermercato e l’ho già segnalato tante volte agli agenti della municipale. Mi hanno risposto con tante belle parole, che stanno aspettando una mail dell’Ausl ma ancora nulla”.

“Il tutto – spiega – è iniziato quando feci delle segnalazioni alle forze dell’ordine riguardanti diverse persone che vedevo spacciare nei pressi del condominio dove abito. Da lì, ho sporto sei denunce e vissuto sulla mia pelle altri dodici episodi, prendendomi sia un pugno in faccia e che calci alla schiena”.

E la vita di tutti i giorni non è più stata la stessa: “Siamo stati costretti a cambiare tutti i nostri orari per portare giù i rifiuti o per prendere una boccata d’aria. Non siamo più padroni di prendere un gelato perché siamo seguiti. Addirittura hanno minacciato di morte il bambino di 12 anni. Siamo quotidianamente bersaglio di queste persone, soprattutto dell’italiano, mentre il tunisino si è calmato”.

A questo proposito, conclude: “È una persona che è stata arrestata più volte. Ho fatto richiesta di ammonimento in questura e la prima udienza dal giudice di pace era fissata per il 7 luglio, ma non si sono presentati e neanche il loro avvocato. Ora è rimandata al 17 novembre prossimo. Io voglio solamente che sia fatta giustizia e che paghino le conseguenze delle loro azioni”.

Estense.com del 12.07.2021 – https://www.estense.com/?p=918414

La droga portata in treno dalla Lombardia

Corriere arrestato dalla Polizia di Stato con un etto di hashish e tre di marijuana

Gli investigatori della Squadra mobile di Ferrara hanno messo le mani su un traffico di droga che proviene dal Nord Italia e che utilizza bassa manovalanza straniera per il trasporto.

A farne le spese è stato un uomo di 34 anni di nazionalità nigeriana, finito in manette dopo un’operazione coordinata con la Polfer.

Gli uomini della Polizia di Stato, sulla scorta di alcune segnalazioni riguardanti la presenza di “corrieri” che riforniscono la piazza di Ferrara, avevano predisposto un servizio di osservazione , servendosi anche del sistema di videosorveglianza interna dello scalo ferroviario.

E così, nella mattinata di ieri (sabato 3 luglio), hanno individuato il 34enne a bordo di un treno proveniente da Bergamo.

Sulla base di informazioni in loro mano, gli inquirenti avevano il fondato sospetto che l’uomo potesse portare con sé della sostanza stupefacente.

E infatti nel corso della successiva identificazione il sospettato si mostrava molto nervoso e non ha saputo dare valide motivazioni della sua ‘gita’ a Ferrara.

Una volta scattata la perquisizione, la Polizia ha trovato all’interno del suo zaino due involucri avvolti nel cellophane, contenenti 107 grammi di hashish l’uno e 300 di marijuana l’altro.

Per il corriere, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, è scattato l’arresto per detenzione di droga ai fini di spaccio.

L’uomo al termine delle formalità di rito, su disposizione del pm di turno, è stato portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

da Estense.com del 04.07.2021 – https://www.estense.com/?p=917213