Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Progetto per il verde di Viale IV Novembre

Durante l’incontro con l’Amministrazione Comunale, in ottica di una vera riqualificazione del verde pubblico, abbiamo presentato il progetto: “Le tre età per il… Gad”

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IL Comitato Zona Stadio ritiene che gli spazi verdi limitrofi viale IV novembre, possano essere utilizzati sia come spazio per svago, pic nic e momenti sportivi all’aperto. Nello specifico il progetto vedrebbe, con la collaborazione di un architetto di esterni presenti e di un preparatore atletico della Associazione sportiva giardino, un “percorso vita” che fosse adeguato a coinvolgere persone delle varie età : infante-adulta-anziana. Lo scopo è potere usufruire degli spazi verdi non come zone semplicemente “calpestabili”, ma come zone che possano essere di stimolo per potere sia proseguire la corsa/camminata che lo sportivo fa sulle mura, sia uscire di casa per effettuare semplici ed efficaci esercizi all’interno di un circuito .La proposta di collaborazione con altri gruppi presenti nella zona ha sia lo scopo di creare e consolidare sempre più’ dinamiche di relazione, collaborazione ,sinergia tra vari attori del quartiere, sia lo scopo di non lasciare abbandonato uno spazio che, se non vissuto come utilizzabile per scopi adeguati, rischia di restare e peggiorare stato di degrado che già vi è. L’ipotesi è di creare un circuito (anche con la collaborazione di associazioni ) all’interno del quale, tappa dopo tappa, vengano individuati in base a vari criteri (età, affaticamento desiderato, ….) i differenti momenti ed esercizi utili allo tipo di allenamento desiderato.

Il potere inserire, oltre a bacheche che segnalino i vari esercizi da mettere in atto, anche piccole strutture in prevalenza lavorate con il legno ha lo scopo sia di segnalare l’uso principale del luogo, che di richiamare ed incuriosire le persone ad utilizzare tale luogo.

 

Inserire anche all’interno piccoli e colorati spazi per il gioco libero ha come obiettivo quello di potere dare una visibilità positiva e familiare degli spazi verdi. Le idee proposte di “arredo”non dovrebbero essere troppo elaborate al fine di non richiedere troppa manutenzione.

Lo scopo del richiamare anche un architetto di esterni serve anche per utilizzare, se possibile, piante che siano poco manutentabili e che riportino il quartiere “GIARDINO” alla idea di uno spazio verde esterno e gradevole che combatta l’avanzare del degrado.

Questo spazio potrebbe anche essere, se possibile come progettualità, essere utilizzato anche dalle insegnanti di educazione fisica della scuola Poledrelli o Govoni e della scuola media T. Tasso all’interno, per esempio, di un percorso di cittadinanza attiva

Alternare anche esercizi a corpo libero può dare al percorso il senso di una dinamica delle attività che ne sottolinei maggiormente i possibili utilizzi ad ogni età.

Comitato Zona Stadio

Vice Presidente – Vissia Zanobi

Ferrara 09.09.2019

Incontro con l’Amministrazione Comunale

Iil 9 Settembre 2019 rappresentanti del nostro Comitato incontreranno la nuova Amministrazione Comunale.

Ecco il Comunicato che andremo a consegnare.

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Documento del 9 Settembre 2019

PREMESSA

Consapevoli che i problemi di un quartiere sono tanti, complessi e in continuo cambiamento, riteniamo che questi vadano affrontati singolarmente e rapidamente cercando di affiancare alle strategie già in corso, altre innovative e diversificate perché il fenomeno del degrado, dello spaccio e dell’illegalità non è statico ma dinamico.

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Il Comitato Zona Stadio è un’aggregazione di abitanti attiva da diversi anni per tutelare e valorizzare il Quartiere Giardino. E’ un gruppo di cittadini volontari che agisce nei modi e nei tempi in cui riesce.

Nasce nel marzo del 2013 come AGGREGAZIONE SPONTANEA E APARTITICA di cittadini che, stanchi e stremati dalla SITUAZIONE DI DEGRADO NEL “QUARTIERE G.A.D.”, si è sin dall’inizio attivata in varie modalità civili e pacifiche per contribuire al miglioramento della qualità della vita e alla riqualificazione del suddetto Quartiere. Come?

Mettendo in evidenza le problematiche passando attraverso prima la forma critica, che mette in luce il disagio, poi quella propositiva che ci vede collaborativi in alcune parti del percorso che possono essere di competenza del cittadino.

Ricordiamo qui solamente il progetto, “Adottiamo un’aiuola” della durata di tre anni e più precisamente da Ottobre 2016 a Giugno 2019 in P.le G. Bruno a Ferrara. Il Progetto che ha coinvolto principalmente Istituzioni quali la precedente Amministrazione Comunale, due Istituti Scolastici, e diversi Sponsor. Questo verde pubblico, durante questi tre anni, è stato seminato, piantumato con piante e fiori, nel rispetto di un programma definito, con i bambini e il personale didattico. Le tematiche affrontate con i bambini delle Scuole Primarie Poledrelli e Bombonati sono state: l’osservazione della natura e dei cambiamenti stagionali, il senso civico e la sostenibilità ambientale, attività con la terra di gioco, piantumazione e cura. Nella programmazione del progetto sono state affrontate esperienze sia in aula che presso le aiuole. Le attività per le quali si sono sentiti partecipi come cittadini che fanno parte della comunità educante.

Attualmente alcuni residenti, membri del Comitato Zona Stadio, si sono presi in carico queste due aiuole per continuare la piantumazione e la conservazione, di quanto fatto dai bambini delle Scuole Primarie e Poledrelli. Tra l’altro un Giardino senza fiori che giardino è?

In questi anni abbiamo chiesto e fatto incontri con: Questore, Prefetto e Amministrazione Comunale; collaborando con le Forze dell’ Ordine e la Polizia Municipale attraverso l’osservare e il denunciare situazioni di illegalità riportando dati che potrebbero essere utili per le indagini come: targhe di veicoli avvistati nel Quartiere e i cui conducenti mettono in atto azioni illeciti; descrizioni fisiche degli individui che hanno comportamenti non rispettosi delle normative di legge viventi; segnalazioni di irregolarità negli esercizi commerciali e negli appartamenti del Quartiere.

 

DEGRADO

A – Alcune ordinanze e iniziative messe in campo fino ad ora sono risultate disattese nella loro reale efficacia. Una su tutte l’ordinanza comunale che vieta la somministrazione degli alcolici dalle ore 22.00 alle 6.00 sino al 30 settembre, al di fuori degli esercizi commerciali e le distese, quindi nelle vie, nel verde pubblico e nelle piazze. Basta andare dopo le ore 22.00 in Piazza Castellina e gruppi di non comunitari (prevalenza dell’Est) bevono tranquillamente, ovunque Basta fare una passeggiata sulle Mura alla mattina presto per vedere cartoni piene di lattine e bottiglie vuote. Il ripetuto utilizzo degli spazi verdi come latrine, a qualsiasi ora, da persone che, anche difronte a estranei, continuano il loro espletamento delle funzioni corporali indisturbati. Oltre ad emanare le ordinanze queste dovrebbero essere fatte rispettate. Possibile che persone bivacchino tutto il giorno lasciando a terra, nel verde pubblico, un sacco di rifiuti?

B – Sono stati tolti i giochi per bimbi nel verde pubblico di V.le IV Novembre quattro altalene, uno scivolo e una piccola palestra rettangolare in legno assieme ed altri giochi in P.le G. Bruno motivando il tutto con: “I giochi erano pericolosi e sono stati rimossi. Per motivi organizzativi si sono concentrate le aree gioco dando maggiore rilievo all’area verde di Piazza XXIV Maggio”. Più corretto affermare che non si è in grado di fare la manutenzione. Ora queste due aree di verde pubblico sono frequentati quasi esclusivamente da non comunitari per tutta la giornata, notte compresa.

SPACCIO ed ILLEGALITA’

Da anni stiamo chiedendo un presidio fisso e continuativo diurno e notturno delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale, per un periodo medio-lungo nei punti nevralgici del quartiere comprese le aree verdi come deterrente allo stazionamento dei malavitosi. La risposta è sempre stata: stazionando in un punto fisso non svolgerebbero un efficiente e capillare servizio di controllo del territorio.

L’arrivo a Ferrara dell’Esercito, al quale la precedente Amministrazione era notoriamente sfavorevole, è la conseguenza di una situazione di insicurezza e pericolosità che è oggettivamente sfuggita di mano alle Autorità cittadine competenti. Le associazioni, i comitati e gruppi formati di cittadini hanno salutato con piacere questo nuovo ausilio alla sicurezza degli abitanti e frequentatori del quartiere Giardino meglio noto come il GAD dalle cronache di tutti i giorni, come il ghetto dello spaccio e del degrado.

Un aumento di forze da impiegare rappresenta uno strumento necessario ed importante, in quanto va a rafforzare la presenza di presidi e controlli a supporto della cronica carenza di organico delle FF.OO. nel contrastare l’illegalità e il degrado. Dal nostro punto di vista riteniamo che dodici militari non rappresentino un’invasione, come qualcuno sostiene, ma un segnale oggettivo di presenza delle FF.OO. che dà più sicurezza, più tranquillità ai cittadini oramai rassegnati da quello che vedono e che spesso li porta a non uscire di casa in certi orari.

Un ringraziamento va a a loro e a tutto il personale delle FF.OO. che ogni giorno rischia la propria vita per le strade della nostra città.

C – Una maggiore e più intensa attività di verifica e controllo delle attività commerciali del quartiere quali i contratti di affitto e del rispetto delle normative i legge anche attraverso la collaborazione attiva degli amministratori di condominio che potrebbero essere formati a a dare informazioni anche ai condomini stessi per rilevare informazioni utili alle indagini delle FF. OO. quali: numero di inquilini che usufruiscono dell’appartamento, accentuata frequentazione di persone all’interno dell’immobile.

Chiediamo anche di intensificare i controlli sulle attività commerciali in quanto possibili luoghi dove si celano spesso situazioni di malaffare, probabile evasione fiscale e/o attività differenti da quelle visibili nel

listino del negozio stesso e dichiarate al comune. Tali esercizi prolungano l’attività commerciale ben oltre l’orario esposto.

D – La notizia a mezzo stampa del 22 Gennaio 2017 – https://www.estense.com/?p=593865

“Nuovi occhi vigilano sulla Gad: arrivano le guardie volontarie”

100 uomini controlleranno il Gad. Convezione tra Comune, questura e tre associazioni ambientaliste per garantire decoro e sicurezza. Si sono viste per circa 10/15 giorni poi più nulla. Dove sono finite? Forse che il Quartiere è stato riqualificato? Non ce ne siamo accorti.

E – Siamo a riproporre in allegato lettera/petizione del 13.10.2014 con nr. di protocollo 91145, sottoscritta da nr. 508 residenti, indirizzata al Sig. Sindaco la richiesta di valutare la chiusura del verde pubblico di P.le G. Bruno con l’installazione di cancellata, naturalmente provvista di cancelli su Via Poledrelli e Via Cassoli con orario regolamentato per apertura/chiusura degli stessi, come per esempio Parco Massari. La risposta, negativa, data dalla precedente Amministrazione era motivata dal costo (non vi erano rimanenze nelle Casse del Comune) e soprattutto su Via Cassoli non si poteva prendere in considerazione la chiusura perché quegli spazi aperti servivano per un’eventuale fuga dei tifosi durante le partite di calcio al P. Mazza. (Vedi all. nr. 1 nr. 2)

Suggeriamo, per quanto detto sopra, quanto segue:

1 – Eliminare le due piattaforme in cemento (gettate) predisposte per due biglietterie una Via Castetedaldo angolo Via Fortezza e l’altra in C.so Piave angolo Via Fortezza (Vedi all. nr. 3);

2 – Eliminazione della siepe dell’ex chiosco gelateria “La Siberiana” nel verde di Viale IV Novembre (vedi all. nr.4);

3 – Aumentare i controlli nelle aree verdi del GAD dove costantemente vi sono persone che bivaccano e si drogano;

4 – sostituire le panchine nei parchi da non permettere il bivacco ma consentire solo la possibilità di sedersi;

5 – richiedere, se non già fatto, l’arrivo di altri militari;

6 – Trovare un’adeguata soluzione alla presenza dei Betafence nel quartiere che hanno deturpato alcune vie storiche;

7 – Sollecitare la Società Spal per completare l’intera recinzione in muretto come era previsto dal progetto originale;

8 – Riportare il Mercato Europeo nel Quartiere e creare nuove iniziative che sviluppino e riqualifichino il Gad.

Le nostre proposte e richieste sono aperte a tutti e sono animate da spirito di collaborazione nella sincera ottica di dare soluzioni ai problemi.

Comitato Zona Stadio

Ferrara, 09.09.2019

Panchine sì, panchine no

Estense.com del 29.08.2019 – https://www.estense.com/?p=800394

Niente più panchine? E i pusher si portano le sedie da casa

L’operazione ‘parchi sicuri’ alla prova dei fatti rischia un effetto boomerang. I residenti: “Fino alla settimana scorsa c’erano anche normali cittadini, ora solo pusher”

Tolte le panchine, arrivano le sedie. Sono passati pochi giorni dalla rimozione degli arredi urbani nei giardini del Grattacielo, decisa dal vicesindaco Nicola Lodi all’interno dell’operazione ‘parchi sicuri’, ma alla prova dei fatti il risultato non sembra quello auspicato dall’amministrazione comunale. Mercoledì pomeriggio infatti avviene quello che molti avevano preventivato e temuto: non solo lo spaccio e i bivacchi non sembrano affatto diminuiti, ma i pusher appostati tra stazione e Grattacielo hanno anche deciso di rimediare autonomamente al provvedimento del Comune. E si sono portati le sedie direttamente da casa.

Attorno alle 18, la situazione nei giardini non è troppo diversa da quella a cui i residenti sono tristemente abituati da diversi anni: un gruppetto di spacciatori seduti sui blocchi di cemento rivolti verso viale Cavour, uno appostato sotto al Grattacielo e altri due nella parte di parco che porta alla stazione: sono quelli che cercano il contatto visivo con i passanti e rivolgono un cenno o un saluto al loro passaggio. Altri gruppetti di ragazzi, in prevalenza africani, se ne stanno più isolati seduti sul prato, sui muretti della stradina che circonda il Grattacielo o sui pali delle altalene, mentre solo una famiglia con due bambini è presente al parco.

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A cinque giorni dall’inizio dell’operazione ‘parchi sicuri’, le impressioni di chi vive quotidianamente il piazzale della Stazione non sembrano molto positive. “Fino alla settimana scorsa se non altro c’erano anche persone normali – ci racconta un negoziante -, ora invece sono solo spacciatori. Ma come si fa a pensare di combattere lo spaccio togliendo le panchine? Questi qua si sono già portati le sedie ed è da due ore che sono lì con delle casse di birra: la situazione è peggio di prima”.

Un residente del Grattacielo si ferma per un attimo sconsolato prima si salire in auto: “Tutti quelli con cui ho parlato nel palazzo sono inferociti e dicono che togliere le panchine non servirà a niente, anzi ci toglierà quel poco di frequentazioni normali che c’erano prima. Ho votato per questa amministrazione e continuo a crederci, ma mi auguro che questo sia solo un passo falso perché non è così che si affrontano i problemi”.

Minaccia di suicidarsi

RASSEGNA STAMPA

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Estense.com del 20.07.2019 – https://www.estense.com/?p=794213

Minaccia di suicidarsi, cambia idea, ma poi precipita: ricoverato a Cona

L’uomo si è arrampicato su un albero per poi cospargersi di alcol. Secondo le prime indiscrezioni è la stessa persona che circa tre mesi fa si era reso protagonista di una scena simile in piazza Travaglio

È rimasto appollaiato su un ramo a quasi quattro metri di altezza dei giardini davanti al Grattacielo, cospargendosi di alcol e minacciando di darsi fuoco. E poi, quando la mediatrice della questura è riuscita a convincerlo a scendere, in un istante fatale ha perso l’equilibrio ed è scivolato, precipitando di schiena sul prato sottostante.

Sarà una scena difficile da dimenticare per i testimoni del tentato suicidio avvenuto venerdì sera: dopo aver tenuto in apprensione il vicinato per circa un’ora – dalle 18:45 alle 19:45 – l’uomo infatti ha finito per rischiare la vita proprio nel momento in cui aveva desistito da quello che era il suo proposito annunciato.

La segnalazione è arrivata poco prima delle 19 e nel giro di pochi minuti un vasto assembramento di forze dell’ordine e di soccorso ha presidiato la zona: polizia, vigili del fuoco e 118 si tenevano a debita distanza per non far scaldare ulteriormente la situazione, mentre l’uomo sull’albero – un nordafricano al momento non identificato – si spruzzava addosso del liquido da un flacone trasparente, presumibilmente alcol o un’altra sostanza infiammabile.

Dopo una quarantina di minuti e grazie all’intervento di una mediatrice della questura, che si è avvicinata da sola all’albero per parlare da sola con l’aspirante suicida, l’uomo ha deciso di scendere, finendo però per perdere l’equilibrio e precipitare. I soccorritori a quel punto si sono letteralmente precipitati ad aiutarlo e l’uomo, che non sembra aver perso i sensi negli istanti successivi alla caduta, è stato immobilizzato sulla barella e trasportato all’ospedale. Secondo le prime indiscrezioni, che sembrano confermate anche dalle nostre immagini, il protagonista dell’episodio è lo stesso uomo che circa tre mesi fa aveva minacciato di suicidarsi in maniera simile (anche in quel caso cospargendosi di alcol) in cima a un torrione di piazza Travaglio, e che era stato fermato anche grazie all’intervento dell’allora sindaco Tagliani che riuscì a distrarlo facendo in modo che i soccorritori riuscissero ad avvinarsi.

 

Lettera alla Soprintendenza e Belle Arti

RASSEGNA   STAMPA

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I residenti della Gad scrivono alla Soprintendenza

La denuncia: “I lavori allo stadio hanno deturpato e fatto scempio del quartiere”

Scempio del verde pubblico e recinzioni che deturpano l’urbanistica. I residenti attorno allo stadio scrivono alla Soprintendenza alle Belle Arti per denunciare “lo scempio nel quartiere Giardino di Ferrara”.

La lettera, firmata dalla referente per i residenti Elena Ruzziconi e dal presidente del Comitato Zona Stadio Massimo Morini (e sottoscritta da 31 nominativi) fa presente che la zona “negli ultimi anni è stata oggetto di interventi che riteniamo non ne abbiano saputo salvaguardare l’aspetto architettonico ed ambientale, soprattutto in una città il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco”.

Il dito è puntato sui lavori di adeguamento del “Paolo Mazza”, in Corso Piave e delle vie limitrofe, in ossequio alla circolare 18/07/2018 del Ministero dell’Interno che impone di recintare l’area attorno all’impianto sportivo per separare le tifoserie e facilitare l’afflusso e il deflusso del pubblico durante le partite interne della Spal. Lavori che “hanno danneggiato in maniera molto evidente ed incontestabile il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale”.

In che modo? “Nelle vie adiacenti allo Stadio Paolo Mazza, più precisamente Via Ortigara, Via Cassoli, Corso Piave, Via Montegrappa e Corso Vittorio Veneto, si è fatto scempio del verde pubblico; ad esempio dividendo longitudinalmente il viale di ginkgo biloba (fossili viventi) con muro di recinzione, cementando tratti di bauletti erbosi per posizionare in via fissa, oramai da due anni, una parte delle recinzioni c.d. “Betafence” che restano costantemente posizionate nelle vie circostanti lo stadio deturpando per le loro dimensioni e colori l’urbanistica e l’aspetto architettonico e storico del quartiere”.

I residenti concordano sulla necessità di adottare misure di sicurezza necessarie per evitare disordini ed incidenti in occasione di incontri di calcio, ma contestano fermamente le modalità “con cui le stesse sono state ottemperate, a discapito di un intero quartiere che in questa zona vive tutto l’anno e non solo ogni 15 giorni in occasioni delle partite in casa”.

Per questo motivo chiedono alla Soprintendenza “se sia a conoscenza del fatto che i “Betafence”, manufatti obbrobriosi e mastodontici ma cosiddetti mobili (posizionati e non cementati a terra) non vengono per lo più mai rimossi dalla sede stradale – solo qualcuno viene portato dentro gli spazi dello stadio – al termine degli incontri calcistici, manifestazioni con cadenza appunto quindicinale”.

Barriere che non vengono rimosse nemmeno durante la sosta del campionato di calcio, di norma da fine maggio a fine agosto di ogni anno, e rimangono “depositate nelle vie su elencate, anche in prossimità di incroci stradali, generando non solo deturpazione dell’ambiente ma anche pericolosità per auto, ciclisti e pedoni in transito. Anche le stesse transenne, non vengono mai rimosse e riposte, a termine gara, in appositi spazi custoditi”.

Detto questo, i firmatari richiedono all’ente che tutela le belle arti e il paesaggio di accertare “se siano state rispettate le necessarie autorizzazioni e se siano state valutate/suggerite soluzioni alternative a tutela della sicurezza e incolumità del pubblico, in quanto non ci risulta che in altri impianti sportivi vi siano questi “sbarramenti”, così invasivi e deturpanti per l’ambiente. Di norma, per delimitare e incanalare il flusso dei tifosi da e per lo stadio, si usano infatti transenne e/o reti metalli facilmente smontabili e trasportabili al termine di ogni singolo incontro. Vorremmo pertanto suggerire che anche per le partite di calcio al “P. Mazza” vengano adottate tali misure di sicurezza”.

Da Estense.com del 08.07.2019 – https://www.estense.com/?p=791524

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Lettera alla Soprintendenza e Belle Arti

Ferrara, 12 giugno 2019

Spett.le

Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia

Nucleo Operativo di Ferrara

Via Praisolo, 1 – 40121 FERRARA

Loro indirizzi e-mail

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Oggetto: deturpazione e scempio nel quartiere Giardino di Ferrara

Spettabile Soprintendenza,

in qualità di residenti desideriamo segnalare che il “nostro” quartiere in oggetto, compreso nella cerchia delle Mura rinascimentali, che deve il nome ai viali alberati, al verde pubblico della zona (sino a qualche anno fa ben curato) ed in cui all’inizio del Novecento sono state edificate eleganti ville, negli ultimi anni è stato oggetto di interventi che riteniamo non ne abbiano saputo salvaguardare l’aspetto architettonico ed ambientale, soprattutto in una città il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco.

Nell’ambito dei lavori di adeguamento dello Stadio “Paolo Mazza”, sito in Corso Piave nr. 28 e delle vie limitrofe, in ossequio alla circolare 18/07/2018 del Ministero dell’Interno che impone di recintare l’area attorno all’impianto sportivo per separare le tifoserie e facilitare l’afflusso/deflusso del pubblico durante le partite interne del Campionato di calcio serie A della Società Spal, riteniamo infatti che il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale sia stato danneggiato in maniera molto evidente ed incontestabile.

Nelle vie adiacenti allo Stadio Paolo Mazza, più precisamente Via Ortigara, Via Cassoli, Corso Piave, Via Montegrappa e Corso Vittorio Veneto, si è fatto scempio del verde pubblico; ad esempio dividendo longitudinalmente il viale di ginkgo biloba (fossili viventi) con muro di recinzione, cementando tratti di bauletti erbosi per posizionare in via fissa, oramai da due anni, una parte delle recinzioni c.d. “Betafence” che restano costantemente posizionate nelle vie circostanti lo stadio deturpando per le loro dimensioni e colori l’urbanistica e l’aspetto architettonico e storico del quartiere.

Se da un lato concordiamo infatti sulla necessità di adottare misure di sicurezza necessarie per evitare disordini ed incidenti in occasione di incontri di calcio, dall’altra contestiamo e denunciamo fermamente le modalità con cui le stesse sono state ottemperate, a discapito di un intero quartiere che in questa zona vive tutto l’anno e non solo ogni 15 giorni in occasioni delle partite “in casa”. Per questo motivo si chiede a codesta Soprintendenza in indirizzo, se sia a conoscenza del fatto che i “Betafence”, manufatti obbrobriosi e mastodontici ma cosiddetti mobili (posizionati e non cementati a terra) non vengono per lo più mai rimossi dalla sede stradale – solo qualcuno viene portato dentro gli spazi dello stadio – al termine degli incontri calcistici, manifestazioni con cadenza appunto quindicinale. Persino durante la sosta del campionato di calcio, di norma da fine maggio a fine agosto di ogni anno, queste barriere rimangono “depositate nelle vie” su elencate, anche in prossimità di incroci stradali, generando non solo deturpazione dell’ambiente ma anche pericolosità per auto, ciclisti e pedoni in transito. Anche le stesse transenne, come si evince dalla documentazione fotografica in allegato, non vengono mai rimosse e riposte, a termine gara, in appositi spazi custoditi.

A fronte di quanto illustrato in premessa, siamo cortesemente a richiedere a Codesta Soprintendenza di accertare se siano state rispettate le necessarie autorizzazioni che presumiamo il Vostro Ufficio abbia rilasciato e se, in caso affermativo, riteniate che le modalità di attuazione, che di fatto si stanno consolidando nell’indifferenza di tutti, associazioni culturali cittadine comprese, siano corrette. Ovvero che manufatti, di così grosse dimensioni e grande impatto visivo “dichiarati mobili” restino a tutti gli effetti fissi in loco.

In conclusione, con la presente si chiede se siano state valutate/suggerite soluzioni alternative a tutela della sicurezza e incolumità del pubblico, in quanto non ci risulta che in altri impianti sportivi vi siano questi “sbarramenti”, così invasivi e deturpanti per l’ambiente. Di norma, per delimitare e incanalare il flusso dei tifosi da e per lo stadio, si usano infatti transenne e/o reti metalli facilmente smontabili e trasportabili al termine di ogni singolo incontro. Vorremmo pertanto suggerire che anche per le partite di calcio al “P. Mazza” vengano adottate tali misure di sicurezza.

Grati per l’attenzione, confidiamo che vorrete procedere ad un’ispezione sul territorio e più precisamente nelle vie Cassoli, Corso Piave, Corso Vittorio Veneto e Montegrappa per una più diretta valutazione della deturpazione arrecata all’ambiente.

Cordiali saluti.

Referente per i residenti

Elena Ruzziconi

Seguono nr. 31 residenti sottoscrittori

e

Comitato Zona Stadio

Il Presidente Massimo Morini

Alcune foto

Via Montegrappa

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Corso Vittorio Veneto

I Betafence

 

 

 

 

 

Le transenne “abbandonate” da due anni a questa parte. Leggi nota a calce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota: dopo che per due anni le transenne oramai facevano parte dell’arredo urbano il giorno 19 Giugno 2019 sono state rimosse. Solo per la precisione

La cementificazione

 

 

  

 

 

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Video

Primo Consiglio Comunale in Gad

Consiglio comunale ‘sudario’ in Gad per l’insediamento dell’amministrazione Fabbri

Eletti il presidente Lorenzo Poltronieri e il vice Dario Maresca, gli otto capigruppo e la commissione elettorale. Il sindaco: “Giusto essere sotto il grattacielo”. Il consigliere anziano Zocca: “Il pubblico è la nostra forza”

Atmosfera rovente per il primo consiglio comunale dell’amministrazione di Alan Fabbri convocato in zona Gad, più per le temperature bollenti raggiunte giovedì sera che per i temi all’ordine del giorno, tutti puramente tecnici e pro forma per l’insediamento ufficiale della giunta e dei 32 consiglieri, tutti presenti tra i banchi ad eccezione dell’unica assenza annunciata del leghista Ciriaco Minichiello.

L’apparato amministrativo si è trasferito all’ombra del grattacielo perché “è giusto essere qui – annuncia il sindaco Fabbri indossando per la prima volta la fascia tricolore tra gli applausi del pubblico, poco meno di 300 persone -, non è stato facile trasferire il consiglio, e per questo ringrazio i dipendenti comunali e le forze dell’ordine, ma era un atto dovuto e promesso in campagna elettorale come segnale di vicinanza al quartiere”.

Era dagli anni ’70 che l’assemblea non lasciava palazzo municipale per traslocare en plein air e questo sancisce in qualche modo l’epoca di cambiamento annunciata dal Carroccio. Nei tre lunghi banchi di legno, un palchetto per la giunta, una quarantina di posti a sedere, una serie di transenne a delimitare l’area, l’apparato audio-video senza voto elettronico, le votazioni a scrutinio segreto si sono svolte con i bigliettini mentre la convalida degli eletti con alzata di mano.

Ad aprire la seduta è il consigliere anziano Benito Zocca del Carroccio che ha proceduto alla lettura dell’elenco degli eletti tra cui i consiglieri subentrati agli assessori in base alle preferenze ottenute alle urne: Annalena Ziosi e Rossella Arquà della Lega al posto di Nicola Lodi e Dorota Kusiak, Massimiliano Guerzoni e Camilla Martenucci di Ferrara Cambia sostituti di Andrea Maggi e Angela Travagli, Federico Soffritti di Fratelli d’Italia ‘surrogato’ di Alessandro Balboni e Diletta D’Andrea di Forza Italia al posto di Matteo Fornasini.

Non sono pervenuti ricorsi di illegittimità o incompatibilità dei candidati, così la convalida delle elezioni scorre veloce, nonostante il ‘sudario’, fino al giuramento del primo cittadino, che come da prassi ha “giurato di osservare lealmente la Costituzione italiana”.

All’unanimità (quasi) sono stati eletti con 30 preferenze i consiglieri Lorenzo Poltronieri della Lega come presidente del consiglio comunale e Dario Maresca del Pd, ma candidato con la lista Gente a Modo, come vicepresidente. L’unica scheda bianca – sembrava che una scheda fosse sparita durante lo scrutinio ma è stata ritrovate qualche minuto dopo – è quella annunciata da Tommaso Mantovani del M5S: “Non ho nessun pregiudizio per eventuali convergenze – spiega il pentastellato nella dichiarazione di voto – ma voterò astenuto per ribadire la terzietà del Movimento 5 Stelle“.

Ringraziato il pubblico “che è la nostra forza”, è tempo della nomina degli otto capigruppo dei gruppi consiliari: Benito Zocca (Lega), Francesco Carità (Ferrara Cambia), Paola Peruffo (FI), Federico Soffritti (FdI), Tommaso Mantovani (M5S), Roberta Fusari (Azione Civica), Dario Maresca (Gente a modo) e Aldo Modonesi (Pd).

In commissione elettorale entrano come membri effettivi Luca Caprini (Lega), Federico Soffritti (FdI) e Simone Merli (Pd) e come supplenti Davide Bertolasi (Pd), Francesca Savini (Lega) e Paola Peruffo (FI). Alla votazione non partecipa il sindaco, come spiegato dalla segreteria comunale, perché ne fa parte di diritto.

I ventagli smettono di sventolare alle 20 in punto, quando viene sciolta la seduta-sauna in una location insolita, nel giorno più caldo dell’anno per il clima e la storia della città di Ferrara, guidata dal centrodestra dopo 74 di ‘storia rossa’. A margine dell’incontro, tra un selfie e una stretta di mano, il sindaco Fabbri anticipa i temi da portare in giunta la prossima settimana: la crisi del Mercatone Uno, l’arrivo dei contributi per il Piano Periferie e il programma dei 100 giorni di governo estense, tra cui le nuove regole per l’assegnazione degli alloggi popolari sul modello del Comune di Bondeno e la famigerata tassa sui passi carrabili.

da Estense.com del 27.06.2019 – https://www.estense.com/?p=789715

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Le richieste dei residenti – Carlino del 29.06.2019

 

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