Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Quartiere Gad – Cosa scrivono

Rassegna Stampa Nazionale

Il Gionale.it – 25.10.2019

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La città in guerra con le gang criminali nigeriane

Spaccio, aggressioni, violenze in strada. Poi il blitz antidroga delle forze dell’ordine. La Lega: “Ferrara non gli darà scampo”

 Ferrara è da poco passato mezzogiorno. Un gruppetto di ragazzi stranieri occupa le altalene dei bambini. Chiacchiera. Aspetta clienti come noi, due ragazzi in cerca di un po’ di droga da asporto.

Basta uno sguardo: “Cosa vuoi? Cocaina va bene? Quanta ne vuoi?“. Fanno cento euro al grammo. Ne ordiniamo alcune dosi per la sera, l’appuntamento (a cui non ci presenteremo) è per le 18. Stesso posto. “Ma adesso ne vuoi un po’?“.

Sono ormai anni che la “città delle biciclette”, famosa per i tortelli di zucca e la salama da sugo, si trova al centro delle cronache nazionali per episodi di violenza e traffico di stupefacenti. Per alcuni è “mafia nigeriana“, per altri si tratta di “percezioni” esagerate dalla propaganda sovranista e un po’ xenofoba. La realtà basta osservarla con i propri occhi. La centrale dello spaccio ruota attorno alla stazione ferroviaria, tra via Roboni, piazzale Castellina e il parchetto Enrico Toti. È la zona del Gad, non lontano dallo stadio della Spal. Tre grattacieli malridotti fanno da teatro al più classico dei set sul degrado: vedette a ogni angolo, droga nascosta sotto gli alberi, traffici quotidiani. “Qui dettano legge i nigeriani – dice Nicola Lodi, assessore alla sicurezza della Lega – Si contendono il territorio e si massacrano seminando sangue sui marciapiedi” (guarda il video).

Le cronache locali raccontano di una vera e propria guerra per la gestione del traffico di stupefacenti. La città ricorda sconvolta l’aggressione a colpi di machete nell’agosto dell’anno scorso. Al raid ne seguirono altri tre, in una lunga scia di violenze che ha portato all’arresto di sette componenti di una gang nigeriana. Di episodi simili ne esistono a bizzeffe. Militari aggrediti, carabinieri pestati, coltellate in strada, risse e pestaggi choc fuori dai pub etnici. I cittadini sono esasperati: “C’erano almeno 20 extracomunitari che si rincorrevano con delle urla – ricorda Graziano Cardi, residente – Si davano delle bottigliate. Io mi sono trovato in mezzo e mi hanno scaraventato per terra”. La miscela esplosiva è deflagrata lo scorso febbraio, quando gli immigrati rovesciarono cassonetti e bottiglie in strada inscenando una vera e propria rivolta.

Ferrara è da poco passato mezzogiorno. Un gruppetto di ragazzi stranieri occupa le altalene dei bambini. Chiacchiera.Le cronache locali raccontano di una vera e propria guerra per la gestione del traffico di stupefacenti. La città ricorda sconvolta l’aggressione a colpi di machete nell’agosto dell’anno scorso. Al raid ne seguirono altri tre, in una lunga scia di violenze che ha portato all’arresto di sette componenti di una gang nigeriana. Di episodi simili ne esistono a bizzeffe. Militari aggrediti, carabinieri pestati, coltellate in strada, risse e pestaggi choc fuori dai pub etnici. I cittadini sono esasperati: “C’erano almeno 20 extracomunitari che si rincorrevano con delle urla – ricorda Graziano Cardi, residente – Si davano delle bottigliate. Io mi sono trovato in mezzo e mi hanno scaraventato per terra”. La miscela esplosiva è deflagrata lo scorso febbraio, quando gli immigrati rovesciarono cassonetti e bottiglie in strada inscenando una vera e propria rivolta.

Non è un caso se in una città tradizionalmente di sinistra, chi un tempo si riconosceva nel Pd oggi confessa di aver cambiato bandiera, sposando quella di chi promette maggior sicurezza. Da Franceschini a Salvini il passo è stato breve. La sfida del neo-sindaco Alan Fabbri non è facile, anzi. In caso di sconfitta potrebbe rivelarsi la Caporetto di chi è arrivato al potere promettendo di cacciare i criminali “a calci nel culo”. Staremo a vedere. Intanto il primo consiglio Comunale la Lega lo ha convocato proprio ai giardini del Gad. Poi il vicesindaco ha iniziato a togliere le panchine dal parco e a mobilitare la cinofila della municipale. I prossimi passi sono “armare i vigili”, entrare “nei locali multietnici ricettacolo di degrado”, rispolverare le telecamere e “aumentare il presidio del territorio”. L’obiettivo è quello di rivalutare una zona ormai abbandonata a sé stessa, coi prezzi delle case crollati in pochi anni. “Il mio appartamento valeva 190mila euro, ora mi hanno consigliato di venderlo a 40mila”, spiega Graziano. Chi aveva acquistato nei grattacieli si ritrova a svenderli per 130 euro al metro quadro, regalandoli ai “pakistani che poi li subaffittano a nomadi e nigeriani”.

Chi parlava di “percezioni” si è dovuto ricredere quando nei giorni scorsi la polizia ha sferrato un duro colpo al traffico di stupefacenti. Agli arresti ne sono finiti oltre 20, tutti nigeriani residenti in prevalenza nelle torri del grattacielo o poco distante. Un anno e mezzo di indagini ferrate, agenti sotto copertura, 45 indagati, 10kg di droga sequestrati, fino a 1000 cessioni registrate ogni mese. Gli inquirenti hanno tracciato la droga proveniente dalla Nigeria, documentandone la filiera: il grossista a Bologna, le donne-corriere, i 4 capi fornitori in città e le decine di piccoli spacciatori. Per gli investigatori non ci sono elementi per parlare tecnicamente di “mafia nigeriana”. Ma non è questo il punto. Organizzazione mafiosa o meno, questi “cittadini nigeriani – scrive il giudice nell’ordinanza – avevano colonizzato la zona facendone una piazza di spaccio 24 ore su 24″. Il blitz è un primo colpo, un “punto intermedio”, per dirla con le parole del questore Gian Carlo Pallini, “tra una battaglia e una guerra di lunga durata”. Ci sarà ancora da combattere. Ma l’amministrazione – giura Lodi – “non gli darà scampo”.

Per vedere video clicca su:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/citt-guerra-gang-criminali-nigeriane-1774681.html

I dettagli dell’operazione “Wall Street”

RASSEGNA   STAMPA

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Agenti sotto copertura, telecamere e intercettazioni contro lo spaccio ai giardini del Grattacielo

I dettagli dell’operazione “Wall Street” con la quale la Polizia ha fermato un gruppo di pusher attivo in Gad arrestando 26 persone

In primo piano, da sinistra: il dirigente della Squadra Mobile Andrea Crucianelli e Luca Sita, coordinatore della coordinatore della sezione Antidroga

Quarantacinque indagati, sette custodie in carcere, 11 arresti differiti, 7 divieti di dimora, 6 arresti in flagranza, un fermo d’indiziato di delitto, due espulsioni e 10 kg di droga – tra marijuana, cocaina ed eroina – sequestrati, 200 poliziotti impegnati, 5 agenti sotto copertura in azione in Gad.

Sono alcuni dei numeri dell’operazione “Wall Street” con la quale la Polizia di Stato, in un lungo lavoro iniziato nell’aprile del 2018, ha dato uno stop deciso allo spaccio di stupefacenti in zona Gad, in particolare nell’area dei giardini del Grattacielo.

“Tra aprile e giugno dell’anno scorso – spiega Andrea Crucianelli, diriegente della Squadra Mobile della questura di Ferrara – ci siamo confrontanti con il nostro Servizio centrale operativo (che fa parte della Direzione centrale anticrimine, coinvolta nel progetto ‘Pusher 3’, ndr) e ci siamo resi conto che i servizi classici con gli arresti in flagranza non portavano i risultati sperati perché la normativa non permette ai magistrati di chiedere delle misure cautelari restrittive. Abbiamo voluto investire in un periodo di medio termine”.

Così, con l’avvallo del sostituto procuratore Andrea Maggioni, è partita un’operazione sul campo fatta per i primi sei mesi di agenti sotto copertura arrivati dal Servizio centrale operativo, telecamere nascoste installate dai tecnici della Polizia scientifica di Roma, intercettazioni, arresti differiti. E dall’inizio di quest’anno fino a questi giorni – alcune persone devo ancora essere rintracciate –  con la seconda fase, quella in cui si sono ascoltate le 90mila telefonate registrate da 40 linee, quasi tutti in vari dialetti nigeriani, si sono dati nomi ai volti, si sono associati i reati a quei nomi preparando un numero enorme di carte da presentare al giudice per le indagini preliminari. L’ordinanza finale, a testimonianza della mole di lavoro anche per i magistrati, è lunga 250 pagine.

Non si parla di mafia, non si parla neppure di realtà associative criminali vere e proprie, non essendo stata riscontrata una vera e propria organizzazione gerarchica, ma di un gruppo più o meno omogeneo e collaborante che si occupava dello spaccio al dettaglio a Ferrara, nei giardini del Grattacielo, la Wall Street degli scambi di stupefacenti in città.

Alcuni degli arrestati nel corso dell’operazione “Wall Street”

Agenti sotto copertura, telecamere e oltre mille scambi al mese. Ecco allora che sono stati chiamati da Roma cinque agenti, volti mai visti prima dai pusher, che hanno operato sotto copertura, che si sono finti clienti mentre, dalle telecamere nascoste, venivano monitorati gli scambi illegali (e il lavoro delle numerose sentinelle) e i prelievi dello stupefacente dai nascondigli. Gli agenti, nel frattempo, conquistavano la fiducia degli spacciatori, fino a guadagnarsi il loro numero di telefono.

Una volta inquadrati i personaggi – che spesso agivano in maniera coordinata: chi approcciava il cliente, chi andava a prelevare le dosi necessarie – sono stati fatti gli ‘arresti differiti’, in modo da non compromettere l’indagine. Le telecamere hanno però registrato anche altri scambi, quelli con i clienti veri, compresi due minorenni di 15 e 16 anni.  I prezzi variavano a seconda dei soggetti, dimostrando la mancanza di un tariffario fisso, spesso erano ad hoc per i clienti più ‘facoltosi’, scontati per quelli più frequenti. “Ai Giardini, tenendoci bassi, ci saranno stati almeno 1.000 scambi al mese, circa 2 kg di droga venduta. E non abbiamo riscontrato la vendita di hashish”, afferma ancora Crucianelli.

Acquirenti da Ferrara ma non solo. Gli acquirenti erano per lo più ferraresi, ma alcuni venivano  da Comacchio – uno di essi è stato anche colpito da una misura restrittiva –  e da Rovigo, altri erano stranieri.

La droga da Bologna. Il gruppo si approvvigionava da fuori, principalmente da Bologna, dove è stato arrestato il grossista, con viaggi in treno o in autobus da parte dei soggetti che assumevano il ruolo di intermediari. Ma la droga non si fermava nei soli confini ferraresi.

Corrieri per altre piazze. Chiusa la fase di monitoraggio dall’interno con gli agenti sotto copertura, il lavoro successivo dell’Antidroga estense è stato quello di monitorare le chiamate e gli spostamenti, e così si è aperto un altro mondo, quello del traffico verso altre parti d’Italia e verso l’estero: corrieri con borsoni, ovulatori e ovulatrici che ingerivano ovuli da 10-20 grammi – “grandi quasi come un ovetto Kinder”, spiega Luca Sita, sostituto commissario che coordina la sezione Antidroga – e che cercavano anche di portare all’estero la droga: ne sono stati fermati a Tarvisio, alla frontiera, uno a Firenze in stazione, altri e altre mentre si preparavano a partire.

Alla fine – compreso l’ultimo di giovedì pomeriggio – sono stati effettuati 26 arresti in totale dall’inzio dell’operazione e alcuni riguardano anche la ‘banda del machete’, il gruppo che aveva cercato di ammazzare Stephen Oboh il membro di una banda (in quel momento) rivale in via Olimpia Morata nel luglio del 2018.

Si tratta di persone tutte di nazionalità nigeriana, due di queste sono state espulse martedì, e quasi tutte richiedenti protezione internazionale: a quattro è stato notificato il diniego dello status di rifugiato. Come detto, c’è anche un italiano coinvolto, un comacchiese, che si sospetta potesse acquistare la droga per rivenderla: per lui è scattato un divieto di dimora.

Da Estense.com del 18.10.2019 – https://www.estense.com/?p=811172

Tanto per cambiare

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Il violento litigio iniziato nella zona della Coop del Doro e poi si è spostato in viale Po davanti al Bar Venezia dove tre cittadini ivoriani si sono inseguiti dopo essersi picchiati e aggrediti a morsi. Uno almeno ferito, un altro viene ricercato. Tre auto dei carabinieri e una della polizia sul posto e i sanitari del 118

FERRARA – L’allarme è scattato poco prima delle 9.30 ai centralini delle forze di Polizia e Carabinieri per un gruppo di cittadini stranieri che stava litigando.

La rissa è scoppiata questa mattina (giovedì 10 ottobre)  in via Modena e dalle prime informazioni, il violento litigio, che ha coinvolto almeno tre persone, è cominciato nella zona della Coop del Doro ed è terminato in viale Po, all’altezza del Bar Venezia, dopo un inseguimento tra i contendenti. “Abbiamo visto tre persone urlare in mezzo alla strada”, poi sono arrivati i carabinieri, riferiscono alcuni avventori del bar.

In seguito a una richiesta di intervento, sul posto sono accorse tre pattuglie dei carabinieri e una Volante della polizia, insieme a un’ambulanza. Almeno una persona è rimasta ferita, presa a morsi e colpita con una mazza, ma le sue condizioni non sono preoccupanti.
Sono in corso le ricerche di un’altra persona fuggita dietro la Coop del Doro.  I carabinieri hanno raccolto le testimonianze e identificato le persone coinvolte nella rissa, tutti cittadini della Costa d’Avorio. Sono in corso indagini da parte delgi inquirenti  per capire  i motivi della rissa.
La Nuova Ferrara del 10.10.2019

Novità in Gad – Arrivano i droni

Arrivano i droni anti-spaccio in Gad. La Lega prende l’idea della Morghen

Naomo Lodi incontra il Dicapp-Sulpl e promette nuove dotazioni. Tra cui la soluzione che fu dei 5S

Tra le dotazioni che verranno fornite alla Polizia Locale per il controllo del territorio ci sono anche i droni che verranno utilizzati per i controlli anti-spaccio e anti-degrado in zona Gad. È quanto ha anticipato Naomo Lodi al sindacato Dicapp-Sulpl in un incontro avvenuto ieri, lunedì 23 settembre, in residenza municipale.

Durante l’incontro sono state illustrate dal sindacato le esigenze dei vari settori della Polizia Locale di Ferrara, anche in vista dell’arrivo del nuovo comandante.

“Lodi, che ha preso atto delle necessità dei vari reparti del corpo – si legge in una nota del Comune -, che vanno dalle esigenze di informatizzazione di tutti i reparti, con particolare riferimento alla sala operativa, ai problemi di allestimento dei mezzi alle evidenti carenze in materia di formazione del personale, della sicurezza, delle sedi e dei luoghi di lavoro degli agenti”.

Al vicesindaco è stata anche illustrata la situazione di cronica carenza di organico accentuata ancor di più da alcuni pensionamenti di ufficiali.

Il vicesindaco ha sostenuto che “è intenzione dell’amministrazione, così come dichiarato nelle Linee Programmatiche di Mandato, investire risorse per riorganizzare il corpo, a partire da quelle per la nuova sede del Comando fino alle altre necessità illustrate”.

Per Naomo sarà fondamentale “procedere con l’informatizzazione, attraverso l’acquisto di nuovi pc, tablet, cellulari e strumentazione per il rilievo degli incidenti stradali, dotando i mezzi di idonei allestimenti e attrezzature utili agli obiettivi dei reparti specializzati che nasceranno dopo la riorganizzazione che prenderà il via con l’arrivo del nuovo comandante”.

Tra le dotazioni che verranno fornite alla Polizia Locale per il controllo del territorio, appunto, ci sono anche i droni che verranno utilizzati per i controlli anti-spaccio e anti-degrado in zona Gad (la soluzione che propose Ilaria Morghen quando venne candidata sindaco nel 2014), mentre, nell’ottica della riorganizzazione che verrà affidata al nuovo comandante, c’è l’attivazione delle procedure per avviare il corpo all’armamento, previo coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.

Il sindacato ha, inoltre, sottolineato l’esigenza di aumentare i corsi di formazione per gli agenti in tutte le materie di competenza, con particolare riferimento alle tecniche operative e anche su questo punto il vicesindaco ha sottolineato una disponibilità a finanziare specifici corsi dedicati agli, come quelli ai quali sono stati dedicate le risorse del Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione, rivolti in particolare alla formazione del personale frequentemente in contatto con l’utenza immigrata.

Sul fronte assunzioni il vicesindaco ha garantito che “si provvederà in tempi brevi, anche sulla base delle indicazioni che perverranno dal nuovo comandante, il quale stilerà il progetto di ristrutturazione del corpo, all’assunzione di nuovi agenti” e che “verrà garantita la sostituzione dei tre ufficiali che nel corso del 2019 sono andati in pensione”.

Per quanto riguarda le sedi, il vicesindaco ha chiarito che “il nuovo comando sarà pronto entro maggio 2020, la sede di zona nord a Pontelagoscuro verrà chiusa, mentre verrà ampliata l’attuale sede di via IV Novembre, con una ristrutturazione della palazzina che porterà all’ampliamento degli spazi e al rispetto dei canoni di sicurezza previsti dalla legge”. In relazione all’ampliamento della sede del centro, i rappresentanti del sindacato hanno sottolineato che, come già accaduto per la sede del Palaspecchi, con apposite riunioni verrà coinvolto tutto il personale, al fine di raccogliere suggerimenti ed elaborare proposte concrete da sottoporre all’Amministrazione.

Da Estense.com del 25.09.2019

Progetto per il verde di Viale IV Novembre

Durante l’incontro con l’Amministrazione Comunale, in ottica di una vera riqualificazione del verde pubblico, abbiamo presentato il progetto: “Le tre età per il… Gad”

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IL Comitato Zona Stadio ritiene che gli spazi verdi limitrofi viale IV novembre, possano essere utilizzati sia come spazio per svago, pic nic e momenti sportivi all’aperto. Nello specifico il progetto vedrebbe, con la collaborazione di un architetto di esterni presenti e di un preparatore atletico della Associazione sportiva giardino, un “percorso vita” che fosse adeguato a coinvolgere persone delle varie età : infante-adulta-anziana. Lo scopo è potere usufruire degli spazi verdi non come zone semplicemente “calpestabili”, ma come zone che possano essere di stimolo per potere sia proseguire la corsa/camminata che lo sportivo fa sulle mura, sia uscire di casa per effettuare semplici ed efficaci esercizi all’interno di un circuito .La proposta di collaborazione con altri gruppi presenti nella zona ha sia lo scopo di creare e consolidare sempre più’ dinamiche di relazione, collaborazione ,sinergia tra vari attori del quartiere, sia lo scopo di non lasciare abbandonato uno spazio che, se non vissuto come utilizzabile per scopi adeguati, rischia di restare e peggiorare stato di degrado che già vi è. L’ipotesi è di creare un circuito (anche con la collaborazione di associazioni ) all’interno del quale, tappa dopo tappa, vengano individuati in base a vari criteri (età, affaticamento desiderato, ….) i differenti momenti ed esercizi utili allo tipo di allenamento desiderato.

Il potere inserire, oltre a bacheche che segnalino i vari esercizi da mettere in atto, anche piccole strutture in prevalenza lavorate con il legno ha lo scopo sia di segnalare l’uso principale del luogo, che di richiamare ed incuriosire le persone ad utilizzare tale luogo.

 

Inserire anche all’interno piccoli e colorati spazi per il gioco libero ha come obiettivo quello di potere dare una visibilità positiva e familiare degli spazi verdi. Le idee proposte di “arredo”non dovrebbero essere troppo elaborate al fine di non richiedere troppa manutenzione.

Lo scopo del richiamare anche un architetto di esterni serve anche per utilizzare, se possibile, piante che siano poco manutentabili e che riportino il quartiere “GIARDINO” alla idea di uno spazio verde esterno e gradevole che combatta l’avanzare del degrado.

Questo spazio potrebbe anche essere, se possibile come progettualità, essere utilizzato anche dalle insegnanti di educazione fisica della scuola Poledrelli o Govoni e della scuola media T. Tasso all’interno, per esempio, di un percorso di cittadinanza attiva

Alternare anche esercizi a corpo libero può dare al percorso il senso di una dinamica delle attività che ne sottolinei maggiormente i possibili utilizzi ad ogni età.

Comitato Zona Stadio

Vice Presidente – Vissia Zanobi

Ferrara 09.09.2019

Incontro con l’Amministrazione Comunale

Iil 9 Settembre 2019 rappresentanti del nostro Comitato incontreranno la nuova Amministrazione Comunale.

Ecco il Comunicato che andremo a consegnare.

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Documento del 9 Settembre 2019

PREMESSA

Consapevoli che i problemi di un quartiere sono tanti, complessi e in continuo cambiamento, riteniamo che questi vadano affrontati singolarmente e rapidamente cercando di affiancare alle strategie già in corso, altre innovative e diversificate perché il fenomeno del degrado, dello spaccio e dell’illegalità non è statico ma dinamico.

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Il Comitato Zona Stadio è un’aggregazione di abitanti attiva da diversi anni per tutelare e valorizzare il Quartiere Giardino. E’ un gruppo di cittadini volontari che agisce nei modi e nei tempi in cui riesce.

Nasce nel marzo del 2013 come AGGREGAZIONE SPONTANEA E APARTITICA di cittadini che, stanchi e stremati dalla SITUAZIONE DI DEGRADO NEL “QUARTIERE G.A.D.”, si è sin dall’inizio attivata in varie modalità civili e pacifiche per contribuire al miglioramento della qualità della vita e alla riqualificazione del suddetto Quartiere. Come?

Mettendo in evidenza le problematiche passando attraverso prima la forma critica, che mette in luce il disagio, poi quella propositiva che ci vede collaborativi in alcune parti del percorso che possono essere di competenza del cittadino.

Ricordiamo qui solamente il progetto, “Adottiamo un’aiuola” della durata di tre anni e più precisamente da Ottobre 2016 a Giugno 2019 in P.le G. Bruno a Ferrara. Il Progetto che ha coinvolto principalmente Istituzioni quali la precedente Amministrazione Comunale, due Istituti Scolastici, e diversi Sponsor. Questo verde pubblico, durante questi tre anni, è stato seminato, piantumato con piante e fiori, nel rispetto di un programma definito, con i bambini e il personale didattico. Le tematiche affrontate con i bambini delle Scuole Primarie Poledrelli e Bombonati sono state: l’osservazione della natura e dei cambiamenti stagionali, il senso civico e la sostenibilità ambientale, attività con la terra di gioco, piantumazione e cura. Nella programmazione del progetto sono state affrontate esperienze sia in aula che presso le aiuole. Le attività per le quali si sono sentiti partecipi come cittadini che fanno parte della comunità educante.

Attualmente alcuni residenti, membri del Comitato Zona Stadio, si sono presi in carico queste due aiuole per continuare la piantumazione e la conservazione, di quanto fatto dai bambini delle Scuole Primarie e Poledrelli. Tra l’altro un Giardino senza fiori che giardino è?

In questi anni abbiamo chiesto e fatto incontri con: Questore, Prefetto e Amministrazione Comunale; collaborando con le Forze dell’ Ordine e la Polizia Municipale attraverso l’osservare e il denunciare situazioni di illegalità riportando dati che potrebbero essere utili per le indagini come: targhe di veicoli avvistati nel Quartiere e i cui conducenti mettono in atto azioni illeciti; descrizioni fisiche degli individui che hanno comportamenti non rispettosi delle normative di legge viventi; segnalazioni di irregolarità negli esercizi commerciali e negli appartamenti del Quartiere.

 

DEGRADO

A – Alcune ordinanze e iniziative messe in campo fino ad ora sono risultate disattese nella loro reale efficacia. Una su tutte l’ordinanza comunale che vieta la somministrazione degli alcolici dalle ore 22.00 alle 6.00 sino al 30 settembre, al di fuori degli esercizi commerciali e le distese, quindi nelle vie, nel verde pubblico e nelle piazze. Basta andare dopo le ore 22.00 in Piazza Castellina e gruppi di non comunitari (prevalenza dell’Est) bevono tranquillamente, ovunque Basta fare una passeggiata sulle Mura alla mattina presto per vedere cartoni piene di lattine e bottiglie vuote. Il ripetuto utilizzo degli spazi verdi come latrine, a qualsiasi ora, da persone che, anche difronte a estranei, continuano il loro espletamento delle funzioni corporali indisturbati. Oltre ad emanare le ordinanze queste dovrebbero essere fatte rispettate. Possibile che persone bivacchino tutto il giorno lasciando a terra, nel verde pubblico, un sacco di rifiuti?

B – Sono stati tolti i giochi per bimbi nel verde pubblico di V.le IV Novembre quattro altalene, uno scivolo e una piccola palestra rettangolare in legno assieme ed altri giochi in P.le G. Bruno motivando il tutto con: “I giochi erano pericolosi e sono stati rimossi. Per motivi organizzativi si sono concentrate le aree gioco dando maggiore rilievo all’area verde di Piazza XXIV Maggio”. Più corretto affermare che non si è in grado di fare la manutenzione. Ora queste due aree di verde pubblico sono frequentati quasi esclusivamente da non comunitari per tutta la giornata, notte compresa.

SPACCIO ed ILLEGALITA’

Da anni stiamo chiedendo un presidio fisso e continuativo diurno e notturno delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale, per un periodo medio-lungo nei punti nevralgici del quartiere comprese le aree verdi come deterrente allo stazionamento dei malavitosi. La risposta è sempre stata: stazionando in un punto fisso non svolgerebbero un efficiente e capillare servizio di controllo del territorio.

L’arrivo a Ferrara dell’Esercito, al quale la precedente Amministrazione era notoriamente sfavorevole, è la conseguenza di una situazione di insicurezza e pericolosità che è oggettivamente sfuggita di mano alle Autorità cittadine competenti. Le associazioni, i comitati e gruppi formati di cittadini hanno salutato con piacere questo nuovo ausilio alla sicurezza degli abitanti e frequentatori del quartiere Giardino meglio noto come il GAD dalle cronache di tutti i giorni, come il ghetto dello spaccio e del degrado.

Un aumento di forze da impiegare rappresenta uno strumento necessario ed importante, in quanto va a rafforzare la presenza di presidi e controlli a supporto della cronica carenza di organico delle FF.OO. nel contrastare l’illegalità e il degrado. Dal nostro punto di vista riteniamo che dodici militari non rappresentino un’invasione, come qualcuno sostiene, ma un segnale oggettivo di presenza delle FF.OO. che dà più sicurezza, più tranquillità ai cittadini oramai rassegnati da quello che vedono e che spesso li porta a non uscire di casa in certi orari.

Un ringraziamento va a a loro e a tutto il personale delle FF.OO. che ogni giorno rischia la propria vita per le strade della nostra città.

C – Una maggiore e più intensa attività di verifica e controllo delle attività commerciali del quartiere quali i contratti di affitto e del rispetto delle normative i legge anche attraverso la collaborazione attiva degli amministratori di condominio che potrebbero essere formati a a dare informazioni anche ai condomini stessi per rilevare informazioni utili alle indagini delle FF. OO. quali: numero di inquilini che usufruiscono dell’appartamento, accentuata frequentazione di persone all’interno dell’immobile.

Chiediamo anche di intensificare i controlli sulle attività commerciali in quanto possibili luoghi dove si celano spesso situazioni di malaffare, probabile evasione fiscale e/o attività differenti da quelle visibili nel

listino del negozio stesso e dichiarate al comune. Tali esercizi prolungano l’attività commerciale ben oltre l’orario esposto.

D – La notizia a mezzo stampa del 22 Gennaio 2017 – https://www.estense.com/?p=593865

“Nuovi occhi vigilano sulla Gad: arrivano le guardie volontarie”

100 uomini controlleranno il Gad. Convezione tra Comune, questura e tre associazioni ambientaliste per garantire decoro e sicurezza. Si sono viste per circa 10/15 giorni poi più nulla. Dove sono finite? Forse che il Quartiere è stato riqualificato? Non ce ne siamo accorti.

E – Siamo a riproporre in allegato lettera/petizione del 13.10.2014 con nr. di protocollo 91145, sottoscritta da nr. 508 residenti, indirizzata al Sig. Sindaco la richiesta di valutare la chiusura del verde pubblico di P.le G. Bruno con l’installazione di cancellata, naturalmente provvista di cancelli su Via Poledrelli e Via Cassoli con orario regolamentato per apertura/chiusura degli stessi, come per esempio Parco Massari. La risposta, negativa, data dalla precedente Amministrazione era motivata dal costo (non vi erano rimanenze nelle Casse del Comune) e soprattutto su Via Cassoli non si poteva prendere in considerazione la chiusura perché quegli spazi aperti servivano per un’eventuale fuga dei tifosi durante le partite di calcio al P. Mazza. (Vedi all. nr. 1 nr. 2)

Suggeriamo, per quanto detto sopra, quanto segue:

1 – Eliminare le due piattaforme in cemento (gettate) predisposte per due biglietterie una Via Castetedaldo angolo Via Fortezza e l’altra in C.so Piave angolo Via Fortezza (Vedi all. nr. 3);

2 – Eliminazione della siepe dell’ex chiosco gelateria “La Siberiana” nel verde di Viale IV Novembre (vedi all. nr.4);

3 – Aumentare i controlli nelle aree verdi del GAD dove costantemente vi sono persone che bivaccano e si drogano;

4 – sostituire le panchine nei parchi da non permettere il bivacco ma consentire solo la possibilità di sedersi;

5 – richiedere, se non già fatto, l’arrivo di altri militari;

6 – Trovare un’adeguata soluzione alla presenza dei Betafence nel quartiere che hanno deturpato alcune vie storiche;

7 – Sollecitare la Società Spal per completare l’intera recinzione in muretto come era previsto dal progetto originale;

8 – Riportare il Mercato Europeo nel Quartiere e creare nuove iniziative che sviluppino e riqualifichino il Gad.

Le nostre proposte e richieste sono aperte a tutti e sono animate da spirito di collaborazione nella sincera ottica di dare soluzioni ai problemi.

Comitato Zona Stadio

Ferrara, 09.09.2019

Panchine sì, panchine no

Estense.com del 29.08.2019 – https://www.estense.com/?p=800394

Niente più panchine? E i pusher si portano le sedie da casa

L’operazione ‘parchi sicuri’ alla prova dei fatti rischia un effetto boomerang. I residenti: “Fino alla settimana scorsa c’erano anche normali cittadini, ora solo pusher”

Tolte le panchine, arrivano le sedie. Sono passati pochi giorni dalla rimozione degli arredi urbani nei giardini del Grattacielo, decisa dal vicesindaco Nicola Lodi all’interno dell’operazione ‘parchi sicuri’, ma alla prova dei fatti il risultato non sembra quello auspicato dall’amministrazione comunale. Mercoledì pomeriggio infatti avviene quello che molti avevano preventivato e temuto: non solo lo spaccio e i bivacchi non sembrano affatto diminuiti, ma i pusher appostati tra stazione e Grattacielo hanno anche deciso di rimediare autonomamente al provvedimento del Comune. E si sono portati le sedie direttamente da casa.

Attorno alle 18, la situazione nei giardini non è troppo diversa da quella a cui i residenti sono tristemente abituati da diversi anni: un gruppetto di spacciatori seduti sui blocchi di cemento rivolti verso viale Cavour, uno appostato sotto al Grattacielo e altri due nella parte di parco che porta alla stazione: sono quelli che cercano il contatto visivo con i passanti e rivolgono un cenno o un saluto al loro passaggio. Altri gruppetti di ragazzi, in prevalenza africani, se ne stanno più isolati seduti sul prato, sui muretti della stradina che circonda il Grattacielo o sui pali delle altalene, mentre solo una famiglia con due bambini è presente al parco.

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A cinque giorni dall’inizio dell’operazione ‘parchi sicuri’, le impressioni di chi vive quotidianamente il piazzale della Stazione non sembrano molto positive. “Fino alla settimana scorsa se non altro c’erano anche persone normali – ci racconta un negoziante -, ora invece sono solo spacciatori. Ma come si fa a pensare di combattere lo spaccio togliendo le panchine? Questi qua si sono già portati le sedie ed è da due ore che sono lì con delle casse di birra: la situazione è peggio di prima”.

Un residente del Grattacielo si ferma per un attimo sconsolato prima si salire in auto: “Tutti quelli con cui ho parlato nel palazzo sono inferociti e dicono che togliere le panchine non servirà a niente, anzi ci toglierà quel poco di frequentazioni normali che c’erano prima. Ho votato per questa amministrazione e continuo a crederci, ma mi auguro che questo sia solo un passo falso perché non è così che si affrontano i problemi”.