Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

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Intervista al Presidente Massimo Morini

La quinta puntata di #VocidalGad ha come protagonista Massimo Morini, presidente dell’associazione “Comitato Zona Stadio” di Ferrara.

“L’associazione Comitato Zona Stadio – ricorda Morini – è nata nel 2013 e l’obbiettivo che si pone è quello della salvaguardia del quartiere in termini di riqualificazione, ampliamento delle relazioni interpersonali tra gli abitanti e quindi aumento della socialità. L’esigenza deriva dal fatto che l’associazione è nata in relazione a problematiche di quartiere molto rilevanti, sentite come tali dalla maggior parte dei cittadini, ma che in precedenza non avevano trovato una voce adeguata per portarle nelle sedi giuste”.

Quali sono queste problematiche?
Fondamentalmente sono lo spaccio, la prostituzione e il degrado che ne consegue. Tutto ciò è espressione di forme di microcriminalità nella zona Giardino, che proprio per questo oggi risulta diversa rispetto al passato.

In cosa è diversa?
Pure in passato c’erano fenomeni di microcriminalità, ma prettamente autoctoni e di dimensioni abbastanza gestibili dalle forze dell’ordine. La criminalità che si è sviluppata negli ultimi 10 anni, legata ai processi migratori, in termini quantitativi è molto più solida e organizzata. Questo rende la gestione difficoltosa. Noi come cittadini ci siamo resi conto del peso che ha questa microcriminalità nelle strade, nel senso che c’è un continuo via vai di spacciatori nell’area dello stadio oltre che nella zona del grattacielo, che propongono in maniera diffusa le loro droghe, creando ovviamente fastidio, paura, problematiche di sicurezza.

Anche il prezzo degli appartamenti è sceso drasticamente.
Questa è una conseguenza. Ovviamente nell’arco degli anni c’è stata una grande concentrazione di microcriminalità in quest’area più che nelle altre. Questo problema è sfuggito di mano, non per inerzia dell’amministrazione, ma proprio per la portata elevata.

Magari non ci si è resi subito conto dell’ampiezza del problema?
Diciamo che è stata sottovalutata e quindi l’ondata che ne è conseguita è stata dirompente anche per le normative stesse perché essendo una problematica di microcriminalità ha in sé molte pericolose implicazioni.

massimo-morini

Massimo Morini

Qualcuno però afferma che ci sia stato un abbandono del quartiere da parte dell’Amministrazione.
Dal mio punto di vista non c’è stata la necessaria attenzione, questo non è mai stato considerato un quartiere da sviluppare. La vicinanza alla stazione e la presenza dei grattacieli ha favorito la creazione di un’area di delinquenza e l’amministrazione, almeno fino al 2013, è stata poco attenta. Uno dei punti di forza della nostra associazione, in modo anche dirompente e innovativo, è stato quello di porsi in maniera critica ma collaborativa nei confronti degli amministratori, facendo presente, al di là della mera protesta e dell’evidenziare una problematica, il fatto che questo quartiere aveva bisogno di un intervento non solo delle forze dell’ordine ma anche dell’amministrazione stessa. Un intervento che fosse basato su una vera riqualificazione.

C’è stata una risposta positiva?
Posso dire che dal 2013 il quartiere Giardino è stato molto più ‘attenzionato’ dall’amministrazione, ci sono state tutta una serie di iniziative che sono state fatte, che hanno avuto una finalità di riqualificazione del quartiere in termini di partecipazione e di attività, perché se un quartiere muore da questo punto di vista viene ‘preso in carico’ dalla microcriminalità.

Però è dovuto venire anche l’esercito.
Una delle nostre proposte, essendoci confrontati con le forze dell’ordine, era quella di aumentare il presidio anche in termini numerici e l’esercito ha un significativo ruolo di aiuto. Le cose sono migliorate, ma i problemi non sono risolti. Però c’è un occhio in più.

Quindi in questi ultimi cinque anni è migliorata la situazione?
C’è stata una maggiore presa di coscienza del problema, Ma occorre fare di più, ad esempio dare maggior attenzione alle attività commerciali, e controllare al contempo quelle che sono al limite della legalità e che possono fingere da luoghi di spaccio. Occorre secondo noi anche dare più forza alla polizia municipale. Un’altra cosa che potrebbe fare l’amministrazione con maggiore sistematicità è verificare il rispetto delle normative. Porre per esempio termini restrittivi per la vendita degli alcolici non basta, bisogna vigilare sul rispetto.

Ti riferisci al “Regolamento di Polizia Urbana della città di Ferrara“?
Assolutamente si. Secondo il nostro punto di vista, non viene attuato in questo momento. Sarà per la mancanza di forze, per la mancanza di impegno, ma manca qualcosa. Si può e si deve fare assolutamente di più. Anche nel controllo degli appartamenti, poiché molti di questi affittati da italiani si sono scoperti essere luogo di spaccio e di deposito di droga, quindi capire le persone che ci stanno, in quanti ci stanno, tutta una serie di indagini approfondite che dovrebbero essere fatte partendo dal grattacielo fino a tutta l’area del quartiere Giardino.

Avete cercato un’integrazione, una possibile convivenza con le persone di altre etnie che abitano questo quartiere?
Abbiamo cercato di far si che il problema non fosse quello dell’italiano verso lo straniero o la persona di colore, ma di concentrare l’attenzione sui fenomeni dello spaccio e della criminalità, anche se chi lo fa ora per strada è nigeriano, ma ci sono altre etnie che gestiscono la droga in altre zone di Ferrara. Ci sono anche altre problematiche legate ai furti in casa e alle biciclette che sono gestiti da altre etnie.
Il problema dello spaccio è che l’offerta è legata alla domanda e a domandare sono i ferraresi… In ogni caso un punto è chiaro: chi sta qua deve rispettare le regole. Non ha importanza che sia di etnia nigeriana, scuro o chiaro, l’importante è che rispetti le regole,se no non può stare in questa città. Noi abbiamo cercato anche di collaborare con le associazioni straniere perché riteniamo che sia importante anche capirsi. Cito un esempio particolare che è emblematico: il primo incontro con l’associazione nigeriana è stato fatto nel quartiere Giardino, sotto casa mia, ed è andato male, perché c’era molta diffidenza da parte loro, su chi fossimo, su cosa volessimo, del perché facessimo certe cose. Successivamente gli incontri hanno fatto capire a queste persone che di fronte avevano altre persone che avevano voglia di costruire qualcosa di positivo.

Avevano paura in pratica?
Sì. C’era a suo tempo un sentimento di paura perché si sentivano, giustamente, aggrediti in quanto etnia, poiché una parte di loro delinqueva. Dico una parte perché ci sono nigeriani che sono persone assolutamente integrate, perbene. Per dire come c’è una diffidenza reciproca, noi verso loro e loro verso noi. Abbiamo cercato anche di comunicare con loro perché riteniamo importante far presente a loro il problema, perché se ne rendessero conto in maniera importante, in modo che anche loro isolassero, come facciamo noi con gli italiani, chi sbaglia, perché questo va contro anche a loro stessi, altrimenti ogni volta che si vede passare una persona di colore si dice ”ecco, è passato lo spaccino”, e non è così. Per questo dico che c’è bisogno di socializzazione, e noi con le nostre iniziative abbiamo cercato proprio di coinvolgere, comunicare, capire e conoscere tutti per affrontare i problemi a 360 gradi.
Siccome, però, è un problema grosso, da una parte ci sono le problematiche che devono essere gestite dalle forze dell’ordine e che sono di loro competenze, dall’altra parte un cittadino può anche lui fare qualcosa in qualche modo. È vero anche che ultimamente la situazione è molto difficile, c’è molta tensione ed i cittadini sono stanchi.

Aumenterà secondo te questa tensione con l’avvicinarsi delle elezioni?
Ma al di là delle elezioni, che è uno scontro politico e sicuramente ci saranno delle strumentalizzazioni di destra e di sinistra, come ci sono sempre state, è proprio il cittadino che è stanco di questa situazione.

Secondo te i media esagerano nel riportare il quartiere giardino o la zona Gad come un territorio conosciuta solo per la criminalità?
Diciamo che, come in tutte le cose, forse fa più notizia un fatto negativo che uno positivo. Il tentativo di indurre l’amministrazione a fare dei progetti, partendo dal riconoscimento dei problemi che i media denunciano puntualmente, è per riscattare la nomea del quartier che, avendo in sé la parola ‘giardino’, porta intrinseco il significato di un quartiere bello, residenziale, un quartiere che ha delle potenzialità, e che non può essere schiacciato dalla negatività dello spaccio, deve essere valorizzato nell’ottica della positività che ha. È ovvio che in questi anni il non-interessamento, lo spegnere le luci, le zone buie, hanno fatto avere un vantaggio a chi nel buio si trova bene rispetto a chi sta nella luce.
Un altro esempio  l’aiuola in ‘Giordano Bruno’: abbiamo cercato di appropriarci di una soluzione che aveva proposto il Comune, quella di gestire attraverso l’associazione, il verde e abbiamo pensato di fare un’aiuola di fiori, curata assieme ai bambini, quindi in collaborazione con la scuola, e con dei richiedenti asilo politico, dei ragazzi validi e in gamba, volenterosi, proprio perché riteniamo che sia importante anche far vedere il bello, perché il bello richiama il bello. Se tu in un giardino ci metti dei fiori, lo vivi,  magari le famiglie ci vanno, anziché andarci altre persone. Ma è un percorso duro e lungo.

I prossimi obbiettivi?
Il nostro prossimo obbiettivo è quello di mantenere sempre alto il livello di attenzione da parte dell’Amministrazione, perché comunque non deve terminare il percorso di iniziative che sono state fatte, ma riproporlo anche in maniera standardizzata. Ci è dispiaciuto perdere l’appuntamento del mercatino europeo perché era un’iniziativa importante, adesso abbiamo lo stadio, che speriamo sia fonte di riqualificazione positiva. Poi collaboriamo con le forze dell’ordine per favore un puntuale presidio nel quartiere.

28 Novembre 2018

Reati a Ferrara – I dati forniti dal dipartimento di P. S. del Ministero

Rassegna Stampa

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Reati a Ferrara, calano i furti in casa. Ma droga e

violenze ci gettano al 22° posto

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I dati forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno su 106 province

di MATTEO LANGONE
I militari in servizio in zona Gad (Businesspress)

Ferrara, 23 ottobre 2018 – Ferrara è più sicura, ma non ancora (o non più) un’isola felice. A fotografare la situazione della nostra città sono i dati del Ministero dell’Interno, riportati nell’annuale ‘Indice di criminalità’. Nella classifica del rapporto 2018 – riferito all’anno precedente – Ferrara è inserita al 22esimo posto (la graduatoria delle 106 province è stilata in base al numero di reati commessi ogni 100mila abitanti), con un calo dei reati denunciati del 2,65% rispetto ai dodici mesi precedenti (14.714 contro 15.115). Ma la posizione generale è, comunque, in ascesa: nel rapporto del 2017 la nostra città era 24esima, così come l’anno precedente, mentre nel documento 2015 si posizionava al 23esimo posto. Non siamo, comunque, i peggiori della regione, anzi: sul podio generale, dopo Milano capolista, troviamo infatti Rimini e Bologna. Ma anche Parma (13esima), Ravenna (16esima), Modena (18esima) e Reggio Emilia (21esima) hanno problematiche più accentuate rispetto alla nostra realtà. In condizioni leggermente migliori rispetto a noi, invece, si trovano Forlì-Cesena (30esima) e Piacenza (40esima).

Omicidi. Nonostante appaia tranquilla, Ferrara è, ad ogni modo, è una città particolarmente violenta. Il 56esimo posto nazionale non deve ingannare. Nella nostra provincia, infatti, i casi di omicidi sono aumentati del 40%: sono raddoppiati, in particolare, quelli volontari consumati (4 casi nel 2017, contro i 2 del 2016). In questo ambito, in un anno si è passati, così, dal 46esimo all’11esimo posto della graduatoria nazionale ed al primo posto a livello regionale. Sono rimasti invariati, invece, i tentati omicidi (3 casi, 85esima posizione in Italia) e gli infanticidi (nessun caso).

Furti. Buone notizie – si fa per dire – dal settore ‘furti’ (- 9%), anche se il 20esimo posto nazionale non può far dormire sonni tranquilli. Segno meno, comunque, in tutti i settori: nel 2017 ci sono stati 51 furti con strappo (-38,55 %, con Ferrara 40esima in Italia), 760 furti con destrezza (-10,38 %, 23esima), 1.126 furti in abitazioni (-25,77 %, 46esima), 686 furti in esercizi commerciali (-14,89 %, 16esima) e 109 furti di autovetture (-35,88 %, 86esima).

Altri delitti. Qui la questione si complica nuovamente. Rispetto all’anno precedente, l’indice dei reati vari è salito del 2%, frutto di 966 casi totali; così Ferrara si posiziona al 71esimo posto in Italia. Segno più per le denunce relative all’uso di stupefacenti (213 casi, +42,95 % e 48esima posizione), violenze sessuali (25 casi, +19,05 %, 41esima), rapine (142 casi, +6,77 %, 21esima) e truffe e frodi informatiche (780 casi, +1,56 %, 77esima). Rimangono invariate le percentuali relative al riciclaggio (6 casi, 60esima) e all’usura (due casi, 35esima), mentre calano le denunce per i reati di associazione a delinquere (2 casi, -50 %, 57esima), estorsione (34 casi, -10,53 %, 83esima) e incendi (25 casi, -7,41 %, 82esima).

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Il Resto del Carlino del 27.10.2018

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Ecco una delle conseguenze…

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Progetto “Adottiamo un’aiuola ” – Terzo anno

Presentato questa mattina 10 Ottobre 2018

 il Progetto “Adottiamo un’aiuola 3” – Anno Scolastico 2018/2019

rivolto alle quinte elementari della

Scuola Poledrelli   e della Scuola Bombonati

 

In questo nuovo anno scolastico 2018/2019, i bambini di entrambe le scuole Elementari Poledrelli e Bombonati, si troveranno a condividere le stesse esperienze di apprendimento. I bambini frequentano la 5^ Elementare ed hanno in programma la conoscenza della Costituzione Italiana.

Nella programmazione del progetto si affronteranno esperienze relative a quel contesto, sia in aula che presso le aiuole. Le attività che si svolgeranno faranno sì che i bambini ne siano partecipi come cittadini che fanno parte della comunità educante.

Sono previsti incontri nelle rispettive scuole dove i bambini, a cui sarà donato un paio di occhiali “magici” , potranno rielaborare esperienze, valutarle, condividerle e modificarle.

Le attività sia in aula che presso le aiuole, verranno programmate in itinere. Naturalmente in questo anno scolastico si prenderanno cura delle aiuole nel Giardino P.le G. Bruno.

Il progetto parteciperà al concorso:

“Il giardino nel mondo: un viaggio nel quartiere piu’ multietnico di Ferrara”; proposta di progetto di valorizzazione del Giardino da candidare al concorso ” io amo i beni culturali – VIII edizione”.

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IL PROGETTO – ADOTTIAMO UN’ AIUOLA

L’Ass. Comitato Zona Stadio è un’associazione di abitanti attiva da diversi anni per tutelare e valorizzare il Quartiere Giardino. E’ un’associazione di cittadini volontari che agisce nei modi e nei tempi in cui riesce.

L’area scelta sono aiuole nel verde pubblico comunale. Grazie ai nuovi regolamenti introdotti con il percorso partecipativo Ferrara mia, abbiamo avuto la possibilità di prendercene cura. L’area in questione era un prato d’erba, l’abbiamo seminato, strapiantato, adornato con piante e fiori, nel rispetto di un programma definito. I bambini hanno partecipato nei precedenti due anni e continueranno a farlo in questo ultimo anno, alle attività di progetto in orario scolastico, l’Associazione Comitato Zona Stadio si prenderà cura dell’aiuola nel tempo.

I costi del progetto sono sostenuti dall’Associazione Anolf, attiva per il miglioramento del Quartiere Giardino e l’inclusione dei migranti nella comunità locale.

Ad Anolf si sono aggiunti altri Sponsor. Un ringraziamento particolare a Boarini Garden di Quartesana per averci offerto diverse piantine.

Grazie ai contributi ricevuti è stato possibile portare avanti questo bellissimo viaggio, facendo conoscere ai bambini tematiche quali: l’osservazione della natura e dei cambiamenti stagionali, il senso civico e la sostenibilità ambientale, attività con la terra di gioco, piantumazione e cura.

L’ Ufficio Verde ed Arredo Pubblico del Comune di Ferrara ci ha preparato il terreno e ci ha  aiutato nei momenti più complessi. Urban Center ci ha supportato con informazioni, nel curare le relazioni con gli altri soggetti coinvolti e nel promuovere il progetto a livello cittadino.

In questo iter ci si è avvalsi della collaborazione con ASP, il Centro Servizi alla persona della città di Ferrara, per coinvolgere nelle attività degli aiutanti, ragazzi richiedenti asilo che svolgono attività di giardinaggio volontaria delle aiuole insieme ad alcuni soci dell’Associazione Comitato Zona Stadio e ai bambini.

Un grazie sentito a Fergnani Susanna, ideatrice e promotrice di questo Progetto e a tutti quelli che hanno collaborato.

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Alcune foto della mattinata

  

  

  

  

  

  

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Lettera alle Autorità ed Amministratori Comunali

Ristrutturazione con aumento di posti Stadio P. Mazza – Problematiche dei residenti

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Al Dott. Michele Campanaro        Prefetto di Ferrara

Al Dott. Giancarlo Pallini              Questore di Ferrara

All’ Avv. Tiziano Tagliani               Sindaco di Ferrara

Al Dott. Aldo Modonesi                Assessore Lavori Pubblici e Sicurezza di Ferrara

Al Dott. Roberto Serra                  Assessore del Commercio di Ferrara

Al Dott. Andrea Gazzoli                Direttore Generale della Soc. Spal

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Come Associazione di Quartiere siamo a chiedere di interessarvi per alleviare i disagi e il degrado che l’ampliamento dello Stadio P. Mazza ha determinato per i residenti delle vie adiacenti all’impianto sportivo.

In questo primo anno di permanenza della Spal in Serie A abbiamo sentito e letto tante belle promesse per venire incontro alla criticità dei disagi arrecati ai residenti del Quartiere Giardino, causa chiusure di vie, divieti di parcheggio sino dalle 7 del mattino, transito interdetto anche ai pedoni già da molte ore prima dell’inizio dell’incontro, ecc.. ma pochi fatti concreti.

Quindi siamo a richiedere quanto segue:

1 – Rilasciare permessi ai residenti, già annunciati dal precedente Questore come già pronti per la consegna, come in uso in altre città (per es. Bologna) per evitare le solite discussioni con il personale preposto al controllo dei varchi, tipo: “ma proprio adesso deve entrare (uscire)”? Non è concepibile che per ricongiungere una famiglia per una ricorrenza o per intrattenere semplici rapporti interpersonali, occorra consultare il calendario delle partite per capire il giorno e l’orario dello svolgimento delle stesse!;

 

2 – Installare paletti ai lati dei passi carrai delle vie attorno allo Stadio, a spese del Comune, per evitare il parcheggio dei tifosi sugli stessi. Molte volte anche se un mezzo occupa solo una parte del passo carraio, le manovre per entrare od uscire risultano difficoltose da eseguire. Se codesta Amministrazione non lo ritiene fattibile, in alternativa esonerare i residenti dal pagamento del corrispettivo canone annuale del 90%.

 

3 – Di non fare parcheggiare i tifosi ospiti nel quadrilatero C.so Isonzo, V.le IV Novembre e Via Poledrelli. Nelle altre città vengono predisposti parcheggi appositi all’uscita dell’autostrada o in aree periferiche, per poi raggiungere lo stadio con navette, in modo da non congestionare le vie interne togliendo spazio a chi vuole parcheggiare e visitare la città o recarsi a fare una passeggiata in Centro;

 

4 Sarebbe il caso di inibire l’ arrivo a Ferrara dei gruppi di facinorosi ben conosciuti dalle Forze dell’ Ordine delle altre città la cui squadra giocasse a Ferrara. Senza tanti complimenti ed il solito buonismo.

 

5.- Adottare una maggiore flessibilità nel controllo ai varchi. Poiché il quartiere è abitato prevalentemente da anziani appare esagerato bloccare, per es. per le partite che si svolgono alle 18.00 l’ingresso sin dalle 13.00 ed interdire ai pony-express la consegna di pizze o altro da asporto?

 

6 – Risulta necessario la costruzione di una cancellata all’ingresso del Parco P.le G. Bruno lato Via Cassoli e togliere quell’orribile Betafence posizionato nel verde pubblico che deturpa e sminuisce il lavoro di riqualificazione che è in atto in quel giardino, dove anche alcuni nostri soci sono impegnati con lavori di giardinaggio;

 

7- In generale risultano esagerati gli orari di chiusura nel tempo e nella modalità. Fino a qualche anno fa si sentiva parlare di incontri a “rischio” e “non a rischio” a seconda della tifoseria ospite. Ora indipendentemente dall’incontro in programma al Mazza, si “blinda” il quartiere sin dal mattino. E’ inconcepibile che già 4 ore prima dell’inizio della partita non si possa camminare a piedi se non seguendo percorsi obbligati;

 

8 – In talune zone ( C.so Vittorio Veneto angolo Piazza XXIV Maggio ad esempio) c’è doppia chiusura: Betafence e transenna, che senso ha? Inoltre sarebbe auspicabile una diversa sistemazione dei Betafence situati attualmente attorno allo stadio che deturpano per estetica e posizionamento delle vie e dei viali una volta tra i più belli della città;

 

9 – Esagerata anche la completa rimozione dei cassonetti del pattume, tanto più che quelli a calotta non si possono aprire senza scheda. Comunque c’è un presidio di forze dell’ ordine che può tenere sotto controllo anche i cassonetti. Inoltre vorremmo conoscere su chi incombono le spese di sorveglianza “volontaria”, di affissione cartelli di divieti di sosta causa partita, di spostamento dei cassonetti.

 

10 – Nelle occasioni delle partite al Mazza, con l’arrivo di migliaia di persone, aumenta a dismisura il consumo di alcool nel quartiere, in violazione delle disposizioni comunali di divieto di bere in strada e/o in certi orari in zona Gad. Anche le continue aperture di negozi etnici nelle vicinanze del Mazza favoriscono questo fiume di alcool, (basta guardare le campane sempre stracolme di bottiglie di vetro e lattine) ed è naturale che lo stato “alterato” di alcuni individui producono un aumento di schiamazzi e risse, di cui noi residenti del Gad siamo già abbondantemente appagati. Per gli effetti che derivano dalla “moda” di arrivare nel Giardino con la birra in mano perché il tifoso deve entrare allo Stadio “carico”, si chiede l’installazione di bagni chimici per evitare che le nostre porte, i nostri porticati, i nostri androni di condominio, i nostri alberi non diventino un facile riparo dove urinare;

 

 

11 – I lavori di ristrutturazione con mezzi pesanti hanno determinato rotture di marciapiedi, sgretolamento di cordoli stradali e di bauletti erbosi, lo sfondamento di tombini, ecc.. attorno e adiacenti all’area dello. stadio Chiediamo pertanto il pronto ripristino di quanto danneggiato. Si dice che ora abbiamo un “Gioiellino di Stadio” una volta, non scordiamocelo, avevamo un “Gioiellino di Quartiere”, per tranquillità e sicurezza.

 

12 – Migliorare le condizioni di utilizzo di Corso Piave, dotandola, oltreché di un marciapiedi sano, anche di una pista ciclabile, come in Via Cassoli, e limitare il parcheggio in prossimità dell’incrocio con Via Fortezza. Attualmente immettersi da via Fortezza in Corso Piave è veramente rischioso, poiché i mezzi in sosta impediscono di vedere i mezzi che arrivano da sinistra; inoltre l’angolo del cordolo dell’aiuola sul lato destro andrebbe smussato, almeno per facilitare la svolta a destra.

 

13 Essendo diminuita la larghezza delle vie Cassoli, Monte Grappa e Corso Piave, apporre un limite di velocità più severo ai veicoli a motore che le percorrono, nonché nella via Fortezza, Via Paolo V, Ortigara e Poledrelli, (che le “scaricano”) anche collocando dei dossi dissuasori di velocità.

 

14 –L’immediato smantellamento dei containers-box per rivendita panini e bibite. Quello in Corso Piave angolo Via Ortigara è stato posizionato all’altezza di un attraversamento pedonale. L’altro in Via Fortezza angolo Castel Tedaldo su di un incrocio.

Cordiali saluti

Associazione Comitato Zona Stadio

Presidente Massimo Morini

 

 

 

 

Un’ estate “calda” al Gad

RASSEGNA   STAMPA

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Il Resto del Carlino del 30 Agosto 2018

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Escalation di violenza e non solo al Gad

RASSEGNA    STAMPA

del 31 Luglio e 1 Agosto 2018

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Folle aggressione in Gad: rischia il massacro da parte di connazionali 

A salvare la vittima un ragazzo ghanese che è intervenuto evitando il peggio. Ma le condizioni del ferito appaiono preoccupanti

Un’aggressione violentissima, in pieno giorno e in mezzo a decine di testimoni, che non può che confermare quanto la tensione in zona Gad sia ancora un problema lontano dalla soluzione.

Il fatto è avvenuto in via Oroboni, a poche decine di metri dall’incrocio con viale Po, attorno alle 17:40, quando tutto il vicinato ha avvertito una serie di grida e urla che si avvicinavano con grande rapidità.

Non ci è voluto molto per individuarne la causa: dall’angolo di via Olimpia (ormai ‘piazza’ conosciutissima dello spaccio ferrarese, in particolare nell’area retrostante al supermercato Eurospin) sono spuntati fuori tre ciclisti che pedalavano ad altissima velocità. Il primo dei quali stava scappando dalla furia degli altri due, che secondo le testimonianze lo stavano inseguendo brandendo dei bastoni.

Ma la corsa del fuggitivo – un giovane di 26 anni – non è durata molto. Prima che raggiungesse viale Po i due aggressori lo hanno raggiunto e lo hanno mandato a sbattere con la bicicletta contro un Fiat 500 parcheggiata sul ciglio della strada. E una volta, in terra, lo hanno colpito più volte in faccia e nella nuca con bastoni, calci e pugni.

Mentre le volanti della questura si precipitavano sul posto, contattate dal vicinato, un giovane ghanese che stava attraversando la via per andare al supermercato, Lawrence, è intervenuto mettendosi in mezzo e cercando di interrompere quello che stava diventando un vero massacro.

Ci è riuscito, ma è stato a sua volta raggiunto da varie bastonate, una delle quali lo ha ferito al braccio sinistro, che al momento dell’arrivo della polizia presentava un taglio evidente e l’ematoma cominciava a essere molto gonfio.

Difficile capire cosa sarebbe potuto capitare senza il suo intervento, visto che le condizioni del giovane nigeriano aggredito e poi ricoverato dopo l’intervento dei soccorritori si sono presentate fin da subito molto preoccupanti.

Il ragazzo è stato raggiunto da alcune bastonate molto forti alla nuca e presentava un profondo squarcio nel capo. Sfortunatamente i due aggressori sono scappati non appena hanno sentito arrivare la polizia, abbandonando sul posto almeno una delle biciclette usate nell’inseguimento.

La Polizia di Stato è stata sul posto per raccogliere tutte le informazioni e le testimonianze relative agli aggressori e riuscire a risalire alle loro identità.

https://www.estense.com/?p=711921

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Non si arresta l’ondata di violenza, nuova rissa con coltelli

Due feriti in ospedale con tagli e contusioni. La rissa questa volta è scoppiata al Parco Urbano

Sembra non arrestarsi l’ondata di violenza e di probabili regolamenti di conti tra bande di nigeriani a Ferrara. Anche questa notte due gruppi si sono affrontati con coltelli e armi bianche, con un bilancio di due feriti che hanno riportato tagli vari, contusioni ed escoriazioni.

Teatro dello scontro, questa volta, il parco urbano Bassani, fuori quindi dalle Mura della città. Viene quasi da pensare che le due bande si siano date appuntamento in un luogo appartato, il più possibile lontano da occhi indiscreti e, soprattutto, dalle forze dell’ordine. Qualcuno tuttavia ha notato la scena e lanciato l’allarme, facendo arrivare sul posto i Carabinieri di Ferrara.

Secondo le testimonianze raccolte, tre nigeriani sono stati aggrediti da un gruppo di connazionali armati di coltelli e altre armi bianche non meglio precisate, che dopo il parapiglia si sono immediatamente dileguati. Dei tre aggrediti, due sono rimasti feriti in maniera non particolarmente grave e sono stati ricoverati all’ospedale di Cona. Uno dei due pare abbia riportato un taglio al collo che solo per pochi centimetri non ha raggiunto la giugulare.

Anche su questo episodio sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine.

https://www.estense.com/?p=712161

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Leggi anche:

Escalation di violenza: nuovo accoltellamento e bar Vienna ‘sotto assedio’

I regolamenti di conti coinvolgono soprattutto giovani di origine nigeriana. E in via Bologna i testimoni vedono spuntare anche una pistola

https://www.estense.com/?p=711993