Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Le Istituzioni rispondono sulla mafia nigeriana

Il Resto del Carlino del 21.07.2017

Mafia nigeriana a Ferrara, il prefetto: “Fenomeno monitorato da tempo”

Le mosse del Comune: “Più telecamere e Daspo urbano anche sulle mura e nelle scuole”

di FEDERICO MALAVASI

Pubblicato il 21 luglio 2017

Ferrara, 21 luglio 2017 – «La mafia nigeriana? Un fenomeno che attenzioniamo da tempo». È il prefetto Michele Tortora, durante un incontro sulla sicurezza in città, a fare il punto sulle possibili infiltrazioni di criminalità organizzata proveniente dal Continente Nero, anche alla luce dell’analisi di Roberto Mirabile (presidente della Onlus ‘la Caramella Buona’ ed esperto di criminalità africana) pubblicata dal Carlino.

«Il quartiere Giardino – ha chiarito il rappresentante del governo – è oggetto di periodici interventi dai quali è emersa la presenza di piccoli spacciatori nigeriani e di prostitute. Il tema – ammette il prefetto – esiste da noi come in altre città, come ad esempio Modena o Reggio Emilia. È comunque un fenomeno che stiamo considerando».

Sulla questione si mobilita anche la politica. Il consigliere di Forza Italia Matteo Fornasini ha preparato un’interpellanza attraverso la quale chiede alla giunta se effettivamente «esistano rischi che la mafia nigeriana coinvolga e recluti seguaci tra i richiedenti protezione internazionale ospitati nelle strutture della nostra città». Non solo. Il forzista domanda «quali tipi di azioni siano previste per contrastare questo potenziale rischio e se il fenomeno sia stato affrontato nell’ambito del comitato ordine e sicurezza». In caso contrario, chiude Fornasini, occorre «una convocazione urgente per approntare azioni e iniziative idonee a contrastare il problema».

Nel frattempo, sul fronte sicurezza, i reati calano. Compresi quelli più odiosi, come i furti nelle abitazioni. Ma non c’è luce che non proietti anche coni d’ombra. E, a Ferrara, la zona oscura continua a chiamarsi Gad. Il quartiere tra lo stadio e la stazione, volente o nolente, è stato il protagonista dell’incontro in materia di sicurezza che si è svolto ieri mattina in prefettura.

Tema che, sempre più spesso, va a braccetto con l’immigrazione. Al quartiere Giardino, ha spiegato il sindaco Tiziano Tagliani, c’è una «concentrazione di migranti senza lavoro che crea una contrazione della fruizione degli spazi da parte dei residenti». Un habitat in cui si incastrano «microspaccio e prostituzione, anche durante il giorno». Per questo, è la conclusione del primo cittadino, «non guardiamo all’area con piena soddisfazione. Stiamo lavorando per contrastare l’occupazione di uno spazio della città». Fatta questa premessa, il sindaco e l’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi hanno illustrato alcune contromisure.
Prima tra tutte la perimetrazione delle zone più a rischio, al fine di poter applicare al meglio il ‘decreto Minniti’ che prevede interdizione di alcuni spazi, sanzioni amministrative e, al limite, il Daspo urbano. «Oltre alla zona Giardino fino a corso Isonzo e via Piangipane – ha aggiunto Tagliani – dal provvedimento verranno interessati la cinta muraria, sopra e sottomura, il duomo, il palazzo municipale e un raggio di duecento metri intorno a tutte le scuole di ogni ordine e grado e alle sedi universitarie». Il Comune ha lavorato anche sul fronte della rivitalizzazione del quartiere. Sono stati inaugurati «nuovi spazi di fruizione, vedi a ‘Grisù’ e nei giardini dietro all’Ausl» ed è stata «aumentata la frequenza degli eventi».

Non mancherà una ulteriore implementazione della videosorveglianza, che vedrà arrivare sette nuovi occhi elettronici nelle principali vie di accesso alla città e altri diciotto solo per la zona stazione. Videocamere che vanno ad aggiungersi alle 27 già installate.

La polizia municipale, da parte sua, sta facendo di tutto per mantenere il presidio fisso nel quartiere, soprattutto nelle ore pomeridiane, e sta coordinando l’attività dei gruppi di controllo di vicinato (sei al momento quelli attivi, tra città e frazioni). Un lavoro che finora ha portato soltanto a due segnalazioni. «Segno – conclude il comandante dei vigili Laura Trentini – che i residenti hanno capito su cosa concentrarsi».

 

La mafia nigeriana: occhio alle risse

Il Resto del Carlino del 20.07.2017

Allarme a Ferrara: “La mafia nigeriana è qui, occhio alle risse”

L’esperto: “Si occupa di droga e prostitute. Ragazze marchiate come bestiame”

di FEDERICO MALAVASI

Pubblicato il 20 luglio 2017
Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2017 ore 20:31

Ferrara, 20 luglio 2017 – Un’ombra arriva dal cuore del Continente Nero e cala sulle nostre periferie. Stiamo parlando della ‘Black Axe’ (ascia nera), la mafia nigeriana. Ne abbiamo parlato con Roberto Mirabile, presidente dell’associazione ‘La Caramella Buona’ (Onlus che si occupa di pedofilia) ed esperto di criminalità organizzata africana.

Mirabile, un fenomeno nuovo?

«Tutt’altro. In Emilia la mafia nigeriana è storicamente radicata».

Anche a Ferrara?

«Negli ultimi anni la città estense ha registrato un incremento della presenza di nigeriani dediti a due settori: spaccio e prostituzione».

Cosa ci rende attrattivi?

«Alla mafia nigeriana piacciono città marginali rispetto alla grande cronaca nera ma con importanti Università. Che vuol dire relativa tranquillità e tanti giovani a cui spacciare».

Quali sono i segni che indicano la presenza della ‘Black Axe’?

«Il primo indizio sono le risse. Iniziano con scontri fra tre o quattro persone. Poi diventano dieci o quindici. Usano armi rudimentali: bottiglie, coltelli, bastoni».

Fatti che però vengono spesso ‘derubricati’ a zuffe tra balordi.

«Errore clamoroso. Sono scontri tra fazioni diverse che si contendono il territorio. Guai minimizzare. Loro cercano il morto».

Gli altri indizi?

«Attenzione alle donne. Nella mafia nigeriana hanno un ruolo di primo piano. Spesso sono le compagne dei boss. Fanno le maman oppure le troviamo nei minimarket o nei money transfer. Che spesso sono ‘lavanderie’ per il denaro illecito dell’organizzazione».

I loro business principali?

«Spaccio di droghe pesanti, cocaina ed eroina, e prostituzione».

Parliamo di spaccio. Come si riforniscono?

«Non hanno problemi. L’organizzazione è potente e ha contatti con i grandi narcos colombiani e con i trafficanti afghani e iracheni».

E la prostituzione?

«In questo settore sono specializzati e crudeli. Spingono giovani connazionali, spesso minorenni, sulla strada. Le ricattano con riti voodoo. Le marchiano».

Prego?

«Sì, come il bestiame. Cicatrici e amputazioni sono simboli di affiliazione. Da quel momento, sei legato all’organizzazione».

Se ne può uscire?

«Difficilissimo. Per arrivare in Italia con il miraggio di un vero lavoro si indebitano per decine di migliaia di euro. Se riescono a ripagarlo, non possono più tornare a casa, pena l’esclusione: le cicatrici le identificano come prostitute».

Non c’è altra via?

«Sì, quella criminale. Molte, una volta emancipate, diventano a loro volta maman».

Che peso ha l’immigrazione nell’espansione del ‘sistema’?

«Importante e crescente. Tra le migliaia di disperati troveranno sempre più manovalanza. Aprendo così la strada a nuovi affari».

Tipo?

«L’elemosina. Fino a pochi anni fa era difficile vedere questuanti africani. Oggi è pieno. E dietro c’è il racket. Tutto organizzato: non c’è un metro quadro libero».

Qual è la struttura della ‘Black Axe’?

«‘Black Axe’ è la cupola. Poi all’interno ci sono diversi altri gruppi affiliati, che a volte si pestano i piedi. La logica è quella tribale».

Quando nasce?

«Negli anni ‘80, con la crisi del petrolio. Spalleggiata dal governo che chiese aiuto alla ‘mala’ per sostenere l’economia».

Come è arrivata in Emilia?

«Le grandi inchieste sulle mafie ‘nostrane’ hanno lasciato liberi ampi spazi di mercato».

Che fare quindi?

«Non bisogna arrivare a capire il fenomeno troppo tardi. Le nostre comunità non meritano la disattenzione delle istituzioni».

Non solo residenti, si lamentano…

Estense.com del 11.07.2017 – http://www.estense.com/?p=627604

Gad. La sindacalista Cisl: “Prefetto e sindaco, non vedete quello che subiscono i cittadini”

Bruna Barberis, componente della segreteria della Cisl di Ferrara, scrive a Tortora e Tagliani per sollecitarli a intervenire

“Sarebbe di buon senso dichiarare che questa mia non vuole essere una tra le tante lettere di sfogo, di rabbia, di denuncia o di critica, ma stante la situazione di forte disagio che vivo e condivido assieme alla comunità del quartiere, dei giudizi che ne seguiranno francamente me ne infischio”. Chi scrive è Bruna Barberis, componente della segreteria della Cisl di Ferrara.

La lettera è indirizzata al prefetto Michele Tortora e al sindaco Tiziano Tagliani. La Barberis prende carta e penna per denunciare quello che quotidianamente lamentano i colleghi che lavorano nella sede di Corso Piave, in piena zona zona Gad. Quei colleghi, così come “chi vive, chi lavora, chi transita per la Gad” assistono “ogni giorno ad episodi di inciviltà compiuti da ragazzi, soprattutto maschi, immigrati appartenenti a diverse nazionalità”.

La sindacalista fa qualche esempio. Le colonne del portico di Corso Piave, il portico della farmacia, i bidoni della spazzatura posti in Nazzario Sauro “sono utilizzate come latrine”; il parchetto Moreno Incerpi è utilizzato come “dormitorio pomeridiano piuttosto che come pista per effettuare acrobazie con le biciclette, oltre che a ridursi giornalmente a discarica”; il portico di Corso Piave “è ormai “transito”, nella migliore tradizione della “Città delle Biciclette” per gli spaccini in sella ai velocipedi; ecc. ecc. perché tutti sanno tutto, non fosse altro perché avviene alla luce del sole”.

“Signor Prefetto, signor Sindaco di Ferrara – prosegue la lettera – quello che Voi non vedete è ciò che molti cittadini, tra cui la sottoscritta subiscono ormai quotidianamente: sono gli sguardi degli spaccini, e sì, perché se ti azzardi a non abbassare lo sguardo quando li vedi distribuire la dose e come se li sfidassi; perché se ti permetti di fargli notare che per fare la pipi si possono usare i bagni della stazione, in risposta ti mandano a “cagare” (ovviamente in italiano corretto)”.

“Lo stato di insicurezza e di paura – insiste Barberis – ci conduce al senso di abbandono che però non puzza come la pipì e non è così evidente come i rifiuti abbandonati nei parchetti e forse è per questa ragione che si pensa possa essere di consolazione sapere che chi delinque non è l’immigrato a carico della collettività”.

La missiva si conclude on un appello, sempre rivolto a sindaco e prefetto: “la libertà di sentirsi al sicuro nella propria città non è, o meglio, non dovrebbe essere una questione di immigrazione: combattere la delinquenza da chiunque perpetrata è un dovere delle Istituzioni che rappresentano il Governo. La mia casa è dove vivo è ho il diritto di non avere paura”.

La Notte Rosa in… Gad – Sabato 8 Luglio 2017

Una Notte Rosa in strada….

Sabato 8 Luglio 2017 il Comitato Zona Stadio ha invitato i residenti di uscire di casa, posizionarsi davanti al proprio cancelletto o in giardino. Una serata tutta particolare. Una manifestazione per chiedere ai residenti di unirsi per combattere il degrado e lo spaccio di droga.

Il gruppo più numeroso si è formato davanti all’abitazione di una nostra referente.

Notati anche residenti in altre due vie del Quartiere davanti casa o in giardino.

E’ inutile dire che ci si aspettava molta più partecipazione. Diamo colpa al gran caldo, per cui molti hanno preferito rimane in casa, con l’aria condizionata…

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Le foto

   

 

   

 

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Guarda il video (durata 6:06)

 

 

 

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Rassegna Stampa

http://www.estense.com/?p=627167

La ‘notte rosa’ in Gad, senza baldoria ma con tanta attenzione

Niente discoteche, niente fuochi artificiali. Ma inclusione, confronti e occhi vigili sulla sicurezza

di Simone Pesci

La notte rosa della zona Gad è tutta particolare. Niente baldoria, niente discoteche, niente fuochi artificiali. Ma inclusione, confronti, e tenere gli occhi sempre vigili sul tema della sicurezza, nulla a che vedere con i bagordi rivieraschi.

L’associazione ‘Comitato zona stadio’ ha voluto celebrare così, la sua personalissima notte rosa. I residenti infatti sono scesi in strada e hanno sostato davanti alle loro case, chiacchierando fra loro e osservando i movimenti circostanti, ponendo una barriera invisibile di sicurezza nei confronti delle attività illegali denunciate quotidianamente in quel quartiere.

Il presidente del ‘Comitato zona stadio’ Massimo Morini ha voluto sottolineare come questa iniziativa “sia nata per contrastare il degrado e a favore della sicurezza”, con i “residenti scesi in strada per protestare e manifestare il proprio dissenso nei confronti della situazione del quartiere”. Lo scopo della serata, secondo Morini, è quello di “discutere, conoscersi, esporre problemi e cercare di risolverli tutti insieme, parlando fra noi sulle panchine e sulle sedie che abbiamo posto di fronte alle abitazioni”. Per fare ciò, i partecipanti alla manifestazione hanno anche girato per le vie del quartiere a piedi o in bicicletta, per includere e ascoltare più persone possibili.

Il Comitato, comunque, continuerà la sua battaglia e ha già in programma due iniziative nell’ambito del ‘Gad Up’, la festa che si tiene in questi giorni nei giardini di via Poledrelli, nel cuore del quartiere giardino. “Domenica 9 luglio alle 19 faremo un ‘aperidog’, un aperitivo in compagnia dei nostri amici a 4 zampe – ha spiegato Massimo Morini -. Sabato 15 luglio, invece, abbiamo organizzato un pranzo nel quale vogliamo invitare tutti i residenti e le associazioni, anche di stranieri, con l’obiettivo comune di socializzare e di confrontarci”.

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Il Resto del Carlino

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Sabato 8 Luglio 2017 – La FESTA è qui… al GAD

ASSOCIAZIONE   COMITATO   ZONA   STADIO

SABATO   8   LUGLIO   2017 – UNA SERATA IN COMPAGNIA

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Diffondi la tua allegria e lasciati coinvolgere dall’atmosfera della NOTTE ROSA. Vieni al Gad.

Come sempre, si diffonderà dal tramonto all’alba un’allegra atmosfera di festa che coinvolgerà ogni angolo e spazio del Quartiere.

Da N. Sauro all’ Acquedotto, dalle Mura di IV Novembre a quelle di V.le Belvedere, da Via Cassoli a V. Veneto, da Castellina al Grattacielo.

Tutto si animerà…   A partire dalle ore 21.00

Potrai ammirare ciclisti che transiteranno in ogni dove, nel verde, in mezzo alla strada, contromano, sui marciapiedi. Sostare agli incroci, bevendo e urlando sino a notte fonda. Non ti annoierai di certo, anzi ti terranno compagnia. Il divertimento è assicurato.

Residente esci con una sedia, mettiti davanti alla tua abitazione, nel cortile o sul tuo cancelletto. Fai scendere anche il tuo vicino.

Se poi vuoi esagerare… fai escursioni passeggiando nel verde pubblico, guarda in cielo le stelle: loro ti sorrideranno, altri un po’ meno.

Il Comitato Zona Stadio passerà per portare i suoi saluti.

E se non sei del Gad e non vuoi perderti lo spettacolo, le panchine del Quartiere, se non occupate, ti accoglieranno piacevolmente…

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VIVI   LA TUA   NOTTE   ROSA   A   COSTO   E   CHILOMETRI  

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http://www.estense.com/?p=626266

 

Parco Moreno Incerpi – Lettera di un residente

Io, italiano mi integrerò presto in Gad

Oggi sul quotidiano il Resto del Carlino, un residente ringrazia pubblicamente, tramite una lettera nella rubrica “Dalla  parte dei cittadini” chi ha contribuito a portare tante “risorse” nel verde pubblico.

Per chi non lo sapesse, il parchetto in questione, è quello tra N. Sauro, Via Gavioli e Corso Piave. Recentemente intitolato a Moreno Incerpi, sindacalista e fondatore dell’ Anteas – Ferrara.

Alcune foto

 

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La lettera

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