Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Luci ed ombre al GAD

LE LUCI sono rappresentate dai due alberi di Natale allestiti in Gad

Uno in Piazza XXIV Maggio –  Acquedotto

l’altro nei Giardini del Grattacielo

Foto T.da

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LE OMBRE le solite notizie provenienti da questo Quartiere – Rassegna Stampa

Tensione in Gad, carabinieri accerchiati

Il Norm ferma due nigeriani per un controllo, ma intervengono una ventina di connazionali. Nessuno scontro verbale o fisico, denunciati per resistenza a pubblico ufficiale

Attimi di tensione, ma fortunatamente senza conseguenze, in piena zona Gad. Una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile è stata accerchiata da una ventina di nigeriani ma il gruppo si è disperso autonomamente una volta arrivati i rinforzi.

È successo nel pomeriggio di giovedì, verso le 15.15, in piazzale della Stazione, proprio all’angolo con piazzale Castellina. I carabinieri, durante i costanti servizi di controllo del territorio nella zona più critica della città, hanno fermato due giovani di origini nigeriane per un controllo di routine.

I due, sprovvisti di documenti d’identità, appena hanno capito che sarebbero stati portati in caserma per accertamenti, si sono messi a urlare. Le grida hanno richiamato l’attenzione di alcuni connazionali che non hanno perso tempo e si sono avvicinati alla pattuglia, fino a circondare la gazzella.

I militari hanno contato una ventina di persone. Con nervi saldi, sangue freddo e grande prontezza, gli uomini dell’Arma hanno richiesto l’ausilio di due volanti che si sono prontamente recate sul posto. Nel frattempo non si sono registrati scontri verbali o fisici.

All’arrivo dei rinforzi, i carabinieri sono riusciti a caricare in auto i due giovani nigeriani fermati per il controllo, entrambi pregiudicati, e a procedere con l’identificazione. La vicenda si è chiusa con due denunce per resistenza a pubblico ufficiale, considerando che hanno cercato di evitare il controllo richiamando i loro amici. Amici che si sono dileguati una volta risolta la situazione.

da Estense.com del 19.12.2019 – https://www.estense.com/?p=826619

Quartiere Gad – Cosa scrivono

Rassegna Stampa Nazionale

Il Gionale.it – 25.10.2019

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La città in guerra con le gang criminali nigeriane

Spaccio, aggressioni, violenze in strada. Poi il blitz antidroga delle forze dell’ordine. La Lega: “Ferrara non gli darà scampo”

 Ferrara è da poco passato mezzogiorno. Un gruppetto di ragazzi stranieri occupa le altalene dei bambini. Chiacchiera. Aspetta clienti come noi, due ragazzi in cerca di un po’ di droga da asporto.

Basta uno sguardo: “Cosa vuoi? Cocaina va bene? Quanta ne vuoi?“. Fanno cento euro al grammo. Ne ordiniamo alcune dosi per la sera, l’appuntamento (a cui non ci presenteremo) è per le 18. Stesso posto. “Ma adesso ne vuoi un po’?“.

Sono ormai anni che la “città delle biciclette”, famosa per i tortelli di zucca e la salama da sugo, si trova al centro delle cronache nazionali per episodi di violenza e traffico di stupefacenti. Per alcuni è “mafia nigeriana“, per altri si tratta di “percezioni” esagerate dalla propaganda sovranista e un po’ xenofoba. La realtà basta osservarla con i propri occhi. La centrale dello spaccio ruota attorno alla stazione ferroviaria, tra via Roboni, piazzale Castellina e il parchetto Enrico Toti. È la zona del Gad, non lontano dallo stadio della Spal. Tre grattacieli malridotti fanno da teatro al più classico dei set sul degrado: vedette a ogni angolo, droga nascosta sotto gli alberi, traffici quotidiani. “Qui dettano legge i nigeriani – dice Nicola Lodi, assessore alla sicurezza della Lega – Si contendono il territorio e si massacrano seminando sangue sui marciapiedi” (guarda il video).

Le cronache locali raccontano di una vera e propria guerra per la gestione del traffico di stupefacenti. La città ricorda sconvolta l’aggressione a colpi di machete nell’agosto dell’anno scorso. Al raid ne seguirono altri tre, in una lunga scia di violenze che ha portato all’arresto di sette componenti di una gang nigeriana. Di episodi simili ne esistono a bizzeffe. Militari aggrediti, carabinieri pestati, coltellate in strada, risse e pestaggi choc fuori dai pub etnici. I cittadini sono esasperati: “C’erano almeno 20 extracomunitari che si rincorrevano con delle urla – ricorda Graziano Cardi, residente – Si davano delle bottigliate. Io mi sono trovato in mezzo e mi hanno scaraventato per terra”. La miscela esplosiva è deflagrata lo scorso febbraio, quando gli immigrati rovesciarono cassonetti e bottiglie in strada inscenando una vera e propria rivolta.

Ferrara è da poco passato mezzogiorno. Un gruppetto di ragazzi stranieri occupa le altalene dei bambini. Chiacchiera.Le cronache locali raccontano di una vera e propria guerra per la gestione del traffico di stupefacenti. La città ricorda sconvolta l’aggressione a colpi di machete nell’agosto dell’anno scorso. Al raid ne seguirono altri tre, in una lunga scia di violenze che ha portato all’arresto di sette componenti di una gang nigeriana. Di episodi simili ne esistono a bizzeffe. Militari aggrediti, carabinieri pestati, coltellate in strada, risse e pestaggi choc fuori dai pub etnici. I cittadini sono esasperati: “C’erano almeno 20 extracomunitari che si rincorrevano con delle urla – ricorda Graziano Cardi, residente – Si davano delle bottigliate. Io mi sono trovato in mezzo e mi hanno scaraventato per terra”. La miscela esplosiva è deflagrata lo scorso febbraio, quando gli immigrati rovesciarono cassonetti e bottiglie in strada inscenando una vera e propria rivolta.

Non è un caso se in una città tradizionalmente di sinistra, chi un tempo si riconosceva nel Pd oggi confessa di aver cambiato bandiera, sposando quella di chi promette maggior sicurezza. Da Franceschini a Salvini il passo è stato breve. La sfida del neo-sindaco Alan Fabbri non è facile, anzi. In caso di sconfitta potrebbe rivelarsi la Caporetto di chi è arrivato al potere promettendo di cacciare i criminali “a calci nel culo”. Staremo a vedere. Intanto il primo consiglio Comunale la Lega lo ha convocato proprio ai giardini del Gad. Poi il vicesindaco ha iniziato a togliere le panchine dal parco e a mobilitare la cinofila della municipale. I prossimi passi sono “armare i vigili”, entrare “nei locali multietnici ricettacolo di degrado”, rispolverare le telecamere e “aumentare il presidio del territorio”. L’obiettivo è quello di rivalutare una zona ormai abbandonata a sé stessa, coi prezzi delle case crollati in pochi anni. “Il mio appartamento valeva 190mila euro, ora mi hanno consigliato di venderlo a 40mila”, spiega Graziano. Chi aveva acquistato nei grattacieli si ritrova a svenderli per 130 euro al metro quadro, regalandoli ai “pakistani che poi li subaffittano a nomadi e nigeriani”.

Chi parlava di “percezioni” si è dovuto ricredere quando nei giorni scorsi la polizia ha sferrato un duro colpo al traffico di stupefacenti. Agli arresti ne sono finiti oltre 20, tutti nigeriani residenti in prevalenza nelle torri del grattacielo o poco distante. Un anno e mezzo di indagini ferrate, agenti sotto copertura, 45 indagati, 10kg di droga sequestrati, fino a 1000 cessioni registrate ogni mese. Gli inquirenti hanno tracciato la droga proveniente dalla Nigeria, documentandone la filiera: il grossista a Bologna, le donne-corriere, i 4 capi fornitori in città e le decine di piccoli spacciatori. Per gli investigatori non ci sono elementi per parlare tecnicamente di “mafia nigeriana”. Ma non è questo il punto. Organizzazione mafiosa o meno, questi “cittadini nigeriani – scrive il giudice nell’ordinanza – avevano colonizzato la zona facendone una piazza di spaccio 24 ore su 24″. Il blitz è un primo colpo, un “punto intermedio”, per dirla con le parole del questore Gian Carlo Pallini, “tra una battaglia e una guerra di lunga durata”. Ci sarà ancora da combattere. Ma l’amministrazione – giura Lodi – “non gli darà scampo”.

Per vedere video clicca su:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/citt-guerra-gang-criminali-nigeriane-1774681.html

I dettagli dell’operazione “Wall Street”

RASSEGNA   STAMPA

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Agenti sotto copertura, telecamere e intercettazioni contro lo spaccio ai giardini del Grattacielo

I dettagli dell’operazione “Wall Street” con la quale la Polizia ha fermato un gruppo di pusher attivo in Gad arrestando 26 persone

In primo piano, da sinistra: il dirigente della Squadra Mobile Andrea Crucianelli e Luca Sita, coordinatore della coordinatore della sezione Antidroga

Quarantacinque indagati, sette custodie in carcere, 11 arresti differiti, 7 divieti di dimora, 6 arresti in flagranza, un fermo d’indiziato di delitto, due espulsioni e 10 kg di droga – tra marijuana, cocaina ed eroina – sequestrati, 200 poliziotti impegnati, 5 agenti sotto copertura in azione in Gad.

Sono alcuni dei numeri dell’operazione “Wall Street” con la quale la Polizia di Stato, in un lungo lavoro iniziato nell’aprile del 2018, ha dato uno stop deciso allo spaccio di stupefacenti in zona Gad, in particolare nell’area dei giardini del Grattacielo.

“Tra aprile e giugno dell’anno scorso – spiega Andrea Crucianelli, diriegente della Squadra Mobile della questura di Ferrara – ci siamo confrontanti con il nostro Servizio centrale operativo (che fa parte della Direzione centrale anticrimine, coinvolta nel progetto ‘Pusher 3’, ndr) e ci siamo resi conto che i servizi classici con gli arresti in flagranza non portavano i risultati sperati perché la normativa non permette ai magistrati di chiedere delle misure cautelari restrittive. Abbiamo voluto investire in un periodo di medio termine”.

Così, con l’avvallo del sostituto procuratore Andrea Maggioni, è partita un’operazione sul campo fatta per i primi sei mesi di agenti sotto copertura arrivati dal Servizio centrale operativo, telecamere nascoste installate dai tecnici della Polizia scientifica di Roma, intercettazioni, arresti differiti. E dall’inizio di quest’anno fino a questi giorni – alcune persone devo ancora essere rintracciate –  con la seconda fase, quella in cui si sono ascoltate le 90mila telefonate registrate da 40 linee, quasi tutti in vari dialetti nigeriani, si sono dati nomi ai volti, si sono associati i reati a quei nomi preparando un numero enorme di carte da presentare al giudice per le indagini preliminari. L’ordinanza finale, a testimonianza della mole di lavoro anche per i magistrati, è lunga 250 pagine.

Non si parla di mafia, non si parla neppure di realtà associative criminali vere e proprie, non essendo stata riscontrata una vera e propria organizzazione gerarchica, ma di un gruppo più o meno omogeneo e collaborante che si occupava dello spaccio al dettaglio a Ferrara, nei giardini del Grattacielo, la Wall Street degli scambi di stupefacenti in città.

Alcuni degli arrestati nel corso dell’operazione “Wall Street”

Agenti sotto copertura, telecamere e oltre mille scambi al mese. Ecco allora che sono stati chiamati da Roma cinque agenti, volti mai visti prima dai pusher, che hanno operato sotto copertura, che si sono finti clienti mentre, dalle telecamere nascoste, venivano monitorati gli scambi illegali (e il lavoro delle numerose sentinelle) e i prelievi dello stupefacente dai nascondigli. Gli agenti, nel frattempo, conquistavano la fiducia degli spacciatori, fino a guadagnarsi il loro numero di telefono.

Una volta inquadrati i personaggi – che spesso agivano in maniera coordinata: chi approcciava il cliente, chi andava a prelevare le dosi necessarie – sono stati fatti gli ‘arresti differiti’, in modo da non compromettere l’indagine. Le telecamere hanno però registrato anche altri scambi, quelli con i clienti veri, compresi due minorenni di 15 e 16 anni.  I prezzi variavano a seconda dei soggetti, dimostrando la mancanza di un tariffario fisso, spesso erano ad hoc per i clienti più ‘facoltosi’, scontati per quelli più frequenti. “Ai Giardini, tenendoci bassi, ci saranno stati almeno 1.000 scambi al mese, circa 2 kg di droga venduta. E non abbiamo riscontrato la vendita di hashish”, afferma ancora Crucianelli.

Acquirenti da Ferrara ma non solo. Gli acquirenti erano per lo più ferraresi, ma alcuni venivano  da Comacchio – uno di essi è stato anche colpito da una misura restrittiva –  e da Rovigo, altri erano stranieri.

La droga da Bologna. Il gruppo si approvvigionava da fuori, principalmente da Bologna, dove è stato arrestato il grossista, con viaggi in treno o in autobus da parte dei soggetti che assumevano il ruolo di intermediari. Ma la droga non si fermava nei soli confini ferraresi.

Corrieri per altre piazze. Chiusa la fase di monitoraggio dall’interno con gli agenti sotto copertura, il lavoro successivo dell’Antidroga estense è stato quello di monitorare le chiamate e gli spostamenti, e così si è aperto un altro mondo, quello del traffico verso altre parti d’Italia e verso l’estero: corrieri con borsoni, ovulatori e ovulatrici che ingerivano ovuli da 10-20 grammi – “grandi quasi come un ovetto Kinder”, spiega Luca Sita, sostituto commissario che coordina la sezione Antidroga – e che cercavano anche di portare all’estero la droga: ne sono stati fermati a Tarvisio, alla frontiera, uno a Firenze in stazione, altri e altre mentre si preparavano a partire.

Alla fine – compreso l’ultimo di giovedì pomeriggio – sono stati effettuati 26 arresti in totale dall’inzio dell’operazione e alcuni riguardano anche la ‘banda del machete’, il gruppo che aveva cercato di ammazzare Stephen Oboh il membro di una banda (in quel momento) rivale in via Olimpia Morata nel luglio del 2018.

Si tratta di persone tutte di nazionalità nigeriana, due di queste sono state espulse martedì, e quasi tutte richiedenti protezione internazionale: a quattro è stato notificato il diniego dello status di rifugiato. Come detto, c’è anche un italiano coinvolto, un comacchiese, che si sospetta potesse acquistare la droga per rivenderla: per lui è scattato un divieto di dimora.

Da Estense.com del 18.10.2019 – https://www.estense.com/?p=811172

Tanto per cambiare

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Il violento litigio iniziato nella zona della Coop del Doro e poi si è spostato in viale Po davanti al Bar Venezia dove tre cittadini ivoriani si sono inseguiti dopo essersi picchiati e aggrediti a morsi. Uno almeno ferito, un altro viene ricercato. Tre auto dei carabinieri e una della polizia sul posto e i sanitari del 118

FERRARA – L’allarme è scattato poco prima delle 9.30 ai centralini delle forze di Polizia e Carabinieri per un gruppo di cittadini stranieri che stava litigando.

La rissa è scoppiata questa mattina (giovedì 10 ottobre)  in via Modena e dalle prime informazioni, il violento litigio, che ha coinvolto almeno tre persone, è cominciato nella zona della Coop del Doro ed è terminato in viale Po, all’altezza del Bar Venezia, dopo un inseguimento tra i contendenti. “Abbiamo visto tre persone urlare in mezzo alla strada”, poi sono arrivati i carabinieri, riferiscono alcuni avventori del bar.

In seguito a una richiesta di intervento, sul posto sono accorse tre pattuglie dei carabinieri e una Volante della polizia, insieme a un’ambulanza. Almeno una persona è rimasta ferita, presa a morsi e colpita con una mazza, ma le sue condizioni non sono preoccupanti.
Sono in corso le ricerche di un’altra persona fuggita dietro la Coop del Doro.  I carabinieri hanno raccolto le testimonianze e identificato le persone coinvolte nella rissa, tutti cittadini della Costa d’Avorio. Sono in corso indagini da parte delgi inquirenti  per capire  i motivi della rissa.
La Nuova Ferrara del 10.10.2019

Novità in Gad – Arrivano i droni

Arrivano i droni anti-spaccio in Gad. La Lega prende l’idea della Morghen

Naomo Lodi incontra il Dicapp-Sulpl e promette nuove dotazioni. Tra cui la soluzione che fu dei 5S

Tra le dotazioni che verranno fornite alla Polizia Locale per il controllo del territorio ci sono anche i droni che verranno utilizzati per i controlli anti-spaccio e anti-degrado in zona Gad. È quanto ha anticipato Naomo Lodi al sindacato Dicapp-Sulpl in un incontro avvenuto ieri, lunedì 23 settembre, in residenza municipale.

Durante l’incontro sono state illustrate dal sindacato le esigenze dei vari settori della Polizia Locale di Ferrara, anche in vista dell’arrivo del nuovo comandante.

“Lodi, che ha preso atto delle necessità dei vari reparti del corpo – si legge in una nota del Comune -, che vanno dalle esigenze di informatizzazione di tutti i reparti, con particolare riferimento alla sala operativa, ai problemi di allestimento dei mezzi alle evidenti carenze in materia di formazione del personale, della sicurezza, delle sedi e dei luoghi di lavoro degli agenti”.

Al vicesindaco è stata anche illustrata la situazione di cronica carenza di organico accentuata ancor di più da alcuni pensionamenti di ufficiali.

Il vicesindaco ha sostenuto che “è intenzione dell’amministrazione, così come dichiarato nelle Linee Programmatiche di Mandato, investire risorse per riorganizzare il corpo, a partire da quelle per la nuova sede del Comando fino alle altre necessità illustrate”.

Per Naomo sarà fondamentale “procedere con l’informatizzazione, attraverso l’acquisto di nuovi pc, tablet, cellulari e strumentazione per il rilievo degli incidenti stradali, dotando i mezzi di idonei allestimenti e attrezzature utili agli obiettivi dei reparti specializzati che nasceranno dopo la riorganizzazione che prenderà il via con l’arrivo del nuovo comandante”.

Tra le dotazioni che verranno fornite alla Polizia Locale per il controllo del territorio, appunto, ci sono anche i droni che verranno utilizzati per i controlli anti-spaccio e anti-degrado in zona Gad (la soluzione che propose Ilaria Morghen quando venne candidata sindaco nel 2014), mentre, nell’ottica della riorganizzazione che verrà affidata al nuovo comandante, c’è l’attivazione delle procedure per avviare il corpo all’armamento, previo coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.

Il sindacato ha, inoltre, sottolineato l’esigenza di aumentare i corsi di formazione per gli agenti in tutte le materie di competenza, con particolare riferimento alle tecniche operative e anche su questo punto il vicesindaco ha sottolineato una disponibilità a finanziare specifici corsi dedicati agli, come quelli ai quali sono stati dedicate le risorse del Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione, rivolti in particolare alla formazione del personale frequentemente in contatto con l’utenza immigrata.

Sul fronte assunzioni il vicesindaco ha garantito che “si provvederà in tempi brevi, anche sulla base delle indicazioni che perverranno dal nuovo comandante, il quale stilerà il progetto di ristrutturazione del corpo, all’assunzione di nuovi agenti” e che “verrà garantita la sostituzione dei tre ufficiali che nel corso del 2019 sono andati in pensione”.

Per quanto riguarda le sedi, il vicesindaco ha chiarito che “il nuovo comando sarà pronto entro maggio 2020, la sede di zona nord a Pontelagoscuro verrà chiusa, mentre verrà ampliata l’attuale sede di via IV Novembre, con una ristrutturazione della palazzina che porterà all’ampliamento degli spazi e al rispetto dei canoni di sicurezza previsti dalla legge”. In relazione all’ampliamento della sede del centro, i rappresentanti del sindacato hanno sottolineato che, come già accaduto per la sede del Palaspecchi, con apposite riunioni verrà coinvolto tutto il personale, al fine di raccogliere suggerimenti ed elaborare proposte concrete da sottoporre all’Amministrazione.

Da Estense.com del 25.09.2019