Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Trovato morto di overdose in Via Ortigara

RASSEGNA STAMPA DAL GAD

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Trovato morto di overdose, nell’auto siringa e cucchiaino

Tragica scoperta nel pomeriggio in via Ortigara. Sull’episodio indagano i carabinieri di Ferrara

(foto di archivio)

E’ morto quasi certamente per overdose un uomo di 43 anni il cui corpo senza vita è stato scoperto nel pomeriggio, poco prima delle 18, in via Ortigara all’angolo con via Poledrelli.

Ad avvertire il 118 di una persona che stava male nella sua auto sono stati alcuni residenti della zona, ma quando i sanitari sono giunti sul posto si sono resi conto che non c’era già più nulla da fare. Gli uomini del 118 hanno infatti constatato il decesso del 43enne dopo che i vigili del fuoco sono riusciti a estrarlo dall’abitacolo della vettura in cui si era chiuso.

Sono stati avvertiti i carabinieri per gli accertamenti del caso ed è ancora in corso l’identificazione della vittima, che si trovava su un’auto intestata a una donna della provincia di Rovigo. All’interno – ed è ciò che ha fatto subito pensare all’overdose da stupefacenti – sono stati rinvenuti una siringa e un cucchiaino, utilizzati presumibilmente dalla vittima per iniettarsi la dose fatale.

Serviranno però verifiche più approfondite per accertare se il decesso sia avvenuto proprio a causa della droga, nonché sul tipo di stupefacente usato, anche per capire se vi sia in circolazione una partita tagliata male. Sono dunque in corso indagini da parte dei militari dell’Arma per ricostruire diversi particolari legati a questa tragica morte.

Da Estense.com del 03.08.2021 – https://www.estense.com/?p=921961

Da un anno perseguidato al GAD

Da un anno perseguitato per aver denunciato due spacciatori in Gad

Un ferrarese e la sua famiglia vivono con la paura di uscire di casa per aver denunciato attività di spaccio: “Mi hanno fatto azzannare da un pitbull e mi sono stati dati 15 giorni di prognosi”

Un incubo che non conosce fine. È quello che da ormai un anno è costretto a vivere e subire un ferrarese residente in zona Porta Catena, vittima, insieme alla compagna e al bambino di 12 anni, di insulti, minacce di morte e aggressioni fisiche per aver sorpreso e denunciato due uomini, un italiano e un tunisino, mentre spacciavano.

Quella più grave, lo scorso 2 ottobre 2020, quando i due gli hanno scagliato contro il loro pitbull, che l’ha azzannato a una gamba e gli ha provocato 15 giorni di prognosi al pronto soccorso.

L’ultima invece, in ordine di tempo, è avvenuta venerdì scorso. “Io e la mia compagna – racconta – eravamo all’Eurospin di via Porta Catena e abbiamo dovuto chiamare il 113 perché questo signore (si riferisce a quello di origini italiane, ndr) ci ha visti entrare, è venuto in corsia e senza urlare ci ha detto ‘vi aspetto fuori che devo finire il lavoro dell’altra volta’. Così siamo tornati a casa scortati a piedi dai poliziotti”.

Con sé aveva ancora il cane: “Quando lo porta con lui è spavaldo. Anzi lo lega al carrello del supermercato e l’ho già segnalato tante volte agli agenti della municipale. Mi hanno risposto con tante belle parole, che stanno aspettando una mail dell’Ausl ma ancora nulla”.

“Il tutto – spiega – è iniziato quando feci delle segnalazioni alle forze dell’ordine riguardanti diverse persone che vedevo spacciare nei pressi del condominio dove abito. Da lì, ho sporto sei denunce e vissuto sulla mia pelle altri dodici episodi, prendendomi sia un pugno in faccia e che calci alla schiena”.

E la vita di tutti i giorni non è più stata la stessa: “Siamo stati costretti a cambiare tutti i nostri orari per portare giù i rifiuti o per prendere una boccata d’aria. Non siamo più padroni di prendere un gelato perché siamo seguiti. Addirittura hanno minacciato di morte il bambino di 12 anni. Siamo quotidianamente bersaglio di queste persone, soprattutto dell’italiano, mentre il tunisino si è calmato”.

A questo proposito, conclude: “È una persona che è stata arrestata più volte. Ho fatto richiesta di ammonimento in questura e la prima udienza dal giudice di pace era fissata per il 7 luglio, ma non si sono presentati e neanche il loro avvocato. Ora è rimandata al 17 novembre prossimo. Io voglio solamente che sia fatta giustizia e che paghino le conseguenze delle loro azioni”.

Estense.com del 12.07.2021 – https://www.estense.com/?p=918414

La droga portata in treno dalla Lombardia

Corriere arrestato dalla Polizia di Stato con un etto di hashish e tre di marijuana

Gli investigatori della Squadra mobile di Ferrara hanno messo le mani su un traffico di droga che proviene dal Nord Italia e che utilizza bassa manovalanza straniera per il trasporto.

A farne le spese è stato un uomo di 34 anni di nazionalità nigeriana, finito in manette dopo un’operazione coordinata con la Polfer.

Gli uomini della Polizia di Stato, sulla scorta di alcune segnalazioni riguardanti la presenza di “corrieri” che riforniscono la piazza di Ferrara, avevano predisposto un servizio di osservazione , servendosi anche del sistema di videosorveglianza interna dello scalo ferroviario.

E così, nella mattinata di ieri (sabato 3 luglio), hanno individuato il 34enne a bordo di un treno proveniente da Bergamo.

Sulla base di informazioni in loro mano, gli inquirenti avevano il fondato sospetto che l’uomo potesse portare con sé della sostanza stupefacente.

E infatti nel corso della successiva identificazione il sospettato si mostrava molto nervoso e non ha saputo dare valide motivazioni della sua ‘gita’ a Ferrara.

Una volta scattata la perquisizione, la Polizia ha trovato all’interno del suo zaino due involucri avvolti nel cellophane, contenenti 107 grammi di hashish l’uno e 300 di marijuana l’altro.

Per il corriere, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, è scattato l’arresto per detenzione di droga ai fini di spaccio.

L’uomo al termine delle formalità di rito, su disposizione del pm di turno, è stato portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

da Estense.com del 04.07.2021 – https://www.estense.com/?p=917213

Scacco al Gad in quattro mosse

La strategia del questore per il ritorno alla normalità della zona

(foto di Alessandro Castaldi)

Sinergia tra Polizia di Stato e Polizia locale per garantire la vivibilità e il decoro del Gad, potenziando gli interventi; un anno di presidio costante e quotidiano con servizi fissi e dinamici; attività repressiva di polizia amministrativa e polizia giudiziaria; riqualificazione urbana.

Sono le “quattro mosse per dare scacco al Gad”, come le definisce il questore Cesare Capocasa che, alla vigilia dell’anniversario della Fondazione della Polizia di Stato, mette sul piatto il bilancio del suo primo anno a Ferrara.

Un anno iniziato con la consapevolezza di dover riconquistare alla città un territorio (“se ci siamo noi non ci sono loro” disse Capocasa in una delle prime dichiarazioni pubbliche). Da qui Capocasa si è mosso d’intesa con il prefetto, a partire dal mese di marzo dello scorso anno, per disporre in zona Gad (Grattacielo, Piazzale Stazione, Piazzale Castellina e Toti) un presidio fisso quotidiano della Polizia di Stato e della Municipale nella fascia oraria 8/20 “che ha consentito progressivamente – spiega la questura – di allontanare i gruppi stanziali di spacciatori, garantendo il ritorno ad una normale vivibilità del territorio”.

Servizi integrati con reparti di rinforzo e con il Reparto Prevenzione Crimine di Bologna nelle aree limitrofe di via Porta Catena, via Canapa, via Oroboni, via Ortigara e via Darsena/IV Novembre. In totale si calcolano 2.034 servizi complessivi tra Polizia di Stato (1.234) e Municipale (800).

Ai presidi costanti si sono aggiunte le operazioni “extra”. Come il maxi blitz al Grattacielo del 25 giugno 2020, “finalizzato a dare ulteriore impulso e vigore all’azione di contrasto dell’illegalità diffusa e a innalzare la percezione di sicurezza”.

In campo c’erano circa 200 agenti della Polizia di Stato, personale della Polizia Municipale con unità cinofile e un elicottero. “Il dispiegamento di forze messo in campo ha permesso per la prima volta di cinturare ed interdire l’area – continua la nota – e di effettuare 15 perquisizioni e 102 accessi in abitazioni al fine di verificare l’identità degli occupanti e l’eventuale presenza di clandestini”.

Accanto al cuore dell’attenzione della Polizia, sono stati potenziati i controlli nelle aree periferiche a ridosso della città, dove insiste una serie di fabbricati allo stato grezzo, una superficie industriale dismessa in condizioni di totale abbandono e ruderi di vecchie costruzioni, “divenuti nel corso del tempo ricovero e rifugio di persone senza fissa dimora, irregolari, clandestini e spacciatori”.

Questo ha permesso di segnalare al prefetto “l’indifferibile necessità di procedere a lavori urgenti di riqualificazione, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica”. L’esito delle verifiche ha permesso di “imprimere un’accelerazione nel processo di bonifica delle zone, da tempo sul tavolo ma mai realizzato che ha impegnato l’amministrazione comunale a condividere l’obiettivo della messa in sicurezza delle aree, intervenendo in prima persona sulle proprietà”.

Accanto al pugno di ferro, il questore Capocasa ha spinto la Polizia Amministrativa a una mirata azione di provvedimenti espulsivi (234), accompagnamenti presso i Cpr (22), rimpatri di clandestini persone ritenute destabilizzanti per l’ordine e la sicurezza pubblica (13) e al controllo di quegli esercizi commerciali “noti per essere abituali punti di aggregazione di personaggi gravitanti nell’ambiente della criminalità legata al mondo dello spaccio”. Sono stati ispezionati complessivamente 70 esercizi commerciali di cui 29 hanno avuto la sospensione della licenza e due le conseguenti revoche da parte del sindaco.

Ha fatto la sua parte anche la Polizia Giudiziaria con l’operazione Wall Street e l’operazione Signal (svolta sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna) che ha messo in luce a livello giudiziario il fenomeno della mafia nigeriana.

Infine viene la riqualificazione urbana. Qui Capocasa ha indicato al Comune quali azioni eseguire per riqualificazione l’intero quartiere Gad. Da qui nasce il progetto ‘Parchi sicuri’, “reso possibile dal dispositivo di sicurezza messo in atto. L’intervento complessivo punta a regolamentare l’accesso alle varie aree verdi della zona, con la prevista chiusura durante le ore notturne, al fine di contribuire ad incrementare la sicurezza nell’intero quartiere”.

I primi lavori hanno preso avvio lo scorso mese di ottobre nell’area verde di piazzetta Enrico Toti, grazie a un contributo di 600mila euro della Regione Emilia-Romagna, e si sono conclusi con una recinzione perimetrale dotata di due accessi, al cui interno verranno posizionate panchine, altalene e giochi per bimbi.

“Nell’area dei giardini del Grattacielo – conclude il questore – verranno, invece, realizzate quattro aree tematiche con campi polivalenti per basket, pallamano e calcetto, un’area dedicata ai bambini con giochi e giostrine fruibili anche per portatori di handicap, alle persone anziane e infine un campo ‘prova’ per attività didattiche riservato alle scuole, con per i frequentatori.

Estense.com del 10.04.2021 – https://www.estense.com/?p=903340

Brumotti in Gad

                                      RASSEGNA STAMPA

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Brumotti smaschera la ‘Gad story’ di Naomo

L’inviato di Striscia: “In stazione supermercato dello spaccio a cielo aperto”

“In stazione un vero e proprio mercato dello spaccio a cielo aperto sotto gli occhi di tutti”. E se li cogli sul vivo “non scappano, rimangono lì”, segno di “una situazione fuori controllo”.

È andato in onda ieri sera su Canale 5 il servizio girato la scorsa settimana in Gad dall’inviato sulle due ruote di Striscia la notizia che, a distanza di due anni, torna nel luoghi dello spaccio che aveva documentato prima dell’avvento della Lega a Ferrara.

Sul suo “biciclettino” Brumotti documenta “un fior fiore di spacciatori che rovinano i giovani di Ferrara e dei paesi limitrofi”. In stazione viene adescato da alcuni pusher che “ci mostrano un po’ di bonza”. La vedetta lo porta dai suoi “colleghi” che gli mostrano l’armamentario: crack, cocaina…, mentre la troupe riprende episodi di spaccio lungo le mura di Viale IV Novembre.

Ed è proprio lì che Brumotti esegue il suo blitz su due ruote e megafono, a mo’ di Naomo, ma questa volta con qualche successo: alla vista del biker si registra un fuggi fuggi generale. “La cosa strana è che qua abbiamo la Polizia municipale proprio davanti a dove spacciano”, fa notare Brumotti, che prova anche a chiedere spiegazioni agli uffici del Corpo di cui il vicesindaco Nicola Naomo Lodi è assessore delegato.

“Forse non lo sanno che qui davanti spacciano, glielo possiamo chiedere…”, ipotizza Brumotti. “Siamo coscienti purtroppo” gli viene risposto sulla porta da un funzionario, che promette che in cinque minuti sarebbero intervenuti.

E invece in meno di cinque minuti interviene la Polizia di Stato a risolvere la situazione, proteggendo anche la troupe Mediaset da un’aggressione a colpi di lanci di bottigliette d’acqua e sassi.

C’è anche chi cerca di entrare nel furgoncino e strappare la bici dall’inviato. Anche qui sono gli agenti della questura a risolvere la questione.

Estense.com – https://www.estense.com/?p=899361

“Il parco più bello di Ferrara” – Gad

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Il via alla realizzazione del “parco più bello di Ferrara” ai piedi del grattacielo

Il vice sindaco Lodi: “L’obiettivo è riportare bambini, anziani e famiglie a frequentare quest’area ricca di verde che abbiamo intitolato a Marco Coletta”

I giardini del grattacielo di Ferrara si apprestano a sottoporsi all’opera di restyling e messa in sicurezza voluta dall’Amministrazione comunale, nell’ambito dell’”operazione parchi sicuri”.

Il progetto comprende un’area giochi, una zona destinata alla ginnastica per la terza età e tanti percorsi pedonali e ciclabili.

Dopo la fine della realizzazione del nuovo campo sportivo all’interno degli stessi giardini, avvenuta nei giorni scorsi, sono stati consegnati ufficialmente il 9 marzo alla ditta esecutrice i lavori di riqualificazione del resto dell’area, che avranno una durata prevista di 130 giorni e per i quali il Comune ha destinato risorse per circa 420mila euro.

“L’obiettivo vero di questo progetto – ha dichiarato il vice sindaco Nicola Lodi – è riportare i cittadini, bambini, anziani e famiglie a frequentare questo parco, che abbiamo intitolato a Marco Coletta e che spero diventi il più bel parco di Ferrara. Il campo sportivo è terminato, nei prossimi giorni verrà installata l’illuminazione e nel frattempo sono tante le richieste già arrivate dalle società sportive per poterlo utilizzare. Tra l’altro stiamo lavorando anche a un progetto in cooperazione con la regione per recuperare gli spazi sotto il grattacielo che vogliamo adibire a spogliatoi e segreteria”.

Il dirigente del settore opere pubbliche del Comune Luca Capozzi e dalla progettista Tiziana Coletta spiegano che la messa in sicurezza del parco inizierà con la posa della recinzione di metallo che circonderà l’area per intero.

Ci saranno un totale di cinque punti d’accesso, tre pedonali e due carrabili, accessibili alle persone disabili che consentiranno la frequentazione dell’area e la sua chiusura in orario notturno.

I vialetti pedonali già presenti nell’area saranno tutti ripavimentati e saranno realizzati anche dei nuovi percorsi ciclopedonali con lo scopo di facilitare gli spostamenti all’interno e attorno all’are invece il viale principale sarà ristretto per far respirare le radici degli alberi presenti.

“Grande attenzione – ha rimarcato il vice sindaco Lodi – vogliamo rivolgere al verde per preservare ogni pianta presente e quindi l’identità del parco stesso”. In programma, infatti, ci sono anche interventi di riqualificazione del verde esistente e inserimento di nuove piante, che saranno effettuati nel prossimo autunno, ossia nella stagione più adatta.

Per il parco giochi dedicato ai bambini si è optato per delle attrezzature ludiche anche di tipo inclusivo, che saranno posate su una pavimentazione in gomma anti trauma e saranno adatte per tutte le fasce d’età, da 1 a 16 anni. “Ci sarà anche – preannuncia Lodi – una grande struttura innovativa, molto bella, che richiamerà l’attenzione di tutti i bambini. Sarà la seconda di questo tipo presente in Italia”.

Per il senior park la scelta è ricaduta su arredi riabilitativi adatti per il rinforzo muscolare e il potenziamento dell’autonomia muscolare, saranno posizionati ad anello.

Un altro angolo del parco sarà poi riservato alla didattica per le scuole, con aiuole che saranno curate dagli istituti Navarra, Dosso Dossi e Aleotti.

L’area, infine, come anticipato sempre dal vice sindaco “sarà anche destinata a ospitare concerti e manifestazioni all’aperto, che speriamo di poter programmare presto, compatibilmente con le disposizioni anti covid. Salvo imprevisti, infatti, già a luglio prossimo speriamo di vedere completati questi lavori di messa in sicurezza, che sono il frutto di un grande lavoro di progettazione realizzato in tempi molto stretti dai tecnici comunali, ai quali va il mio ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto. Mentre un altro importante ringraziamento va sicuramente alle forze dell’ordine che da mesi, ininterrottamente, svolgono un’importante opera di controllo di tutta questa area”.

da: Estense.com del 11.03.2021 – https://www.estense.com/?p=898567

Nuovi servizi anti-spaccio in viale IV Novembre

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Nuovi servizi anti-spaccio in viale IV Novembre

Dopo diverse segnalazioni sulla presenza di pusher, il questore ha disposto controlli appositi anche con l’aiuto delle unità cinofile della municipale

(foto di archivio)

Il questore Cesare Capocasa ha predisposto nuovi servizi di controllo per mantenere la presa sulla zona Gad.

Al centro dell’attenzione ci sono ora le mura di via IV Novembre dove negli ultimi tempi è stata notata la presenza di pusher che hanno trovato lì una delle piazze ‘libere’ per lo spaccio dopo che in zona stazione (tra Grattacielo, piazzale Castellina e parco Toti) i controlli incessanti e la costante presenza di forze dell’ordine hanno portato a un vistoso miglioramento della situazione.

La situazione, afferma la questura in una nota, “necessita una immediata ed efficace risposta attraverso mirati dispositivi preventivi e una puntuale attività repressiva”. Per questo sono stati predisposti servizi fissi e dinamici con l’ausilio delle unità cinofile della polizia municipale, mantenendo inalterati i dispositivi in atto nel resto della Gad.

Da: Estense.com del 07.03.2021 – https://www.estense.com/?p=898102

Pusher al Grattacielo: “Erano come i padroni della zona”.

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Pusher al Grattacielo. L’agente sotto copertura: “Erano come i padroni della zona”

Nuova udienza nel processo per l’operazione “Wall Street”, sentiti due poliziotti che agirono ‘under cover’

“Era una situazione scandalosa: mangiavano, bevevano e spacciavano. Erano come i padroni della zona”. A dirlo è uno dei poliziotti sotto copertura, nonché loro coordinatore, che con la loro attività nel 2018 hanno costituito una parte fondamentale dell’operazione “Wall Street” che ha messo sotto scacco una parte rilevante del giro di droga nei giardini del Grattacielo di Ferrara.

Il poliziotto è stato sentito come testimone nel processo della procura (pm Andrea Maggioni che ha anche coordinato le indagini), che vede alla sbarra 18 imputati per il filone principale dell’operazione antidroga, in parte già chiusa dal punto di vista giudiziario con dei patteggiamenti. Tra gli imputati ci sono anche alcuni membri della banda del machete, collegata al gruppo mafioso denominato Viking.

L’agente, così come un suo collega successivamente, ha testimoniato con il volto coperto per evitare che potesse essere riconosciuto, dato che il coordinamento dei poliziotti sotto copertura svolge operazioni a rischio in tutta Italia.

E una di queste si è svolta proprio a Ferrara, in uno dei punti più caldi dello spaccio di eroina, cocaina e marijuana fino a poco tempo fa: i giardini viale Costituzione. “Usavano anche i figli come copertura, arrivavano le loro donne con le cose da mangiare, con le borse frigo e i piatti tipici”. I giardini diventavano così sede di svago e di ‘lavoro’ per i pusher.

Il lavoro preliminare è iniziato visionando le immagini riprese dalle telecamere nascoste, in modo da individuare volti e ruoli nella piazza di spaccio: “Appena abbiamo visto le immagini – spiega il poliziotto – ci siamo resi conto della gravità della situazione”.

“Una volta entrati nel parco – racconta – venivamo avvicinati addirittura da più gruppi, perché si contendevano il cliente e nascevano anche delle discussioni. La mossa successiva era fornire a noi l’utenza telefonica per i successivi acquisti. Era il loro modo di lavorare e fidelizzare il cliente”.

L’agente ha spiegato altri dettagli sull’attività dei pusher: “Alcuni recuperavano la cocaina o l’eroina dall’interno della cavità orale, altri la raccoglievano dall’erba dove avevano lasciato dei punti di riferimento, come una lattina o una bottiglia”.

Sentiti dal giudice Giulia Caucci anche alcuni acquirenti fermati dopo aver fatto acquisti.

Da: Estense.com del 02.03.2021 – https://www.estense.com/?p=897013

Operazione “Wall Street”

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Operazione “Wall Street”. Così sono stati presi i pusher della Gad

Sono 18 gli imputati nel processo nato dall’indagine della Polizia fatta con agenti sotto copertura, intercettazioni e arresti differiti per fermare lo spaccio in zona Grattacielo

Agenti sotto copertura, telecamere e poi decine di migliaia d’intercettazioni, quasi tutte relative a dialoghi in dialetto nigeriano. In tutto 21 arresti differiti, a carico di 40 persone, per spaccio di eroina, cocaina, marijuana soprattutto nei giardini del Grattacielo, con 12 misure cautelari applicate e 16 divieti di dimora concessi dal gip. Tra loro, lo si ricorderà, c’erano anche alcuni membri della banda del machete, collegata al gruppo mafioso denominato Viking.

Un riassunto più o meno lineare di un’indagine complessa e astuta, la famosa operazione “Wall Street” che tra 2017 e 2018 ha permesso di monitorare le traiettorie dello spaccio in Gad e fermare alcuni venditori al dettaglio e grossisti di livello intermedio.

A condurla, sotto il coordinamento del pm Andrea Maggioni, sono stati i poliziotti della sezione Antidroga di Ferrara, con l’aiuto dello Sco (Servizio centrale operativo) e della Dcsa (Direzione centrale per i servizi antidroga) che hanno dato un contributo fondamentale con gli agenti sotto copertura. A spiegarla in un primo quadro generale al giudice Giulia Caucci e agli avvocati di 18 imputati (molti attualmente detenuti) è stato Luca Sita, sostituto commissario della Squadra mobile cittadina e coordinatore dell’Antidroga, sentito come teste nell’avvio dell’istruttoria del processo principale scaturito dall’intera operazione (un troncone si è già chiuso con vari patteggiamenti, altri filoni hanno preso strade indipendenti).

Formalmente tutto ha preso il via il 6 marzo del 2017, dopo che la Polizia si è resa conto che “le classiche tecniche d’indagine non portavano i risultati sperati, perché i soggetti cambiavano molto spesso e si faceva fatica a capire dove tenessero lo stupefacente o dove dormissero”.

L’idea è stata allora quella di procedere infiltrandosi superficialmente nel mondo dello spaccio, usando otto agenti sotto copertura come acquirenti, non prima però di aver monitorato la situazione e i pusher con cinque telecamere, installate prima in corso Porta Po e viale Costituzione e poi in piazzetta Toti, di fronte alla stazione con vista bar Fiorella e davanti all’ufficio postale di via Felisatti.

Le telecamere sono rimaste attive da aprile-maggio fino al 19 giugno del 2018. In questo periodo, a partire dal 23 aprile, sono stati attivati gli agenti sotto copertura per effettuare degli acquisti di droga dai pusher, tutti ripresi dalle telecamere. E poi, mentre i poliziotti/acquirenti finivano il lavoro in questura analizzando lo stupefacente e compilando le carte per gli arresti differiti (dunque da concretizzare in momenti successivi), altri poliziotti indicavano ai militari dell’Esercito quali persone fermare per un normale controllo: “Non vedevano l’Esercito come un pericolo rispetto alla Polizia, si facevano identificare molto facilmente”, ha rivelato Sita.

Identificazioni che poi servivano per incrociare immagini, testimonianze, cessioni di droga e nomi. Con le stesse telecamere sono state osservate anche altre compravendite di droga effettuate con normali cittadini, o individuati i nascondigli in Gad.

Chiusa la parentesi telecamere, il ‘Grande Fratello’ investigativo è proseguito su altri canali: quelli delle frequenze dei telefoni cellulari: 36 utenze sottoposte a intercettazione, circa 90mila conversazioni captate tra il 25 giugno 2018 e il 22 novembre 2018, quando gli elementi in mano agli investigatori erano ormai più che sufficienti per preparare un’enorme informativa, chiedere le misure al giudice e far scattare il grande blitz a ottobre del 2019, con i poliziotti che si recarono anche nell’appartamento di via Ricostruzione di proprietà dell’ex consigliere comunale di Gol Francesco Rendine, al tempo oggetto di largo dibattito politico, dove trovarono uno degli imputati odierni, considerato un fornitore intermedio e oggi ai domiciliari.

In udienza sono stati sentiti anche due acquirenti, fermati e identificati al tempo, che hanno confermato di aver comprato della droga in zona stazione.

Il giudice ha concesso al perito del tribunale i 60 giorni richiesti per trascrivere le intercettazioni e fissato per il 3 maggio l’udienza per la sua escussione, anche se non è improbabile che, vista la difficoltà tecnica di comprendere e tradurre il linguaggio in dialetto, sia necessario molto più tempo. Il 1° marzo verranno sentiti invece gli agenti sotto copertura e altri acquirenti.

Da: Estense.com del 26.01.2021 – https://www.estense.com/?p=891905