Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Scacco al Gad in quattro mosse

La strategia del questore per il ritorno alla normalità della zona

(foto di Alessandro Castaldi)

Sinergia tra Polizia di Stato e Polizia locale per garantire la vivibilità e il decoro del Gad, potenziando gli interventi; un anno di presidio costante e quotidiano con servizi fissi e dinamici; attività repressiva di polizia amministrativa e polizia giudiziaria; riqualificazione urbana.

Sono le “quattro mosse per dare scacco al Gad”, come le definisce il questore Cesare Capocasa che, alla vigilia dell’anniversario della Fondazione della Polizia di Stato, mette sul piatto il bilancio del suo primo anno a Ferrara.

Un anno iniziato con la consapevolezza di dover riconquistare alla città un territorio (“se ci siamo noi non ci sono loro” disse Capocasa in una delle prime dichiarazioni pubbliche). Da qui Capocasa si è mosso d’intesa con il prefetto, a partire dal mese di marzo dello scorso anno, per disporre in zona Gad (Grattacielo, Piazzale Stazione, Piazzale Castellina e Toti) un presidio fisso quotidiano della Polizia di Stato e della Municipale nella fascia oraria 8/20 “che ha consentito progressivamente – spiega la questura – di allontanare i gruppi stanziali di spacciatori, garantendo il ritorno ad una normale vivibilità del territorio”.

Servizi integrati con reparti di rinforzo e con il Reparto Prevenzione Crimine di Bologna nelle aree limitrofe di via Porta Catena, via Canapa, via Oroboni, via Ortigara e via Darsena/IV Novembre. In totale si calcolano 2.034 servizi complessivi tra Polizia di Stato (1.234) e Municipale (800).

Ai presidi costanti si sono aggiunte le operazioni “extra”. Come il maxi blitz al Grattacielo del 25 giugno 2020, “finalizzato a dare ulteriore impulso e vigore all’azione di contrasto dell’illegalità diffusa e a innalzare la percezione di sicurezza”.

In campo c’erano circa 200 agenti della Polizia di Stato, personale della Polizia Municipale con unità cinofile e un elicottero. “Il dispiegamento di forze messo in campo ha permesso per la prima volta di cinturare ed interdire l’area – continua la nota – e di effettuare 15 perquisizioni e 102 accessi in abitazioni al fine di verificare l’identità degli occupanti e l’eventuale presenza di clandestini”.

Accanto al cuore dell’attenzione della Polizia, sono stati potenziati i controlli nelle aree periferiche a ridosso della città, dove insiste una serie di fabbricati allo stato grezzo, una superficie industriale dismessa in condizioni di totale abbandono e ruderi di vecchie costruzioni, “divenuti nel corso del tempo ricovero e rifugio di persone senza fissa dimora, irregolari, clandestini e spacciatori”.

Questo ha permesso di segnalare al prefetto “l’indifferibile necessità di procedere a lavori urgenti di riqualificazione, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica”. L’esito delle verifiche ha permesso di “imprimere un’accelerazione nel processo di bonifica delle zone, da tempo sul tavolo ma mai realizzato che ha impegnato l’amministrazione comunale a condividere l’obiettivo della messa in sicurezza delle aree, intervenendo in prima persona sulle proprietà”.

Accanto al pugno di ferro, il questore Capocasa ha spinto la Polizia Amministrativa a una mirata azione di provvedimenti espulsivi (234), accompagnamenti presso i Cpr (22), rimpatri di clandestini persone ritenute destabilizzanti per l’ordine e la sicurezza pubblica (13) e al controllo di quegli esercizi commerciali “noti per essere abituali punti di aggregazione di personaggi gravitanti nell’ambiente della criminalità legata al mondo dello spaccio”. Sono stati ispezionati complessivamente 70 esercizi commerciali di cui 29 hanno avuto la sospensione della licenza e due le conseguenti revoche da parte del sindaco.

Ha fatto la sua parte anche la Polizia Giudiziaria con l’operazione Wall Street e l’operazione Signal (svolta sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna) che ha messo in luce a livello giudiziario il fenomeno della mafia nigeriana.

Infine viene la riqualificazione urbana. Qui Capocasa ha indicato al Comune quali azioni eseguire per riqualificazione l’intero quartiere Gad. Da qui nasce il progetto ‘Parchi sicuri’, “reso possibile dal dispositivo di sicurezza messo in atto. L’intervento complessivo punta a regolamentare l’accesso alle varie aree verdi della zona, con la prevista chiusura durante le ore notturne, al fine di contribuire ad incrementare la sicurezza nell’intero quartiere”.

I primi lavori hanno preso avvio lo scorso mese di ottobre nell’area verde di piazzetta Enrico Toti, grazie a un contributo di 600mila euro della Regione Emilia-Romagna, e si sono conclusi con una recinzione perimetrale dotata di due accessi, al cui interno verranno posizionate panchine, altalene e giochi per bimbi.

“Nell’area dei giardini del Grattacielo – conclude il questore – verranno, invece, realizzate quattro aree tematiche con campi polivalenti per basket, pallamano e calcetto, un’area dedicata ai bambini con giochi e giostrine fruibili anche per portatori di handicap, alle persone anziane e infine un campo ‘prova’ per attività didattiche riservato alle scuole, con per i frequentatori.

Estense.com del 10.04.2021 – https://www.estense.com/?p=903340

Brumotti in Gad

                                      RASSEGNA STAMPA

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Brumotti smaschera la ‘Gad story’ di Naomo

L’inviato di Striscia: “In stazione supermercato dello spaccio a cielo aperto”

“In stazione un vero e proprio mercato dello spaccio a cielo aperto sotto gli occhi di tutti”. E se li cogli sul vivo “non scappano, rimangono lì”, segno di “una situazione fuori controllo”.

È andato in onda ieri sera su Canale 5 il servizio girato la scorsa settimana in Gad dall’inviato sulle due ruote di Striscia la notizia che, a distanza di due anni, torna nel luoghi dello spaccio che aveva documentato prima dell’avvento della Lega a Ferrara.

Sul suo “biciclettino” Brumotti documenta “un fior fiore di spacciatori che rovinano i giovani di Ferrara e dei paesi limitrofi”. In stazione viene adescato da alcuni pusher che “ci mostrano un po’ di bonza”. La vedetta lo porta dai suoi “colleghi” che gli mostrano l’armamentario: crack, cocaina…, mentre la troupe riprende episodi di spaccio lungo le mura di Viale IV Novembre.

Ed è proprio lì che Brumotti esegue il suo blitz su due ruote e megafono, a mo’ di Naomo, ma questa volta con qualche successo: alla vista del biker si registra un fuggi fuggi generale. “La cosa strana è che qua abbiamo la Polizia municipale proprio davanti a dove spacciano”, fa notare Brumotti, che prova anche a chiedere spiegazioni agli uffici del Corpo di cui il vicesindaco Nicola Naomo Lodi è assessore delegato.

“Forse non lo sanno che qui davanti spacciano, glielo possiamo chiedere…”, ipotizza Brumotti. “Siamo coscienti purtroppo” gli viene risposto sulla porta da un funzionario, che promette che in cinque minuti sarebbero intervenuti.

E invece in meno di cinque minuti interviene la Polizia di Stato a risolvere la situazione, proteggendo anche la troupe Mediaset da un’aggressione a colpi di lanci di bottigliette d’acqua e sassi.

C’è anche chi cerca di entrare nel furgoncino e strappare la bici dall’inviato. Anche qui sono gli agenti della questura a risolvere la questione.

Estense.com – https://www.estense.com/?p=899361

“Il parco più bello di Ferrara” – Gad

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Il via alla realizzazione del “parco più bello di Ferrara” ai piedi del grattacielo

Il vice sindaco Lodi: “L’obiettivo è riportare bambini, anziani e famiglie a frequentare quest’area ricca di verde che abbiamo intitolato a Marco Coletta”

I giardini del grattacielo di Ferrara si apprestano a sottoporsi all’opera di restyling e messa in sicurezza voluta dall’Amministrazione comunale, nell’ambito dell’”operazione parchi sicuri”.

Il progetto comprende un’area giochi, una zona destinata alla ginnastica per la terza età e tanti percorsi pedonali e ciclabili.

Dopo la fine della realizzazione del nuovo campo sportivo all’interno degli stessi giardini, avvenuta nei giorni scorsi, sono stati consegnati ufficialmente il 9 marzo alla ditta esecutrice i lavori di riqualificazione del resto dell’area, che avranno una durata prevista di 130 giorni e per i quali il Comune ha destinato risorse per circa 420mila euro.

“L’obiettivo vero di questo progetto – ha dichiarato il vice sindaco Nicola Lodi – è riportare i cittadini, bambini, anziani e famiglie a frequentare questo parco, che abbiamo intitolato a Marco Coletta e che spero diventi il più bel parco di Ferrara. Il campo sportivo è terminato, nei prossimi giorni verrà installata l’illuminazione e nel frattempo sono tante le richieste già arrivate dalle società sportive per poterlo utilizzare. Tra l’altro stiamo lavorando anche a un progetto in cooperazione con la regione per recuperare gli spazi sotto il grattacielo che vogliamo adibire a spogliatoi e segreteria”.

Il dirigente del settore opere pubbliche del Comune Luca Capozzi e dalla progettista Tiziana Coletta spiegano che la messa in sicurezza del parco inizierà con la posa della recinzione di metallo che circonderà l’area per intero.

Ci saranno un totale di cinque punti d’accesso, tre pedonali e due carrabili, accessibili alle persone disabili che consentiranno la frequentazione dell’area e la sua chiusura in orario notturno.

I vialetti pedonali già presenti nell’area saranno tutti ripavimentati e saranno realizzati anche dei nuovi percorsi ciclopedonali con lo scopo di facilitare gli spostamenti all’interno e attorno all’are invece il viale principale sarà ristretto per far respirare le radici degli alberi presenti.

“Grande attenzione – ha rimarcato il vice sindaco Lodi – vogliamo rivolgere al verde per preservare ogni pianta presente e quindi l’identità del parco stesso”. In programma, infatti, ci sono anche interventi di riqualificazione del verde esistente e inserimento di nuove piante, che saranno effettuati nel prossimo autunno, ossia nella stagione più adatta.

Per il parco giochi dedicato ai bambini si è optato per delle attrezzature ludiche anche di tipo inclusivo, che saranno posate su una pavimentazione in gomma anti trauma e saranno adatte per tutte le fasce d’età, da 1 a 16 anni. “Ci sarà anche – preannuncia Lodi – una grande struttura innovativa, molto bella, che richiamerà l’attenzione di tutti i bambini. Sarà la seconda di questo tipo presente in Italia”.

Per il senior park la scelta è ricaduta su arredi riabilitativi adatti per il rinforzo muscolare e il potenziamento dell’autonomia muscolare, saranno posizionati ad anello.

Un altro angolo del parco sarà poi riservato alla didattica per le scuole, con aiuole che saranno curate dagli istituti Navarra, Dosso Dossi e Aleotti.

L’area, infine, come anticipato sempre dal vice sindaco “sarà anche destinata a ospitare concerti e manifestazioni all’aperto, che speriamo di poter programmare presto, compatibilmente con le disposizioni anti covid. Salvo imprevisti, infatti, già a luglio prossimo speriamo di vedere completati questi lavori di messa in sicurezza, che sono il frutto di un grande lavoro di progettazione realizzato in tempi molto stretti dai tecnici comunali, ai quali va il mio ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto. Mentre un altro importante ringraziamento va sicuramente alle forze dell’ordine che da mesi, ininterrottamente, svolgono un’importante opera di controllo di tutta questa area”.

da: Estense.com del 11.03.2021 – https://www.estense.com/?p=898567

Nuovi servizi anti-spaccio in viale IV Novembre

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Nuovi servizi anti-spaccio in viale IV Novembre

Dopo diverse segnalazioni sulla presenza di pusher, il questore ha disposto controlli appositi anche con l’aiuto delle unità cinofile della municipale

(foto di archivio)

Il questore Cesare Capocasa ha predisposto nuovi servizi di controllo per mantenere la presa sulla zona Gad.

Al centro dell’attenzione ci sono ora le mura di via IV Novembre dove negli ultimi tempi è stata notata la presenza di pusher che hanno trovato lì una delle piazze ‘libere’ per lo spaccio dopo che in zona stazione (tra Grattacielo, piazzale Castellina e parco Toti) i controlli incessanti e la costante presenza di forze dell’ordine hanno portato a un vistoso miglioramento della situazione.

La situazione, afferma la questura in una nota, “necessita una immediata ed efficace risposta attraverso mirati dispositivi preventivi e una puntuale attività repressiva”. Per questo sono stati predisposti servizi fissi e dinamici con l’ausilio delle unità cinofile della polizia municipale, mantenendo inalterati i dispositivi in atto nel resto della Gad.

Da: Estense.com del 07.03.2021 – https://www.estense.com/?p=898102

Pusher al Grattacielo: “Erano come i padroni della zona”.

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Pusher al Grattacielo. L’agente sotto copertura: “Erano come i padroni della zona”

Nuova udienza nel processo per l’operazione “Wall Street”, sentiti due poliziotti che agirono ‘under cover’

“Era una situazione scandalosa: mangiavano, bevevano e spacciavano. Erano come i padroni della zona”. A dirlo è uno dei poliziotti sotto copertura, nonché loro coordinatore, che con la loro attività nel 2018 hanno costituito una parte fondamentale dell’operazione “Wall Street” che ha messo sotto scacco una parte rilevante del giro di droga nei giardini del Grattacielo di Ferrara.

Il poliziotto è stato sentito come testimone nel processo della procura (pm Andrea Maggioni che ha anche coordinato le indagini), che vede alla sbarra 18 imputati per il filone principale dell’operazione antidroga, in parte già chiusa dal punto di vista giudiziario con dei patteggiamenti. Tra gli imputati ci sono anche alcuni membri della banda del machete, collegata al gruppo mafioso denominato Viking.

L’agente, così come un suo collega successivamente, ha testimoniato con il volto coperto per evitare che potesse essere riconosciuto, dato che il coordinamento dei poliziotti sotto copertura svolge operazioni a rischio in tutta Italia.

E una di queste si è svolta proprio a Ferrara, in uno dei punti più caldi dello spaccio di eroina, cocaina e marijuana fino a poco tempo fa: i giardini viale Costituzione. “Usavano anche i figli come copertura, arrivavano le loro donne con le cose da mangiare, con le borse frigo e i piatti tipici”. I giardini diventavano così sede di svago e di ‘lavoro’ per i pusher.

Il lavoro preliminare è iniziato visionando le immagini riprese dalle telecamere nascoste, in modo da individuare volti e ruoli nella piazza di spaccio: “Appena abbiamo visto le immagini – spiega il poliziotto – ci siamo resi conto della gravità della situazione”.

“Una volta entrati nel parco – racconta – venivamo avvicinati addirittura da più gruppi, perché si contendevano il cliente e nascevano anche delle discussioni. La mossa successiva era fornire a noi l’utenza telefonica per i successivi acquisti. Era il loro modo di lavorare e fidelizzare il cliente”.

L’agente ha spiegato altri dettagli sull’attività dei pusher: “Alcuni recuperavano la cocaina o l’eroina dall’interno della cavità orale, altri la raccoglievano dall’erba dove avevano lasciato dei punti di riferimento, come una lattina o una bottiglia”.

Sentiti dal giudice Giulia Caucci anche alcuni acquirenti fermati dopo aver fatto acquisti.

Da: Estense.com del 02.03.2021 – https://www.estense.com/?p=897013

Operazione “Wall Street”

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Operazione “Wall Street”. Così sono stati presi i pusher della Gad

Sono 18 gli imputati nel processo nato dall’indagine della Polizia fatta con agenti sotto copertura, intercettazioni e arresti differiti per fermare lo spaccio in zona Grattacielo

Agenti sotto copertura, telecamere e poi decine di migliaia d’intercettazioni, quasi tutte relative a dialoghi in dialetto nigeriano. In tutto 21 arresti differiti, a carico di 40 persone, per spaccio di eroina, cocaina, marijuana soprattutto nei giardini del Grattacielo, con 12 misure cautelari applicate e 16 divieti di dimora concessi dal gip. Tra loro, lo si ricorderà, c’erano anche alcuni membri della banda del machete, collegata al gruppo mafioso denominato Viking.

Un riassunto più o meno lineare di un’indagine complessa e astuta, la famosa operazione “Wall Street” che tra 2017 e 2018 ha permesso di monitorare le traiettorie dello spaccio in Gad e fermare alcuni venditori al dettaglio e grossisti di livello intermedio.

A condurla, sotto il coordinamento del pm Andrea Maggioni, sono stati i poliziotti della sezione Antidroga di Ferrara, con l’aiuto dello Sco (Servizio centrale operativo) e della Dcsa (Direzione centrale per i servizi antidroga) che hanno dato un contributo fondamentale con gli agenti sotto copertura. A spiegarla in un primo quadro generale al giudice Giulia Caucci e agli avvocati di 18 imputati (molti attualmente detenuti) è stato Luca Sita, sostituto commissario della Squadra mobile cittadina e coordinatore dell’Antidroga, sentito come teste nell’avvio dell’istruttoria del processo principale scaturito dall’intera operazione (un troncone si è già chiuso con vari patteggiamenti, altri filoni hanno preso strade indipendenti).

Formalmente tutto ha preso il via il 6 marzo del 2017, dopo che la Polizia si è resa conto che “le classiche tecniche d’indagine non portavano i risultati sperati, perché i soggetti cambiavano molto spesso e si faceva fatica a capire dove tenessero lo stupefacente o dove dormissero”.

L’idea è stata allora quella di procedere infiltrandosi superficialmente nel mondo dello spaccio, usando otto agenti sotto copertura come acquirenti, non prima però di aver monitorato la situazione e i pusher con cinque telecamere, installate prima in corso Porta Po e viale Costituzione e poi in piazzetta Toti, di fronte alla stazione con vista bar Fiorella e davanti all’ufficio postale di via Felisatti.

Le telecamere sono rimaste attive da aprile-maggio fino al 19 giugno del 2018. In questo periodo, a partire dal 23 aprile, sono stati attivati gli agenti sotto copertura per effettuare degli acquisti di droga dai pusher, tutti ripresi dalle telecamere. E poi, mentre i poliziotti/acquirenti finivano il lavoro in questura analizzando lo stupefacente e compilando le carte per gli arresti differiti (dunque da concretizzare in momenti successivi), altri poliziotti indicavano ai militari dell’Esercito quali persone fermare per un normale controllo: “Non vedevano l’Esercito come un pericolo rispetto alla Polizia, si facevano identificare molto facilmente”, ha rivelato Sita.

Identificazioni che poi servivano per incrociare immagini, testimonianze, cessioni di droga e nomi. Con le stesse telecamere sono state osservate anche altre compravendite di droga effettuate con normali cittadini, o individuati i nascondigli in Gad.

Chiusa la parentesi telecamere, il ‘Grande Fratello’ investigativo è proseguito su altri canali: quelli delle frequenze dei telefoni cellulari: 36 utenze sottoposte a intercettazione, circa 90mila conversazioni captate tra il 25 giugno 2018 e il 22 novembre 2018, quando gli elementi in mano agli investigatori erano ormai più che sufficienti per preparare un’enorme informativa, chiedere le misure al giudice e far scattare il grande blitz a ottobre del 2019, con i poliziotti che si recarono anche nell’appartamento di via Ricostruzione di proprietà dell’ex consigliere comunale di Gol Francesco Rendine, al tempo oggetto di largo dibattito politico, dove trovarono uno degli imputati odierni, considerato un fornitore intermedio e oggi ai domiciliari.

In udienza sono stati sentiti anche due acquirenti, fermati e identificati al tempo, che hanno confermato di aver comprato della droga in zona stazione.

Il giudice ha concesso al perito del tribunale i 60 giorni richiesti per trascrivere le intercettazioni e fissato per il 3 maggio l’udienza per la sua escussione, anche se non è improbabile che, vista la difficoltà tecnica di comprendere e tradurre il linguaggio in dialetto, sia necessario molto più tempo. Il 1° marzo verranno sentiti invece gli agenti sotto copertura e altri acquirenti.

Da: Estense.com del 26.01.2021 – https://www.estense.com/?p=891905

GAD – L’anno 2020 raccontato dagli articoli di stampa

Quartiere Gad

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Un video per l’anno 2020 di notizie dal Quartiere Gad – Ferrara, raccontato dai titoli degli articoli.

Vengono riportati solo quelli riguardanti  i principali eventi criminosi legati o derivanti dallo spaccio di droga.

Fonte: il Resto del Carlino

Buona visione

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I video dei precedenti si possono vedere a sinistra in questa Home Page

Gad – I dati dall’inizio dell’anno dell’Arma dei Carabinieri

Rassegna Stampa

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Gad, dall’inizio dell’anno i Carabinieri hanno arrestato 47 persone e sequestrato 15 kg di droga

L’attività più importante viene individuata nell’arresto di Elvis Omonghomion, accusato di aver stuprato una minorenne che non poteva pagarsi la dose

“Mesi di impegno, dedizione e sacrificio, con risultati che si commentano da soli”. Commenta così l’Arma l’anno che sta giungendo al termine con annesse le operazioni eseguite in zona Gad.

Un report redatto dalla Compagnia di Ferrara parla di 1.572 servizi di pattugliamento dall’inizio dell’anno, con una media 4/5 pattuglie al giorno; 47 arresti (1 su ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale e spaccio; 33 per spaccio di stupefacenti; 10 per resistenza a pubblico ufficiale; 2 per furto; 1 per evasione); 250 grammi di cocaina, 199 di eroina, 400 di hashish e 14,3 kg di marijuana sequestrati.

Lamentele quotidiane

Risultati raggiunti, spiega la Benemerita, “grazie a una costante azione di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Ferrara nel quartiere Gad”. Un modo per rispondere alle “quotidiane segnalazioni e lamentele dei residenti”, che “hanno determinato i vertici provinciali dell’Arma a sviluppare una quotidiana e pressante presenza nella zona, impegnando sia pattuglie in divisa sia in borghese, delle stazioni Carabinieri di Ferrara, Pontelagoscuro e Porotto, nonché con pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile”.

Nel corso dell’anno sono stati più volte richiesti interventi di rinforzo ai reparti speciali dell’Arma, impiegando unità antidroga del Nucleo Carabinieri cinofili di Bologna, del Nucleo Elicotteri di Forlì e il supporto delle Squadre S.A.T. (Supporto Arma Territoriale) e S.I.O. (Squadra d’Intervento Operativo) del Reggimento Carabinieri Emilia Romagna.

Immigrazione clandestina

Sul versante della lotta all’immigrazione clandestina, si registrano 10 denunce per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, nonché 15 denunce per inottemperanza dell’ordine di lasciare il territorio nazionale, oltre all’accompagnamento di 2 cittadini stranieri presso i centri di permanenza per il rimpatrio, in quanto gravati da decreto di espulsione.

Spaccio

Nel contrasto allo spaccio di droga, sono stati effettuati servizi specifici, che hanno portato all’arresto di 5 ovulatori, tutti nigeriani (sequestrati 34 ovuli, per un totale di 200 grammi di cocaina), con le difficoltà sanitarie e di sicurezza connesse alla loro gestione (piantonamento h24, esecuzione di ripetuti esami radiologici e Tac).

Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto alla criminalità al Gad, da gennaio ad oggi, ben 5 militari hanno riportato lesioni personali, in conseguenza delle reazioni violente degli arrestati.

Violenza sessuale

L’attività più importante, infine, viene individuata nell’attività investigativa svolta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Ferrara, che ha portato all’arresto lo scorso 30 settembre per violenza sessuale di Elvis Omonghomion, nigeriano di 25 anni accusato di aver stuprato una minorenne che non poteva pagarsi la droga.

Estense.com del 11.12.2020 – https://www.estense.com/?p=886224

Agenti in borghese inseguono e denunciano un pusher

Lo spacciatore notato dagli agenti della Municipale mentre cercava di nascondere ovuli di cocaina ed eroina in viale IV Novembre

polizia locale ferrara grattacieloContinuano le operazioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte della Polizia locale Terre Estensi, oltre che con l’ordinario monitoraggio del territorio, anche con l’impiego di agenti in abiti civili e unità cinofile.

Nel pomeriggio di mercoledì 2 dicembre scorso, gli agenti in borghese del Reparto Centro, in servizio antidroga, hanno notato un ragazzo che, dopo aver effettuato ripetuti passaggi in bicicletta sul percorso ciclopedonale della cinta muraria, si è poi fermato nei pressi della statua di Paolo V, sulle mura di viale IV Novembre, dove ha tentato di seppellire 13 involucri di sostanze stupefacenti (8 ovuli di cocaina e 5 di eroina). Lo spacciatore – U. T., diciannovenne di origini nigeriane, incensurato e regolare sul territorio italiano – è stato inseguito dagli agenti per un paio di isolati e infine intercettato, mentre altri agenti procedevano al sequestro dei 13 ovuli di eroina e cocaina pronti per lo spaccio. Una volta condotto al Comando, al termine delle operazioni di rito e in accordo con l’autorità giudiziaria, il giovane è stato denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di droga.

Nella giornata di giovedì 3 dicembre, invece, nel corso di una perlustrazione delle principali zone cittadine dello spaccio di stupefacenti, gli agenti e i cani delle unità cinofile della Polizia locale hanno ritrovato, sul Baluardo di San Paolo e alla base delle mura cittadine di via Ticchioni, 30 grammi di marijuana. Dopo aver effettuato le analisi e le pesature di rito, la sostanza è stata posta sotto sequestro.

Il comandante del Corpo Claudio Rimondi, complimentandosi con tutti i suoi collaboratori, ha assicurato che lo sforzo da parte del Corpo Terre Estensi continuerà, per non dar tregua agli spacciatori in zona Gad e non solo. “Un ringraziamento – afferma il comandante – va anche ai cittadini che, continuando a segnalare queste situazioni di degrado alla loro Polizia locale, la agevolano nel raggiungimento dell’obiettivo”.

Da: Estense.com del 06.12.2020 –  https://www.estense.com/?p=885651