Comunicato – 20 Gennaio 2016

Il Comitato Zona Stadio, Associazione apartitica, nell’ annuale Assemblea Societaria svoltasi in data 9.01.2016 ha programmato gli obiettivi per il corrente anno.

Uno di questi, visto il coinvolgimento di altri residenti, organizzati  in gruppi o in comitati, di rivivere e rivalutare il Quartiere ci trova pienamente consenzienti.

Pertanto consapevoli che le iniziative mirate messe in atto dalla nostra Amministrazione e dalle FF.OO sono state solo di “emergenza” e non di cambiamento (nulla è mutato – in meglio –  da tre anni a questa parte e le recenti dichiarazioni del Questore dicono che l’illegalità in Zona Gad – anzi – è in aumento) e nell’intento di unire le forze contro lo spaccio di droga e degrado, il nostro Comitato ha deciso di partecipare a tutte quelle iniziative di cittadini che scenderanno in strada perché hanno a cuore le sorti del Quartiere .

Prima di appartenere al Comitato Zona Stadio siamo dei residenti e quindi liberi cittadini. Il partecipare a manifestazioni organizzate da altri, non indica una nostra precisa appartenenza politica, ma sta a significare, in quel preciso momento, la sola condivisione di problemi che riguardano un insieme di cittadini.

Ecco perché questa sera, 20 Gennaio 2016, alcuni di noi, si uniranno alla camminata in programma sulle Mura di Viale Belvedere per appoggiare, con la nostra presenza, i residenti di quella zona.

Il Presidente

Massimo Morini

Mafia nigeriana

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Estense.com del 26.01.2023 – https://www.estense.com/?p=1003207

Mafia nigeriana. In aula le testimonianze dei due sovrintendenti della Questura

Sono stati sentiti i due poliziotti Andrea Marzocchi e Stefano Perelli. Focus sulle posizioni di alcuni imputati sulla base dei risultati provenienti dall’ascolto di alcune intercettazioni

È ruotata attorno alle testimonianze di Andrea Marzocchi e Stefano Perelli, i due sovrintendenti della Questura di Ferrara, l’udienza di ieri (mercoledì 25 gennaio) del processo alla mafia nigeriana.

Raccomandato da

In aula sono stati sentiti i due sovrintendenti della Questura di Ferrara, Andrea Marzocchi e Stefano Perelli, chiamati a testimoniare sulle posizioni di alcuni imputati sulla base dei risultati provenienti dall’ascolto di alcune intercettazioni.

I due hanno risposto alle domande del pm Roberto Ceroni, davanti al collegio dei giudici formato dal presidente Sandra Lepore con a latere Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli.

Ieri è stato inoltre fissato il calendario delle prossime udienze. Si proseguirà l’8 e il 15 febbraio, l’1, 15, 22 e 29 marzo, il 5, 13, 20 aprile, il 3, 11, 17 e 31 maggio e il 7 giugno.

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Controlli della Polizia

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Controlli della Polizia in Porta Catena e via Oroboni. Provvedimenti per due irregolari

In tutto, durante l’operazione, sono state controllate 60 autovetture, 3 esercizi commerciali, 199 persone di cui 59 di nazionalità straniera

Due persone irregolari sono state destinatarie dell’ordine del questore Salvatore Calabrese ad abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni.

La misura è arrivata al termine dello straordinario servizio di controllo del territorio utile a contrastare la commissione di reati e condotte illecite che, martedì 3 gennaio, ha visto gli operatori della Polizia di Stato impegnati nelle zona di via Porta Catena, del Palapalestre ‘J. Caneparo’, di via Oroboni e nelle aree limitrofe.I servizi sono stati svolti nelle aree critiche della città da personale delle Volanti, dell’Ufficio Immigrazione, della Polizia Scientifica e da pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna di Bologna.In tutto, durante l’operazione, sono state controllate 60 autovetture, 3 esercizi commerciali, 199 persone di cui 59 di nazionalità straniera.

Estense.com del 05.01.2023 – https://www.estense.com/?p=1000227

Droga in Gad

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Droga in Gad, arrestato uno spacciatore in piazzale Bruno

L’uomo, alla vista dei carabinieri e dell’unità cinofila della polizia locale, ha tentato la fuga, ma la corsa è durata poco

Ha tentato di scappare non appena scoperto, ma la sua fuga è durata ben poco. È quanto successo nel pomeriggio di venerdì 23 dicembre, quando i carabinieri del Norm di Ferrara, insieme al personale della Polizia Locale, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in piazzale Giordano Bruno, O.W., 23enne di nazionalità nigeriana, già noto agli uffici di polizia e residente in città.

L’uomo, alla vista della pattuglia della Polizia Locale con l’unità cinofila, ha provato a darsela a gambe, ma è stato bloccato poco dopo dai militari dell’Arma, di pattuglia in zona che, a seguito della perquisizione personale, lo hanno trovato in possesso di quasi 24 grammi di hashish e di alcune dosi di marijuana.

Dopo l’identificazione, la perquisizione e il sequestro, il ragazzo è stato portato presso il comando provinciale dei carabinieri di Ferrara dove, una volta terminate le formalità relative all’arresto, è rimasto rinchiuso nelle camere di sicurezza fino alla mattina del 24 dicembre, quando ha preso parte all’udienza di convalida in tribunale.

Il giudice, alla vigilia di Natale, ha convalidato l’arresto e condannato l’imputato a un anno di reclusione e 2.000 euro di multa.

Estense.com del 25.12.2022 – https://www.estense.com/?p=999353

Lo spaccio anche a Natale…

Spacciava tra Porta Po e Porta Catena, finisce in manette

L’uomo è stato avvistato dai militari tra le vie Mura di Porta Po e Porta Catena, mentre in sella a una bicicletta vendeva, intascandosi 15 euro, una bustina di eroina

È di un arrestato per spaccio il bilancio dei servizi di prevenzione e repressione al mercato della droga in città da parte dei carabinieri del Norm di Ferrara che, durante la mattinata di sabato 24 dicembre, hanno messo le manette a O.K., 32enne di nazionalità nigeriana, residente in provincia di Venezia e già noto agli uffici di polizia.

L’uomo è stato avvistato dai militari dell’Arma tra le vie Mura di Porta Po e Porta Catena, mentre in sella a una bicicletta vendeva, intascandosi 15 euro, una bustina di eroina.

Una mossa, quella dello spacciatore, che ha richiesto l’immediato intervento della pattuglia del 112, con i carabinieri che hanno così bloccato sia il pusher che l’acquirente, identificato per un 19enne di nazionalità straniera, residente in città e segnalato alla prefettura.

Diversamente, lo spacciatore è stato trasportati presso il comando provinciale di via Della Sala, dopo essere stato tratto in arresto ed essere stato
fotosegnalato. Dopo gli accertamenti di rito e la redazione degli atti, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’arrestato è stato rimesso in libertà.

Estense.com del 24.12.2022 – https://www.estense.com/?p=999355

Dal Gad non si fermano le segnalazioni

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“Paura e spaccio, non è cambiato niente”

Dai residenti continuano le segnalazioni di degrado: “Alla Lidl di viale Po in difficoltà anche le forze dell’ordine”, e nell’area di porta Catena racconti di spaccio e rapporti intimi alla luce del sole. E alcuni dicono che se minacciati si difenderanno da soli

“Qui la situazione non è cambiata anche perché sembra non importi a nessuno”. Sono le parole di un residente in zona Gad, che arrivano nel mezzo di altre segnalazioni – l’ultima delle quali in merito alla zona del parcheggio del supermercato Lidl di viale Po – sulla situazione e il senso di insicurezza dei residenti della zona Gad.

“Da circa 3 o 4 mesi nei pressi della Lidl di viale Po la situazione è cambiata ed è arrivata agli estremi”, spiega un cittadino che riporta come “molti clienti evitano in alcuni modi di andare a fare la spesa per la situazione disastrata che si registra negli ultimi tempi: dalle 18 e fino alla chiusura del locale alcune persone creano situazioni di sconforto e anche di panico con atti di violenza a seguito di furto”.

“Questi soggetti”, aggiunge l’uomo che vuole rimanere anonimo per timore di ripercussioni, “hanno creato negli ultimi tempi una situazione di paura sia per quanto riguarda la clientela che i dipendenti, che sono costretti tutti i giorni ad affrontare questi eventi che vedono l’intervento quotidiano di due o tre pattuglie delle varie forze dell’ordine – anche loro in difficoltà ad affrontare questi eventi e a riportare la calma che la clientela vorrebbe”.

È ancora più tranchant un altro residente che vive poco più in là e che in passato ha subito le conseguenze di alcune ‘controversie’: “Sono tutti informati della situazione, dal sindaco al vice sceriffo alle forze dell’ordine alla municipale”, dice, “ma una volta messo a nuovo il parco Coletta con la nuova ruota panoramica ci si è dimenticati di tutto. I cinofili passano alle 8 e mezzo o alle 9 del mattino, quando ovviamente non si vede un’anima, e un’operazione congiunta per fermare questo giro di spaccio incredibile non l’ho ancora vista”, spiega.

L’area interessata in questo caso è quella dei diversi giardini, parcheggi e aree verdi nei pressi di piazzale dei Giochi,  dove il residente racconta non solo dello spaccio – dato ormai quasi per scontato -, ma anche di persone che dormono all’aperto nascoste tra alcune siepi e di bisogni espletati e rapporti sessuali consumati sotto la luce del sole, appena riparati alla vista da qualche frasca.

“Mi sono anche stancato di chiamare le forze dell’ordine e di fare denunce”, spiega, “credo di aver fatto tutto quello che fosse possibile fare. La pista ciclabile è invasa e non si può passare, bisogna spostarsi in strada. Sono molto deluso, non c’è la volontà di fare nulla: quando c’è un controllo gli spacciatori scappano alla vista della macchina, ma di sigillare le uscite ed entrare non se ne parla e queste persone non lasciano le dosi in mezzo alle siepi”. Parole dure che terminano con quella che sembra un’ammissione di sconfitta: “Io delle forze dell’ordine e della magistratura non mi fido più, mi sono offerto anche di mettere delle telecamere dal mio appartamento ma nessuno si è fatto sentire. D’ora in poi mi difenderò da solo, è un mio diritto”.

Estense.com del 20.12.2022 – https://www.estense.com/?p=998537

“Ortigara, il market resta chiuso”.

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“Ortigara, il market resta chiuso” Il sindaco conferma l’ordinanza

L’esito del riesame fatto dal Comune a seguito del ricorso presentato dalla titolare al Tar regionale “Condizioni di criticità igienico-sanitarie, mala conservazione del cibo e ragioni legate all’ordine pubblico”

L’operazione condotta dalla Polizia Locale nell’attività di via Ortigara (Bunsinesspress)
L’operazione condotta dalla Polizia Locale nell’attività di via Ortigara (Bunsinesspress)

L’operazione condotta dalla Polizia Locale nell’attività di via Ortigara (Bunsinesspress)

di Federico Di Bisceglie

Divieto di prosecuzione dell’attività. Il market di via Ortigara 22C resta chiuso. Nessun ripensamento. È questo l’esito del riesame del provvedimento di revoca della Scia che il Comune ha effettuato a seguito del ricorso presentato dalla titolare dell’attività al Tar regionale. Il provvedimento che motiva la decisione assunta dal sindaco Alan Fabbri è piuttosto dettagliato. Ma riavvolgiamo un attimo il nastro. Il locale in questione è stato oggetto di una precedenze ordinanza di revoca della Scia (poi impugnata) il 22 luglio scorso. Le motivazioni che avevano portato ad assumere questa decisione erano state diverse. Peraltro, a confermare condizioni di criticità riscontrate all’interno del locale circa la conservazione del cibo era stato un dettagliato report dei tecnici dell’azienda Usl. Oltre che diverse segnalazioni della questura. Fra l’altro, come aveva spiegato al Carlino il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Nicola Lodi “quel market è stato oggetto di diverse segnalazioni fatte dai residenti che lamentavano disturbi alla quiete pubblica”.

Ma andiamo all’atto. “La titolare dell’esercizio – si legge nel provvedimento firmato dal primo cittadino – non si è mai adoperata concretamente per cercare di evitare il ’bivacco‘ delle numerose persone che vi sostavano quotidianamente, in gran parte residenti o domiciliati in quel quartiere”. Tutte persone che, esplicita il documento, “fino all’adozione dell’ordinanza sindacale di revoca, nonostante gli atti di sospensione adottati dalla Questura e di riduzione dell’orario adottati dal Comune, il locale ha rappresentato un centro di ritrovo di numerosi pregiudicati dediti ad attività essenzialmente connesse allo spaccio, poste in essere senza alcuna difficoltà. Anche durante le ore diurne”. La parte in cui viene citato il rapporto dell’Ausl è emblematica.

“Il provvedimento dell’Ausl – si legge nel riesame – evidenzia una situazione di grave carenza igienico-sanitaria con il rinvenimento di un congelatore a pozzetto riempito fino al limite della sua capacità contenente alimenti di origine animale e vegetale con evidenti segnali di scongelamento e ricongelamento”. Oltre a condizioni di “pulizia scadenti” e “confezioni di gamberi essiccati e di gamberetti affumicati con etichette non conformi e confezioni di polvere di gamberi senza etichettatura”. Dunque tutt’ora “sussistono – si legge nel testo – le ragioni di carattere igienico-sanitario e di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza già poste a base del precedente provvedimento impugnato”. “Abbiamo avuto ragione – chiude il vicesindaco Nicola Lodi – : questo genere di locali hanno sempre costituito un problema di ordine pubblico. Dopo le chiusure, infatti, la situazione nel quartiere è migliorata di gran lunga”.

Il Resto del Carlino del 30.11.2022 – https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/ortigara-il-market-resta-chiuso-il-sindaco-conferma-lordinanza-1.8336069

Ruba nel negozio e lo vandalizza

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Colpo sventato in zona Gad. Il ladro aveva rubato appena 40 euro facendo però danni un po’ ovunque

(immagine d’archivio)

Non si è limitato a rubare il denaro trovato all’interno del negozio, ma lo ha ‘vandalizzato’ causando danni un po’ ovunque. Il ladro però è stato bloccato e arrestato dalla Polizia.

Il colpo è stato scoperto anche grazie alla segnalazione di alcuni residenti della zona Gad, che nella mattinata del 28 novembre hanno visto e sentito l’uomo mentre stava tentando di forzare la serranda di un esercizio commerciale. Raccolta la segnalazione, sul posto la Questura ha inviato una pattuglia delle Volanti. Una volta raggiunto il luogo della segnalazione, gli agenti hanno trovato la porta del negozio aperta a colpi di pietra e l’interno anch’esso danneggiato in più punti.

L’autore è stato però bloccato e identificato. Si tratta di un giovane straniero, in regola sul territorio nazionale, che i poliziotti hanno dovuto disarmare in quanto è stato trovato con ancora in mano un bastone. Nel corso della perquisizione gli agenti lo hanno trovato in possesso di un borsello contenente la somma di 40 euro, che è risultato essere il fondo cassa dell’esercizio commerciale.

Il giovane malvivente è stato portato in Questura dove è stato tratto in arresto e trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa dell’udieza di convalida, nel corso della quale l’arresto è stato convalidato e fissata la data per l’udienza per direttissima.

Estense.com del 29.11.2022 – https://www.estense.com/?p=995021

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Ecco il negozio con l’insegna danneggiata

Foto di un residente e socio del C. Z. S

Mafia Nigeriana – Al centro la struttura di comando a Ferrara

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Intercettazioni, il ruolo di primaria importanza a Ferrara di Emmanuel Okenwa, detto Boogye o Bugi, l’estensione territoriale dei Vikings/Arogbaga, il clan della mafia nigeriana al centro del processo che si sta celebrando a Ferrara.

Ieri sul banco dei testimoni il poliziotto Michele Rossini che, rispondendo alle domande del pm Roberto Ceroni, ha dato conto delle conversazioni intercettate tra i membri del gruppo, delineandone la struttura gerarchica.

Da varie conversazioni di Okenwa con altri esponenti del clan, in cui si usa spesso linguaggio ‘criptico’, si capisce anche la dimensione dell’organizzazione, il cui vertice pare risiedere in Inghilterra, ma il cui fulcro sta in Italia. Ad esempio, Emmanuel Albert, detto “Ratty” o “Raska” (coordinator di Padova), afferma, riporta Rossini, che “ci sono più associati in Italia che in tutta Europa”.

L’agente di polizia giudiziaria ha anche parlato di “Ubeba”, ovvero Anthony Odianose Lucky, che a Ferrara era il ‘coordinator’ e che era in particolare una sorta di amministratore dello spaccio di stupefacenti, ricevendo anche i proventi della vendita, con l’aiuto di Junior Musa e Igbinosa Irabor (“Ebo”). Nomi già noti alle cronache ferraresi in quanto tutti coinvolti nel tentato omicidio di Stephen Oboh, il leader del clan rivale degli Eiye, avvenuto in via Olimpia Morata nel famigerato agguato col machete.

Machete ritrovato nascosto a casa proprio di “Bugi” nel corso di un blitz della polizia nel settembre del 2018. Lui, ha spiegato Rossini, “era il punto di riferimento di tutto il gruppo, a cui tutti si rivolgevano per risolvere le problematiche, anche con il ricorso alla violenza”. La sua posizione all’interno del clan emerge ancora più chiara dal fatto che fu lui a opporsi alla nomina di Felix Tuesday, altro nome noto a Ferrara, alla carica di coordinator locale dopo che Ubeba venne arrestato nel corso delle indagini sull’agguato di via Olimpia Morata. In accordo con membri nazionali dei Vikings, gli venne preferito Shaka Abubakar, detto “Chako”.

Da: Estense.com del 10.11.2022 – https://www.estense.com/?p=991754

Il Pub di Viale IV Novembre rimane chiuso

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Il Tar respinge il ricorso del titolare. L’ordinanza del sindaco dopo il blitz di Ausl e polizia locale

Ferrara, 30 ottobre 2022 – Il Tar “respinge la domanda cautelare”. In sostanza, dà ragione al Comune. Il locale di viale IV Novembre, il Success (ex Unic pub), oggetto nei mesi scorsi di un provvedimento di revoca della scia (segnalazione certificata di inizio attività), deve rimanere chiuso. La vicenda a questo punto, è archiviata.

La polizia locale in viale IV Novembre
La polizia locale in viale IV Novembre

D’altra parte a fronte di diversi esposti sottoscritti dai cittadini, carenze gravissime dal punto di vista igienico-sanitario constatate dell’Ausl nell’ambito dei sopralluoghi e a fronte di “numerosi problemi riscontrati in termini di ordine pubblico” era difficile attendersi un esito diverso. A ogni modo il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale è piuttosto chiaro. “Non sussiste – scrive il Tar – un pregiudizio grave e irreparabile per il ricorrente dall’esecuzione dell’ordinanza contingibile impugnata”, atteso che “il locale è già oggetto di sequestro preventivo” e che la durata dell’ordinanza firmata dal sindaco Alan Fabbri è espressamente limitata “sino al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e strutturali”. Adempimenti che, prosegue i Tar “il ricorrente deve comunque porre in essere” in forza di provvedimenti precedenti. Il pugno di ferro era calato sul locale nel giugno scorso. Dopo due giorni movimentati – caratterizzati da un’operazione piuttosto poderosa degli agenti – la Polizia Locale aveva eseguito il sequestro preventivo. Venendo alla memoria presentata dall’avvocato Giuliano Onorati che ha difeso il Comune, sono interessanti gli stralci del verbale tratto dai resoconti dell’azienda Usl.

Il documento fa espressamente riferimento a “condizioni di manutenzione generale totalmente assente e pessime condizioni di pulizia del locale cucina”, al “non funzionamento sia della cella frigorifera, che del frigorifero principale, con l’individuazione del frigorifero del bar non funzionante“, ancora al “freezer scollegato dalla rete elettrica e pieno di merce in stato di scongelamento, conservata in confezioni anonime e prive di indicazioni” e alla “totale assenza di attestati di formazione del personale”.

Senza contare che, il 18 luglio scorso “nel corso di un controllo per verificare l’ottemperanza al provvedimento di sospensione – si legge nel documento del Comune – gli agenti di Polizia Locale hanno trovato il locale aperto”. All’interno dell’attività “si svolgeva attività di somministrazione di alimenti e bevande ai numerosi avventori presenti”. Il tutto, quella sera, culminò con un “aggressione verbale” agli agenti di Polizia Locale. Senza contare che “numerosi avventori si sono rifiutati di sottoporsi al controllo dei documenti”. Le motivazioni che hanno spinto il sindaco a emettere un’ordinanza così restrittiva, insomma, avevano fondamento.

Non nasconde la sua soddisfazione per l’esito del contenzioso chi, da vicino, ha seguito tutte le operazioni: il vicesindaco Nicola Lodi. “Questo pronunciamento del Tar – spiega l’assessore alla Sicurezza – sancisce ancora una volta la buona azione amministrativa e che la strada intrapresa da questa amministrazione è quella giusta”. Sono diversi, ammette Lodi, “i proprietari dei locali che fanno ricorso al Tar. Ma ci sono elementi oggettivi che ci hanno spinto verso il giro di vite che abbiamo impresso in quelle zone calde. Sicuramente, dopo questa vittoria, non ci fermeremo. L’attenzione rimane alta: lo dobbiamo prima di tutto ai residenti”.

Da Il Resto del Carlino Ferrara – https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/pub-iv-novembre-chiuso-1.8231249

Arrestato boss della zona Gad

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Sembrava un semplice pusher, ma dirigeva una piazza di spaccio a Ferrara

Era stato colto in flagranza lo scorso marzo, mentre cedeva una dose, ma l’attività investigativa dei carabinieri ha scoperto molto altro. Finisce in carcere in 26enne

(foto di repertorio)

Non era un ‘normale’ pusher, ma il punto di riferimento a capo di una strutturata filiera di distribuzione della droga a Ferrara, dove aveva creato una vera e propria “piazza di spaccio” tra lo stadio e la stazione ferroviaria. Sono le conclusioni a cui sono giunte le indagini approfondite dei Carabinieri del Nucleo Investigativo che lo scorso marzo avevano arrestato in flagranza un 26enne nigeriano mentre stava cedendo una dose di eroina a un tossicodipendente.

Su di lui in seguito si è concentrata l’attività investigativa, arrivando a scoprire che il giovane fosse già attivo in città dall’autunno 2020 e che era in grado di procurare agli abituali clienti, ma anche a compratori occasionali, in tempi ristretti qualsiasi tipo di sostanza, prevalentemente cocaina ed eroina, muovendosi rapidamente nelle varie zone per effettuare le consegne.

L’autorità giudiziaria estense, valutati gli elementi raccolti nel corso dell’indagine, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del nigeriano, eseguita nel pomeriggio del 25 ottobre dai militari del Nucleo Investigativo, supportati dai colleghi della stazione di Ferrara Corso Giovecca, che è stato arrestato e portato in carcere all’Arginone.

L’attività investigativa, ancora in fase di sviluppo vista anche la difficoltà derivante dall’elevato grado di omertà che caratterizza la criminalità nigeriana, va ad inserirsi nell’ambito delle attività di controllo del territorio, di prevenzione e repressione dei reati in generale e dello spaccio di stupefacenti in particolare, che l’Arma estense svolge e assicura di continuare a svolgere con assiduità, soprattutto nelle aree cittadine più sensibili.

Estense.com del 27.10.2022 – https://www.estense.com/?p=989953