Minaccia di suicidarsi

RASSEGNA STAMPA

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Estense.com del 20.07.2019 – https://www.estense.com/?p=794213

Minaccia di suicidarsi, cambia idea, ma poi precipita: ricoverato a Cona

L’uomo si è arrampicato su un albero per poi cospargersi di alcol. Secondo le prime indiscrezioni è la stessa persona che circa tre mesi fa si era reso protagonista di una scena simile in piazza Travaglio

È rimasto appollaiato su un ramo a quasi quattro metri di altezza dei giardini davanti al Grattacielo, cospargendosi di alcol e minacciando di darsi fuoco. E poi, quando la mediatrice della questura è riuscita a convincerlo a scendere, in un istante fatale ha perso l’equilibrio ed è scivolato, precipitando di schiena sul prato sottostante.

Sarà una scena difficile da dimenticare per i testimoni del tentato suicidio avvenuto venerdì sera: dopo aver tenuto in apprensione il vicinato per circa un’ora – dalle 18:45 alle 19:45 – l’uomo infatti ha finito per rischiare la vita proprio nel momento in cui aveva desistito da quello che era il suo proposito annunciato.

La segnalazione è arrivata poco prima delle 19 e nel giro di pochi minuti un vasto assembramento di forze dell’ordine e di soccorso ha presidiato la zona: polizia, vigili del fuoco e 118 si tenevano a debita distanza per non far scaldare ulteriormente la situazione, mentre l’uomo sull’albero – un nordafricano al momento non identificato – si spruzzava addosso del liquido da un flacone trasparente, presumibilmente alcol o un’altra sostanza infiammabile.

Dopo una quarantina di minuti e grazie all’intervento di una mediatrice della questura, che si è avvicinata da sola all’albero per parlare da sola con l’aspirante suicida, l’uomo ha deciso di scendere, finendo però per perdere l’equilibrio e precipitare. I soccorritori a quel punto si sono letteralmente precipitati ad aiutarlo e l’uomo, che non sembra aver perso i sensi negli istanti successivi alla caduta, è stato immobilizzato sulla barella e trasportato all’ospedale. Secondo le prime indiscrezioni, che sembrano confermate anche dalle nostre immagini, il protagonista dell’episodio è lo stesso uomo che circa tre mesi fa aveva minacciato di suicidarsi in maniera simile (anche in quel caso cospargendosi di alcol) in cima a un torrione di piazza Travaglio, e che era stato fermato anche grazie all’intervento dell’allora sindaco Tagliani che riuscì a distrarlo facendo in modo che i soccorritori riuscissero ad avvinarsi.

 

Lettera alla Soprintendenza e Belle Arti

RASSEGNA   STAMPA

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I residenti della Gad scrivono alla Soprintendenza

La denuncia: “I lavori allo stadio hanno deturpato e fatto scempio del quartiere”

Scempio del verde pubblico e recinzioni che deturpano l’urbanistica. I residenti attorno allo stadio scrivono alla Soprintendenza alle Belle Arti per denunciare “lo scempio nel quartiere Giardino di Ferrara”.

La lettera, firmata dalla referente per i residenti Elena Ruzziconi e dal presidente del Comitato Zona Stadio Massimo Morini (e sottoscritta da 31 nominativi) fa presente che la zona “negli ultimi anni è stata oggetto di interventi che riteniamo non ne abbiano saputo salvaguardare l’aspetto architettonico ed ambientale, soprattutto in una città il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco”.

Il dito è puntato sui lavori di adeguamento del “Paolo Mazza”, in Corso Piave e delle vie limitrofe, in ossequio alla circolare 18/07/2018 del Ministero dell’Interno che impone di recintare l’area attorno all’impianto sportivo per separare le tifoserie e facilitare l’afflusso e il deflusso del pubblico durante le partite interne della Spal. Lavori che “hanno danneggiato in maniera molto evidente ed incontestabile il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale”.

In che modo? “Nelle vie adiacenti allo Stadio Paolo Mazza, più precisamente Via Ortigara, Via Cassoli, Corso Piave, Via Montegrappa e Corso Vittorio Veneto, si è fatto scempio del verde pubblico; ad esempio dividendo longitudinalmente il viale di ginkgo biloba (fossili viventi) con muro di recinzione, cementando tratti di bauletti erbosi per posizionare in via fissa, oramai da due anni, una parte delle recinzioni c.d. “Betafence” che restano costantemente posizionate nelle vie circostanti lo stadio deturpando per le loro dimensioni e colori l’urbanistica e l’aspetto architettonico e storico del quartiere”.

I residenti concordano sulla necessità di adottare misure di sicurezza necessarie per evitare disordini ed incidenti in occasione di incontri di calcio, ma contestano fermamente le modalità “con cui le stesse sono state ottemperate, a discapito di un intero quartiere che in questa zona vive tutto l’anno e non solo ogni 15 giorni in occasioni delle partite in casa”.

Per questo motivo chiedono alla Soprintendenza “se sia a conoscenza del fatto che i “Betafence”, manufatti obbrobriosi e mastodontici ma cosiddetti mobili (posizionati e non cementati a terra) non vengono per lo più mai rimossi dalla sede stradale – solo qualcuno viene portato dentro gli spazi dello stadio – al termine degli incontri calcistici, manifestazioni con cadenza appunto quindicinale”.

Barriere che non vengono rimosse nemmeno durante la sosta del campionato di calcio, di norma da fine maggio a fine agosto di ogni anno, e rimangono “depositate nelle vie su elencate, anche in prossimità di incroci stradali, generando non solo deturpazione dell’ambiente ma anche pericolosità per auto, ciclisti e pedoni in transito. Anche le stesse transenne, non vengono mai rimosse e riposte, a termine gara, in appositi spazi custoditi”.

Detto questo, i firmatari richiedono all’ente che tutela le belle arti e il paesaggio di accertare “se siano state rispettate le necessarie autorizzazioni e se siano state valutate/suggerite soluzioni alternative a tutela della sicurezza e incolumità del pubblico, in quanto non ci risulta che in altri impianti sportivi vi siano questi “sbarramenti”, così invasivi e deturpanti per l’ambiente. Di norma, per delimitare e incanalare il flusso dei tifosi da e per lo stadio, si usano infatti transenne e/o reti metalli facilmente smontabili e trasportabili al termine di ogni singolo incontro. Vorremmo pertanto suggerire che anche per le partite di calcio al “P. Mazza” vengano adottate tali misure di sicurezza”.

Da Estense.com del 08.07.2019 – https://www.estense.com/?p=791524

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Lettera alla Soprintendenza e Belle Arti

Ferrara, 12 giugno 2019

Spett.le

Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia

Nucleo Operativo di Ferrara

Via Praisolo, 1 – 40121 FERRARA

Loro indirizzi e-mail

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Oggetto: deturpazione e scempio nel quartiere Giardino di Ferrara

Spettabile Soprintendenza,

in qualità di residenti desideriamo segnalare che il “nostro” quartiere in oggetto, compreso nella cerchia delle Mura rinascimentali, che deve il nome ai viali alberati, al verde pubblico della zona (sino a qualche anno fa ben curato) ed in cui all’inizio del Novecento sono state edificate eleganti ville, negli ultimi anni è stato oggetto di interventi che riteniamo non ne abbiano saputo salvaguardare l’aspetto architettonico ed ambientale, soprattutto in una città il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco.

Nell’ambito dei lavori di adeguamento dello Stadio “Paolo Mazza”, sito in Corso Piave nr. 28 e delle vie limitrofe, in ossequio alla circolare 18/07/2018 del Ministero dell’Interno che impone di recintare l’area attorno all’impianto sportivo per separare le tifoserie e facilitare l’afflusso/deflusso del pubblico durante le partite interne del Campionato di calcio serie A della Società Spal, riteniamo infatti che il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale sia stato danneggiato in maniera molto evidente ed incontestabile.

Nelle vie adiacenti allo Stadio Paolo Mazza, più precisamente Via Ortigara, Via Cassoli, Corso Piave, Via Montegrappa e Corso Vittorio Veneto, si è fatto scempio del verde pubblico; ad esempio dividendo longitudinalmente il viale di ginkgo biloba (fossili viventi) con muro di recinzione, cementando tratti di bauletti erbosi per posizionare in via fissa, oramai da due anni, una parte delle recinzioni c.d. “Betafence” che restano costantemente posizionate nelle vie circostanti lo stadio deturpando per le loro dimensioni e colori l’urbanistica e l’aspetto architettonico e storico del quartiere.

Se da un lato concordiamo infatti sulla necessità di adottare misure di sicurezza necessarie per evitare disordini ed incidenti in occasione di incontri di calcio, dall’altra contestiamo e denunciamo fermamente le modalità con cui le stesse sono state ottemperate, a discapito di un intero quartiere che in questa zona vive tutto l’anno e non solo ogni 15 giorni in occasioni delle partite “in casa”. Per questo motivo si chiede a codesta Soprintendenza in indirizzo, se sia a conoscenza del fatto che i “Betafence”, manufatti obbrobriosi e mastodontici ma cosiddetti mobili (posizionati e non cementati a terra) non vengono per lo più mai rimossi dalla sede stradale – solo qualcuno viene portato dentro gli spazi dello stadio – al termine degli incontri calcistici, manifestazioni con cadenza appunto quindicinale. Persino durante la sosta del campionato di calcio, di norma da fine maggio a fine agosto di ogni anno, queste barriere rimangono “depositate nelle vie” su elencate, anche in prossimità di incroci stradali, generando non solo deturpazione dell’ambiente ma anche pericolosità per auto, ciclisti e pedoni in transito. Anche le stesse transenne, come si evince dalla documentazione fotografica in allegato, non vengono mai rimosse e riposte, a termine gara, in appositi spazi custoditi.

A fronte di quanto illustrato in premessa, siamo cortesemente a richiedere a Codesta Soprintendenza di accertare se siano state rispettate le necessarie autorizzazioni che presumiamo il Vostro Ufficio abbia rilasciato e se, in caso affermativo, riteniate che le modalità di attuazione, che di fatto si stanno consolidando nell’indifferenza di tutti, associazioni culturali cittadine comprese, siano corrette. Ovvero che manufatti, di così grosse dimensioni e grande impatto visivo “dichiarati mobili” restino a tutti gli effetti fissi in loco.

In conclusione, con la presente si chiede se siano state valutate/suggerite soluzioni alternative a tutela della sicurezza e incolumità del pubblico, in quanto non ci risulta che in altri impianti sportivi vi siano questi “sbarramenti”, così invasivi e deturpanti per l’ambiente. Di norma, per delimitare e incanalare il flusso dei tifosi da e per lo stadio, si usano infatti transenne e/o reti metalli facilmente smontabili e trasportabili al termine di ogni singolo incontro. Vorremmo pertanto suggerire che anche per le partite di calcio al “P. Mazza” vengano adottate tali misure di sicurezza.

Grati per l’attenzione, confidiamo che vorrete procedere ad un’ispezione sul territorio e più precisamente nelle vie Cassoli, Corso Piave, Corso Vittorio Veneto e Montegrappa per una più diretta valutazione della deturpazione arrecata all’ambiente.

Cordiali saluti.

Referente per i residenti

Elena Ruzziconi

Seguono nr. 31 residenti sottoscrittori

e

Comitato Zona Stadio

Il Presidente Massimo Morini

Alcune foto

Via Montegrappa

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Corso Vittorio Veneto

I Betafence

 

 

 

 

 

Le transenne “abbandonate” da due anni a questa parte. Leggi nota a calce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota: dopo che per due anni le transenne oramai facevano parte dell’arredo urbano il giorno 19 Giugno 2019 sono state rimosse. Solo per la precisione

La cementificazione

 

 

  

 

 

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Video

Primo Consiglio Comunale in Gad

Consiglio comunale ‘sudario’ in Gad per l’insediamento dell’amministrazione Fabbri

Eletti il presidente Lorenzo Poltronieri e il vice Dario Maresca, gli otto capigruppo e la commissione elettorale. Il sindaco: “Giusto essere sotto il grattacielo”. Il consigliere anziano Zocca: “Il pubblico è la nostra forza”

Atmosfera rovente per il primo consiglio comunale dell’amministrazione di Alan Fabbri convocato in zona Gad, più per le temperature bollenti raggiunte giovedì sera che per i temi all’ordine del giorno, tutti puramente tecnici e pro forma per l’insediamento ufficiale della giunta e dei 32 consiglieri, tutti presenti tra i banchi ad eccezione dell’unica assenza annunciata del leghista Ciriaco Minichiello.

L’apparato amministrativo si è trasferito all’ombra del grattacielo perché “è giusto essere qui – annuncia il sindaco Fabbri indossando per la prima volta la fascia tricolore tra gli applausi del pubblico, poco meno di 300 persone -, non è stato facile trasferire il consiglio, e per questo ringrazio i dipendenti comunali e le forze dell’ordine, ma era un atto dovuto e promesso in campagna elettorale come segnale di vicinanza al quartiere”.

Era dagli anni ’70 che l’assemblea non lasciava palazzo municipale per traslocare en plein air e questo sancisce in qualche modo l’epoca di cambiamento annunciata dal Carroccio. Nei tre lunghi banchi di legno, un palchetto per la giunta, una quarantina di posti a sedere, una serie di transenne a delimitare l’area, l’apparato audio-video senza voto elettronico, le votazioni a scrutinio segreto si sono svolte con i bigliettini mentre la convalida degli eletti con alzata di mano.

Ad aprire la seduta è il consigliere anziano Benito Zocca del Carroccio che ha proceduto alla lettura dell’elenco degli eletti tra cui i consiglieri subentrati agli assessori in base alle preferenze ottenute alle urne: Annalena Ziosi e Rossella Arquà della Lega al posto di Nicola Lodi e Dorota Kusiak, Massimiliano Guerzoni e Camilla Martenucci di Ferrara Cambia sostituti di Andrea Maggi e Angela Travagli, Federico Soffritti di Fratelli d’Italia ‘surrogato’ di Alessandro Balboni e Diletta D’Andrea di Forza Italia al posto di Matteo Fornasini.

Non sono pervenuti ricorsi di illegittimità o incompatibilità dei candidati, così la convalida delle elezioni scorre veloce, nonostante il ‘sudario’, fino al giuramento del primo cittadino, che come da prassi ha “giurato di osservare lealmente la Costituzione italiana”.

All’unanimità (quasi) sono stati eletti con 30 preferenze i consiglieri Lorenzo Poltronieri della Lega come presidente del consiglio comunale e Dario Maresca del Pd, ma candidato con la lista Gente a Modo, come vicepresidente. L’unica scheda bianca – sembrava che una scheda fosse sparita durante lo scrutinio ma è stata ritrovate qualche minuto dopo – è quella annunciata da Tommaso Mantovani del M5S: “Non ho nessun pregiudizio per eventuali convergenze – spiega il pentastellato nella dichiarazione di voto – ma voterò astenuto per ribadire la terzietà del Movimento 5 Stelle“.

Ringraziato il pubblico “che è la nostra forza”, è tempo della nomina degli otto capigruppo dei gruppi consiliari: Benito Zocca (Lega), Francesco Carità (Ferrara Cambia), Paola Peruffo (FI), Federico Soffritti (FdI), Tommaso Mantovani (M5S), Roberta Fusari (Azione Civica), Dario Maresca (Gente a modo) e Aldo Modonesi (Pd).

In commissione elettorale entrano come membri effettivi Luca Caprini (Lega), Federico Soffritti (FdI) e Simone Merli (Pd) e come supplenti Davide Bertolasi (Pd), Francesca Savini (Lega) e Paola Peruffo (FI). Alla votazione non partecipa il sindaco, come spiegato dalla segreteria comunale, perché ne fa parte di diritto.

I ventagli smettono di sventolare alle 20 in punto, quando viene sciolta la seduta-sauna in una location insolita, nel giorno più caldo dell’anno per il clima e la storia della città di Ferrara, guidata dal centrodestra dopo 74 di ‘storia rossa’. A margine dell’incontro, tra un selfie e una stretta di mano, il sindaco Fabbri anticipa i temi da portare in giunta la prossima settimana: la crisi del Mercatone Uno, l’arrivo dei contributi per il Piano Periferie e il programma dei 100 giorni di governo estense, tra cui le nuove regole per l’assegnazione degli alloggi popolari sul modello del Comune di Bondeno e la famigerata tassa sui passi carrabili.

da Estense.com del 27.06.2019 – https://www.estense.com/?p=789715

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Le richieste dei residenti – Carlino del 29.06.2019

 

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Pusher ovulatore

Rassegna Stampa

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Ancora pusher in Gad, un altro arresto dei carabinieri

E’ il quattordicesimo ovulatore dall’inizio dell’anno. Ha ingerito una ventina di ovuli prima di finire in manette

Foto di repertorio

Nella notte tra lunedì e martedì i carabinieri di Ferrara, nel corso dei controlli in zona Gad, hanno arrestato il quattordicesimo ovulatore dall’inizio dell’anno.

Si tratta di A.E., un nigeriano di 35 anni pregiudicato e in Italia senza fissa dimora, che dovrà rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo è stato controllato in via IV Novembre, ma ha reagito ai militari sferrando calci e spinte, ingerendo una ventina di ovuli – contenenti con tutta probabilità sostanze stupefacenti – prima di essere definitivamente bloccato.

L’arrestato è stato quindi trattenuto presso una camera di sicurezza dell’ospedale di Cona per completare gli accertamenti medico sanitari finalizzati all’espulsione di tutti ovuli ingeriti.

Da Estense.com del 19.06.2019 – https://www.estense.com/?p=787851

Festa per i tre anni del Progetto “Adottiamo un’aiuola”

P.le G. Bruno – Mercoledì 5 Giugno 2019

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Oggi, si sono festeggiati i tre anni del Progetto “adottiamo un’aiuola” che ha visto protagonisti i bambini della Scuola Primaria Poledrelli nel primo anno Scolastico 2016/2017 poi anche i pari età della Scuola Bombonati a partire dall’anno scolastico 2017/18, per finire sempre tutti insieme con l’attuale anno Scolastico 2018/2019.

Come detto, il progetto è iniziato con la partecipazione della Scuola Primaria Elementare Poledrelli e quindi il coinvolgimento della classe terza. Un incontro in classe di due ore continuative almeno una volta al mese. Un’attività costante e regolare nei pressi dell’area verde di Piazzale G. Bruno per affrontare le seguenti tematiche: l’osservazione della natura e dei cambiamenti stagionali, il senso civico e la sostenibilità ambientale, attività con la terra di gioco, piantumazione e cura.

La programmazione è sta definita e rimodulata nel tempo con le maestre. Si sono svolti otto incontri con la classe dei bambini, un incontro allargato con le famiglie dei bambini, una visita ad un’altra scuola della città.

Vedi precedente post

https://comitatozonastadio.wordpress.com/2019/05/01/quando-una-favola-diventa-realta/

Siamo quindi ad esprimere stima e gratitudine per il lavoro svolto in sinergia con tante persone e realtà diverse.

Questa collaborazione, ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati con risultati sopra le aspettative e grazie l’ adesione e sostegno di molti “amici” abbiamo riqualificato una parte del verde pubblico di P.le G. Bruno, affrontando tematiche con i bambini delle Scuola Primaria Poledrelli e Bombonati, quali: l’osservazione della natura e dei cambiamenti stagionali, il senso civico e la sostenibilità ambientale, attività con la terra di gioco, piantumazione e cura, solo per ricordare il lavoro svolto presso le aiuole.

Ringraziamo anche la creatività e professionalità delle insegnanti che si sono adoperate per la realizzazione di questo progetto e per il traguardo raggiunto insieme.

Tutti gli Sponsor che ci hanno consentito il raggiungimento di questo meraviglioso traguardo.

Non di minore importanza il successo ottenuto a Roma il 24 Aprile 2018 con il primo posto nel Concorso Nazionale “V. Scafidi” XII Edizione, 24. Aprile 2018 a Roma; un riconoscimento per tutti quelli che si sono adoperati in questi tre anni di progetto.

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Alcune foto

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a quanti ci hanno seguito in questi tre anni di progetto.

Rassegna Stampa

Il Resto del Carlino del 06.06.2019

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Ecco i protagonisti – Scuola Primaria Elementari Poledrelli e Bombonati – Classi Quinte

 

 

Adottiamo un’aiuola: un modello europeo.

Rassegna Stampa

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Estense.com del 14.05.2019 – https://www.estense.com/?p=778755

Il regolamento per la gestione partecipata del verde diventa modello europeo

Il testo approvato a Ferrara è stato selezionato e inserito nella piattaforma del Programma di cooperazione Interreg d’Europa

Un’aiuola nel Parco Giordano Bruno di Ferrara a cura dell’associazione Comitato Zona Stadio e della scuola primaria Poledrelli di Ferrara

Il Regolamento per la gestione partecipata del verde pubblico alla portata di tutti, realizzato a Ferrara a cura di Ferrara Urban Center, diventa un modello riconosciuto anche in Europa. Il riconoscimento è stato reso possibile grazie al progetto europeo Perfect, messo a punto dall’Ufficio di Piano del Comune. In quest’ambito il Regolamento ferrarese è stato selezionato come buona pratica per la valorizzazione delle infrastrutture verdi urbane e inserito nella piattaforma del Programma di cooperazione Interreg Europe, finalizzata allo scambio di politiche innovative tra gli stati membri.

Nelle foto – scaricabili in fondo alla pagina – la realizzazione di un’aiuola nel Parco Giordano Bruno di Ferrara a cura dell’associazione Comitato Zona Stadio e della scuola primaria Poledrelli di Ferrara; giovani del Fridays for future di Ferrara durante un’azione di pulizia spontanea dei giardini di Viale della Costituzione.

Posso piantare un albero in un’area di verde pubblico? Cosa devo fare se voglio organizzare un’azione di pulizia di un parco cittadino? Posso realizzare un biblioteca di vicinato? Per sapere come regolarsi quando si tratta di piantare alberi o prendersi cura di piante esistenti, attivarsi per azioni di pulizia dell’ambiente o creare una biblioteca di vicinato, è possibile consultare il “Regolamento comunale per la cura e la riconversione delle aree verdi pubbliche”. Attivo dal 2016 questo strumento, che supera il Regolamento per l’adozione delle aree verdi datato 2010 e tra i primi ad essere approvati in Italia, ha disposto nuove modalità di collaborazione tra cittadini e amministrazione nella cura del verde pubblico.

Un regolamento divenuto oggi un modello riconosciuto in tutta Europa grazie al progetto europeo Perfect, a cura dell’Ufficio di Piano del Comune, nell’ambito del quale è stato selezionato come buona pratica per la valorizzazione delle infrastrutture verdi urbane e inserito nella piattaforma del Programma di cooperazione Interreg Europe, finalizzata allo scambio di politiche innovative tra gli Stati membri. L’esperienza ferrarese è stata valutata di particolare interesse perché promuove la qualificazione delle aree verdi pubbliche integrata a finalità di coesione sociale.

Alla base del Regolamento vi è un approccio partecipativo che si sviluppa secondo una metodologia di ascolto e di coprogettazione tra istituzioni e cittadini, intesi come persone singole, gruppi informali e non, che vogliono attivarsi al fine di prendersi cura e di intervenire nelle aree di verde pubblico. Chiunque può presentare la propria idea all’Ufficio verde e arredo urbano del Comune che saprà fornire indicazioni su come realizzare le attività e quali strumenti utilizzare.
Per gli interventi spontanei ed occasionali è sufficiente inviare un’auto-dichiarazione all’Ufficio Verde, senza sostituirsi al servizio esistente di manutenzione del verde, si può contribuire allo sfalcio dei prati, alla raccolta di rifiuti o delle foglie, alla cura e sistemazione di aiuole, dell’arredamento esistente… Mentre per gli interventi che i cittadini scelgono di eseguire in maniera regolare nel tempo è richiesta la sottoscrizione di un patto di collaborazione.

Il verde è spesso una valida occasione per la creazione di reti e la diffusione di importanti messaggi di natura sociale e ambientale. Per conoscere le pratiche già attive in città visita la sezione informativa del sito internet di èFerrara Urban Center a supporto delle iniziative di partecipazione civica locali per il miglioramento delle comunità e dei luoghi.