Lettera alle Autorità ed Amministratori Comunali

Ristrutturazione con aumento di posti Stadio P. Mazza – Problematiche dei residenti

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Al Dott. Michele Campanaro        Prefetto di Ferrara

Al Dott. Giancarlo Pallini              Questore di Ferrara

All’ Avv. Tiziano Tagliani               Sindaco di Ferrara

Al Dott. Aldo Modonesi                Assessore Lavori Pubblici e Sicurezza di Ferrara

Al Dott. Roberto Serra                  Assessore del Commercio di Ferrara

Al Dott. Andrea Gazzoli                Direttore Generale della Soc. Spal

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Come Associazione di Quartiere siamo a chiedere di interessarvi per alleviare i disagi e il degrado che l’ampliamento dello Stadio P. Mazza ha determinato per i residenti delle vie adiacenti all’impianto sportivo.

In questo primo anno di permanenza della Spal in Serie A abbiamo sentito e letto tante belle promesse per venire incontro alla criticità dei disagi arrecati ai residenti del Quartiere Giardino, causa chiusure di vie, divieti di parcheggio sino dalle 7 del mattino, transito interdetto anche ai pedoni già da molte ore prima dell’inizio dell’incontro, ecc.. ma pochi fatti concreti.

Quindi siamo a richiedere quanto segue:

1 – Rilasciare permessi ai residenti, già annunciati dal precedente Questore come già pronti per la consegna, come in uso in altre città (per es. Bologna) per evitare le solite discussioni con il personale preposto al controllo dei varchi, tipo: “ma proprio adesso deve entrare (uscire)”? Non è concepibile che per ricongiungere una famiglia per una ricorrenza o per intrattenere semplici rapporti interpersonali, occorra consultare il calendario delle partite per capire il giorno e l’orario dello svolgimento delle stesse!;

 

2 – Installare paletti ai lati dei passi carrai delle vie attorno allo Stadio, a spese del Comune, per evitare il parcheggio dei tifosi sugli stessi. Molte volte anche se un mezzo occupa solo una parte del passo carraio, le manovre per entrare od uscire risultano difficoltose da eseguire. Se codesta Amministrazione non lo ritiene fattibile, in alternativa esonerare i residenti dal pagamento del corrispettivo canone annuale del 90%.

 

3 – Di non fare parcheggiare i tifosi ospiti nel quadrilatero C.so Isonzo, V.le IV Novembre e Via Poledrelli. Nelle altre città vengono predisposti parcheggi appositi all’uscita dell’autostrada o in aree periferiche, per poi raggiungere lo stadio con navette, in modo da non congestionare le vie interne togliendo spazio a chi vuole parcheggiare e visitare la città o recarsi a fare una passeggiata in Centro;

 

4 Sarebbe il caso di inibire l’ arrivo a Ferrara dei gruppi di facinorosi ben conosciuti dalle Forze dell’ Ordine delle altre città la cui squadra giocasse a Ferrara. Senza tanti complimenti ed il solito buonismo.

 

5.- Adottare una maggiore flessibilità nel controllo ai varchi. Poiché il quartiere è abitato prevalentemente da anziani appare esagerato bloccare, per es. per le partite che si svolgono alle 18.00 l’ingresso sin dalle 13.00 ed interdire ai pony-express la consegna di pizze o altro da asporto?

 

6 – Risulta necessario la costruzione di una cancellata all’ingresso del Parco P.le G. Bruno lato Via Cassoli e togliere quell’orribile Betafence posizionato nel verde pubblico che deturpa e sminuisce il lavoro di riqualificazione che è in atto in quel giardino, dove anche alcuni nostri soci sono impegnati con lavori di giardinaggio;

 

7- In generale risultano esagerati gli orari di chiusura nel tempo e nella modalità. Fino a qualche anno fa si sentiva parlare di incontri a “rischio” e “non a rischio” a seconda della tifoseria ospite. Ora indipendentemente dall’incontro in programma al Mazza, si “blinda” il quartiere sin dal mattino. E’ inconcepibile che già 4 ore prima dell’inizio della partita non si possa camminare a piedi se non seguendo percorsi obbligati;

 

8 – In talune zone ( C.so Vittorio Veneto angolo Piazza XXIV Maggio ad esempio) c’è doppia chiusura: Betafence e transenna, che senso ha? Inoltre sarebbe auspicabile una diversa sistemazione dei Betafence situati attualmente attorno allo stadio che deturpano per estetica e posizionamento delle vie e dei viali una volta tra i più belli della città;

 

9 – Esagerata anche la completa rimozione dei cassonetti del pattume, tanto più che quelli a calotta non si possono aprire senza scheda. Comunque c’è un presidio di forze dell’ ordine che può tenere sotto controllo anche i cassonetti. Inoltre vorremmo conoscere su chi incombono le spese di sorveglianza “volontaria”, di affissione cartelli di divieti di sosta causa partita, di spostamento dei cassonetti.

 

10 – Nelle occasioni delle partite al Mazza, con l’arrivo di migliaia di persone, aumenta a dismisura il consumo di alcool nel quartiere, in violazione delle disposizioni comunali di divieto di bere in strada e/o in certi orari in zona Gad. Anche le continue aperture di negozi etnici nelle vicinanze del Mazza favoriscono questo fiume di alcool, (basta guardare le campane sempre stracolme di bottiglie di vetro e lattine) ed è naturale che lo stato “alterato” di alcuni individui producono un aumento di schiamazzi e risse, di cui noi residenti del Gad siamo già abbondantemente appagati. Per gli effetti che derivano dalla “moda” di arrivare nel Giardino con la birra in mano perché il tifoso deve entrare allo Stadio “carico”, si chiede l’installazione di bagni chimici per evitare che le nostre porte, i nostri porticati, i nostri androni di condominio, i nostri alberi non diventino un facile riparo dove urinare;

 

 

11 – I lavori di ristrutturazione con mezzi pesanti hanno determinato rotture di marciapiedi, sgretolamento di cordoli stradali e di bauletti erbosi, lo sfondamento di tombini, ecc.. attorno e adiacenti all’area dello. stadio Chiediamo pertanto il pronto ripristino di quanto danneggiato. Si dice che ora abbiamo un “Gioiellino di Stadio” una volta, non scordiamocelo, avevamo un “Gioiellino di Quartiere”, per tranquillità e sicurezza.

 

12 – Migliorare le condizioni di utilizzo di Corso Piave, dotandola, oltreché di un marciapiedi sano, anche di una pista ciclabile, come in Via Cassoli, e limitare il parcheggio in prossimità dell’incrocio con Via Fortezza. Attualmente immettersi da via Fortezza in Corso Piave è veramente rischioso, poiché i mezzi in sosta impediscono di vedere i mezzi che arrivano da sinistra; inoltre l’angolo del cordolo dell’aiuola sul lato destro andrebbe smussato, almeno per facilitare la svolta a destra.

 

13 Essendo diminuita la larghezza delle vie Cassoli, Monte Grappa e Corso Piave, apporre un limite di velocità più severo ai veicoli a motore che le percorrono, nonché nella via Fortezza, Via Paolo V, Ortigara e Poledrelli, (che le “scaricano”) anche collocando dei dossi dissuasori di velocità.

 

14 –L’immediato smantellamento dei containers-box per rivendita panini e bibite. Quello in Corso Piave angolo Via Ortigara è stato posizionato all’altezza di un attraversamento pedonale. L’altro in Via Fortezza angolo Castel Tedaldo su di un incrocio.

Cordiali saluti

Associazione Comitato Zona Stadio

Presidente Massimo Morini

 

 

 

 

Comunicato condiviso per l’arrivo dei militari in Gad

Comunicato stampa

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L’arrivo dei militari a Ferrara

L’arrivo a Ferrara dell’Esercito, al quale l’ Amministrazione era notoriamente sfavorevole, è la conseguenza di una situazione di insicurezza e pericolosità che è oggettivamente sfuggita di mano alle Autorità cittadine competenti. Quindi le associazioni e gruppi formati di cittadini salutano con piacere questo nuovo ausilio alla sicurezza degli abitanti e frequentatori del quartiere Giardino meglio noto come il GAD dalle cronache di tutti i giorni che lo hanno identificato come il ghetto dello spaccio e del degrado.

Una decisione da parte delle autorità locali competenti sicuramente tardiva poiché da anni le sottoscritte associazioni e gruppi che si occupano di riqualificare il quartiere hanno richiesto più volte alle medesime un potenziamento dei controlli attraverso un maggior numero di personale sul territorio. Siamo certi che l’esercito verrà accolto favorevolmente dai tutti i residenti che condividono il loro quotidiano vivere con fenomeni sempre più frequenti ed intensi di risse, spaccio, violenza e micro-criminalità.

Un aumento di forze da impiegare rappresenta uno strumento necessario ed importante, in quanto va a rafforzare la presenza di presidi e controlli a supporto della cronica carenza di organico delle FF.OO. nel contrastare l’illegalità e il degrado. Dal nostro punto di vista riteniamo che dodici militari non rappresentino un’invasione, come qualcuno sostiene, ma un segnale oggettivo di presenza delle FF.OO. che dà più sicurezza, più tranquillità ai cittadini oramai rassegnati da quello che vedono e che spesso li porta a non uscire di casa in certi orari.

Quale scompenso esistenziale potrebbe creare la vista di militari? Pensiamo a chi rientra a casa dal lavoro di sera. Una persona da sola non si sentirebbe più sicura nel vedere dei militari che controllano il territorio? Piuttosto che assistere e/o ritrovarsi nel mezzo di una rissa? Non sarebbe meglio poter passeggiare alla sera come si faceva un tempo anziché assistere a situazioni che necessitano la richiesta da parte dei cittadini di un intervento delle forze dell’ordine e delle ambulanze?

Diamo una piccola speranza a chi l’ha perduta. Un segno di poter risanare un quartiere dove la criticità è finalmente sotto gli occhi di tutti i ferraresi. Una situazione nel tempo sfuggita di mano a chi non ha voluto vedere e riconoscere il fallimento della politica di integrazione così come è stata condotta fino ad oggi.

Le associazioni e gruppi di cittadini sottoscriventi continueranno instancabilmente la loro opera fattiva e collaborativa di segnalatori per ridare una nuova vita al quartiere GAD “Giardino Accogliente della città”.

Un ringraziamento va a tutto il personale delle FF.OO. che ogni giorno rischia la propria vita per le strade della nostra città.

 

Associazione Comitato Zona Stadio

Associazione GAD Sicura

Associazione Insorgenti Ferrara

Associazione Residenti GAD

 

Una lettera aperta per riflettere

Dopo quasi quattro anni dalla nostra costituzione, poco o nulla è cambiato nel nostro Quartiere. Prendiamo spunto da questa notizia, un locale con tre sospensioni, inspiegabilmente ancora aperto…

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Per chi non ci conosce siamo “quelli delle pedalate”; per chi non ci vuole conoscere siamo ”quelli razzisti”; per chi ci vorrebbe conoscere siamo ”quelli che possono portare dei voti”…ma noi sappiamo chi siamo…siamo Massimo, Giovanni, Francesca, Isotta, Giuseppe, Wilma, Gerry, Marianna, Vissia, Fabrizia, Susanna, Ada… cittadini che vivono da anni un quartiere che sta portando con sé il peggio della integrazione.

Siamo persone che hanno lavori che sono molto al di fuori della cosi detta ”politica” e che hanno cercato e stanno cercando di supportare dei percorsi che la Amministrazione ritiene opportuno mettere in campo. Il rispetto verso coloro che di lavoro hanno scelto la carriera politica è anche reso tale dal rispetto verso la maggioranza dei cittadini che hanno eletto e scelto questa Amministrazione. Verso le Forze dell’Ordine manifestiamo da sempre la massima stima comprendendo le reali limitazioni che anche loro , come Sindaco, manifestano di avere.

Leggiamo dai giornali quotidianamente notizie su come le persone che hanno poteri decisionali ci dicono noi ci potremmo comportare per “contenere” il disagio che oggi ci troviamo a subire. All’interno dei 4 anni di vita del “comitato zona stadio” abbiamo condiviso situazioni con il piccolo apporto contributivo che è corretto che una associazione abbia non avendo ruolo né decisionale né amministrativo ma solo collaborativo.

Come chi ha avuto modo di conoscerci siamo persone che non hanno pregiudizi etnici di alcun tipo, ma che ritengono che chiunque delinque vada punito per il comportamento che ha agito, non per ragioni di cultura, etnia o altro. Per precisare riteniamo che se uno di noi andasse in piazza a spacciare droga, a defecare o urinare in luoghi pubblici, a rompere bottiglie di vetro, a urlare, a buttare per terra le biciclette o a portare via dalle mani dei padroni il proprio cane…dovrebbe essere correttamente fermato e punito in modo adeguato per il comportamento agito.

Qualcuno di voi penserebbe che la persona che punisce colui che compie tali gesti sia un razzista?

Data la risposta vi chiediamo di proseguire nella lettura. Alla luce dell’ennesimo locale individuato come luogo di azioni non legali, prestare attenzione alle perdite economiche del gestore di tale esercizio ci porta con voi a riflettere sul perché questo proprietario non abbia pensato in passato di unire i suoi disagi a quelli delle varie associazioni che sono presenti nel quartiere, al disagio dei tanti cittadini che vedono le loro case deprezzate in modo inadeguato rispetto al mercato “solo” perché fanno parte del quartiere GAD.

Troviamo inadeguato restare ancora a stuprare persone che sono violate quotidianamente nei loro diritti di cittadini con tempi e spazi dedicati alla “lotta al razzismo”.

Nessun disagio per chi ha comportamenti consoni alla vita sociale, sia che siano diversi che simili, ma che siano rispettosi della persona che hanno davanti.

Non sta a noi identificare chi sia il problema…lo spacciatore..il drogato…la famiglia…la società… qualsiasi sia la fonte del problema, restare a valutare tale fonte ci distrae dal problema.

L’Assessore Serra si schiera in modo netto, e noi con lui, al fine di porre degli stop che possono essere messi, evitando inutili dispersioni di energie .

L’amministrazione non ha risorse economiche, Prefetto e Questore se hanno la coscienza apposto su ciò che stanno agendo, significa che tutte le mattine si guardano sereni allo specchio e sanno che i cittadini hanno stima di loro…

E i residenti? Come stanno quelli che da anni provano a dare loro contributo e che vedono ogni singolo giorno che il loro quartiere sta morendo?

Stando al fatto che nessuno scende in strada a portare il suo dissenso, si potrebbe pensare bene…stando al fatto che ci sono alcune lettere carine ed educate, si potrebbe pensare che “stanno tutti bene”…

Come l Amministrazione e le Forze dell’Ordine spesso ci dicono…anche noi cittadini residenti abbiamo consumato gran parte delle nostre risorse umane. Se il volontariato porta con se anche parti di piacere che vanno in parte a compensare le fatiche condivise, ad oggi, davanti alla ennesima non decisione, non presa di posizione di chiusura definitiva di una attività che non rispetta le norme di legge…ci chiediamo…che tipo di futuro prossimo vedono l’amministrazione, l’opposizione, camelot, gli assessori, il prefetto, il questore….per questo quartiere?

Davanti situazioni che hanno toccato la morale di molti, in molti si sono identificati con quei luoghi…ora il GAD siamo noi….tra poco il GAD saremo tutti noi

La rabbia sta superando dolore e dispiacere per un quartiere che viene lasciato morire…

Lettera ai Ministri

Questa mattina sono state inviate due raccomandate r.r., rispettivamente al Ministro dell’ Interno Angelino e al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini per far conoscere la situazione del nostro Quartiere e chiedere interventi urgenti del Governo.

Ecco il testo integrale

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L’Associazione “Comitato Zona Stadio” nasce nel marzo 2013 come aggregazione spontanea e apartitica di cittadini e dal gennaio 2015 diventa un’associazione di promozione sociale senza fine di lucro.

L’Associazione da 3 anni manifesta civilmente all’amministrazione ed alle forze dell’ordine sia il disagio che i residenti del quartiere GAD (Giardino-Arianuova-Doro) lamentano da molti anni sia la necessità di riqualificarlo. Il quartiere ormai versa in una condizione di degrado assoluto e di insicurezza che è giunto al limite della umana e civile sopportazione.

Ogni confine di normale convivenza civile e di reale integrazione è stato oltrepassato lasciando spazio all’inciviltà e alla mancanza di rispetto per cose e persone: individui comunitari e non comunitari che bivaccano ovunque, che bevono alcolici ad ogni ora del giorno e della notte, che espletano le loro funzioni fisiologiche in ogni angolo di via del quartiere; spacciatori organizzati che si muovono in bicicletta ed a piedi svolgendo liberamente il loro traffico illegale di stupefacenti a tutte le ore nelle nostre vie e nelle nostre aree verdi pubbliche.

A tutto questo si aggiunge, che quasi ogni giorno sui giornali, il nostro quartiere è al centro della cronaca per risse, furti, droga e prostituzione. I delinquenti si sono appropriati del nostro quartiere e, conoscendo bene le leggi italiane, sbeffeggiano e provocano sia le forze dell’ordine sia i cittadini. Il problema dello spaccio di droga è presente non solo nelle strade ma anche negli appartamenti e negli esercizi commerciali. Stanno aumentando sempre più gli esercizi commerciali che vendono alcolici ed aumentano gli immobili abbandonati al degrado. Gli immobili comprati con la fatica di un duro lavoro e con tanti sacrifici sono ormai svalutati e difficilmente vendibili. Tanto è vero che molti appartamenti e negozi rimangono vuoti perché il quartiere non presenta prospettive di sviluppo e non è più sicuro e tranquillo come tanti anni fa.

I residenti del quartiere non sono razzisti, xenofobi ma sono solo stanchi di vedere persone che delinquono indisturbate sotto le loro finestre, davanti ai loro portoni. La paura di questa situazione ha fatto sì che molte persone e molte famiglie alla sera non escano di casa e di giorno non frequentino certi parchi pubblici. Il quartiere GAD era uno dei quartieri più belli di Ferrara con aree verdi curate e frequentate da bambini e anziani a tutte le ore. In questi ultimi anni i frequentatori di questi spazi pubblici sono quasi sempre gli spacciatori e gli ubriachi con grave pericolo per la sicurezza urbana e la civile convivenza.

Al di là delle cose fatte sinora, la situazione è grave e sta degenerando rapidamente.

Come Associazione abbiamo fatto quello che nel nostro piccolo era possibile fare e ci poteva competere: cene di quartiere, presidi, camminate, fiaccolate, feste, manifestazioni di protesta, esposti, tavole rotonde con politici e forze dell’ordine; purtroppo la situazione richiede interventi forti, incisivi, mirati, programmati e prolungati nel tempo. L’organico delle forze dell’ordine, in continuo calo, non è più in grado di arginare la dilagante criminalità ed il continuo degrado urbano.

L’Associazione “Comitato Zona Stadio” chiede al Governo che vengano presi urgentemente tutti quei provvedimenti di legge necessari a contrastare il fenomeno della criminalità e del degrado del quartiere GAD di Ferrara. I cittadini pretendono dalla politica locale e nazionale non più solo parole ma fatti concreti e tangibili.

Distinti saluti.

 

Massimo Morini

Presidente Ass.ne Comitato Zona Stadio

Sito: https://comitatozonastadio.wordpress.com/

Facebook: Associazione “Comitato Zona Stadio”

Ferrara, 27 Maggio 2016

P.S.: In calce alcuni link di video-riprese durante le nostre biciclettate.

 

 

Tavolo Ordine e Sicurezza – 26 Settembre 2013

Leggiamo sui mass media locali delle proposte che vengono evidenziate come “concretezza” da parte della politica, per contrastare degrado e l’illegalità nel Quartiere Gad.

Orbene pubblichiamo integralmente il

DOCUMENTO PER TAVOLO ORDINE E SICUREZZA

redatto e presentato in data 26 settembre 2013 alla Autorità Cittadine e sottoscritto da 10 Cittadini del Quartiere in rappresentanza di: Associazione Residenti Gad, Comitato Zona Stadio e residenti del Grattacielo, Via C. Battisti, Via Oroboni e P.le Castellina.

Dopo una attenta analisi della situazione in cui si trovava il nostro Quartiere, si evidenziavano i problemi e le criticità quotidiane. Seguivano poi le richieste. Leggete attentamente. Quelle stesse proposte che avevamo fatte noi, ora sono diventate idee della politica…

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DOCUMENTO PER TAVOLO ORDINE E SICUREZZA – INCONTRO DEL 26 Settembre 2013

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La situazione del Quartiere GAD è, oramai da molti anni, in grave stato di sofferenza per i problemi dovuti al grande afflusso e immigrazione di persone di innumerevoli etnie che hanno trovato e trovano sistemazioni più o meno precarie proprio nel quartiere in questione.

I problemi che via via si sono verificati, al di là di quelli dovuti ai processi di integrazione, che in qualche modo sono stati affrontati ma che andrebbero anche verificati, ha visto, invece, l’intensificarsi di fenomeni dovuti a prostituzione, delinquenza, abusi, soprusi, spaccio di droga, risse, furti, ecc. insomma l’occupazione del territorio in termini fortemente delinquenziali: le situazioni appena descritte sono tutte ben note alle autorità locali sia quelle amministrative che quelle responsabili dell’ordine pubblico.

Tutto ciò ha reso e sta rendendo sempre più invivibile il quartiere da parte della popolazione (per la maggior parte anziana) che è ormai stremata, spesso sfiduciata, ma che a volte è ricorsa all’ auto difesa (anche violenta) che, nei fatti, aggrava la situazione e la tensione e che paradossalmente rischia di ritorcersi proprio su chi la pratica, facendo passare chi tenta, in qualche modo, di difendersi come razzista, xenofobo e intollerante, mentre è l’eccesso di tolleranza di altri a causare l’intolleranza di chi vive direttamente le situazioni.

E’ arrivato il momento che tutti i soggetti che compongono la comunità e che ne hanno la responsabilità amministrativa e dell’ordine, compresi i cittadini stessi, facciano, in maniera attiva e fattiva, la loro parte.

I problemi sono certamente di carattere sociale e di ordine pubblico e vanno affrontati tutti contemporaneamente, ma ciascuno per le peculiarità proprie.

Si individuano pertanto alcune strade e si richiedono specifici impegni per:

1 – analisi più puntuale del fenomeno prostituzione al fine di individuare soluzioni che possano alleggerire l’impatto sulla popolazione residente, coinvolgendo le associazioni che seguono e si impegnano sul problema.

2 – fare chiarezza e dare percorsi e prospettive certe rispetto al futuro del condominio IL GRATTACIELO anche a seguito delle dichiarazioni dell’ Assessore all’Urbanistica del Comune di Ferrara, nel contempo attuare una verifica sui risultati raggiunti dal Centro di Mediazione ivi operante già da alcuni anni.

Nel caso in cui questo abbia raggiunto gli scopi o non abbia più ragione di operare, si tiene che le significative risorse impegnate possano essere utilizzate in altra maniera e con altri scopi.

E’ opportuno, inoltre, tenere presente le problematiche del Grattacielo, inteso come condominio, che con l’avvicinarsi dell’inverno potrebbero aggravarsi in modo esponenziale. Rischiamo di trovarci in mano una vera e propria bomba ad orologeria dove il timer è già partito e i tempi sono stretti: si profila ormai quasi inevitabilmente un inverno al freddo per più di 500 persone, quindi, anche se è pur vero che si tratta di questioni che attengono alla “proprietà privata” è pur vero che la concentrazione di cittadini e la peculiarità della situazione ormai datata, rende il Grattacielo un problema sensibile.

3 – Si propone di riorganizzare il territorio adibito a parco sito fra via Gavioli e Corso Piave, zona di spaccio di droga quotidiano, in maniera tale che possa essere fruito in maniera positiva dalla popolazione residente, incentivandone l’occupazione anche con nuove attività da collocare. Utilizzare anche una parte dell’area per iniziative vigilate, come attività sportive, o recintate come ad esempio sgambamento cani.

A tal proposito i cittadini residenti, anche attraverso le associazioni che hanno sede in loco dichiarano disponibili ad attuare forme di presidio da concordare con l’ Amministrazione Comunale.

Il fenomeno di spaccio va visto sotto una duplice osservazione: dal punto di vista sociale il fenomeno spaccio vede come acquirenti, per lo più giovani o giovanissimi (anche ragazzi al di sotto dei 18 anni) che vengono intercettati o all’uscita della stazione o alla discesa dei bus. E’ intollerabile per una società civile e per una Città come Ferrara che ci sia totale disattenzione al fenomeno di uso di droga da parte dei giovani e giovanissimi.

Un conto è sapere che un certo numero di persone, conosciute ai Servizi e alla Forza Pubblica, si avvalgono dello spaccio di piazza Castellina o P.tta Toti e luoghi limitrofi e un conto è vedere e osservare impotenti quotidianamente ragazzini rifornirsi di droga.

Questo per quanto attiene agli aspetti sociali del fenomeno.

Mentre per ciò che attiene all’ordine pubblico è INDISPESABILE il continuo e permanente presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine: ciò è ovviamente necessario per il fenomeno spaccio, ma anche per la prevenzione di furti e altri fatti delittuosi ormai all’ordine del giorno e “della notte”.

L’impressione diffusa è che gli spacciatori e gli acquirenti respirino una sostanziale “assenza” dello stato per cui si sentono liberi di fare tutto o quasi. Non solamente delinquere, ma anche una serie di azioni minori (urinare ovunque a qualunque ora, discutere animatamente del prezzo di una dose, sedersi sui giochi per bambini) che se opportunamente riprese potrebbero, in prima battuta, dare un segnale di attenzione agli spacciatori e rilassare le tensioni nei residenti.

Infatti da un po’ di tempo a questa parte si sono moltiplicati violazioni di domicili a scopo di furto, senza contare le scorrerie dovute a persone in preda ad alcool o droga. Anche i fenomeni di imbrattamento, di utilizzo dei luoghi aperti per bivaccare insozzare con cibi e bevande e soddisfare tutti i bisogni corporei, stanno riducendo l’area al degrado assoluto.

Occorre altresì che gli interventi per il ripristino della sicurezza vengano organizzati e attuati in modo sistemico, affinché si impedisca che il fenomeno degli illeciti si trasferisca dalle aree dove già si trova concentrato ad altre zone invece che sono già in sofferenza, vedi via Porta Catena o via Oroboni. Negli anni infatti l’assenza di azioni di contenimento del problema hanno di gran lunga allargato le aree dove si consumano gli illeciti e dove avanza il degrado.

Si ritiene, quindi, necessario tornare al modello di alcuni anni or sono che prevedeva un forte coordinamento delle forze pubbliche: Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, per fare in modo che il territorio abbia un PRESIDIO PERMANENTE e magari un ritorno ai POLIZIOTTI o VIGILI DI QUARTIERE: oggi il territorio è quasi terra di nessuno e a volte la forza pubblica non interviene anche se ripetutamente dai cittadini che vedono e osservano ciò che accade e ciò che tutti sanno.

Ciò consentirebbe di creare un contatto diretto per l’intervento quasi immediato utile anche in caso di piccole infrazioni, senza l’applicazione di sanzioni ma solo per far rispettare le regole.

(E’ appena il caso di evidenziare, senza alcuna vena polemica, che il Centro Cittadino, soprattutto di sabato e domenica COSTANTEMENTE presidiato dalle varie forze presenti anche contemporaneamente per ore.)

4 – Si ritiene assolutamente necessario riprendere le attività di verifica e controllo della legalità dei contratti di affitto o dei mancati contratti e quindi l’utilizzo improprio di case e appartamenti dove spesso si cela il malaffare e una possibile evasione fiscale.

Così come si ritiene assolutamente necessario verificare costantemente le attività economiche del quartiere, specificatamente quelle gestite da stranieri.

Quanto su esposto, non è certamente esaustivo delle motivazioni di profondo disagio della popolazione del quartiere; sarebbe quindi auspicabile, anzi si chiede in maniera esplicita, che venga individuata la possibilità di istituire, da un lato, un tavolo di natura più “tecnica” attraverso il quale individuare ed elaborare proposte e soluzioni da “applicare” al quartiere, comprese quelle che prevedono autorizzazioni e delibere degli enti preposti e dall’altro che il confronto più strettamente di natura “politica” possa trovare una sua sede costante e ricorrente al fine di valutare le cosa fino a quel momento messe in campo e portare a termine e gli eventuali impegni successivi.

Ferrara, 26 settembre 2013

Il Gruppo Cittadini Quartiere GAD

 

 

 

 

Articolo apparso sulla stampa – Nostra risposta

Il Resto del Carlino del 17 Maggio 2016

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Si legge alla fine del primo trafiletto …. “di fronte alle manifestazione dei recenti comitati” … e poiché di fa di ogni erba un fascio abbiamo inviato la seguente nostra precisazione

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Spett.le Redazione,

in merito all’articolo apparso sul quotidiano “Il Resto del Carlino” in Ferrara Primo Piano a pag. 3 intitolato “Un sorriso contro l’odio razziale e la violenza” l’ Associazione Comitato Zona Stadio si sente offesa nell’essere avvicinata a manifestazioni ritenute xenofobiche e che alimentano un clima di odio. Tutte le iniziative programmate e realizzate dal Comitato Zona Stadio, comprese quelle più recenti, non hanno mai avute una connotazione razzista, xenofoba. Queste iniziative sono sempre state aperte a tutti i cittadini di qualsiasi etnia, nazionalità e credo religioso e la nostra associazione ha sempre invitato tutte le associazioni a condividere il progetto di riqualificazione e di vivibilità del Quartiere Gad.

L’associazione Comitato Zona Stadio concorda con l’associazione Centro Donna Giustizia e l’associazione Nigeriana Ferrara nel ritenere fondamentale essere dialoganti, flessibili e mutevoli, trovando nuovi strumenti di condivisione e comprensione. I cambiamenti non devono essere sempre e solo unilaterali, ma condivisi da tutti i soggetti coinvolti.

L’associazione Comitato Zona Stadio non ha mai alimentato forme di odio nei confronti di nessuno ma semplicemente, da tre anni a questa parte, ha sottolineato all’ Amministrazione Comunale e alle FF. OO. i problemi di insicurezza, degrado e illegalità presenti oggettivamente nel nostro Quartiere. Da sempre l’associazione si propone e prepone strumenti di collaborazione con tutte le associazioni che operano nel Quartiere.

Invitiamo l’ Associazione Nigeriana e l’associazione Centro Donna Giustizia prima di esprimere certi giudizi a partecipare alle prossime iniziative del nostro Comitato, già a partire da venerdì prossimo alle ore 21.00 in P.le G. Bruno – lato su Via Cassoli, in maniera tale di conoscere il pensiero delle singole persone.

I membri della nostra associazione non sopportano più coloro che delinquono, chi vive nell’illegalità e chi non rispetta le normali regole di una civile convivenza.

Ass.ne Comitato Zona Stadio

Massimo Morini

Lettera alla stampa

Al susseguirsi di continue risse e comportamenti violenti non ché intimidatori nel nostro Quartiere, abbiamo inviato alle testate giornalistiche locali la seguente lettera.

Alla Redazione di:

Telestense.it – Estense.com – Il Resto del Carlino e la Nuova Ferrara

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A seguito dei recenti avvenimenti nel nostro Quartiere Gad, ultimo la maxi rissa in P.le Castellina dell’altra sera, siamo purtroppo a rilevare che questi fatti sono in continuo aumento, quasi a rasentare la quotidianità. Purtroppo anche le recenti notizie sulle difficoltà delle FF.OO ad arginare questa criminalità dilagante, lasciano lo sconcerto a chi, da anni vive in questo Quartiere e lo ha visto precipitare in uno situazione di degrado impensabile ed inimmaginabile sino a qualche anno fa. Residenti sempre più preoccupati ed allarmati nel frequentare di giorno, di sera e di notte il proprio quartiere.

Si ha oramai la sensazione che per i frequentatori del nostro Quartiere lo spaccio di droga, la prostituzione, l’abuso di alcol e certi comportamenti violenti e di intimidazione siano per loro azioni abituali, normali e quindi leciti.

Per non parlare del continuo degrado ed inciviltà che regna giorno dopo giorno. L’apertura di locali che vendono alcolici a tutte le ore. Tutto questo va contro l’obiettivo dichiarato dal Comune di riqualificare il quartiere, una volta un vero Giardino.

L’appello è anche rivolto alle altre associazioni che operano nel Quartiere Gad per unire le forze per migliorare la qualità di vita di chi vi risiede. La collaborazione che abbiamo chiesto alle associazioni speriamo che si concretizzi in iniziative strutturate e condivise di più ampio respiro ed unità d’intenti, atte a coinvolgere quei cittadini che condividono con noi l’obbiettivo di riqualificare il quartiere, visto il precipitare della situazione di insicurezza e di degrado. A tal proposito ricordiamo un pensiero di Martin Luther King: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.

La nostra associazione chiede al Sindaco e al Prefetto:

1 – Controlli mirati ed incrociati con Polizia Municipale e Guardia di Finanza sulle persone fisiche e le attività commerciali nel nostro Quartiere;

2 – Procedure più accelerate per la chiusura di certi locali “sospetti” della zona, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza;

3 – Far rispettare le normative di legge e le ordinanze comunali;

4 – Un aiuto considerevole di uomini e mezzi alle FF. OO perché non vada vanificato il loro quotidiano lavoro.

Infine, un appoggio ed un particolare ringraziamento a tutte le FF.OO impegnate nell’ arduo compito di far rispettare la legalità, presupposto indispensabile per una civile convivenza.

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Massimo Morini

Presidente Ass.ne Comitato Zona Stadio