GAD – L’anno 2018 raccontato dagli articoli di stampa

Un anno (il 2018) di notizie dal Quartiere Gad – Ferrara, raccontato dai titoli di giornali. Vengono riportati solo quelli riguardanti eventi criminosi legati o derivanti dallo spaccio di droga. Fonte il Resto del Carlino

Buona visione

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Per scorrere e leggere gli articoli del 2018 si può anche cliccare sulla pagina NEWS. Vengono riportati gli eventi legati allo spaccio nel Gad. Le notizie sono state prese dai quotidiani on-line Estense.com, Il Resto del Carlino e la Nuova Ferrara. Motore di ricerca/tag: sequestro, droga, spaccio, arresto, risse ed accoltellamenti.

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Per leggere “Eventi criminosi” legati allo spaccio nel Gad del 2017 clicca su:

https://comitatozonastadio.wordpress.com/2018/01/18/anno-2017-un-anno-di-gad-rassegna-stampa/

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Per leggere “Eventi criminosi” legati allo spaccio nel Gad del 2016 clicca su:

https://comitatozonastadio.wordpress.com/2017/03/17/mappa-2016-del-crimine-legato-allo-spaccio/

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Intervista al Presidente Massimo Morini

La quinta puntata di #VocidalGad ha come protagonista Massimo Morini, presidente dell’associazione “Comitato Zona Stadio” di Ferrara.

“L’associazione Comitato Zona Stadio – ricorda Morini – è nata nel 2013 e l’obbiettivo che si pone è quello della salvaguardia del quartiere in termini di riqualificazione, ampliamento delle relazioni interpersonali tra gli abitanti e quindi aumento della socialità. L’esigenza deriva dal fatto che l’associazione è nata in relazione a problematiche di quartiere molto rilevanti, sentite come tali dalla maggior parte dei cittadini, ma che in precedenza non avevano trovato una voce adeguata per portarle nelle sedi giuste”.

Quali sono queste problematiche?
Fondamentalmente sono lo spaccio, la prostituzione e il degrado che ne consegue. Tutto ciò è espressione di forme di microcriminalità nella zona Giardino, che proprio per questo oggi risulta diversa rispetto al passato.

In cosa è diversa?
Pure in passato c’erano fenomeni di microcriminalità, ma prettamente autoctoni e di dimensioni abbastanza gestibili dalle forze dell’ordine. La criminalità che si è sviluppata negli ultimi 10 anni, legata ai processi migratori, in termini quantitativi è molto più solida e organizzata. Questo rende la gestione difficoltosa. Noi come cittadini ci siamo resi conto del peso che ha questa microcriminalità nelle strade, nel senso che c’è un continuo via vai di spacciatori nell’area dello stadio oltre che nella zona del grattacielo, che propongono in maniera diffusa le loro droghe, creando ovviamente fastidio, paura, problematiche di sicurezza.

Anche il prezzo degli appartamenti è sceso drasticamente.
Questa è una conseguenza. Ovviamente nell’arco degli anni c’è stata una grande concentrazione di microcriminalità in quest’area più che nelle altre. Questo problema è sfuggito di mano, non per inerzia dell’amministrazione, ma proprio per la portata elevata.

Magari non ci si è resi subito conto dell’ampiezza del problema?
Diciamo che è stata sottovalutata e quindi l’ondata che ne è conseguita è stata dirompente anche per le normative stesse perché essendo una problematica di microcriminalità ha in sé molte pericolose implicazioni.

massimo-morini

Massimo Morini

Qualcuno però afferma che ci sia stato un abbandono del quartiere da parte dell’Amministrazione.
Dal mio punto di vista non c’è stata la necessaria attenzione, questo non è mai stato considerato un quartiere da sviluppare. La vicinanza alla stazione e la presenza dei grattacieli ha favorito la creazione di un’area di delinquenza e l’amministrazione, almeno fino al 2013, è stata poco attenta. Uno dei punti di forza della nostra associazione, in modo anche dirompente e innovativo, è stato quello di porsi in maniera critica ma collaborativa nei confronti degli amministratori, facendo presente, al di là della mera protesta e dell’evidenziare una problematica, il fatto che questo quartiere aveva bisogno di un intervento non solo delle forze dell’ordine ma anche dell’amministrazione stessa. Un intervento che fosse basato su una vera riqualificazione.

C’è stata una risposta positiva?
Posso dire che dal 2013 il quartiere Giardino è stato molto più ‘attenzionato’ dall’amministrazione, ci sono state tutta una serie di iniziative che sono state fatte, che hanno avuto una finalità di riqualificazione del quartiere in termini di partecipazione e di attività, perché se un quartiere muore da questo punto di vista viene ‘preso in carico’ dalla microcriminalità.

Però è dovuto venire anche l’esercito.
Una delle nostre proposte, essendoci confrontati con le forze dell’ordine, era quella di aumentare il presidio anche in termini numerici e l’esercito ha un significativo ruolo di aiuto. Le cose sono migliorate, ma i problemi non sono risolti. Però c’è un occhio in più.

Quindi in questi ultimi cinque anni è migliorata la situazione?
C’è stata una maggiore presa di coscienza del problema, Ma occorre fare di più, ad esempio dare maggior attenzione alle attività commerciali, e controllare al contempo quelle che sono al limite della legalità e che possono fingere da luoghi di spaccio. Occorre secondo noi anche dare più forza alla polizia municipale. Un’altra cosa che potrebbe fare l’amministrazione con maggiore sistematicità è verificare il rispetto delle normative. Porre per esempio termini restrittivi per la vendita degli alcolici non basta, bisogna vigilare sul rispetto.

Ti riferisci al “Regolamento di Polizia Urbana della città di Ferrara“?
Assolutamente si. Secondo il nostro punto di vista, non viene attuato in questo momento. Sarà per la mancanza di forze, per la mancanza di impegno, ma manca qualcosa. Si può e si deve fare assolutamente di più. Anche nel controllo degli appartamenti, poiché molti di questi affittati da italiani si sono scoperti essere luogo di spaccio e di deposito di droga, quindi capire le persone che ci stanno, in quanti ci stanno, tutta una serie di indagini approfondite che dovrebbero essere fatte partendo dal grattacielo fino a tutta l’area del quartiere Giardino.

Avete cercato un’integrazione, una possibile convivenza con le persone di altre etnie che abitano questo quartiere?
Abbiamo cercato di far si che il problema non fosse quello dell’italiano verso lo straniero o la persona di colore, ma di concentrare l’attenzione sui fenomeni dello spaccio e della criminalità, anche se chi lo fa ora per strada è nigeriano, ma ci sono altre etnie che gestiscono la droga in altre zone di Ferrara. Ci sono anche altre problematiche legate ai furti in casa e alle biciclette che sono gestiti da altre etnie.
Il problema dello spaccio è che l’offerta è legata alla domanda e a domandare sono i ferraresi… In ogni caso un punto è chiaro: chi sta qua deve rispettare le regole. Non ha importanza che sia di etnia nigeriana, scuro o chiaro, l’importante è che rispetti le regole,se no non può stare in questa città. Noi abbiamo cercato anche di collaborare con le associazioni straniere perché riteniamo che sia importante anche capirsi. Cito un esempio particolare che è emblematico: il primo incontro con l’associazione nigeriana è stato fatto nel quartiere Giardino, sotto casa mia, ed è andato male, perché c’era molta diffidenza da parte loro, su chi fossimo, su cosa volessimo, del perché facessimo certe cose. Successivamente gli incontri hanno fatto capire a queste persone che di fronte avevano altre persone che avevano voglia di costruire qualcosa di positivo.

Avevano paura in pratica?
Sì. C’era a suo tempo un sentimento di paura perché si sentivano, giustamente, aggrediti in quanto etnia, poiché una parte di loro delinqueva. Dico una parte perché ci sono nigeriani che sono persone assolutamente integrate, perbene. Per dire come c’è una diffidenza reciproca, noi verso loro e loro verso noi. Abbiamo cercato anche di comunicare con loro perché riteniamo importante far presente a loro il problema, perché se ne rendessero conto in maniera importante, in modo che anche loro isolassero, come facciamo noi con gli italiani, chi sbaglia, perché questo va contro anche a loro stessi, altrimenti ogni volta che si vede passare una persona di colore si dice ”ecco, è passato lo spaccino”, e non è così. Per questo dico che c’è bisogno di socializzazione, e noi con le nostre iniziative abbiamo cercato proprio di coinvolgere, comunicare, capire e conoscere tutti per affrontare i problemi a 360 gradi.
Siccome, però, è un problema grosso, da una parte ci sono le problematiche che devono essere gestite dalle forze dell’ordine e che sono di loro competenze, dall’altra parte un cittadino può anche lui fare qualcosa in qualche modo. È vero anche che ultimamente la situazione è molto difficile, c’è molta tensione ed i cittadini sono stanchi.

Aumenterà secondo te questa tensione con l’avvicinarsi delle elezioni?
Ma al di là delle elezioni, che è uno scontro politico e sicuramente ci saranno delle strumentalizzazioni di destra e di sinistra, come ci sono sempre state, è proprio il cittadino che è stanco di questa situazione.

Secondo te i media esagerano nel riportare il quartiere giardino o la zona Gad come un territorio conosciuta solo per la criminalità?
Diciamo che, come in tutte le cose, forse fa più notizia un fatto negativo che uno positivo. Il tentativo di indurre l’amministrazione a fare dei progetti, partendo dal riconoscimento dei problemi che i media denunciano puntualmente, è per riscattare la nomea del quartier che, avendo in sé la parola ‘giardino’, porta intrinseco il significato di un quartiere bello, residenziale, un quartiere che ha delle potenzialità, e che non può essere schiacciato dalla negatività dello spaccio, deve essere valorizzato nell’ottica della positività che ha. È ovvio che in questi anni il non-interessamento, lo spegnere le luci, le zone buie, hanno fatto avere un vantaggio a chi nel buio si trova bene rispetto a chi sta nella luce.
Un altro esempio  l’aiuola in ‘Giordano Bruno’: abbiamo cercato di appropriarci di una soluzione che aveva proposto il Comune, quella di gestire attraverso l’associazione, il verde e abbiamo pensato di fare un’aiuola di fiori, curata assieme ai bambini, quindi in collaborazione con la scuola, e con dei richiedenti asilo politico, dei ragazzi validi e in gamba, volenterosi, proprio perché riteniamo che sia importante anche far vedere il bello, perché il bello richiama il bello. Se tu in un giardino ci metti dei fiori, lo vivi,  magari le famiglie ci vanno, anziché andarci altre persone. Ma è un percorso duro e lungo.

I prossimi obbiettivi?
Il nostro prossimo obbiettivo è quello di mantenere sempre alto il livello di attenzione da parte dell’Amministrazione, perché comunque non deve terminare il percorso di iniziative che sono state fatte, ma riproporlo anche in maniera standardizzata. Ci è dispiaciuto perdere l’appuntamento del mercatino europeo perché era un’iniziativa importante, adesso abbiamo lo stadio, che speriamo sia fonte di riqualificazione positiva. Poi collaboriamo con le forze dell’ordine per favore un puntuale presidio nel quartiere.

28 Novembre 2018

Reati a Ferrara – I dati forniti dal dipartimento di P. S. del Ministero

Rassegna Stampa

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Reati a Ferrara, calano i furti in casa. Ma droga e

violenze ci gettano al 22° posto

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I dati forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno su 106 province

di MATTEO LANGONE
I militari in servizio in zona Gad (Businesspress)

Ferrara, 23 ottobre 2018 – Ferrara è più sicura, ma non ancora (o non più) un’isola felice. A fotografare la situazione della nostra città sono i dati del Ministero dell’Interno, riportati nell’annuale ‘Indice di criminalità’. Nella classifica del rapporto 2018 – riferito all’anno precedente – Ferrara è inserita al 22esimo posto (la graduatoria delle 106 province è stilata in base al numero di reati commessi ogni 100mila abitanti), con un calo dei reati denunciati del 2,65% rispetto ai dodici mesi precedenti (14.714 contro 15.115). Ma la posizione generale è, comunque, in ascesa: nel rapporto del 2017 la nostra città era 24esima, così come l’anno precedente, mentre nel documento 2015 si posizionava al 23esimo posto. Non siamo, comunque, i peggiori della regione, anzi: sul podio generale, dopo Milano capolista, troviamo infatti Rimini e Bologna. Ma anche Parma (13esima), Ravenna (16esima), Modena (18esima) e Reggio Emilia (21esima) hanno problematiche più accentuate rispetto alla nostra realtà. In condizioni leggermente migliori rispetto a noi, invece, si trovano Forlì-Cesena (30esima) e Piacenza (40esima).

Omicidi. Nonostante appaia tranquilla, Ferrara è, ad ogni modo, è una città particolarmente violenta. Il 56esimo posto nazionale non deve ingannare. Nella nostra provincia, infatti, i casi di omicidi sono aumentati del 40%: sono raddoppiati, in particolare, quelli volontari consumati (4 casi nel 2017, contro i 2 del 2016). In questo ambito, in un anno si è passati, così, dal 46esimo all’11esimo posto della graduatoria nazionale ed al primo posto a livello regionale. Sono rimasti invariati, invece, i tentati omicidi (3 casi, 85esima posizione in Italia) e gli infanticidi (nessun caso).

Furti. Buone notizie – si fa per dire – dal settore ‘furti’ (- 9%), anche se il 20esimo posto nazionale non può far dormire sonni tranquilli. Segno meno, comunque, in tutti i settori: nel 2017 ci sono stati 51 furti con strappo (-38,55 %, con Ferrara 40esima in Italia), 760 furti con destrezza (-10,38 %, 23esima), 1.126 furti in abitazioni (-25,77 %, 46esima), 686 furti in esercizi commerciali (-14,89 %, 16esima) e 109 furti di autovetture (-35,88 %, 86esima).

Altri delitti. Qui la questione si complica nuovamente. Rispetto all’anno precedente, l’indice dei reati vari è salito del 2%, frutto di 966 casi totali; così Ferrara si posiziona al 71esimo posto in Italia. Segno più per le denunce relative all’uso di stupefacenti (213 casi, +42,95 % e 48esima posizione), violenze sessuali (25 casi, +19,05 %, 41esima), rapine (142 casi, +6,77 %, 21esima) e truffe e frodi informatiche (780 casi, +1,56 %, 77esima). Rimangono invariate le percentuali relative al riciclaggio (6 casi, 60esima) e all’usura (due casi, 35esima), mentre calano le denunce per i reati di associazione a delinquere (2 casi, -50 %, 57esima), estorsione (34 casi, -10,53 %, 83esima) e incendi (25 casi, -7,41 %, 82esima).

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Il Resto del Carlino del 27.10.2018

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Ecco una delle conseguenze…

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Un’ estate “calda” al Gad

RASSEGNA   STAMPA

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Il Resto del Carlino del 30 Agosto 2018

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Escalation di violenza e non solo al Gad

RASSEGNA    STAMPA

del 31 Luglio e 1 Agosto 2018

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Folle aggressione in Gad: rischia il massacro da parte di connazionali 

A salvare la vittima un ragazzo ghanese che è intervenuto evitando il peggio. Ma le condizioni del ferito appaiono preoccupanti

Un’aggressione violentissima, in pieno giorno e in mezzo a decine di testimoni, che non può che confermare quanto la tensione in zona Gad sia ancora un problema lontano dalla soluzione.

Il fatto è avvenuto in via Oroboni, a poche decine di metri dall’incrocio con viale Po, attorno alle 17:40, quando tutto il vicinato ha avvertito una serie di grida e urla che si avvicinavano con grande rapidità.

Non ci è voluto molto per individuarne la causa: dall’angolo di via Olimpia (ormai ‘piazza’ conosciutissima dello spaccio ferrarese, in particolare nell’area retrostante al supermercato Eurospin) sono spuntati fuori tre ciclisti che pedalavano ad altissima velocità. Il primo dei quali stava scappando dalla furia degli altri due, che secondo le testimonianze lo stavano inseguendo brandendo dei bastoni.

Ma la corsa del fuggitivo – un giovane di 26 anni – non è durata molto. Prima che raggiungesse viale Po i due aggressori lo hanno raggiunto e lo hanno mandato a sbattere con la bicicletta contro un Fiat 500 parcheggiata sul ciglio della strada. E una volta, in terra, lo hanno colpito più volte in faccia e nella nuca con bastoni, calci e pugni.

Mentre le volanti della questura si precipitavano sul posto, contattate dal vicinato, un giovane ghanese che stava attraversando la via per andare al supermercato, Lawrence, è intervenuto mettendosi in mezzo e cercando di interrompere quello che stava diventando un vero massacro.

Ci è riuscito, ma è stato a sua volta raggiunto da varie bastonate, una delle quali lo ha ferito al braccio sinistro, che al momento dell’arrivo della polizia presentava un taglio evidente e l’ematoma cominciava a essere molto gonfio.

Difficile capire cosa sarebbe potuto capitare senza il suo intervento, visto che le condizioni del giovane nigeriano aggredito e poi ricoverato dopo l’intervento dei soccorritori si sono presentate fin da subito molto preoccupanti.

Il ragazzo è stato raggiunto da alcune bastonate molto forti alla nuca e presentava un profondo squarcio nel capo. Sfortunatamente i due aggressori sono scappati non appena hanno sentito arrivare la polizia, abbandonando sul posto almeno una delle biciclette usate nell’inseguimento.

La Polizia di Stato è stata sul posto per raccogliere tutte le informazioni e le testimonianze relative agli aggressori e riuscire a risalire alle loro identità.

https://www.estense.com/?p=711921

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Non si arresta l’ondata di violenza, nuova rissa con coltelli

Due feriti in ospedale con tagli e contusioni. La rissa questa volta è scoppiata al Parco Urbano

Sembra non arrestarsi l’ondata di violenza e di probabili regolamenti di conti tra bande di nigeriani a Ferrara. Anche questa notte due gruppi si sono affrontati con coltelli e armi bianche, con un bilancio di due feriti che hanno riportato tagli vari, contusioni ed escoriazioni.

Teatro dello scontro, questa volta, il parco urbano Bassani, fuori quindi dalle Mura della città. Viene quasi da pensare che le due bande si siano date appuntamento in un luogo appartato, il più possibile lontano da occhi indiscreti e, soprattutto, dalle forze dell’ordine. Qualcuno tuttavia ha notato la scena e lanciato l’allarme, facendo arrivare sul posto i Carabinieri di Ferrara.

Secondo le testimonianze raccolte, tre nigeriani sono stati aggrediti da un gruppo di connazionali armati di coltelli e altre armi bianche non meglio precisate, che dopo il parapiglia si sono immediatamente dileguati. Dei tre aggrediti, due sono rimasti feriti in maniera non particolarmente grave e sono stati ricoverati all’ospedale di Cona. Uno dei due pare abbia riportato un taglio al collo che solo per pochi centimetri non ha raggiunto la giugulare.

Anche su questo episodio sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine.

https://www.estense.com/?p=712161

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Escalation di violenza: nuovo accoltellamento e bar Vienna ‘sotto assedio’

I regolamenti di conti coinvolgono soprattutto giovani di origine nigeriana. E in via Bologna i testimoni vedono spuntare anche una pistola

https://www.estense.com/?p=711993