Adottiamo un’aiuola: un modello europeo.

Rassegna Stampa

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Estense.com del 14.05.2019 – https://www.estense.com/?p=778755

Il regolamento per la gestione partecipata del verde diventa modello europeo

Il testo approvato a Ferrara è stato selezionato e inserito nella piattaforma del Programma di cooperazione Interreg d’Europa

Un’aiuola nel Parco Giordano Bruno di Ferrara a cura dell’associazione Comitato Zona Stadio e della scuola primaria Poledrelli di Ferrara

Il Regolamento per la gestione partecipata del verde pubblico alla portata di tutti, realizzato a Ferrara a cura di Ferrara Urban Center, diventa un modello riconosciuto anche in Europa. Il riconoscimento è stato reso possibile grazie al progetto europeo Perfect, messo a punto dall’Ufficio di Piano del Comune. In quest’ambito il Regolamento ferrarese è stato selezionato come buona pratica per la valorizzazione delle infrastrutture verdi urbane e inserito nella piattaforma del Programma di cooperazione Interreg Europe, finalizzata allo scambio di politiche innovative tra gli stati membri.

Nelle foto – scaricabili in fondo alla pagina – la realizzazione di un’aiuola nel Parco Giordano Bruno di Ferrara a cura dell’associazione Comitato Zona Stadio e della scuola primaria Poledrelli di Ferrara; giovani del Fridays for future di Ferrara durante un’azione di pulizia spontanea dei giardini di Viale della Costituzione.

Posso piantare un albero in un’area di verde pubblico? Cosa devo fare se voglio organizzare un’azione di pulizia di un parco cittadino? Posso realizzare un biblioteca di vicinato? Per sapere come regolarsi quando si tratta di piantare alberi o prendersi cura di piante esistenti, attivarsi per azioni di pulizia dell’ambiente o creare una biblioteca di vicinato, è possibile consultare il “Regolamento comunale per la cura e la riconversione delle aree verdi pubbliche”. Attivo dal 2016 questo strumento, che supera il Regolamento per l’adozione delle aree verdi datato 2010 e tra i primi ad essere approvati in Italia, ha disposto nuove modalità di collaborazione tra cittadini e amministrazione nella cura del verde pubblico.

Un regolamento divenuto oggi un modello riconosciuto in tutta Europa grazie al progetto europeo Perfect, a cura dell’Ufficio di Piano del Comune, nell’ambito del quale è stato selezionato come buona pratica per la valorizzazione delle infrastrutture verdi urbane e inserito nella piattaforma del Programma di cooperazione Interreg Europe, finalizzata allo scambio di politiche innovative tra gli Stati membri. L’esperienza ferrarese è stata valutata di particolare interesse perché promuove la qualificazione delle aree verdi pubbliche integrata a finalità di coesione sociale.

Alla base del Regolamento vi è un approccio partecipativo che si sviluppa secondo una metodologia di ascolto e di coprogettazione tra istituzioni e cittadini, intesi come persone singole, gruppi informali e non, che vogliono attivarsi al fine di prendersi cura e di intervenire nelle aree di verde pubblico. Chiunque può presentare la propria idea all’Ufficio verde e arredo urbano del Comune che saprà fornire indicazioni su come realizzare le attività e quali strumenti utilizzare.
Per gli interventi spontanei ed occasionali è sufficiente inviare un’auto-dichiarazione all’Ufficio Verde, senza sostituirsi al servizio esistente di manutenzione del verde, si può contribuire allo sfalcio dei prati, alla raccolta di rifiuti o delle foglie, alla cura e sistemazione di aiuole, dell’arredamento esistente… Mentre per gli interventi che i cittadini scelgono di eseguire in maniera regolare nel tempo è richiesta la sottoscrizione di un patto di collaborazione.

Il verde è spesso una valida occasione per la creazione di reti e la diffusione di importanti messaggi di natura sociale e ambientale. Per conoscere le pratiche già attive in città visita la sezione informativa del sito internet di èFerrara Urban Center a supporto delle iniziative di partecipazione civica locali per il miglioramento delle comunità e dei luoghi.

Intervista al Presidente Massimo Morini

La quinta puntata di #VocidalGad ha come protagonista Massimo Morini, presidente dell’associazione “Comitato Zona Stadio” di Ferrara.

“L’associazione Comitato Zona Stadio – ricorda Morini – è nata nel 2013 e l’obbiettivo che si pone è quello della salvaguardia del quartiere in termini di riqualificazione, ampliamento delle relazioni interpersonali tra gli abitanti e quindi aumento della socialità. L’esigenza deriva dal fatto che l’associazione è nata in relazione a problematiche di quartiere molto rilevanti, sentite come tali dalla maggior parte dei cittadini, ma che in precedenza non avevano trovato una voce adeguata per portarle nelle sedi giuste”.

Quali sono queste problematiche?
Fondamentalmente sono lo spaccio, la prostituzione e il degrado che ne consegue. Tutto ciò è espressione di forme di microcriminalità nella zona Giardino, che proprio per questo oggi risulta diversa rispetto al passato.

In cosa è diversa?
Pure in passato c’erano fenomeni di microcriminalità, ma prettamente autoctoni e di dimensioni abbastanza gestibili dalle forze dell’ordine. La criminalità che si è sviluppata negli ultimi 10 anni, legata ai processi migratori, in termini quantitativi è molto più solida e organizzata. Questo rende la gestione difficoltosa. Noi come cittadini ci siamo resi conto del peso che ha questa microcriminalità nelle strade, nel senso che c’è un continuo via vai di spacciatori nell’area dello stadio oltre che nella zona del grattacielo, che propongono in maniera diffusa le loro droghe, creando ovviamente fastidio, paura, problematiche di sicurezza.

Anche il prezzo degli appartamenti è sceso drasticamente.
Questa è una conseguenza. Ovviamente nell’arco degli anni c’è stata una grande concentrazione di microcriminalità in quest’area più che nelle altre. Questo problema è sfuggito di mano, non per inerzia dell’amministrazione, ma proprio per la portata elevata.

Magari non ci si è resi subito conto dell’ampiezza del problema?
Diciamo che è stata sottovalutata e quindi l’ondata che ne è conseguita è stata dirompente anche per le normative stesse perché essendo una problematica di microcriminalità ha in sé molte pericolose implicazioni.

massimo-morini

Massimo Morini

Qualcuno però afferma che ci sia stato un abbandono del quartiere da parte dell’Amministrazione.
Dal mio punto di vista non c’è stata la necessaria attenzione, questo non è mai stato considerato un quartiere da sviluppare. La vicinanza alla stazione e la presenza dei grattacieli ha favorito la creazione di un’area di delinquenza e l’amministrazione, almeno fino al 2013, è stata poco attenta. Uno dei punti di forza della nostra associazione, in modo anche dirompente e innovativo, è stato quello di porsi in maniera critica ma collaborativa nei confronti degli amministratori, facendo presente, al di là della mera protesta e dell’evidenziare una problematica, il fatto che questo quartiere aveva bisogno di un intervento non solo delle forze dell’ordine ma anche dell’amministrazione stessa. Un intervento che fosse basato su una vera riqualificazione.

C’è stata una risposta positiva?
Posso dire che dal 2013 il quartiere Giardino è stato molto più ‘attenzionato’ dall’amministrazione, ci sono state tutta una serie di iniziative che sono state fatte, che hanno avuto una finalità di riqualificazione del quartiere in termini di partecipazione e di attività, perché se un quartiere muore da questo punto di vista viene ‘preso in carico’ dalla microcriminalità.

Però è dovuto venire anche l’esercito.
Una delle nostre proposte, essendoci confrontati con le forze dell’ordine, era quella di aumentare il presidio anche in termini numerici e l’esercito ha un significativo ruolo di aiuto. Le cose sono migliorate, ma i problemi non sono risolti. Però c’è un occhio in più.

Quindi in questi ultimi cinque anni è migliorata la situazione?
C’è stata una maggiore presa di coscienza del problema, Ma occorre fare di più, ad esempio dare maggior attenzione alle attività commerciali, e controllare al contempo quelle che sono al limite della legalità e che possono fingere da luoghi di spaccio. Occorre secondo noi anche dare più forza alla polizia municipale. Un’altra cosa che potrebbe fare l’amministrazione con maggiore sistematicità è verificare il rispetto delle normative. Porre per esempio termini restrittivi per la vendita degli alcolici non basta, bisogna vigilare sul rispetto.

Ti riferisci al “Regolamento di Polizia Urbana della città di Ferrara“?
Assolutamente si. Secondo il nostro punto di vista, non viene attuato in questo momento. Sarà per la mancanza di forze, per la mancanza di impegno, ma manca qualcosa. Si può e si deve fare assolutamente di più. Anche nel controllo degli appartamenti, poiché molti di questi affittati da italiani si sono scoperti essere luogo di spaccio e di deposito di droga, quindi capire le persone che ci stanno, in quanti ci stanno, tutta una serie di indagini approfondite che dovrebbero essere fatte partendo dal grattacielo fino a tutta l’area del quartiere Giardino.

Avete cercato un’integrazione, una possibile convivenza con le persone di altre etnie che abitano questo quartiere?
Abbiamo cercato di far si che il problema non fosse quello dell’italiano verso lo straniero o la persona di colore, ma di concentrare l’attenzione sui fenomeni dello spaccio e della criminalità, anche se chi lo fa ora per strada è nigeriano, ma ci sono altre etnie che gestiscono la droga in altre zone di Ferrara. Ci sono anche altre problematiche legate ai furti in casa e alle biciclette che sono gestiti da altre etnie.
Il problema dello spaccio è che l’offerta è legata alla domanda e a domandare sono i ferraresi… In ogni caso un punto è chiaro: chi sta qua deve rispettare le regole. Non ha importanza che sia di etnia nigeriana, scuro o chiaro, l’importante è che rispetti le regole,se no non può stare in questa città. Noi abbiamo cercato anche di collaborare con le associazioni straniere perché riteniamo che sia importante anche capirsi. Cito un esempio particolare che è emblematico: il primo incontro con l’associazione nigeriana è stato fatto nel quartiere Giardino, sotto casa mia, ed è andato male, perché c’era molta diffidenza da parte loro, su chi fossimo, su cosa volessimo, del perché facessimo certe cose. Successivamente gli incontri hanno fatto capire a queste persone che di fronte avevano altre persone che avevano voglia di costruire qualcosa di positivo.

Avevano paura in pratica?
Sì. C’era a suo tempo un sentimento di paura perché si sentivano, giustamente, aggrediti in quanto etnia, poiché una parte di loro delinqueva. Dico una parte perché ci sono nigeriani che sono persone assolutamente integrate, perbene. Per dire come c’è una diffidenza reciproca, noi verso loro e loro verso noi. Abbiamo cercato anche di comunicare con loro perché riteniamo importante far presente a loro il problema, perché se ne rendessero conto in maniera importante, in modo che anche loro isolassero, come facciamo noi con gli italiani, chi sbaglia, perché questo va contro anche a loro stessi, altrimenti ogni volta che si vede passare una persona di colore si dice ”ecco, è passato lo spaccino”, e non è così. Per questo dico che c’è bisogno di socializzazione, e noi con le nostre iniziative abbiamo cercato proprio di coinvolgere, comunicare, capire e conoscere tutti per affrontare i problemi a 360 gradi.
Siccome, però, è un problema grosso, da una parte ci sono le problematiche che devono essere gestite dalle forze dell’ordine e che sono di loro competenze, dall’altra parte un cittadino può anche lui fare qualcosa in qualche modo. È vero anche che ultimamente la situazione è molto difficile, c’è molta tensione ed i cittadini sono stanchi.

Aumenterà secondo te questa tensione con l’avvicinarsi delle elezioni?
Ma al di là delle elezioni, che è uno scontro politico e sicuramente ci saranno delle strumentalizzazioni di destra e di sinistra, come ci sono sempre state, è proprio il cittadino che è stanco di questa situazione.

Secondo te i media esagerano nel riportare il quartiere giardino o la zona Gad come un territorio conosciuta solo per la criminalità?
Diciamo che, come in tutte le cose, forse fa più notizia un fatto negativo che uno positivo. Il tentativo di indurre l’amministrazione a fare dei progetti, partendo dal riconoscimento dei problemi che i media denunciano puntualmente, è per riscattare la nomea del quartier che, avendo in sé la parola ‘giardino’, porta intrinseco il significato di un quartiere bello, residenziale, un quartiere che ha delle potenzialità, e che non può essere schiacciato dalla negatività dello spaccio, deve essere valorizzato nell’ottica della positività che ha. È ovvio che in questi anni il non-interessamento, lo spegnere le luci, le zone buie, hanno fatto avere un vantaggio a chi nel buio si trova bene rispetto a chi sta nella luce.
Un altro esempio  l’aiuola in ‘Giordano Bruno’: abbiamo cercato di appropriarci di una soluzione che aveva proposto il Comune, quella di gestire attraverso l’associazione, il verde e abbiamo pensato di fare un’aiuola di fiori, curata assieme ai bambini, quindi in collaborazione con la scuola, e con dei richiedenti asilo politico, dei ragazzi validi e in gamba, volenterosi, proprio perché riteniamo che sia importante anche far vedere il bello, perché il bello richiama il bello. Se tu in un giardino ci metti dei fiori, lo vivi,  magari le famiglie ci vanno, anziché andarci altre persone. Ma è un percorso duro e lungo.

I prossimi obbiettivi?
Il nostro prossimo obbiettivo è quello di mantenere sempre alto il livello di attenzione da parte dell’Amministrazione, perché comunque non deve terminare il percorso di iniziative che sono state fatte, ma riproporlo anche in maniera standardizzata. Ci è dispiaciuto perdere l’appuntamento del mercatino europeo perché era un’iniziativa importante, adesso abbiamo lo stadio, che speriamo sia fonte di riqualificazione positiva. Poi collaboriamo con le forze dell’ordine per favore un puntuale presidio nel quartiere.

28 Novembre 2018

Cinema all’aperto in Piazzale Castellina

Eventi nel Quartiere Giardino

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Da venerdì 6 luglio e per i successivi venerdì, fino al 24 agosto, Piazzale Castellina si trasformerà in un cinema all’aperto.
Dalle ore 21.30 sarà possibile guardare gratuitamente, su un maxi schermo, film di successo, di generi differenti e adatti a tutti.

Si inizierà venerdì 6 luglio con il musical La La Land, vincitore di 6 premi oscar, e si proseguirà con altri titoli di successo:

13 luglio   – Brutti e Cattivi 
20 luglio   – Sing street
27 luglio   – Veloce come il vento 
3 agosto   – Perfetti sconosciuti
10 agostoLa pazza gioia
17 agosto Captain Fantastic 
24 agostoLa ragazza del treno

L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.
Collaborano all’evento Anolf e Comitato Zona Stadio.
La rappresentazione cinematografica di Pl.e Castellina fa parte di una serie di eventi raccolti sotto l’insegna di Giardino Wow, che per tutta l’estate animeranno il Quartiere Giardino con musica, spettacoli, laboratori per bambini, sport e molto altro.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative del Quartiere Giardino le trovate sul sito https://www.giardinowow.it/ o sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/giardinowow/

Biciclettata nr. 131 – Le foto e il video

Ferrara 22 Giugno 2017 – Biciclettata nr. 131

Numerosa la presenza della Comunità Filippina a cui va il nostro ringraziamento.

Partenza ore 21.30 dopo un presidio di 30 minuti in P.le G. Bruno. Si sono raggiunti i Giardini del Grattacielo transitando da Viale IV Novembre, poi si è transitati per C: Battisti, Via Ticchioni, Via N. Sauro, Via Ortigara, Via Poledrelli per ritornare nel Parco G. Bruno. Alle ore 22.00 in P.zza XXIV Maggio altro presidio sino alle ore 23.00

La biciclettata e i presidi sono stati effettuati per manifestare contro il degrado e lo spaccio di droga nel Quartiere

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Guarda il video (durata 4:11)

Biciclettata nr. 131 – Giovedì 22 Giugno 2017

AVVISO

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Giovedì 22 Giugno 2017 si svolgerà la 131^ biciclettata di Quartiere

bicilettata 18-7-2014 (2)

Il ritrovo è nel P.le G. Bruno (Giardini Ausl – Mutua) lato su Via Cassoli alle ore 21.00 con partenza alle ore 21.30

Si transiterà per Viale IV Novembre per raggiungere i Giardini del Grattacielo, zona Ticchioni-N. Sauro per ritornare poi alle ore 22.00 circa in P.le G. Bruno.

Poi si raggiungerà Piazza XXIV Maggio – Acquedotto per proseguire con un presidio.

Come sempre la biciclettata è aperta a tutti.

E’ consigliabile l’uso del giubbino catarifrangente.

La BICICLETTATA è per manifestare contro il degrado e lo spaccio di droga.

Unitevi a noi per un quartiere migliore.

 

Venerdì 19 Maggio 2017 – Biciclettata nr. 131

AVVISO

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Venerdì 19 Maggio 2017 si svolgerà la 131^ biciclettata di Quartiere

bicilettata 18-7-2014 (2)

Il ritrovo è nel P.le G. Bruno (Giardini Ausl – Mutua) lato su Via Cassoli alle ore 21.00 con partenza alle ore 21.15

Si transiterà per Viale IV Novembre per raggiungere i Giardini del Grattacielo, zona Ticchioni-N. Sauro per ritornare poi alle ore 22.00 circa in P.le G. Bruno per proseguire con un presidio.

Come sempre la biciclettata è aperta a tutti.

E’ consigliabile l’uso del giubbino catarifrangente.

La BICICLETTATA è per manifestare contro il degrado e lo spaccio di droga.

Unitevi a noi per un quartiere migliore.

 

Biciclettata nr. 130 – Sabato 22 Aprile 2017

AVVISO

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Sabato 22 Aprile 2017 si svolgerà la 130^ biciclettata di Quartiere

bicilettata 18-7-2014 (2)

Il ritrovo è nel P.le G. Bruno (Giardini Ausl – Mutua) lato su Via Cassoli alle ore 21.00 con partenza alle ore 21.15

Si transiterà per Viale IV Novembre per raggiungere i Giardini del Grattacielo, zona Ticchioni-N. Sauro per terminare poi alle ore 22.00 circa in Piaxxa XXIV Maggio – Acquedotto per proseguire con un presidio.

Come sempre la biciclettata è aperta a tutti.

E’ consigliabile l’uso del giubbino catarifrangente.

La BICICLETTATA è per manifestare contro il degrado e lo spaccio di droga.

Unitevi a noi per un quartiere migliore.