Cento profughi in arrivo ma il Comune dice no

Cento profughi in arrivo ma il Comune dice no

Chiara Sapigni: “Esaurita ogni disponibilità”. Già respinto un primo gruppo

di STEFANO LOLLI

Il Carlino.net del 03.09.2016

Ferrara, 3 settembre 2016 –  «Non siamo più in condizione di accogliere nemmeno un profugo. Per cui, pur garantendo la collaborazione alla Prefettura, non possiamo garantire un solo posto in più di quelli attualmente occupati». L’assessore ai Servizi Sociali Chiara Sapigni riassume così la decisione del Comune che ieri, nel summit in Prefettura, ha chiesto (e ottenuto) una ‘moratoria’ all’invio di altri migranti. La richiesta è pressante, gli sbarchi si susseguono incessanti ed i numeri crescono.

«La Prefettura di Bologna ci ha allertato – spiega il prefetto Michele Tortora –, l’ex caserma di via Mattei, oggi centro di identificazione, sta letteralmente esplodendo e dunque è necessario che tutti i territori facciano la propria parte». Per Ferrara è già stata stabilita anche la quota: 100 migranti che, su disposizione del Ministero, saranno destinati al nostro territorio. «Il Comune di Ferrara, in questa fase, ha chiesto effettivamente di essere esentato – conferma il prefetto –, perché fino ad ora ha sopportato il peso maggiore dell’accoglienza. A questo punto le ricerche di strutture disponibili continuano, perché l’emergenza non accenna a terminare e le indicazioni del Viminale sono stringenti».

Ieri perciò, nella riunione che si è svolta in Prefettura, è stata ribadita la necessità di trovare – e in tempi rapidi – strutture in grado di accogliere gruppi anche consistenti di migranti: «Ci sono un paio di ipotesi allo studio», confida Tortora senza entrare tuttavia nello specifico. Perché come la recente vicenda di Gaibanella insegna, la situazione rischia di essere esplosiva anche sotto il profilo politico: «Tuttavia non possiamo sottrarci al dovere di dare una risposta adeguata», conclude il prefetto rimandando la decisione ai prossimi giorni, pur con la consapevolezza che i tempi sono serratissimi. Perché, evidenzia la presidente dell’Asp Angela Alvisi, già in queste ore Ferrara – intesa come territorio comunale – ha negato la disponibilità: «C’era un gruppo già destinato alla nostra città, ma questi profughi non arriveranno perché abbiamo chiarito che non ci sono, e non ci saranno, disponibilità ulteriori rispetto a quelle già messe in campo».

Nel resto della Provincia (con otto Comuni che a tutt’oggi non hanno assicurato alcuna forma di accoglienza), non saranno invece possibili altre ‘moratorie’; anzi a questo punto, una volta verificate le disponibilità delle strutture – sia pubbliche che messe a disposizione dei privati –, sarà direttamente la Prefettura a indirizzare i migranti in raccordo con le istituzioni locali. Ma senza tollerare, par di capire, altri dribbling. Al momento, secondo i dati emersi dall’incontro di ieri, i profughi ospitati nel Ferrarese sono complessivamente 669, le strutture invece circa cinquanta.

da:

http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/profughi-immigrazione-comune-no-1.2478629

La Stampa sulla Manifestazione dell’ 11 Dicembre 2015

Da Estense.com –  11 Dicembre 2015

http://www.estense.com/?p=500949

Gad, le biciclettate non bastano. Si scrive al questore

Raccolta firme del Comitato Zona Stadio per chiedere soluzioni anche a sindaco e prefetto.

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Le 113 biciclettate, 2 fiaccolate, 15 presidi e 12 eventi realizzati in questi ultimi 2 anni e mezzo dal Comitato Zona Stadio, non sono bastati a risolvere i problemi che affliggono la zona Gad, dallo spaccio di droga al degrado dell’area. L’associazione, nata a marzo del 2013 come aggregazione spontanea di cittadini stremati dalla situazione di insicurezza del quartiere, scende così in piazza per la raccolta firme da sottoscrivere alla lettera che, entro Natale, verrà spedita al questore, prefetto e sindaco.

Il presidio per la salvaguardia del quartiere, svoltosi venerdì pomeriggio sotto il Volto del Cavallo, intendeva coinvolgere tutta la cittadinanza perché “il degrado non è solo del nostro piccolo ma, anche se colpisce di più la zona Gad, è ovunque”. Parola dei rappresentanti del comitato che attualmente conta 40 soci e diversi partecipanti, un numero di adesioni che tende a salire. “Vogliamo contattare altri gruppi del quartiere perché più siamo e più saremo ascoltati” assicurano dall’associazione che vuole portare la propria voce fino alla scrivania di Antonio Sbordone, Michele Tortora e Tiziano Tagliani.

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“Non siamo soddisfatti delle azioni messe in campo fino ad ora perché in due anni e mezzo non abbiamo notato miglioramenti – gridano dal microfono i rappresentanti del Comitato Zona Stadio -: ma, anzi, il disagio di chi abita in zona Gad continua a crescere a causa di seri problemi di sicurezza e vivibilità che sono sotto gli occhi di tutti. Chiediamo a questore, prefetto e sindaco, di intervenire affinché vengano adottate le indispensabili misure di prevenzione, sorveglianza e repressione, e in generale tutte le azioni opportune per la salvaguardia del decoro e del ripristino dell’ordine pubblico”.

Il senso di insicurezza e pericolo è crescente soprattutto nelle ore notturne, “alimentato dal degrado delle aree verdi (rifiuti abbandonati, persone che bivaccano sulle panchine e girano ubriachi importunando le poche e volenterose persone che escono di casa di sera) al quale si aggiunge la continua presenza di persone comunitarie e non, che urlano, espletano i loro bisogni ovunque, innescano risse e spacciano a qualsiasi ora del giorno e della notte”.

Attività mostrate sul piccolo schermo attraverso la proiezione di video amatoriali, a volte registrati con telecamere nascoste.

Una situazione definita “insostenibile” e già denunciata diverse volte agli organi competenti, da cui ora si aspettano un ‘regalo’ di Natale: trovare soluzioni per ristabilire la sicurezza e il decoro della zona Gad, che torni finalmente a essere il Quartiere Giardino immaginato tanti, ormai troppi, anni fa.

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Il Resto del Carlino – 12 Dicembre 2015

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