Lettera alla Soprintendenza e Belle Arti

RASSEGNA   STAMPA

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I residenti della Gad scrivono alla Soprintendenza

La denuncia: “I lavori allo stadio hanno deturpato e fatto scempio del quartiere”

Scempio del verde pubblico e recinzioni che deturpano l’urbanistica. I residenti attorno allo stadio scrivono alla Soprintendenza alle Belle Arti per denunciare “lo scempio nel quartiere Giardino di Ferrara”.

La lettera, firmata dalla referente per i residenti Elena Ruzziconi e dal presidente del Comitato Zona Stadio Massimo Morini (e sottoscritta da 31 nominativi) fa presente che la zona “negli ultimi anni è stata oggetto di interventi che riteniamo non ne abbiano saputo salvaguardare l’aspetto architettonico ed ambientale, soprattutto in una città il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco”.

Il dito è puntato sui lavori di adeguamento del “Paolo Mazza”, in Corso Piave e delle vie limitrofe, in ossequio alla circolare 18/07/2018 del Ministero dell’Interno che impone di recintare l’area attorno all’impianto sportivo per separare le tifoserie e facilitare l’afflusso e il deflusso del pubblico durante le partite interne della Spal. Lavori che “hanno danneggiato in maniera molto evidente ed incontestabile il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale”.

In che modo? “Nelle vie adiacenti allo Stadio Paolo Mazza, più precisamente Via Ortigara, Via Cassoli, Corso Piave, Via Montegrappa e Corso Vittorio Veneto, si è fatto scempio del verde pubblico; ad esempio dividendo longitudinalmente il viale di ginkgo biloba (fossili viventi) con muro di recinzione, cementando tratti di bauletti erbosi per posizionare in via fissa, oramai da due anni, una parte delle recinzioni c.d. “Betafence” che restano costantemente posizionate nelle vie circostanti lo stadio deturpando per le loro dimensioni e colori l’urbanistica e l’aspetto architettonico e storico del quartiere”.

I residenti concordano sulla necessità di adottare misure di sicurezza necessarie per evitare disordini ed incidenti in occasione di incontri di calcio, ma contestano fermamente le modalità “con cui le stesse sono state ottemperate, a discapito di un intero quartiere che in questa zona vive tutto l’anno e non solo ogni 15 giorni in occasioni delle partite in casa”.

Per questo motivo chiedono alla Soprintendenza “se sia a conoscenza del fatto che i “Betafence”, manufatti obbrobriosi e mastodontici ma cosiddetti mobili (posizionati e non cementati a terra) non vengono per lo più mai rimossi dalla sede stradale – solo qualcuno viene portato dentro gli spazi dello stadio – al termine degli incontri calcistici, manifestazioni con cadenza appunto quindicinale”.

Barriere che non vengono rimosse nemmeno durante la sosta del campionato di calcio, di norma da fine maggio a fine agosto di ogni anno, e rimangono “depositate nelle vie su elencate, anche in prossimità di incroci stradali, generando non solo deturpazione dell’ambiente ma anche pericolosità per auto, ciclisti e pedoni in transito. Anche le stesse transenne, non vengono mai rimosse e riposte, a termine gara, in appositi spazi custoditi”.

Detto questo, i firmatari richiedono all’ente che tutela le belle arti e il paesaggio di accertare “se siano state rispettate le necessarie autorizzazioni e se siano state valutate/suggerite soluzioni alternative a tutela della sicurezza e incolumità del pubblico, in quanto non ci risulta che in altri impianti sportivi vi siano questi “sbarramenti”, così invasivi e deturpanti per l’ambiente. Di norma, per delimitare e incanalare il flusso dei tifosi da e per lo stadio, si usano infatti transenne e/o reti metalli facilmente smontabili e trasportabili al termine di ogni singolo incontro. Vorremmo pertanto suggerire che anche per le partite di calcio al “P. Mazza” vengano adottate tali misure di sicurezza”.

Da Estense.com del 08.07.2019 – https://www.estense.com/?p=791524

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Quartiere Giardino – Degrado e incuria

Incontro di Giovedì 14 Marzo 2019

Seconda parte

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Alcune considerazioni e valutazioni sul degrado nel Quartiere Giardino riferite e documentate al Comando della Polizia Municipale Centro

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Degrado e incuria

 

Cani liberi: deiezioni non raccolte.

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Darsena City. Criticità cronica ambientale.

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Ex chiosco “la Siberiana”

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Fontana dell’Acquedotto – P.zza XXIV Maggio

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Bagni pubblici all’aperto

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Fontanine pubbliche

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CANI   LIBERI

Sembra essere di moda ritrovarsi alla mattina presto con il cane, tra l’altro alcuni di grossa taglia e occupare spazi dove vige la segnaletica, tipo:

VIETATO ENTRARE ANCHE CON IL CANE AL GUINZAGLIO

Oppure

CANE AL GUINZAGLIO

Disobbedendo a queste elementari ordinanze i cani corrono liberi nel verde pubblico o addirittura si azzuffano tra di loro abbaiando disturbando chi ancora vorrebbe riposare.

Verde pubblico di:

Viale IV Novembre, Piazza XXIV Maggio- Acquedotto e P.le G. Bruno.

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La maggioranza dei proprietari NON raccoglie le deiezioni delle loro bestioline, ne consegue la situazione, allegata alla presente osservazione: verde pubblico e vie piene di deiezioni.

Praticamente quasi tutte le porte dei residenti sono tappezzate di avvisi ammonitori.

Dove sono finite i cento, duecento occhi, di guardie volontarie, che dopo un corso di selezione, dovevano vigilare sul degrado del quartiere?

Si sono viste un anno fa, circa, per qualche giorno poi non se parla più, ora non si vedono più…

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La notizia a mezzo stampa del 22 Gennaio 2017 – https://www.estense.com/?p=593865

“Nuovi occhi vigilano sulla Gad: arrivano le guardie volontarie”

Convezione tra Comune, questura e tre associazioni ambientali per garantire decoro e sicurezza

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Via Fortezza—–Viale IV Novembre—-Piazza XXIV Maggio

 

 

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Toilette per cani inutilizzate tra incuria e degrado

    

Qualcuno si lamenta…

 

 

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P.le G. Bruno

Progetto   ”Adottiamo   un’aiuola”

Bello a vedere….

meno ad addentrarsi…

  

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DARSENA   CITY

Criticità Ambientale

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Rifiuti abbandonati

Sulla banchina dell’argine del Volano del complesso immobiliare Darsena City e sul retro dell’immobile stesso, si assiste da anni, al degrado con abbandono a terra di bottiglie di vetro, lattine e ogni altro tipo di rifiuti da parte di gruppi di persone dedite all’alcol.

E’ un punto di ritrovo di persone dedite all’alcol.

In questi luoghi non vi sono contenitori piccoli per la raccolta del vetro.

I frequentatori abituali si sentono quindi come autorizzati ad abbandonare a terra o nel verde.

Stiamo parlando probabilmente di proprietà privata, da anni alle prese con una vicenda giudiziaria, ma quando nasce e prospera da tempo il degrado, l’autorità pubblica, dovrebbe intervenire.

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Il guano dei piccioni.

 Oggi, come sempre, l’azione della salvaguardia della salute dell’ambiente è importantissima e non rimandabile.

Gli interventi di tutela delle condizioni igieniche dovuti alla presenza di piccioni sono essenziali

Il guano degli stessi sono veicoli di trasmissione e quindi divulgazione di malattie come la salmonellosi ed altre con gravi rischi per la salute pubblica. Si spera pertanto che chi è preposto per la salvaguardia dell’ambiente prenda i dovuti provvedimenti e non dica: tanto quel centinaio di appartamenti sono chiusi da anni, quindi nessuno vi abita.

Ricordiamo che da questa sostanza organica i batteri si espandono liberamente nell’aria raggiungendo gli ambienti attigui. Quindi un fenomeno da non sottovalutare.

 

 

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EX Chiosco La Siberiana

 

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Fontana dell’ Acquedotto – P.zza XXIV Maggio

   

 

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Bagni pubblici all’aperto

 

In altre città…

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Piazza Remigio da Ronche

 In angolo di questa piazzetta, tra Via Fortezza e Paolo V, è ubicata una fontanina pubblica.

Di sera, a volte anche di giorno, veicoli principalmente camper, riempiono il loro serbatoio di acqua. Altri cittadini lavano la propria auto. E’ normale? E’ consentito dalle nostre ordinanze comunali. Di notte si creano anche “code” di camper per il rifornimento

   

Naturalmente questo è solo una parte del degrado nel nostro Quartiere. In seguito verranno affrontate e quindi segnalate altre problematiche sul decoro del Giardino.

Stadio P. Mazza – A.A.A. Cercasi parcheggio alternativo

Giovedì 14 Marzo 2019

Sollecitati da alcuni residenti di C.so Vittorio Veneto abbiamo esposto alcune considerazioni riguardo al parcheggio dei tifosi ospiti in V. Veneto durante le partite interne della Spal al Comando della Polizia Municipale Centro.

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Premessa

Considerazioni sullo Stadio Paolo Mazza – Ubicato entro le Mura

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Il 18 Gennaio 2009, nel pre-partita dell’incontro di calcio Lega Pro Prima Divisione (girone A), tra la Spal 1907 e il Verona Hellas accaddero degli incidenti sotto la Curva Ovest.

Il Questore di allora (Dr. Longo) dichiarò alla stampa: “Purtroppo una settantina di tifosi ospiti sono arrivati fin sotto la Curva Ovest eludendo ogni nostro controllo”. Le FF.OO. impegnate in quell’occasione erano, circa 200 coadiuvate da un elicottero.

Rappresentanti sindacali delle Forze di Polizia all’indomani dichiararono: “l’ubicazione del Mazza rende difficile il nostro compito. Vie strette, quartiere ad alta densità abitativa, nessun spazio di fuga. In queste situazioni è difficile anche eseguire una semplice carica di alleggerimento in caso di scontri tra opposte tifoserie. Far confluire 6.000/7.000 persone in un quartiere con queste caratteristiche ci impedisce di operare correttamente. Sarebbe ora di pensare ad una diversa dislocazione dello stadio”.

Il Dottor Sbordone, (precedente Questore) nel lasciare l’incarico, durante la Festa della Polizia di Stato dello scorso anno, disse: “in altre città lo Stadio l’hanno costruito fuori”…

Tralasciamo questa problematica e vediamo cosa è stato fatto.

Dopo nove anni si è ampliato lo stadio raddoppiando e più la capienza degli spettatori, si è provveduto al restringimento delle vie Montegrappa, Cassoli e Corso Piave.

Viene naturale pensare: ma i sindacati di polizia come valutano questa situazione? Se vi erano problemi di ordine pubblico dieci anni fa, ora sono immediatamente scomparsi, se si è ristretto il loro “campo d’azione”.

In altre città, i tifosi ospiti vengono fatti confluire, di norma, in aree predisposte, appena fuori dall’uscita autostradale e da lì trasportati allo stadio con navette.

Uno stadio come il Mazza, privo di un parcheggio nelle vicinanze dello stesso, cosa si è pensato di fare?

Requisire un viale (V. Veneto) e far confluire i tifosi ospiti sarà sinonimo di una maggiore sicurezza e controllo degli stessi, in quanto il percorso da V. Veneto e Curva Est, è breve, (solamente alcune decine di metri) ma quali problemi di ordine pratico e disagi e divieti per i residenti comporta?

Ne accenniamo alcuni.

 

Stadio Paolo Mazza

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Parcheggio – Vie interessate.

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Stewards: chi sono e quali poteri hanno.

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I Betafence: scarsa visibilità agli incroci.

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Transenne: andrebbero o posizionate in un unico punto o incatenate tra di loro.

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Gettate di cemento.

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PARCHEGGIO  –   Vie interessate

Vie riservate   al parcheggio  auto/pullman della   tifoseria ospite

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Parcheggio: le auto vengono fatte sostare anche sui marciapiedi. Nel controviale si parcheggia su entrambi i lati, in mezzo viene impedito il transito di eventuali mezzi di soccorso. Una barella deve scavalcare e quindi fatta passare sopra le auto?

Il protocollo operativo di intervento con un mezzo quale ambulanza o auto medica tiene conto anche delle attuali chiusure in zona stadio? I cittadini residenti entro il perimetro della “Zona di interdizione” sono raggiungibili come nelle altre giornate e nello stesso tempo delle altre zone della città? I conducenti dei mezzi di soccorso e di emergenza sono stati avvisati dove sono i transennamenti ? E questi “blocchi stradali” sono SEMPRE sorvegliati da personale qualificato per intervenire in qualsiasi momento per il loro eventuale superamento in tempi rapidi?

Rifiuti. Vengono tolti alla mattina i cassonetti per essere riposizionati nella nottata nell’area destinata al parcheggio dei tifosi ospiti. E’ per creare più posti auto o perché gli stessi possono essere utilizzati per eventuali “armi” di offesa contro le Forze dell’Ordine? Perché non si possono installare dei contenitori bidoni di plastica e fissarli ai tanti pali di segnaletica presenti in quei viali? Molti tifosi arrivano con il bere e il mangiare da casa.

Bagni chimici. E’ normale che dopo ore di viaggio in pullman o in auto quando si arriva obbligatoriamente indirizzati dalla segnaletica “Stadio – Parcheggio Ospiti” le vesciche sono piene. Perché non posizionare dei bagni chimici. Quando ci sono manifestazioni vengono normalmente predisposti, per legge, delle aree attrezzate. Noi chiediamo solo il buon senso

Stiamo parlando di viali, come V. Veneto che erano un vanto per gli alberi e le ville del novecento. Far confluire dai 13.000 alle 16.000 persone in un quartiere di c.ca 4.000 residenti forse era il caso di pensare ai problemi che uno stadio ubicato entro le Mura, quasi in Centro Città, avrebbe creato. Tralasciamo le auto parcheggiate nelle vie attorno allo Stadio sui passi carrai o le moto di grossa cilindrata davanti alle porte dei residenti, sul verde pubblico e sugli incroci.

Inquinamento. Dati statistici fanno, normalmente, di Ferrara la città con più sforamenti delle polveri sottili nell’area della Regione. Far confluire nell’area attorno allo Stadio, quindi dentro al perimetro oggetto delle limitazioni alla circolazione del traffico, auto e pullman , ci sembra un contro-senso. Infatti i pullman che di solito portano i tifosi non sono certo di ultima generazione. Tra l’altro normalmente accendono il motore per tempo, quindi non fanno altro che immettere gas inquinanti nel quartiere. Per questi non sarebbe meglio il solo l’arrivo in C.so V. Veneto per “scaricare i tifosi ospiti” e provvedere al parcheggio in altra zona decentrata della città. Là potrebbero accendere il motore anche un’ora prima della partenza…

Ecco alcune foto del parcheggio ospiti.

  

 

 

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STEWARDS

 

Lo Steward che potere giuridico ha? Fuori dallo stadio può fermare persone, chiedere documenti, bloccare il passaggio in un varco?

La maggioranza di loro viene da fuori città, non conosce le vie, non riesce a consigliare itinerari alternativi, si limita a dire: di qui non si passa!

 

Interpellati per far desistere persone che urinavano su muri di abitazioni o addirittura sui portoni condominiali la loro risposta, di norma è: non ne abbiamo i poteri…

 

CHI SONO GLI STEWARDS?  

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BETAFENCE

   

I Betafence. Manufatti mobili, sono stati posizionati nelle vie adiacenze al P. Mazza per delimitare e creare una zona franca per la sicurezza durante gli incontri di calcio. Si è certamente provveduto a rispettare decreti e leggi sulle manifestazioni sportive, considerato anche l’ubicazione dello stadio ferrarese, penalizzante. Sta di fatto che in altri impianti nella stessa situazione di criticità di ubicazione, non si riscontrano tali provvedimenti. A noi sembrano esagerate, considerato che il quartiere viene sempre blindato, indipendentemente dal numero dei tifosi ospiti, o le partite così dette “a rischio” e “non a rischio”.

I Betafence saranno sicuramente stati autorizzati dalla Soprintendenza, visto le vie e i viali oggetti di tutela da parte delle Belle Arti per gli immobili risalenti ai primi anni del secolo scorso, ma ora sono oramai due anni che sono divenuti fissi.

Risulterebbe che tali manufatti dovrebbero essere rimossi alla fine di ogni manifestazione. Quindi non solo non vengono rimossi ogni 15 giorni, ma nemmeno durante la sosta del campionato.

Ricordiamo che per la mezza in posa dei Betafence sono stati tolti molti pezzi di bauletti erbosi o manto erboso, cementandoli. In un Quartiere vanto, sino a pochi anni fa, per il suo verde e viali ben conservati, tutto questo risulta essere uno sfregio indelebile.

 

Pericolosità dei Betafence

All’ incrocio C.so V. Veneto con C.so Piave per chi proviene dall’ Acquedotto P.zza XXIV Maggio costeggiando il marciapiede a sinistra verso C.so Piave non ha una corretta visibilità nell’attraversare le strisce pedonali. Le maglie del Betafence sono oscurate, per cui occorre raggiungere le prime strisce per vedere se arrivano automezzi a sinistra.

  

Se Betafence deve essere, perché non posizionare uno a maglia larghe come altro sul successivo incrocio V. Veneto e Cassoli? Sia il pedone nell’attraversare che le auto in transito avrebbero una maggiore visibilità!

  

I Betafence sono divenuti dei W. C. legalizzati

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TRANSENNE

   

Diminuito l’uso delle transenne, sostituite in gran parte dai Betafence e reti metalliche coperte da teloni verdi, queste risultano abbandonate, a fine gara, negli incroci di varie vie del Quartiere.

Sino a due anni fa per gli incontri casalinghi venivano utilizzate quasi 200 transenne

  

A fine gara si raggruppavano solamente in alcuni punti, assicurandole tra di loro, con catene e lucchetto. Se lo si faceva quando erano tante perché non si possono fare ora, con un numero molto inferiore?

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GETTATE di CEMENTO

Gettata C.so Piave – Via Ortigara

Gettata Via Castel Tedaldo angolo Via Fortezza

La prima dovrebbe rientrare nel progetto di viabilità modificata in Corso Piave: ciclabile e senso unico.

Della seconda quale sarà l’utilizzo futuro? E’ sempre cemento sul verde pubblico.

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AVVISO   DI   ACCERTAMENTO   CATASTALE   PER   REVISIONE   DEL   CLASSAMENTO   E   DELLA   RENDITA

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Presupposti di fatto e motivazione dell’accertamento in aumento per i residenti del Quartiere Giardino

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A fronte della trasformazione verificatasi nel tessuto urbano e socio-economico i classamenti catastali delle unità immobiliari, in buona parte, sono rimaste invece immutate. Ciò spiega , per esempio, la presenza significativa di unità immobiliari abitative e qualificate come economiche o addirittura popolari in un’area che ha completamento perso i caratteri economici e popolari che aveva un tempo. Infatti, numerosi e significativi sono stati gli interventi pubblici recentemente effettuati per la riqualificazione della viabilità interna e dell’arredo urbano. La microzona oggetto di intervento si presenta oggi come una vasta area di elevata qualità urbana ed edilizia.

 

Viabilità interna ed arredo urbano….

Fine prima parte

 

Intervista al Presidente Massimo Morini

La quinta puntata di #VocidalGad ha come protagonista Massimo Morini, presidente dell’associazione “Comitato Zona Stadio” di Ferrara.

“L’associazione Comitato Zona Stadio – ricorda Morini – è nata nel 2013 e l’obbiettivo che si pone è quello della salvaguardia del quartiere in termini di riqualificazione, ampliamento delle relazioni interpersonali tra gli abitanti e quindi aumento della socialità. L’esigenza deriva dal fatto che l’associazione è nata in relazione a problematiche di quartiere molto rilevanti, sentite come tali dalla maggior parte dei cittadini, ma che in precedenza non avevano trovato una voce adeguata per portarle nelle sedi giuste”.

Quali sono queste problematiche?
Fondamentalmente sono lo spaccio, la prostituzione e il degrado che ne consegue. Tutto ciò è espressione di forme di microcriminalità nella zona Giardino, che proprio per questo oggi risulta diversa rispetto al passato.

In cosa è diversa?
Pure in passato c’erano fenomeni di microcriminalità, ma prettamente autoctoni e di dimensioni abbastanza gestibili dalle forze dell’ordine. La criminalità che si è sviluppata negli ultimi 10 anni, legata ai processi migratori, in termini quantitativi è molto più solida e organizzata. Questo rende la gestione difficoltosa. Noi come cittadini ci siamo resi conto del peso che ha questa microcriminalità nelle strade, nel senso che c’è un continuo via vai di spacciatori nell’area dello stadio oltre che nella zona del grattacielo, che propongono in maniera diffusa le loro droghe, creando ovviamente fastidio, paura, problematiche di sicurezza.

Anche il prezzo degli appartamenti è sceso drasticamente.
Questa è una conseguenza. Ovviamente nell’arco degli anni c’è stata una grande concentrazione di microcriminalità in quest’area più che nelle altre. Questo problema è sfuggito di mano, non per inerzia dell’amministrazione, ma proprio per la portata elevata.

Magari non ci si è resi subito conto dell’ampiezza del problema?
Diciamo che è stata sottovalutata e quindi l’ondata che ne è conseguita è stata dirompente anche per le normative stesse perché essendo una problematica di microcriminalità ha in sé molte pericolose implicazioni.

massimo-morini

Massimo Morini

Qualcuno però afferma che ci sia stato un abbandono del quartiere da parte dell’Amministrazione.
Dal mio punto di vista non c’è stata la necessaria attenzione, questo non è mai stato considerato un quartiere da sviluppare. La vicinanza alla stazione e la presenza dei grattacieli ha favorito la creazione di un’area di delinquenza e l’amministrazione, almeno fino al 2013, è stata poco attenta. Uno dei punti di forza della nostra associazione, in modo anche dirompente e innovativo, è stato quello di porsi in maniera critica ma collaborativa nei confronti degli amministratori, facendo presente, al di là della mera protesta e dell’evidenziare una problematica, il fatto che questo quartiere aveva bisogno di un intervento non solo delle forze dell’ordine ma anche dell’amministrazione stessa. Un intervento che fosse basato su una vera riqualificazione.

C’è stata una risposta positiva?
Posso dire che dal 2013 il quartiere Giardino è stato molto più ‘attenzionato’ dall’amministrazione, ci sono state tutta una serie di iniziative che sono state fatte, che hanno avuto una finalità di riqualificazione del quartiere in termini di partecipazione e di attività, perché se un quartiere muore da questo punto di vista viene ‘preso in carico’ dalla microcriminalità.

Però è dovuto venire anche l’esercito.
Una delle nostre proposte, essendoci confrontati con le forze dell’ordine, era quella di aumentare il presidio anche in termini numerici e l’esercito ha un significativo ruolo di aiuto. Le cose sono migliorate, ma i problemi non sono risolti. Però c’è un occhio in più.

Quindi in questi ultimi cinque anni è migliorata la situazione?
C’è stata una maggiore presa di coscienza del problema, Ma occorre fare di più, ad esempio dare maggior attenzione alle attività commerciali, e controllare al contempo quelle che sono al limite della legalità e che possono fingere da luoghi di spaccio. Occorre secondo noi anche dare più forza alla polizia municipale. Un’altra cosa che potrebbe fare l’amministrazione con maggiore sistematicità è verificare il rispetto delle normative. Porre per esempio termini restrittivi per la vendita degli alcolici non basta, bisogna vigilare sul rispetto.

Ti riferisci al “Regolamento di Polizia Urbana della città di Ferrara“?
Assolutamente si. Secondo il nostro punto di vista, non viene attuato in questo momento. Sarà per la mancanza di forze, per la mancanza di impegno, ma manca qualcosa. Si può e si deve fare assolutamente di più. Anche nel controllo degli appartamenti, poiché molti di questi affittati da italiani si sono scoperti essere luogo di spaccio e di deposito di droga, quindi capire le persone che ci stanno, in quanti ci stanno, tutta una serie di indagini approfondite che dovrebbero essere fatte partendo dal grattacielo fino a tutta l’area del quartiere Giardino.

Avete cercato un’integrazione, una possibile convivenza con le persone di altre etnie che abitano questo quartiere?
Abbiamo cercato di far si che il problema non fosse quello dell’italiano verso lo straniero o la persona di colore, ma di concentrare l’attenzione sui fenomeni dello spaccio e della criminalità, anche se chi lo fa ora per strada è nigeriano, ma ci sono altre etnie che gestiscono la droga in altre zone di Ferrara. Ci sono anche altre problematiche legate ai furti in casa e alle biciclette che sono gestiti da altre etnie.
Il problema dello spaccio è che l’offerta è legata alla domanda e a domandare sono i ferraresi… In ogni caso un punto è chiaro: chi sta qua deve rispettare le regole. Non ha importanza che sia di etnia nigeriana, scuro o chiaro, l’importante è che rispetti le regole,se no non può stare in questa città. Noi abbiamo cercato anche di collaborare con le associazioni straniere perché riteniamo che sia importante anche capirsi. Cito un esempio particolare che è emblematico: il primo incontro con l’associazione nigeriana è stato fatto nel quartiere Giardino, sotto casa mia, ed è andato male, perché c’era molta diffidenza da parte loro, su chi fossimo, su cosa volessimo, del perché facessimo certe cose. Successivamente gli incontri hanno fatto capire a queste persone che di fronte avevano altre persone che avevano voglia di costruire qualcosa di positivo.

Avevano paura in pratica?
Sì. C’era a suo tempo un sentimento di paura perché si sentivano, giustamente, aggrediti in quanto etnia, poiché una parte di loro delinqueva. Dico una parte perché ci sono nigeriani che sono persone assolutamente integrate, perbene. Per dire come c’è una diffidenza reciproca, noi verso loro e loro verso noi. Abbiamo cercato anche di comunicare con loro perché riteniamo importante far presente a loro il problema, perché se ne rendessero conto in maniera importante, in modo che anche loro isolassero, come facciamo noi con gli italiani, chi sbaglia, perché questo va contro anche a loro stessi, altrimenti ogni volta che si vede passare una persona di colore si dice ”ecco, è passato lo spaccino”, e non è così. Per questo dico che c’è bisogno di socializzazione, e noi con le nostre iniziative abbiamo cercato proprio di coinvolgere, comunicare, capire e conoscere tutti per affrontare i problemi a 360 gradi.
Siccome, però, è un problema grosso, da una parte ci sono le problematiche che devono essere gestite dalle forze dell’ordine e che sono di loro competenze, dall’altra parte un cittadino può anche lui fare qualcosa in qualche modo. È vero anche che ultimamente la situazione è molto difficile, c’è molta tensione ed i cittadini sono stanchi.

Aumenterà secondo te questa tensione con l’avvicinarsi delle elezioni?
Ma al di là delle elezioni, che è uno scontro politico e sicuramente ci saranno delle strumentalizzazioni di destra e di sinistra, come ci sono sempre state, è proprio il cittadino che è stanco di questa situazione.

Secondo te i media esagerano nel riportare il quartiere giardino o la zona Gad come un territorio conosciuta solo per la criminalità?
Diciamo che, come in tutte le cose, forse fa più notizia un fatto negativo che uno positivo. Il tentativo di indurre l’amministrazione a fare dei progetti, partendo dal riconoscimento dei problemi che i media denunciano puntualmente, è per riscattare la nomea del quartier che, avendo in sé la parola ‘giardino’, porta intrinseco il significato di un quartiere bello, residenziale, un quartiere che ha delle potenzialità, e che non può essere schiacciato dalla negatività dello spaccio, deve essere valorizzato nell’ottica della positività che ha. È ovvio che in questi anni il non-interessamento, lo spegnere le luci, le zone buie, hanno fatto avere un vantaggio a chi nel buio si trova bene rispetto a chi sta nella luce.
Un altro esempio  l’aiuola in ‘Giordano Bruno’: abbiamo cercato di appropriarci di una soluzione che aveva proposto il Comune, quella di gestire attraverso l’associazione, il verde e abbiamo pensato di fare un’aiuola di fiori, curata assieme ai bambini, quindi in collaborazione con la scuola, e con dei richiedenti asilo politico, dei ragazzi validi e in gamba, volenterosi, proprio perché riteniamo che sia importante anche far vedere il bello, perché il bello richiama il bello. Se tu in un giardino ci metti dei fiori, lo vivi,  magari le famiglie ci vanno, anziché andarci altre persone. Ma è un percorso duro e lungo.

I prossimi obbiettivi?
Il nostro prossimo obbiettivo è quello di mantenere sempre alto il livello di attenzione da parte dell’Amministrazione, perché comunque non deve terminare il percorso di iniziative che sono state fatte, ma riproporlo anche in maniera standardizzata. Ci è dispiaciuto perdere l’appuntamento del mercatino europeo perché era un’iniziativa importante, adesso abbiamo lo stadio, che speriamo sia fonte di riqualificazione positiva. Poi collaboriamo con le forze dell’ordine per favore un puntuale presidio nel quartiere.

28 Novembre 2018

Biciclettata del 5 Maggio 2018

Si è svolta sabato 5 Maggio u.s. la Biciclettata (nr. 132) la BICICLETTATA di Quartiere contro il degrado e lo spaccio di droga.

Ritrovo alle ore 20.45 in P.le G. Bruno nei pressi delle aiuole.

                     

Alle 21.00 la partenza.

Percorrendo Via Cassoli e arrivati in P.le Castellina sosta al Bar Elias

Poi la biciclettata ha transitato per N. Sauro, parchetto M. Incerpi e arrivata in Corso Piave ha raggiunto Corso V. Veneto. Giro all’interno dell’anello dell’ Acquedotto per fare poi ritorno in P.le G. Bruno.

Un’occasione questa per festeggiare il PRIMO PREMIO conseguito in Roma il 24 Aprile 2018, nel Concorso Nazionale “Vito Scafidi” con il Progetto “Adottiamo un’aiuola” nella categoria “Cittadinanza Attiva” presentato dalla Scuola Primaria Elementare Poledrelli 

Prossima biciclettata fine Giugno 2018

Un ringraziamento a quanti hanno partecipato alla manifestazione.

 

 

Biciclettata del 5 Maggio 2018

Sabato 5 Maggio 2018 – BICICLETTATA

Clicca su per ingrandire

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Sabato 5 Maggio 2018 si svolgerà una biciclettata di Quartiere, contro il degrado e lo spaccio di droga.

La partenza avverrà alle ore 20.45 da P.le G. Bruno lato su Via Cassoli. Si transiterà da P.le Castellina, Parco M. Incerpi – P.tta Toti e P.zza XXIV Maggio – Acquedotto.

Al termine della biciclettata alle ore 22.15 c.ca si effettuerà un presidio in P.le G.Bruno sino alle ore 23.00

Un’occasione questa per festeggiare il PRIMO PREMIO conseguito in Roma il 24 Aprile 2018, nel Concorso Nazionale “Vito Scafidi” con il Progetto “Adottiamo un’aiuola” nella categoria “Cittadinanza Attiva” presentato dalla Scuola Primaria Elementare Poledrelli con la seguente motivazione:

“La Scuola di Cittadinanza è lieta di premiare il progetto “Adottiamo un’aiuola” presentato dal suo Istituto come vincitore per l’area Educazione alla cittadinanza attiva della XII^ Edizione del Premio Buone Pratiche di Educazione alla Sicurezza e alla Salute “Vito Scafidi”, istituito nell’ambito della “Campagna Imparare Sicuri” di Cittadinanza per valorizzare, diffondere e dare riconoscimento alle buone pratiche realizzate nelle scuole del nostro paese, di ogni ordine e grado, legate a tre ambiti tematici: la sicurezza a scuola e sul territorio, l’educazione al benessere, l’educazione alla cittadinanza attiva.

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Foto d’archivio – Biciclettata nr. 100