Notizie dal Gad – 6 Marzo 2019

Da Estense.com – 6 Marzo 2019

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https://www.estense.com/?p=761138

Arrestati due corrieri con gli ovuli di cocaina in pancia

La droga da Bologna era destinata alla piazza ferrarese: in manette due uomini di 37 e 32 anni

Trasportavano la droga da Bologna a Ferrara, usando la pericolosa tecnica di ingerire gli ovuli di cocaina per passare inosservati durante i controlli di polizia. Così non è stato in zona Gad dove gli agenti, ormai ‘formati’ a questo tipo di trasporto ‘di pancia’, hanno accompagnato i due sospettati all’ospedale di Cona dove hanno espulso 13 ovuli per un totale di 184 grammi di polvere bianca.

È accaduto nel pomeriggio di martedì nell’ambito di un servizio di contrasto allo spaccio che ha portato all’identificazione di 51 persone, di cui 23 stranieri, al controllo di 5 esercizi commerciali e all’arresto di due uomini di nazionalità nigeriana, di 37 e 32 anni, domiciliati nel Bolognese e fermati a bordo di un’auto nei pressi della stazione ferroviaria estense.

Nel corso dell’intervento, gli operatori della polizia di Stato hanno notato che i due extracomunitari, nonostante il primo sommario controllo risultasse negativo, assumevano un atteggiamento insofferente. Per dissipare qualsiasi dubbio, e in considerazione dei precedenti arresti di cittadini nigeriani che adottano la tecnica del trasporto di stupefacenti ingerendo ovuli, i due corrieri sono stati accompagnati al Sant’Anna per accertamenti specifici.

La verifica ha confermato i sospetti degli agenti: questa attività, infatti, ha permesso di individuare nell’intestino del 37enne sei ovuli che ha espulso poco dopo pari a 65,691 grammi di cocaina e altri sette ovuli nell’intestino del 32enne pari a 118,318 grammi sempre di cocaina.

Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati accompagnati al carcere di via Arginone. Si tratta di un nuovo brillante risultato della polizia di Stato che con l’arresto dei due nigeriani provenienti dal Bolognese e il sequestro della cocaina – come riporta la questura -, ha evitato che la sostanza stupefacente, destinata alla piazza ferrarese, venisse spacciata agli studenti delle scuole locali.

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https://www.estense.com/?p=761152

Trovato con la droga in stazione, ma era già stato espulso

Denunciati un 31enne e una 26enne irregolari sul territorio

Fermato dall’esercito per un controllo, è stato scoperto con una modica quantità di droga ed è stato accompagnato in questura per accertamenti, da cui è emerso un provvedimento di espulsione evidentemente non rispettato.

Nei guai un 31enne di origine marocchina, controllato nella serata di martedì dagli agenti delle Volanti in ausilio al personale dell’esercito che lo aveva fermato nei pressi della stazione ferroviaria.

Trovato senza documenti e in possesso di un involucro di carta stagnola con all’interno verosimilmente sostanza stupefacente, del peso netto di 0,13 grammi, l’uomo è stato accompagnato in questura per gli accertamenti del caso.

Dal controllo è emerso che il 31enne risultava già colpito da un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Ferrara e conseguente ordine del questore di Ferrara, provvedimenti emessi e notificati lo scorso 4 febbraio, per cui è stato denunciato per inottemperanza all’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale e segnalato per possesso di stupefacenti per uso personale.

Sempre martedì, gli agenti delle Volanti hanno controllato nei giardini del grattacielo una giovane di 26 anni di origine nigeriana, che è risultata irregolare sul territorio nazionale. Accompagnata in questura, la donna è stata denunciata per clandestinità.

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https://www.estense.com/?p=761206

Hashish e cocaina, arrestato in Gad

Un 28enne arrestato nella notte tra martedì e mercoledì dai Carabinieri. Nella serata di martedì un 21enne trovato con due sacchetti di marijuana

Tre dosi di hashish da 7 grammi complessivi e tre dosi di cocaina da 2,5 grammi in totale. È quanto i carabinieri del Norm hanno trovato in possesso di F.D.A.D., 28enne brasiliano già noto alle forze dell’ordine, controllato in Gad nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 marzo. Per lui è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga è stata ovviamente sequestrata.|

Un altro arresto per droga è avvenuto ancora nella tarda serata di martedì, sempre a opera dei crabinieri del Norm, che nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno fermato C.G., incensurato 21enne comacchiese, trovato in possesso di due sacchetti di marijuana del peso complessivo di 50 grammi.

Nel pomeriggio di martedì i carabinieri della stazione di Porotto hanno invece portato in carcere un gambiano di 30 anni – D.Y. – dopo un controllo dal quale è emerso che su di lui pendeva una misura di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Bologna il 4 marzo per la violazione del divieto di dimora nel Comune di Bologna, cui l’uomo era sottoposto a seguito di condanna a 6 mesi di reclusione per reati in materia di stupefacenti.

GAD – Oltrepassato ogni limite

Una falsa notizia all’origine di una mezza rivolta ai piedi del Grattacielo

Un gruppo di nigeriani ha rovesciato bidoni e cassonetti per strada pensando che un loro connazionale fosse morto investito dalle forze dell’ordine. Interviene anche il ministro dell’Interno Salvini: “Roba da matti, presto a Ferrara”

(foto dalla pagina Facebook di Nicola Lodi)

Sono state ore di altissima tensione quelle della notte di sabato ai piedi del Grattacielo, dove un gruppo composto da qualche decina di stranieri ha rovesciato bidoni e cassonetti per strada e affrontato in maniera minacciosa le forze dell’ordine intervenute. Il fattore scatenante pare essere stato il diffondersi incontrollato della falsa notizia della morte di un uomo nigeriano a seguito dell’investimento da parte di una pattuglia dei Carabinieri.

Quel che era accaduto nella realtà è che poco dopo le 20, cercando di sottrarsi a un controllo di una pattuglia del Radiomobile in viale Po, un nigeriano di 28 anni è stato investito da una Dacia Sandero. L’uomo è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Cona, dove è rimasto ricoverato per mezza giornata con vari traumi ma, a testimonianza che non fosse grave, è stato dimesso domenica con 18 giorni di prognosi. In compenso è stato denunciato per spaccio, essendogli stati trovati addosso 8 grammi di stupefacente.

Chi ha assistito alla scena lo deve aver raccontato ad altri e nel passaparola la notizia si è decisamente trasformata, generando una rabbia sfociata in un principio di rivolta, con cassonetti abbattuti, spazzatura sparsa per strada e nei giardini del Grattacielo. Gli stranieri coinvolti, in grande prevalenza nigeriani, sono stati circa 40-50, forse anche di più.

Il gruppo di ‘rivoltosi’ si è compattato attaccando verbalmente carabinieri, poliziotti, agenti della municipale, finanzieri e militari dell’Esercito, senza andare oltre anche grazie al sangue freddo degli operatori. Non risultato attacchi fisici contro le forze dell’ordine.

Solo in tarda nottata, verso la mezzanotte, è tornata la calma, con l’intervento di un mediatore culturale che ha spiegato agli stranieri come stessero davvero le cose.

La notizia dei disordini è arrivata anche alle orecchie del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha condiviso su Facebook un video girato da Nicola Lodi – che invita l’assessore Aldo Modonesi a “chiedere scusa, dimettersi e andare a casa” -, commentando: “Video pazzesco, roba da matti! Notte di guerriglia a Ferrara: banda di nigeriani hanno rovesciato cassonetti, creato disordini, minacciato e accerchiato i Carabinieri. Grazie alle Forze dell’Ordine per la professionalità dimostrata, che ha evitato il peggio. Sarò presto in città per mettere un po’ di cose a posto”.

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fsalviniofficial%2Fvideos%2F311985159671920%2F&show_text=1&width=267

Estense.com del 17.02.2019 – https://www.estense.com/?p=756874

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Disordini in Gad, la ‘versione dei pusher’: “Ci dispiace, volevamo che ci ascoltassero”

Il nigeriano investito sabato sera insieme al suo gruppo: “C’era molta rabbia, ma non volevamo una protesta violenta”. Nel loro racconto anche dettagli che vengono smentiti dai carabinieri

(foto dalla pagina Facebook di Nicola Lodi)

Due giorni dopo i disordini davanti ai giardini del Grattacielo, i pusher nella ‘piazza’ dello spaccio ferrarese tengono un profilo basso e non si fermano a lungo sulle panchine del parchetto. L’attenzione delle forze dell’ordine, dei media e della popolazione è più alta che mai e quando qualcuno cerca di approcciare i potenziali acquirenti lo fa in modo più cauto e guardingo: per oggi è meglio non dare troppo nell’occhio.

Un gruppetto di spacciatori e loro conoscenti si è appartato sotto al volto tra il piazzale della Stazione e piazzetta Castellina: sono una dozzina di ragazzi di circa 25 anni, alcuni italiani e in buona parte africani. Tra loro c’è anche Kola, il pusher nigeriano investito sabato sera da un auto e creduto morto dai suoi connazionali, che hanno poi seminato il caos in zona stazione ribaltando cassonetti dei rifiuti lungo il viale.

Che siano presenti anche degli spacciatori nel gruppetto è fuori discussione, viste le offerte di merce che ci vengono fatte passando. Ma anche una volta informati del motivo della visita, Kola e i suoi amici rimangono e sembrano desiderosi di raccontare la propria versione dei fatti (in parte smentita dai carabinieri, come leggerete) e addirittura di chiedere scusa alla cittadinanza per

quanto avvenuto. Il 28enne porta un collare ortopedico dopo l’incidente di sabato sera e non parla molto, ma conferma o corregge le parole di un suo amico, Joshua, che si fa portavoce del gruppo esprimendosi in inglese.Cosa è successo allora sabato sera e perché hanno deciso di iniziare i disordini pubblici? “Eravamo davanti alla stazione quando sono arrivati i carabinieri – afferma Joshua -. Hanno controllato i documenti e Kola non ce li aveva, perché gli avevano rifiutato la richiesta di permesso di soggiorno tre giorni prima. È per quello che è scappato, non perché aveva della droga come è stato scritto. Se avesse avuto della droga lo avrebbero arrestato e non sarebbe qui ora”.

Prima di proseguire con il racconto, occorre sottolineare che il comando dei carabinieri, contattato da Estense.com, ha smentito questa versione e ci ha confermato il ritrovamento di otto grammi di marijuana nelle tasche del 28enne e la sua denuncia per detenzione a fini di spaccio. La mancanza di provvedimenti cautelari potrebbe quindi dipendere semplicemente dall’esigua quantità della droga ritrovata.

Il racconto prosegue e Joshua spiega dell’inseguimento e della successiva rivolta: “Quando Kola è scappato i carabinieri lo hanno inseguito con l’auto fino al cavalcavia (di viale Po, ndr) e ha avuto paura che lo investissero, allora ha cercato di attraversare la strada ma è arrivata un’altra macchina che lo ha colpito. Dopo che l’hanno portato via qualcuno tra ‘i bianchi’ ha iniziato a dire che era morto e si è diffusa la voce, sono iniziati a girare molti messaggi. Noi eravamo là davanti al Grattacielo e chiedevamo ai carabinieri se era vero, ma non ci volevano dire niente. Eravamo molto arrabbiati, tu cosa faresti se gira voce che un tuo amico è morto e la polizia non ti vuole dire niente? Abbiamo bloccato la strada con i cassonetti perché volevamo che i carabinieri ci ascoltassero, ce l’avevamo con loro non volevamo che fosse una protesta violenta”.

Facciamo notare al gruppo che questa versione dei fatti è sicuramente ‘autoassolutoria’: per quanto possa essere comprensibile la paura e la rabbia alla notizia dell’amico morto, è possibile non rendersi conto che una reazione del genere avrebbe semplicemente seminato il panico in città e aggravato le tensioni etniche?

Joshua fa un parziale ‘mea culpa’, pur mantenendo inalterate le sue critiche: “Ci dispiace per quello che avete visto. C’era molta rabbia, pensavamo che un nostro fratello fosse morto e nessuno ci voleva dire nulla. È stato Kelvin (Jacob, il rappresentante della comunità nigeriana, ndr) a venire e dirci che Kola era vivo e appena ce l’ha detto tutti si sono tranquillizzati e sono andati via. Non c’entrava niente lo spaccio o la droga, eravamo preoccupati per la sua vita, però è vero che gli italiani possono aver avuto paura quando hanno visto le foto e le notizie e ci dispiace, chiediamo scusa. Io capisco che i carabinieri fanno il loro lavoro quando ci chiedono i documenti, però quando inseguono qualcuno in questo modo può essere pericoloso anche per le altre automobili, non solo per noi”.

Il discorso rischia di farsi decisamente surreale: non vorrà mica suggerire alle forze dell’ordine di lasciar andare chi scappa dai controlli? La risposta di Joshua è sorprendentemente schietta: “Dovrebbero circondarci prima di intervenire, se pensano che ci siano dei problemi. Dovrebbero mettere altre auto nelle strade di fianco così che riescono a prendere chi scappa dal davanti, non correndogli dietro”. Una conclusione forse ancora più surreale: per la prima volta in assoluto a chiedere più mezzi e agenti a Ferrara è proprio uno spacciatore.

Estense.com del 19.02.2019 – https://www.estense.com/?p=757143

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Questo non si era mai visto al GAD….

O  ESAGERAZIONE    O…  ESASPERAZIONE

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Ferrara, anziana in strada con un bastone. “In questa zona non si vive più”

Aggressione col machete in via Cassoli, nuovi controlli nel palazzo

di FEDERICO MALAVASI

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/anziana-col-bastone-in-strada-1.3974928

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Ferrara, 13 giugno 2018 – Sul marciapiede ci sono ancora gli schizzi di sangue. Sono passate 48 ore dalla spedizione punitiva con coltelli e machete al civico 37 di via Cassoli ma l’incubo dell’alba di lunedì è difficile da cancellare. All’angolo con viale IV Novembre c’è un gruppo di stranieri che chiacchiera a voce alta. Non c’è molto via vai. I residenti non hanno molta voglia di parlare dell’escalation di violenza che si sta registrando nelle ultime settimane e i pusher se ne stanno alla larga. Forse capiscono che l’area è nel mirino e che è meglio stare alla larga per un po’. E infatti, intorno alle 15 di ieri, nel luogo in cui è scoppiato il putiferio si presentano due agenti della polizia municipale accompagnati dai carabinieri. Entrano al civico 37, condominio nel cui androne è iniziato tutto. Bussano alla porta un appartamento abitato da nigeriani e chiedono informazioni al ragazzo che gli apre. Entrano in casa per un controllo e ne escono poco dopo. Le indagini su quanto accaduto nella notte tra domenica (due regolamenti di conti con feriti nel giro di un’ora, il primo in via Modena e il secondo, appunto, in via Cassoli) proseguono. Della vicenda si sta occupando il sostituto procuratore Andrea Maggioni, sulla cui scrivania sono finite le carte relative a entrambi i fatti di sangue. Si cerca di capire innanzitutto se i due eventi siano collegati e poi cosa ci sia dietro. Appare praticamente certo che si tratti di un regolamento di conti per il controllo del territorio. Ma per quale ragione? È questo che gli inquirenti sono chiamati a scoprire. Di questo, al momento, i feriti non hanno voluto parlare. Le bocche sono cucite, forse anche per paura di ulteriori e più gravi ritorsioni da parte di un sistema che non perdona gli sgarri.

La serie di episodi violenti che nelle ultime settimane ha come teatro il quartiere Giardino sta esasperando i residenti, ripiombati in un lampo nell’incubo dell’estate scorsa. «Questa per noi non è integrazione – si legge sulla pagina Facebook dell’Associazione Residenti Gad a commento della notizia delle due risse dell’altra notte –. L’immigrazione nella nostra città, se gestita in questo modo, non fa bene alla comunità. Non siamo razzisti ma così le cose non vanno». E c’è un’immagine che funge da barometro della stanchezza di chi vive in zona stazione. Lo scatto raffigura un’anziana in strada, nel bel mezzo della baraonda. Ai piedi ha un paio di pantofole, sulle spalle un maglioncino e in mano un bastone. Vuole difendere, a modo suo, la propria abitazione. Non è facile per i carabinieri tranquillizzarla e convincerla a tornare in casa. «Dormivo quando ho sentito quella cagnara – racconta la pensionata al Carlino –. Ho visto dalla finestra cosa stava succedendo e sono scesa. Questo una volta era il ‘giardino’ della città. Ora non si vive».