La sicurezza nel “Giardino”

Carlino del 12 Luglio 2018

Clicca su per ingrandire

Leggi anche:

https://www.estense.com/?p=708449

 

Annunci

Spacciatori in manette? No, liberi per “legge”…

Ferrara, spacciatori in manette, quasi tutti subito liberi ‘per legge’

Una trentina gli arresti effettuati negli ultimi mesi, ma soltanto il 5% rimane in cella

di FEDERICO MALAVASI – Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2017Il Resto del Carlino

Controlli di polizia in zona Gad (repertorio Businesspress)

————————————————

Ferrara, 1 giugno 2017 – Le forze dell’ordine li catturano e la legge li rimette in libertà. Un adagio al quale ormai, purtroppo, ci stiamo abituando. Stiamo parlando dei piccoli pusher, per i quali la nuova normativa sullo spaccio (salvo ovviamente aggravanti specifiche o cumuli di pena) non prevede il carcere. Gli episodi si accavallano e sono sotto gli occhi di tutti. E fanno arrabbiare chi gli spacciatori ce li ha sotto casa, inossidabili e inamovibili. L’ultimo episodio è avvenuto lo scorso weekend. Un nigeriano, durante un controllo, ha ingerito alcuni ovuli. Il sospetto è che contenessero droga. Gli agenti della polizia di Stato lo hanno così accompagnato in ospedale dove lo hanno piantonato fino a quando non li ha espulsi. Avuto la conferma che si trattasse proprio di droga (cocaina in particolare) i poliziotti lo hanno denunciato. Questo però, ha dato in escandescenza, aggredendo gli operatori. A quel punto, dopo averlo riportato alla calma, lo hanno arrestato. Ma solo per vederlo tornare in libertà quasi subito. Libero di riprendere la sua posizione di spaccio, nonostante tutto.

Le manette ai polsi le tengono poco. La cella poi, molte volte, nemmeno la vedono. Liberi per legge, pronti a ritornare a spacciare nel giro di una manciata di ore. Magari mentre gli operatori delle forze dell’ordine stanno ancora finendo di riempire le scartoffie relative alla loro cattura. La lotta allo spaccio sta assumendo sempre più le sembianze di una tela di Penelope. Quello che le forze di polizia e i magistrati costruiscono, le normative e le sentenze disfano, in un eterno ritorno dell’uguale le cui vittime finali sono i residenti dei quartieri più ‘caldi’. Non è colpa di poliziotti e carabinieri, che ogni giorno ci mettono faccia e sudore nell’intercettare e arrestare quanti più pusher possibile. Non è colpa dei pubblici ministeri, che combattono la piaga con le armi che hanno a disposizione, e comunque senza potersi esimere dall’applicare la legge. A volte poco comprensibile, ma pur sempre legge.

Andando a spulciare i numeri della battaglia contro quello che il questore Antonio Sbordone a suo tempo definì il «fiume di droga» che invade la città, è possibile inquadrare la portata del problema. In un anno (maggio 2016/maggio 2017), solo la polizia di Stato ha arrestato per droga 24 persone (più altre 4 in periodi immediatamente precedenti) e ne ha denunciate 13. Per quanto riguarda i sequestri, gli uomini della questura hanno messo i sigilli a circa sette chili di marijuana, a due chili di hashish, a tre etti di cocaina e a una ventina di grammi di eroina. Oltre 800 invece le piantine di marijuana recuperate. Risultati importanti, che si inseriscono nella strategia finalizzata a togliere la materia prima dalle mani degli spacciatori. Una sorta di ‘piano B’, per colpire i pusher che troppo spesso rimangono impuniti o quasi. Già, perché la nota dolente sta proprio qui. Secondo chi sulle strade ci lavora ogni giorno, non più del 5% di tutti gli arrestati finisce in carcere, anche solo in attesa del processo per direttissima.

Questo perché, sulla base della normativa sul piccolo spaccio, per i pusher – salvo aggravanti specifiche – non è previsto il carcere. A meno che sul ‘groppone’ dell’indagato non si sommino reati che portino la pena al di sopra della soglia di tre anni e mezzo. In quel caso, si aprono le porte dell’Arginone. In caso contrario, liberi tutti. «A volte – spiega un operatore di polizia di lunga esperienza – ci tocca pure portarli a casa». Il risultato è quello che ormai è sotto gli occhi di tutti. Soprattutto dei residenti delle principali piazze di spaccio della città, dal Gad a via Baluardi, solo per citare le più ‘vivaci’. Gli stessi volti che spariscono per qualche ora per poi ricomparire al solito posto, come se nulla fosse. Un trend del quale i diretti interessati purtroppo sono ben consapevoli e che sfruttano a loro favore. E che spesso rende ‘invisibili’ gli sforzi di polizia e carabinieri, spesso frustrati dai lacci e laccioli della legge. «È come se un muratore venisse pagato per costruire una casa che ogni sera viene demolita – osserva un operatore delle forze dell’ordine, da anni in prima linea in questa battaglia –. Facciamo tanta fatica senza mai poter vedere il risultato dei nostri sforzi».

http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/spacciatori-subito-liberi-1.3164153

Finalmente…

Tagliani: “Oggi la Gad è un quartiere pericoloso”

Il sindaco a FestUnità parla anche di Carife: “L’unico possibile acquirente presentatomi dai commissari era l’ad della Popolare di Vicenza”

SAMSUNG CSC

di Marcello Celeghini

“A chi mi chiede se il Gad è un quartiere pericoloso, rispondo che oggi si, lo è”. È con questa frase che il sindaco Tagliani, dal palco di FestUnità, la festa dell’unità al centro sociale ‘Il Parco’, ammette che “negli ultimi mesi nella zona attorno alla stazione si è avuta una recrudescenza di reati che nasconderebbe una struttura criminale preoccupante”. Durante la serata il sindaco ha avuto modo di dire la propria anche su altre tematiche calde sul futuro della città, come, ad esempio, sul crac Carife, sul rilancio economico del territorio e sulle strategie di valorizzazione e promozione dei tesori artistici di Ferrara.

Dalle ‘percezioni soggettive’ di qualche anno fa, alle forti preoccupazioni oggettive di oggi sulla criminalità in zona Gad. Tiziano Tagliani, però, non ci sta a vedere accusata la sua amministrazione del fatto di avere aperto gli occhi solo ora sulla situazione del quartiere e, anzi, giustifica la diversità di approccio durante gli ultimi anni in un mutamento del tipo di problematiche del Gad. “Fino allo scorso autunno il Gad aveva problematiche legate alla convivenza tra ferraresi e cittadini extracomunitari, provenienti specialmente da alcuni stati africani- spiega Tagliani-. I problemi riguardavano il mancato rispetto della pubblica quiete, delle norme del vivere comune, la prostituzione. I crimini efferati in quel periodo accadevano in altre zone della città e del territorio. Da qualche mese a questa parte invece è avvenuto un preoccupante mutamento delle dinamiche criminali in zona Gad. Oggi abbiamo dei gruppi criminali che in quel quartiere stanno cercando adepti da reclutare per il controllo del territorio e dello spaccio. Stiamo assistendo, poi, ad un acutizzarsi dello scontro tra bande di nigeriani che hanno attriti intestini di natura tribale e religiosa”.

“Già nel 2011 scrissi al ministro dell’interno per chiedere più polizia”

“A chi ci accusa di avere aperto solo oggi gli occhi, rispondo dicendo che già nel 2011, in tempi non sospetti scrissi al ministro dell’interno per chiedere più polizia a Ferrara e sempre in quell’ottica decidemmo di spostare, nel 2012, in viale 4 Novembre il comando della Polizia Municipale– sottolinea il sindaco-. Ora, quindi, occorre un importante lavoro di intelligence per le nostre forze dell’ordine che miri a scardinare i vertici delle organizzazioni malavitose, non serve a niente prendere lo spacciatore in bicicletta. Mi chiedo io, dunque, cosa abbiano fatto le opposizioni in questi anni se non chiacchiere e, come Forza Italia, aprire una sede elettorale solo sotto elezioni in zona grattacielo”.

Se i problemi della zona Gad sono sentiti, non lo è da meno lo scossone che ha travolto Carife e i suoi risparmiatori. “Sono pienamente d’accordo con chi sostiene che Carife sia stata rovinata da una classe dirigente locale poco lungimirante – scandisce Tagliani -. Detto questo, non credo però che dal commissariamento in poi siano state messe in campo tutte le possibilità per evitare l’epilogo che conosciamo. Non c’era nessun veto dell’Ue sull’intervento del Fondo Interbancario, bastava solo che tale soluzione fosse modulata in modo da non creare conflitti con la normativa europea, dall’estate a quel 22 novembre invece non è stato fatto nulla. Carife aveva tutto il diritto di essere salvata come Tercas e CariCesena. Solo che nessuno ha avuto il coraggio di differenziarla delle altre banche (Etruria, Marche e CariChieti) che andavano verso il collasso. I commissari, poi, hanno anche loro le loro colpe. È mai possibile che l’unico possibile acquirente di Carife presentatomi dai commissari fosse l’ad della Popolare di Vicenza una delle banche più disastrate d’Italia?”.

L’unico settore che negli ultimi anni, pur con la crisi economica e pur con la banca del territorio piegata, sta dando maggiori soddisfazioni a Ferrara è quello turistico-culturale. Secondo Tagliani, la congiuntura favorevole in termini di investimenti pubblici nei beni culturali ferraresi consentirà di progettare e programmare quanti più eventi possibili sfruttando i tesori che abbiamo in casa. “In questi anni stiamo investendo per restaurare e dare nuova vita ai nostri beni culturali molto di più di quanto non sia stato fatto negli anni ’80 al tempo di Soffritti e Cristofori, solo che all’epoca c’erano anche dei privati che investivano, ora molto pochi. Nei prossimi anni la città si riapproprierà di tutti i suoi più bei palazzi: il Castello, Palazzo Massari, Palazzo Schifanoia, Palazzo dei Diamanti”.

“Una volta restaurati questi luoghi – sostiene il sindaco – andranno poi riempiti di opere ed è per questo che ora stiamo facendo un grande sforzo per portare in giro per il mondo le opere, ad esempio, di Boldini e De Pisis. Stiamo insomma utilizzando questo momento particolarmente felice per gli investimenti pubblici per dare un nuovo volto e ancora maggiore appeal turistico alla città”.

“Anche la collezione di Sgarbi– confida Tagliani- rappresenterebbe sicuramente un valore aggiunto per Ferrara. Sono stato ad Osimo a vedere la mostra, e l’ho trovata molto interessante perché intercetta un pubblico, magari non di studiosi, ma sicuramente molto ampio. La collezione e la mostra potrebbero giungere a Ferrara magari senza le insegne di Ferrara Arte che ha una tradizione diversa”.

http://www.estense.com/?p=558622

Due accoltellamenti in due giorni

http://www.estense.com/?p=555714

Gad, due accoltellamenti in due giorni

La vittima è ricoverata in ospedale, non in pericolo di vita. E’ caccia all’aggressore

Estense.com 18.06.2016

A distanza di 24 ore dall’accoltellamento in zona Gad, dove è rimasto ferito un giovane nigeriano di 28 anni, anche venerdì notte una lite è finita a colpi di coltello.

Sono due episodi differenti ma in comune hanno la violenza del gesto e il luogo dell’aggressione, in via Porta Catena. Attorno a mezzanotte all’incrocio con via Tumiati, presso i giardini pubblici, un cittadino nigeriano, classe 1986, è stato ferito con un coltello alle braccia e alla schiena.

L’aggressore, un soggetto di colore, non meglio descritto, si è immediatamente dileguato a piedi dopo il fatto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118.

Il 30enne, richiedente asilo politico, residente a Caltanissetta, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Cona, dove è tutt’ora ricoverato. Non sarebbe in pericolo di vita.

Sono in corso le indagini dei carabinieri volte ad individuare l’autore ed i motivi dell’aggressione. Sul primo episodio, accaduto giovedì, stanno invece indagando gli agenti della polizia.

—————————————————

http://www.estense.com/?p=555706

Lite in Gad, giovane accoltellato tre volte

Un 28enne è stato ferito al petto e alla schiena. Aggressione risalibile a motivi amorosi

????????????????????????????????????

Una lite accesa in zona Gad finisce a coltellate. È successo giovedì sera, attorno alle 22, in viale Po, all’angolo con via Porta Catena. All’incrocio, nel cuore del quartiere Giardino, si incontrano due persone, entrambe di origine nigeriana.

Scoppia subito un furioso litigio in strada, si alzano i toni ma non solo quelli. Durante la discussione spunta fuori un coltello, all’inizio usato come arma per minacciare e poi per ferire.

L’aggressore colpisce la vittima per ben tre volte, prima alla schiena e poi al petto. Lo lascia lì a terra, sanguinante, e si dilegua nella notte. Sul posto intervengono una volante della polizia di Stato e l’ambulanza del 118.

Dopo i primi soccorsi, il ragazzo viene trasportato all’ospedale di Cona dove i medici gli diagnosticano una prognosi di sette giorni. I tagli sono abbastanza superficiali e dovrebbe dimettersi in fretta.

Sull’episodio stanno indagando gli agenti della polizia. E’ stata abbandonata la pista del controllo del territorio per lo spaccio ma è stata intrapresa quella relativa a ragioni sentimentali.

Secondo le prime ricostruzioni, infatti, l’aggressione sarebbe legata a questioni amorose. Il 28enne accoltellato è omosessuale, ora gli investigatori cercheranno di capire chi è l’aggressore e perché è arrivato a questo punto, forse per gelosia.