Primo Consiglio Comunale in Gad

Consiglio comunale ‘sudario’ in Gad per l’insediamento dell’amministrazione Fabbri

Eletti il presidente Lorenzo Poltronieri e il vice Dario Maresca, gli otto capigruppo e la commissione elettorale. Il sindaco: “Giusto essere sotto il grattacielo”. Il consigliere anziano Zocca: “Il pubblico è la nostra forza”

Atmosfera rovente per il primo consiglio comunale dell’amministrazione di Alan Fabbri convocato in zona Gad, più per le temperature bollenti raggiunte giovedì sera che per i temi all’ordine del giorno, tutti puramente tecnici e pro forma per l’insediamento ufficiale della giunta e dei 32 consiglieri, tutti presenti tra i banchi ad eccezione dell’unica assenza annunciata del leghista Ciriaco Minichiello.

L’apparato amministrativo si è trasferito all’ombra del grattacielo perché “è giusto essere qui – annuncia il sindaco Fabbri indossando per la prima volta la fascia tricolore tra gli applausi del pubblico, poco meno di 300 persone -, non è stato facile trasferire il consiglio, e per questo ringrazio i dipendenti comunali e le forze dell’ordine, ma era un atto dovuto e promesso in campagna elettorale come segnale di vicinanza al quartiere”.

Era dagli anni ’70 che l’assemblea non lasciava palazzo municipale per traslocare en plein air e questo sancisce in qualche modo l’epoca di cambiamento annunciata dal Carroccio. Nei tre lunghi banchi di legno, un palchetto per la giunta, una quarantina di posti a sedere, una serie di transenne a delimitare l’area, l’apparato audio-video senza voto elettronico, le votazioni a scrutinio segreto si sono svolte con i bigliettini mentre la convalida degli eletti con alzata di mano.

Ad aprire la seduta è il consigliere anziano Benito Zocca del Carroccio che ha proceduto alla lettura dell’elenco degli eletti tra cui i consiglieri subentrati agli assessori in base alle preferenze ottenute alle urne: Annalena Ziosi e Rossella Arquà della Lega al posto di Nicola Lodi e Dorota Kusiak, Massimiliano Guerzoni e Camilla Martenucci di Ferrara Cambia sostituti di Andrea Maggi e Angela Travagli, Federico Soffritti di Fratelli d’Italia ‘surrogato’ di Alessandro Balboni e Diletta D’Andrea di Forza Italia al posto di Matteo Fornasini.

Non sono pervenuti ricorsi di illegittimità o incompatibilità dei candidati, così la convalida delle elezioni scorre veloce, nonostante il ‘sudario’, fino al giuramento del primo cittadino, che come da prassi ha “giurato di osservare lealmente la Costituzione italiana”.

All’unanimità (quasi) sono stati eletti con 30 preferenze i consiglieri Lorenzo Poltronieri della Lega come presidente del consiglio comunale e Dario Maresca del Pd, ma candidato con la lista Gente a Modo, come vicepresidente. L’unica scheda bianca – sembrava che una scheda fosse sparita durante lo scrutinio ma è stata ritrovate qualche minuto dopo – è quella annunciata da Tommaso Mantovani del M5S: “Non ho nessun pregiudizio per eventuali convergenze – spiega il pentastellato nella dichiarazione di voto – ma voterò astenuto per ribadire la terzietà del Movimento 5 Stelle“.

Ringraziato il pubblico “che è la nostra forza”, è tempo della nomina degli otto capigruppo dei gruppi consiliari: Benito Zocca (Lega), Francesco Carità (Ferrara Cambia), Paola Peruffo (FI), Federico Soffritti (FdI), Tommaso Mantovani (M5S), Roberta Fusari (Azione Civica), Dario Maresca (Gente a modo) e Aldo Modonesi (Pd).

In commissione elettorale entrano come membri effettivi Luca Caprini (Lega), Federico Soffritti (FdI) e Simone Merli (Pd) e come supplenti Davide Bertolasi (Pd), Francesca Savini (Lega) e Paola Peruffo (FI). Alla votazione non partecipa il sindaco, come spiegato dalla segreteria comunale, perché ne fa parte di diritto.

I ventagli smettono di sventolare alle 20 in punto, quando viene sciolta la seduta-sauna in una location insolita, nel giorno più caldo dell’anno per il clima e la storia della città di Ferrara, guidata dal centrodestra dopo 74 di ‘storia rossa’. A margine dell’incontro, tra un selfie e una stretta di mano, il sindaco Fabbri anticipa i temi da portare in giunta la prossima settimana: la crisi del Mercatone Uno, l’arrivo dei contributi per il Piano Periferie e il programma dei 100 giorni di governo estense, tra cui le nuove regole per l’assegnazione degli alloggi popolari sul modello del Comune di Bondeno e la famigerata tassa sui passi carrabili.

da Estense.com del 27.06.2019 – https://www.estense.com/?p=789715

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Le richieste dei residenti – Carlino del 29.06.2019

 

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Progetto “Adottiamo un’ aiuola” – I primi due anni

P.le Giordano Bruno – 20 Giugno 2018

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Nell’ambito della prima giornata del “Giardino d’ Estate” in svolgimento nel P.le G. Bruno dal 20 Giugno al 1 Luglio 2018 sono stati “raccontati” i primi due anni del progetto “Adottiamo un’aiuola”

 

Presente l’ideatrice e promotrice del progetto Susanna Fergnani e alcuni membri dell’ Associazione Comitato Zona Stadio, l’ Assessore Fusari, Urban Center, residenti, cittadini e tanti bambini che hanno ascoltato interessati quello che è stato fatto insieme agli alunni delle scuole primarie Poledrelli e Bombonati. Inoltre un breve riassunto del programma del terzo ed ultimo anno. Senz’altro una maggiore presenza dei bambini nella cura e manutenzione delle aiuole, lezioni di educazione civica, alcune nozioni sulla Costituzione Italiana e altro, che come sempre dovrà essere concordato con la Dirigente Scolastica e le insegnanti

 

Naturalmente un grazie a quanti si sono adoperati e si adopereranno per portare avanti il progetto “Adottiamo un’aiuola”, in primis gli Sponsor senza dei quali il progetto non sarebbe nemmeno potuto iniziare e i ragazzi richiedenti asilo, che con le loro prestazioni di gratuito volontariato, ci hanno permesso di mantenere le due aiuole sempre in ordine

Per l’occasione sono stati esposti nelle vicinanze delle aiuole 50 foto a testimonianza del lavoro svolto in questi due anni di progetto

                

e chi mai avrebbe pensato di vedere dei bambini, in un verde pubblico, togliere l’erba?

Piccoli giardinieri crescono…

Lavoro questo svolto tanto egregiamente tanto da ricevere un ambito riconoscimento. Infatti la Scuola Elementare Primaria Poledrelli  dell’Istituto Comprensivo Corrado Govoni ha partecipato al Concorso Nazionale PREMIO SCAFIDI nella categoria “Cittadinanza Attiva” con il progetto “ADOTTIAMO UN’AIUOLA” vincendo il primo premio. Il premio è relativo al primo anno scolatico (2016/2017) del progetto quando le tematiche affrontate con i bambini, furono: l’osservazione della natura e dei cambiamenti stagionali, il senso civico e la sostenibilità ambientale, attività con la terra di gioco, piantumazione e cura di una vasta aiuola in P.le G. Bruno. Il premio è stata consegnato a Roma il 24 Aprile scorso

             

Avanti così… Si rischia veramente di riqualificare, anche se solo una piccola parte, un parco pubblico..

            

Arrivederci a settembre.

 

Questo non si era mai visto al GAD….

O  ESAGERAZIONE    O…  ESASPERAZIONE

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Ferrara, anziana in strada con un bastone. “In questa zona non si vive più”

Aggressione col machete in via Cassoli, nuovi controlli nel palazzo

di FEDERICO MALAVASI

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/anziana-col-bastone-in-strada-1.3974928

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Ferrara, 13 giugno 2018 – Sul marciapiede ci sono ancora gli schizzi di sangue. Sono passate 48 ore dalla spedizione punitiva con coltelli e machete al civico 37 di via Cassoli ma l’incubo dell’alba di lunedì è difficile da cancellare. All’angolo con viale IV Novembre c’è un gruppo di stranieri che chiacchiera a voce alta. Non c’è molto via vai. I residenti non hanno molta voglia di parlare dell’escalation di violenza che si sta registrando nelle ultime settimane e i pusher se ne stanno alla larga. Forse capiscono che l’area è nel mirino e che è meglio stare alla larga per un po’. E infatti, intorno alle 15 di ieri, nel luogo in cui è scoppiato il putiferio si presentano due agenti della polizia municipale accompagnati dai carabinieri. Entrano al civico 37, condominio nel cui androne è iniziato tutto. Bussano alla porta un appartamento abitato da nigeriani e chiedono informazioni al ragazzo che gli apre. Entrano in casa per un controllo e ne escono poco dopo. Le indagini su quanto accaduto nella notte tra domenica (due regolamenti di conti con feriti nel giro di un’ora, il primo in via Modena e il secondo, appunto, in via Cassoli) proseguono. Della vicenda si sta occupando il sostituto procuratore Andrea Maggioni, sulla cui scrivania sono finite le carte relative a entrambi i fatti di sangue. Si cerca di capire innanzitutto se i due eventi siano collegati e poi cosa ci sia dietro. Appare praticamente certo che si tratti di un regolamento di conti per il controllo del territorio. Ma per quale ragione? È questo che gli inquirenti sono chiamati a scoprire. Di questo, al momento, i feriti non hanno voluto parlare. Le bocche sono cucite, forse anche per paura di ulteriori e più gravi ritorsioni da parte di un sistema che non perdona gli sgarri.

La serie di episodi violenti che nelle ultime settimane ha come teatro il quartiere Giardino sta esasperando i residenti, ripiombati in un lampo nell’incubo dell’estate scorsa. «Questa per noi non è integrazione – si legge sulla pagina Facebook dell’Associazione Residenti Gad a commento della notizia delle due risse dell’altra notte –. L’immigrazione nella nostra città, se gestita in questo modo, non fa bene alla comunità. Non siamo razzisti ma così le cose non vanno». E c’è un’immagine che funge da barometro della stanchezza di chi vive in zona stazione. Lo scatto raffigura un’anziana in strada, nel bel mezzo della baraonda. Ai piedi ha un paio di pantofole, sulle spalle un maglioncino e in mano un bastone. Vuole difendere, a modo suo, la propria abitazione. Non è facile per i carabinieri tranquillizzarla e convincerla a tornare in casa. «Dormivo quando ho sentito quella cagnara – racconta la pensionata al Carlino –. Ho visto dalla finestra cosa stava succedendo e sono scesa. Questo una volta era il ‘giardino’ della città. Ora non si vive».

Ferrara, Gad. “Ora più sicurezza”

Ferrara, Gad. “Ora più sicurezza”

Tanti stranieri chiedono il giro di vite, i pareri di esercenti e abitanti: “Più regole”

di FEDERICO MALAVASI

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Ferrara, 2 giugno 2018 – Il nuovo governo, con un ministro dell’Interno leghista (il segretario Matteo Salvini), promette più sicurezza e una stretta sull’immigrazione. Annunci che piovono come acqua nel deserto per gli abitanti di un quartiere Giardino che ha ancora tante ferite aperte. Per le vie del quartiere si respirano pareri differenti, anche se la maggior parte sembra accogliere di buon grado l’annunciato giro di vite del ministro in camicia verde. Tra i primi ad avere buone aspettative da questa svolta (anche se solo a livello nazionale) ci sono i tanti esercenti stranieri che lavorano nel cuore della zona stazione. Negozianti che spesso sono vittime di prepotenze, furti ed episodi criminali di vario tipo. Neram Md, bengalese, titolare del negozio di alimentari di piazzetta Castellina, non ha dubbi. «Qui serve più sicurezza – dichiara –. Ed è giusto mandare via quegli stranieri che creano problemi. Non sono tutti, è vero, ma qui ce ne sono tanti. Urlano, rubano e spacciano». E la situazione ha avuto pesanti ripercussioni sul suo lavoro. «Una volta avevo tanti clienti – aggiunge –. Alla mattina gli anziani facevano la fila. Ora hanno paura e non vengono più. Il mio lavoro è diminuito, quindi sono contento se qualcuno porta più sicurezza».

Pochi metri più in là, sempre su piazzetta Castellina, c’è l’affittacamere Elias Raphael Ndayisenga, esercente originario della Tanzania per il quale, di recente, l’intera città si è mobilitata. «Io non sono un politico ma un commerciante – premette –. Più che sicurezza, dalle istituzioni mi aspetto investimenti. Investimenti per rivitalizzare questa zona, per fare in modo che la gente torni da queste parti». L’aperitivo organizzato a inizio maggio per supportare l’attività dell’imprenditore qualche risultato lo ha portato. «La serata è servita – prosegue –, i clienti sono aumentati. Ma ora bisogna andare avanti». Al nuovo governo Elias chiede «meno tasse per chi fa impresa. Qui ormai non c’è più nessuno – osserva –. Bisogna incentivare le attività, bisogna aprire nuovi negozi».

Anche Jiang Zhaowei, imprenditore cinese che gestisce il bar Fiorella di piazzale Stazione, invoca più regole. «I controlli qui ci sono – ammette –. Carabinieri, polizia, vigili e guardia di finanza passano sempre. Dal nuovo governo mi aspetto più regole. Non è possibile che in giro ci sia gente che fa sempre quello che vuole. Prima devono venire i doveri e poi i diritti». Tra i tanti passanti e residenti della zona stazione, i più gongolano all’idea di un leghista al Viminale. «Da Salvini mi aspetto molto – racconta un passante che chiede di mantenere l’anonimato –. Qui è sempre peggio. Serve più sicurezza e maggiore attenzione agli italiani». Ma c’è anche chi non la pensa così. «Più sicurezza a Ferrara? Macché – commenta Andrea Massaccesi, disegnatore meccanico romano trapiantato in città per lavoro –. Vivo qui da ottobre e sono rinato. Roma è un disastro, tra criminalità e degrado. Ma Ferrara è diversa: qui ho trovato solo quiete, rispetto e solidarietà».

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/gad-sicurezza-1.3952173

La Notte Rosa in… Gad – Sabato 8 Luglio 2017

Una Notte Rosa in strada….

Sabato 8 Luglio 2017 il Comitato Zona Stadio ha invitato i residenti di uscire di casa, posizionarsi davanti al proprio cancelletto o in giardino. Una serata tutta particolare. Una manifestazione per chiedere ai residenti di unirsi per combattere il degrado e lo spaccio di droga.

Il gruppo più numeroso si è formato davanti all’abitazione di una nostra referente.

Notati anche residenti in altre due vie del Quartiere davanti casa o in giardino.

E’ inutile dire che ci si aspettava molta più partecipazione. Diamo colpa al gran caldo, per cui molti hanno preferito rimane in casa, con l’aria condizionata…

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Le foto

   

 

   

 

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Guarda il video (durata 6:06)

 

 

 

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Rassegna Stampa

http://www.estense.com/?p=627167

La ‘notte rosa’ in Gad, senza baldoria ma con tanta attenzione

Niente discoteche, niente fuochi artificiali. Ma inclusione, confronti e occhi vigili sulla sicurezza

di Simone Pesci

La notte rosa della zona Gad è tutta particolare. Niente baldoria, niente discoteche, niente fuochi artificiali. Ma inclusione, confronti, e tenere gli occhi sempre vigili sul tema della sicurezza, nulla a che vedere con i bagordi rivieraschi.

L’associazione ‘Comitato zona stadio’ ha voluto celebrare così, la sua personalissima notte rosa. I residenti infatti sono scesi in strada e hanno sostato davanti alle loro case, chiacchierando fra loro e osservando i movimenti circostanti, ponendo una barriera invisibile di sicurezza nei confronti delle attività illegali denunciate quotidianamente in quel quartiere.

Il presidente del ‘Comitato zona stadio’ Massimo Morini ha voluto sottolineare come questa iniziativa “sia nata per contrastare il degrado e a favore della sicurezza”, con i “residenti scesi in strada per protestare e manifestare il proprio dissenso nei confronti della situazione del quartiere”. Lo scopo della serata, secondo Morini, è quello di “discutere, conoscersi, esporre problemi e cercare di risolverli tutti insieme, parlando fra noi sulle panchine e sulle sedie che abbiamo posto di fronte alle abitazioni”. Per fare ciò, i partecipanti alla manifestazione hanno anche girato per le vie del quartiere a piedi o in bicicletta, per includere e ascoltare più persone possibili.

Il Comitato, comunque, continuerà la sua battaglia e ha già in programma due iniziative nell’ambito del ‘Gad Up’, la festa che si tiene in questi giorni nei giardini di via Poledrelli, nel cuore del quartiere giardino. “Domenica 9 luglio alle 19 faremo un ‘aperidog’, un aperitivo in compagnia dei nostri amici a 4 zampe – ha spiegato Massimo Morini -. Sabato 15 luglio, invece, abbiamo organizzato un pranzo nel quale vogliamo invitare tutti i residenti e le associazioni, anche di stranieri, con l’obiettivo comune di socializzare e di confrontarci”.

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Il Resto del Carlino

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