Lettera alle Autorità ed Amministratori Comunali

Ristrutturazione con aumento di posti Stadio P. Mazza – Problematiche dei residenti

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Al Dott. Michele Campanaro        Prefetto di Ferrara

Al Dott. Giancarlo Pallini              Questore di Ferrara

All’ Avv. Tiziano Tagliani               Sindaco di Ferrara

Al Dott. Aldo Modonesi                Assessore Lavori Pubblici e Sicurezza di Ferrara

Al Dott. Roberto Serra                  Assessore del Commercio di Ferrara

Al Dott. Andrea Gazzoli                Direttore Generale della Soc. Spal

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Come Associazione di Quartiere siamo a chiedere di interessarvi per alleviare i disagi e il degrado che l’ampliamento dello Stadio P. Mazza ha determinato per i residenti delle vie adiacenti all’impianto sportivo.

In questo primo anno di permanenza della Spal in Serie A abbiamo sentito e letto tante belle promesse per venire incontro alla criticità dei disagi arrecati ai residenti del Quartiere Giardino, causa chiusure di vie, divieti di parcheggio sino dalle 7 del mattino, transito interdetto anche ai pedoni già da molte ore prima dell’inizio dell’incontro, ecc.. ma pochi fatti concreti.

Quindi siamo a richiedere quanto segue:

1 – Rilasciare permessi ai residenti, già annunciati dal precedente Questore come già pronti per la consegna, come in uso in altre città (per es. Bologna) per evitare le solite discussioni con il personale preposto al controllo dei varchi, tipo: “ma proprio adesso deve entrare (uscire)”? Non è concepibile che per ricongiungere una famiglia per una ricorrenza o per intrattenere semplici rapporti interpersonali, occorra consultare il calendario delle partite per capire il giorno e l’orario dello svolgimento delle stesse!;

 

2 – Installare paletti ai lati dei passi carrai delle vie attorno allo Stadio, a spese del Comune, per evitare il parcheggio dei tifosi sugli stessi. Molte volte anche se un mezzo occupa solo una parte del passo carraio, le manovre per entrare od uscire risultano difficoltose da eseguire. Se codesta Amministrazione non lo ritiene fattibile, in alternativa esonerare i residenti dal pagamento del corrispettivo canone annuale del 90%.

 

3 – Di non fare parcheggiare i tifosi ospiti nel quadrilatero C.so Isonzo, V.le IV Novembre e Via Poledrelli. Nelle altre città vengono predisposti parcheggi appositi all’uscita dell’autostrada o in aree periferiche, per poi raggiungere lo stadio con navette, in modo da non congestionare le vie interne togliendo spazio a chi vuole parcheggiare e visitare la città o recarsi a fare una passeggiata in Centro;

 

4 Sarebbe il caso di inibire l’ arrivo a Ferrara dei gruppi di facinorosi ben conosciuti dalle Forze dell’ Ordine delle altre città la cui squadra giocasse a Ferrara. Senza tanti complimenti ed il solito buonismo.

 

5.- Adottare una maggiore flessibilità nel controllo ai varchi. Poiché il quartiere è abitato prevalentemente da anziani appare esagerato bloccare, per es. per le partite che si svolgono alle 18.00 l’ingresso sin dalle 13.00 ed interdire ai pony-express la consegna di pizze o altro da asporto?

 

6 – Risulta necessario la costruzione di una cancellata all’ingresso del Parco P.le G. Bruno lato Via Cassoli e togliere quell’orribile Betafence posizionato nel verde pubblico che deturpa e sminuisce il lavoro di riqualificazione che è in atto in quel giardino, dove anche alcuni nostri soci sono impegnati con lavori di giardinaggio;

 

7- In generale risultano esagerati gli orari di chiusura nel tempo e nella modalità. Fino a qualche anno fa si sentiva parlare di incontri a “rischio” e “non a rischio” a seconda della tifoseria ospite. Ora indipendentemente dall’incontro in programma al Mazza, si “blinda” il quartiere sin dal mattino. E’ inconcepibile che già 4 ore prima dell’inizio della partita non si possa camminare a piedi se non seguendo percorsi obbligati;

 

8 – In talune zone ( C.so Vittorio Veneto angolo Piazza XXIV Maggio ad esempio) c’è doppia chiusura: Betafence e transenna, che senso ha? Inoltre sarebbe auspicabile una diversa sistemazione dei Betafence situati attualmente attorno allo stadio che deturpano per estetica e posizionamento delle vie e dei viali una volta tra i più belli della città;

 

9 – Esagerata anche la completa rimozione dei cassonetti del pattume, tanto più che quelli a calotta non si possono aprire senza scheda. Comunque c’è un presidio di forze dell’ ordine che può tenere sotto controllo anche i cassonetti. Inoltre vorremmo conoscere su chi incombono le spese di sorveglianza “volontaria”, di affissione cartelli di divieti di sosta causa partita, di spostamento dei cassonetti.

 

10 – Nelle occasioni delle partite al Mazza, con l’arrivo di migliaia di persone, aumenta a dismisura il consumo di alcool nel quartiere, in violazione delle disposizioni comunali di divieto di bere in strada e/o in certi orari in zona Gad. Anche le continue aperture di negozi etnici nelle vicinanze del Mazza favoriscono questo fiume di alcool, (basta guardare le campane sempre stracolme di bottiglie di vetro e lattine) ed è naturale che lo stato “alterato” di alcuni individui producono un aumento di schiamazzi e risse, di cui noi residenti del Gad siamo già abbondantemente appagati. Per gli effetti che derivano dalla “moda” di arrivare nel Giardino con la birra in mano perché il tifoso deve entrare allo Stadio “carico”, si chiede l’installazione di bagni chimici per evitare che le nostre porte, i nostri porticati, i nostri androni di condominio, i nostri alberi non diventino un facile riparo dove urinare;

 

 

11 – I lavori di ristrutturazione con mezzi pesanti hanno determinato rotture di marciapiedi, sgretolamento di cordoli stradali e di bauletti erbosi, lo sfondamento di tombini, ecc.. attorno e adiacenti all’area dello. stadio Chiediamo pertanto il pronto ripristino di quanto danneggiato. Si dice che ora abbiamo un “Gioiellino di Stadio” una volta, non scordiamocelo, avevamo un “Gioiellino di Quartiere”, per tranquillità e sicurezza.

 

12 – Migliorare le condizioni di utilizzo di Corso Piave, dotandola, oltreché di un marciapiedi sano, anche di una pista ciclabile, come in Via Cassoli, e limitare il parcheggio in prossimità dell’incrocio con Via Fortezza. Attualmente immettersi da via Fortezza in Corso Piave è veramente rischioso, poiché i mezzi in sosta impediscono di vedere i mezzi che arrivano da sinistra; inoltre l’angolo del cordolo dell’aiuola sul lato destro andrebbe smussato, almeno per facilitare la svolta a destra.

 

13 Essendo diminuita la larghezza delle vie Cassoli, Monte Grappa e Corso Piave, apporre un limite di velocità più severo ai veicoli a motore che le percorrono, nonché nella via Fortezza, Via Paolo V, Ortigara e Poledrelli, (che le “scaricano”) anche collocando dei dossi dissuasori di velocità.

 

14 –L’immediato smantellamento dei containers-box per rivendita panini e bibite. Quello in Corso Piave angolo Via Ortigara è stato posizionato all’altezza di un attraversamento pedonale. L’altro in Via Fortezza angolo Castel Tedaldo su di un incrocio.

Cordiali saluti

Associazione Comitato Zona Stadio

Presidente Massimo Morini

 

 

 

 

Lettera agli Assessori

Preoccupazioni e richieste

 

Buongiorno assessori, sono Massimo Morini Presidente dell’associazione “Comitato Zona Stadio”.

Come condiviso negli nostri ultimi incontri e fondamentale sviluppare ed ampliare la rete tra i cittadini e tra questi ultimi e l’amministrazione nonché le forze dell’ordine. Ritengo quindi doveroso e opportuno segnalarvi e condividere con voi alcune vicende molto gravi accadute nel quartiere al fine di poterle arginare.

1) Nell’area sgambamento cani hanno messo delle esche avvelenate (allego foto del volantino esposto nella porta d’ingresso dello sgambamento cani);

 

avviso esche

 

2) Qualche settimana fa verso le 21.30 una ragazza, amica di una persona del comitato residente in Corso Piave, è stata circondata da vari ragazzi di colore che l’hanno importunata e spaventata intimandole di consegnare loro il cellulare;

3) Sempre qualche settimana fa una componente del comitato è stata importunata e avvicinata da ragazzi di colore mentre tornava dalla stazione verso casa sua, si sono rivolte a lei con atteggiamento offensivo che ha determinato in lei spavento e paura;

4) Io stesso una sera alle 21 mentre andavo in bicicletta a partecipare alla partenza della nostra biciclettata sono stato avvicinato in bicicletta da uno spaccino di colore che, prima si stava per allontanare come di solito fanno e poi ha cambiato idea e parlando nella sua lingua è venuto verso di me, mi ha stretto in bicicletta ed a mio parere con fare spavaldo e provocatorio mi ha detto di allontanarmi dal punto di ritrovo iniziale delle biclettate (Giardini Usll) indicandomi di andare verso l’interno del parchetto Giordano Bruno dove erano presenti altri spaccini in bicicletta; gli ho risposto tranquillo di andarci lui e mi sono fermato aspettando l’arrivo degli altri partecipanti la biciclettata; tutto questo è stato segnalato alla digos e alla polizia municipale al loro arrivo;

5) Aumento crescente di spaccini giovani in bicicletta e a piedi in coppia o singoli che fermano le auto, che segnalano l’arrivo delle forze dell’ordine e che girano indisturbati per le vie del quartiere.

In virtù di questi eventi la situazione nel quartiere non è migliorata (siamo ai livelli di insicurezza del 2013) anche alla luce del fatto che vengo fermato da molte persone che mi chiedono di fare da portavoce del loro malessere e della loro insicurezza. Gli spaccini hanno anche assunto un comportamento intimidatorio e strafottente. Tutto questo è già stato segnalato da me negli incontri tenuti nel 2015 con questore, comandante dei carabinieri, comandante della finanza. Bisogna in qualche modo agire cercando soluzioni insieme alle forze dell’ordine per ridurre questo afflusso di individui che delinquono (trovare qualche cavillo o espediente per evitare che le leggi nazionali rovinino la nostra bellissima città). Bisogna attivare anche quei servizi comunali preposti all’integrazione degli stranieri per stimolare sia nei cittadini italiani sia in quelli stranieri una maggiore coscienza civica e una presa di posizione forte su chi compie atti illegali.

Ci proponiamo per incontri propositi e con l’obiettivo di creare problematiche costruttive con le ssociazioni italiane e straniere per diffondere questa cultura della legalità e del buon vivere comune. Riguardo all’area sgambamento cani chiedo, come presidente dell’associazione “comitato zona stadio”, di intervenire sull’area sgambamento con:

a) un aumento dell’illuminazione della struttura;

b) l’installazione di una rete interna fitta e verde scuro tutta intorno all’area per impedire che ci  buttino le esche;c

c) telecamere di sorveglianza;

d) controlli frequenti da parte della polizia municipale o delle guardie cinofile per monitorare l’impianto;

e) collaborazione per fare iniziative per vitalizzare il progetto “area sgambamento cani”.

 

Sicuro certo nella logica della rete comunicativa tra cittadini, amministrazione nella quale credo e alla quale collaboro da anni, attendo vostre notizie in merito.

Massimo Morini