Stadio P. Mazza – A.A.A. Cercasi parcheggio alternativo

Giovedì 14 Marzo 2019

Sollecitati da alcuni residenti di C.so Vittorio Veneto abbiamo esposto alcune considerazioni riguardo al parcheggio dei tifosi ospiti in V. Veneto durante le partite interne della Spal al Comando della Polizia Municipale Centro.

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Premessa

Considerazioni sullo Stadio Paolo Mazza – Ubicato entro le Mura

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Il 18 Gennaio 2009, nel pre-partita dell’incontro di calcio Lega Pro Prima Divisione (girone A), tra la Spal 1907 e il Verona Hellas accaddero degli incidenti sotto la Curva Ovest.

Il Questore di allora (Dr. Longo) dichiarò alla stampa: “Purtroppo una settantina di tifosi ospiti sono arrivati fin sotto la Curva Ovest eludendo ogni nostro controllo”. Le FF.OO. impegnate in quell’occasione erano, circa 200 coadiuvate da un elicottero.

Rappresentanti sindacali delle Forze di Polizia all’indomani dichiararono: “l’ubicazione del Mazza rende difficile il nostro compito. Vie strette, quartiere ad alta densità abitativa, nessun spazio di fuga. In queste situazioni è difficile anche eseguire una semplice carica di alleggerimento in caso di scontri tra opposte tifoserie. Far confluire 6.000/7.000 persone in un quartiere con queste caratteristiche ci impedisce di operare correttamente. Sarebbe ora di pensare ad una diversa dislocazione dello stadio”.

Il Dottor Sbordone, (precedente Questore) nel lasciare l’incarico, durante la Festa della Polizia di Stato dello scorso anno, disse: “in altre città lo Stadio l’hanno costruito fuori”…

Tralasciamo questa problematica e vediamo cosa è stato fatto.

Dopo nove anni si è ampliato lo stadio raddoppiando e più la capienza degli spettatori, si è provveduto al restringimento delle vie Montegrappa, Cassoli e Corso Piave.

Viene naturale pensare: ma i sindacati di polizia come valutano questa situazione? Se vi erano problemi di ordine pubblico dieci anni fa, ora sono immediatamente scomparsi, se si è ristretto il loro “campo d’azione”.

In altre città, i tifosi ospiti vengono fatti confluire, di norma, in aree predisposte, appena fuori dall’uscita autostradale e da lì trasportati allo stadio con navette.

Uno stadio come il Mazza, privo di un parcheggio nelle vicinanze dello stesso, cosa si è pensato di fare?

Requisire un viale (V. Veneto) e far confluire i tifosi ospiti sarà sinonimo di una maggiore sicurezza e controllo degli stessi, in quanto il percorso da V. Veneto e Curva Est, è breve, (solamente alcune decine di metri) ma quali problemi di ordine pratico e disagi e divieti per i residenti comporta?

Ne accenniamo alcuni.

 

Stadio Paolo Mazza

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Parcheggio – Vie interessate.

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Stewards: chi sono e quali poteri hanno.

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I Betafence: scarsa visibilità agli incroci.

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Transenne: andrebbero o posizionate in un unico punto o incatenate tra di loro.

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Gettate di cemento.

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PARCHEGGIO  –   Vie interessate

Vie riservate   al parcheggio  auto/pullman della   tifoseria ospite

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Parcheggio: le auto vengono fatte sostare anche sui marciapiedi. Nel controviale si parcheggia su entrambi i lati, in mezzo viene impedito il transito di eventuali mezzi di soccorso. Una barella deve scavalcare e quindi fatta passare sopra le auto?

Il protocollo operativo di intervento con un mezzo quale ambulanza o auto medica tiene conto anche delle attuali chiusure in zona stadio? I cittadini residenti entro il perimetro della “Zona di interdizione” sono raggiungibili come nelle altre giornate e nello stesso tempo delle altre zone della città? I conducenti dei mezzi di soccorso e di emergenza sono stati avvisati dove sono i transennamenti ? E questi “blocchi stradali” sono SEMPRE sorvegliati da personale qualificato per intervenire in qualsiasi momento per il loro eventuale superamento in tempi rapidi?

Rifiuti. Vengono tolti alla mattina i cassonetti per essere riposizionati nella nottata nell’area destinata al parcheggio dei tifosi ospiti. E’ per creare più posti auto o perché gli stessi possono essere utilizzati per eventuali “armi” di offesa contro le Forze dell’Ordine? Perché non si possono installare dei contenitori bidoni di plastica e fissarli ai tanti pali di segnaletica presenti in quei viali? Molti tifosi arrivano con il bere e il mangiare da casa.

Bagni chimici. E’ normale che dopo ore di viaggio in pullman o in auto quando si arriva obbligatoriamente indirizzati dalla segnaletica “Stadio – Parcheggio Ospiti” le vesciche sono piene. Perché non posizionare dei bagni chimici. Quando ci sono manifestazioni vengono normalmente predisposti, per legge, delle aree attrezzate. Noi chiediamo solo il buon senso

Stiamo parlando di viali, come V. Veneto che erano un vanto per gli alberi e le ville del novecento. Far confluire dai 13.000 alle 16.000 persone in un quartiere di c.ca 4.000 residenti forse era il caso di pensare ai problemi che uno stadio ubicato entro le Mura, quasi in Centro Città, avrebbe creato. Tralasciamo le auto parcheggiate nelle vie attorno allo Stadio sui passi carrai o le moto di grossa cilindrata davanti alle porte dei residenti, sul verde pubblico e sugli incroci.

Inquinamento. Dati statistici fanno, normalmente, di Ferrara la città con più sforamenti delle polveri sottili nell’area della Regione. Far confluire nell’area attorno allo Stadio, quindi dentro al perimetro oggetto delle limitazioni alla circolazione del traffico, auto e pullman , ci sembra un contro-senso. Infatti i pullman che di solito portano i tifosi non sono certo di ultima generazione. Tra l’altro normalmente accendono il motore per tempo, quindi non fanno altro che immettere gas inquinanti nel quartiere. Per questi non sarebbe meglio il solo l’arrivo in C.so V. Veneto per “scaricare i tifosi ospiti” e provvedere al parcheggio in altra zona decentrata della città. Là potrebbero accendere il motore anche un’ora prima della partenza…

Ecco alcune foto del parcheggio ospiti.

  

 

 

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STEWARDS

 

Lo Steward che potere giuridico ha? Fuori dallo stadio può fermare persone, chiedere documenti, bloccare il passaggio in un varco?

La maggioranza di loro viene da fuori città, non conosce le vie, non riesce a consigliare itinerari alternativi, si limita a dire: di qui non si passa!

 

Interpellati per far desistere persone che urinavano su muri di abitazioni o addirittura sui portoni condominiali la loro risposta, di norma è: non ne abbiamo i poteri…

 

CHI SONO GLI STEWARDS?  

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BETAFENCE

   

I Betafence. Manufatti mobili, sono stati posizionati nelle vie adiacenze al P. Mazza per delimitare e creare una zona franca per la sicurezza durante gli incontri di calcio. Si è certamente provveduto a rispettare decreti e leggi sulle manifestazioni sportive, considerato anche l’ubicazione dello stadio ferrarese, penalizzante. Sta di fatto che in altri impianti nella stessa situazione di criticità di ubicazione, non si riscontrano tali provvedimenti. A noi sembrano esagerate, considerato che il quartiere viene sempre blindato, indipendentemente dal numero dei tifosi ospiti, o le partite così dette “a rischio” e “non a rischio”.

I Betafence saranno sicuramente stati autorizzati dalla Soprintendenza, visto le vie e i viali oggetti di tutela da parte delle Belle Arti per gli immobili risalenti ai primi anni del secolo scorso, ma ora sono oramai due anni che sono divenuti fissi.

Risulterebbe che tali manufatti dovrebbero essere rimossi alla fine di ogni manifestazione. Quindi non solo non vengono rimossi ogni 15 giorni, ma nemmeno durante la sosta del campionato.

Ricordiamo che per la mezza in posa dei Betafence sono stati tolti molti pezzi di bauletti erbosi o manto erboso, cementandoli. In un Quartiere vanto, sino a pochi anni fa, per il suo verde e viali ben conservati, tutto questo risulta essere uno sfregio indelebile.

 

Pericolosità dei Betafence

All’ incrocio C.so V. Veneto con C.so Piave per chi proviene dall’ Acquedotto P.zza XXIV Maggio costeggiando il marciapiede a sinistra verso C.so Piave non ha una corretta visibilità nell’attraversare le strisce pedonali. Le maglie del Betafence sono oscurate, per cui occorre raggiungere le prime strisce per vedere se arrivano automezzi a sinistra.

  

Se Betafence deve essere, perché non posizionare uno a maglia larghe come altro sul successivo incrocio V. Veneto e Cassoli? Sia il pedone nell’attraversare che le auto in transito avrebbero una maggiore visibilità!

  

I Betafence sono divenuti dei W. C. legalizzati

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TRANSENNE

   

Diminuito l’uso delle transenne, sostituite in gran parte dai Betafence e reti metalliche coperte da teloni verdi, queste risultano abbandonate, a fine gara, negli incroci di varie vie del Quartiere.

Sino a due anni fa per gli incontri casalinghi venivano utilizzate quasi 200 transenne

  

A fine gara si raggruppavano solamente in alcuni punti, assicurandole tra di loro, con catene e lucchetto. Se lo si faceva quando erano tante perché non si possono fare ora, con un numero molto inferiore?

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GETTATE di CEMENTO

Gettata C.so Piave – Via Ortigara

Gettata Via Castel Tedaldo angolo Via Fortezza

La prima dovrebbe rientrare nel progetto di viabilità modificata in Corso Piave: ciclabile e senso unico.

Della seconda quale sarà l’utilizzo futuro? E’ sempre cemento sul verde pubblico.

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AVVISO   DI   ACCERTAMENTO   CATASTALE   PER   REVISIONE   DEL   CLASSAMENTO   E   DELLA   RENDITA

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Presupposti di fatto e motivazione dell’accertamento in aumento per i residenti del Quartiere Giardino

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A fronte della trasformazione verificatasi nel tessuto urbano e socio-economico i classamenti catastali delle unità immobiliari, in buona parte, sono rimaste invece immutate. Ciò spiega , per esempio, la presenza significativa di unità immobiliari abitative e qualificate come economiche o addirittura popolari in un’area che ha completamento perso i caratteri economici e popolari che aveva un tempo. Infatti, numerosi e significativi sono stati gli interventi pubblici recentemente effettuati per la riqualificazione della viabilità interna e dell’arredo urbano. La microzona oggetto di intervento si presenta oggi come una vasta area di elevata qualità urbana ed edilizia.

 

Viabilità interna ed arredo urbano….

Fine prima parte

 

Ferrara, Gad. “Ora più sicurezza”

Ferrara, Gad. “Ora più sicurezza”

Tanti stranieri chiedono il giro di vite, i pareri di esercenti e abitanti: “Più regole”

di FEDERICO MALAVASI

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Ferrara, 2 giugno 2018 – Il nuovo governo, con un ministro dell’Interno leghista (il segretario Matteo Salvini), promette più sicurezza e una stretta sull’immigrazione. Annunci che piovono come acqua nel deserto per gli abitanti di un quartiere Giardino che ha ancora tante ferite aperte. Per le vie del quartiere si respirano pareri differenti, anche se la maggior parte sembra accogliere di buon grado l’annunciato giro di vite del ministro in camicia verde. Tra i primi ad avere buone aspettative da questa svolta (anche se solo a livello nazionale) ci sono i tanti esercenti stranieri che lavorano nel cuore della zona stazione. Negozianti che spesso sono vittime di prepotenze, furti ed episodi criminali di vario tipo. Neram Md, bengalese, titolare del negozio di alimentari di piazzetta Castellina, non ha dubbi. «Qui serve più sicurezza – dichiara –. Ed è giusto mandare via quegli stranieri che creano problemi. Non sono tutti, è vero, ma qui ce ne sono tanti. Urlano, rubano e spacciano». E la situazione ha avuto pesanti ripercussioni sul suo lavoro. «Una volta avevo tanti clienti – aggiunge –. Alla mattina gli anziani facevano la fila. Ora hanno paura e non vengono più. Il mio lavoro è diminuito, quindi sono contento se qualcuno porta più sicurezza».

Pochi metri più in là, sempre su piazzetta Castellina, c’è l’affittacamere Elias Raphael Ndayisenga, esercente originario della Tanzania per il quale, di recente, l’intera città si è mobilitata. «Io non sono un politico ma un commerciante – premette –. Più che sicurezza, dalle istituzioni mi aspetto investimenti. Investimenti per rivitalizzare questa zona, per fare in modo che la gente torni da queste parti». L’aperitivo organizzato a inizio maggio per supportare l’attività dell’imprenditore qualche risultato lo ha portato. «La serata è servita – prosegue –, i clienti sono aumentati. Ma ora bisogna andare avanti». Al nuovo governo Elias chiede «meno tasse per chi fa impresa. Qui ormai non c’è più nessuno – osserva –. Bisogna incentivare le attività, bisogna aprire nuovi negozi».

Anche Jiang Zhaowei, imprenditore cinese che gestisce il bar Fiorella di piazzale Stazione, invoca più regole. «I controlli qui ci sono – ammette –. Carabinieri, polizia, vigili e guardia di finanza passano sempre. Dal nuovo governo mi aspetto più regole. Non è possibile che in giro ci sia gente che fa sempre quello che vuole. Prima devono venire i doveri e poi i diritti». Tra i tanti passanti e residenti della zona stazione, i più gongolano all’idea di un leghista al Viminale. «Da Salvini mi aspetto molto – racconta un passante che chiede di mantenere l’anonimato –. Qui è sempre peggio. Serve più sicurezza e maggiore attenzione agli italiani». Ma c’è anche chi non la pensa così. «Più sicurezza a Ferrara? Macché – commenta Andrea Massaccesi, disegnatore meccanico romano trapiantato in città per lavoro –. Vivo qui da ottobre e sono rinato. Roma è un disastro, tra criminalità e degrado. Ma Ferrara è diversa: qui ho trovato solo quiete, rispetto e solidarietà».

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/gad-sicurezza-1.3952173

Arriva l’ Esercito in Gad

da: http://www.estense.com/?p=639483

Arriva l’Esercito in Gad

L’annuncio del ministro Franceschini dopo un colloquio con Minniti. Dal 25 settembre 12 militari per l’operazione Strade Sicure

Arriva direttamente dal ministro ferrarese Dario Franceschini – e non senza sorpresa – la notizia che entro fine mese arriveranno gli uomini dell’esercito per garantire la sicurezza in zona Gad e in città. L’arrivo dei 12 militari nell’ambito dell’operazione “Strade sicure” è previsto il 25 settembre e il loro impiego sarà costante almeno fino alla fine dell’anno.

«Ho parlato più volte del tema sicurezza a Ferrara col ministro Minniti, che sta seguendo personalmente la cosa, e di questo davvero lo ringrazio – fa sapere Franceschini -. Oggi mi ha informato che sarà rafforzata la presenza delle forze dell’ordine nel nostro territorio, ed in particolare alla Gad, sia permanentemente dai prossimi mesi, grazie alle nuove assunzioni, che transitoriamente, con l’impiego non solo del personale del Reparto Prevenzione Crimine, ma anche con l’utilizzo, entro la fine di settembre, di una quota dei militari destinati a queste funzioni».

Per evitare qualsiasi fraintendimento abbiamo chiesto specificamente al ministro Franceschini se per “quota dei militari” si intenda uomini dell’Esercito o carabinieri aggiuntivi e ci ha confermato che si parla di Esercito.

Dunque, a conti fatti, il ministro dell’Interno del governo a guida Pd – Marco Minniti – sembra aver deciso per una soluzione, per quanto temporanea, che va nella direzione che il Pd locale alla guida della città ha sempre respinto: l’arrivo dell’Esercito per garantire la sicurezza dei quartieri più a rischio, la Gad in questo caso.

Cosa è “Strade sicure”. La decisione di Minniti ricalca ciò che la Lega Nord prima e gli altri partiti di opposizione poi hanno chiesto da lungo tempo per Ferrara: attuare nella città estense l’operazione “Strade sicure”. Si tratta dell’impiego speciale ed emergenziale di personale dell’Esercito Italiano in operazioni di gestione dell’ordine pubblico. Questo tipo di attività è possibile dal 2008 e da allora è rimasta attiva e utilizzata in vari contesti, ed è l’operazione «più onerosa in termini di uomini mezzi e materiali», come afferma lo stesso Esercito.

Sempre secondo l’Esercito «risultano attualmente impiegati nell’Operazione “Strade Sicure” circa 7.000 donne e uomini dell’Esercito Italiano, che garantiscono una presenza capillare sul territorio nazionale contribuendo fattivamente alla realizzazione di un ambiente più sicuro».

8 Settembre 2017 – Fiaccolata per il Quartiere

Una fiaccolata per salvare La Siberiana e la Gad

Il grido d’aiuto dei residenti per avere più sicurezza e per non chiudere la storica gelateria

Una fiaccolata per salvare La Siberiana e, in generale, la zona Gad. Ad accendere le torce è il fuoco della rabbia dei residenti, esasperati dall’escalation di violenza nel quartiere che in questa calda estate, tra continue risse per il controllo dello spaccio, ha subìto un’impennata che fa paura a chi quotidianamente vive e lavora nella zona “calda” tra il grattacielo, lo stadio e la stazione.

Se i tafferugli e lo spaccio sono all’ordine del giorno (nel vero senso della parola, dalla mattina presto fino a tarda notte), gli abitanti vogliono ribellarsi a questa sorte e scendono in strada. Con fiaccole, striscioni e megafoni per far sentire forte il loro grido d’aiuto. L’ennesima manifestazione di protesta è in programma venerdì 8 settembre, con partenza alle 21 dai giardini di fronte alla Siberiana.

Sono già tante le associazioni che hanno dato la propria adesione alla manifestazione (definita “apartitica”) per esprimere il proprio malcontento sulla gestione della sicurezza in questa parte della città. Insorgenti Ferrara, Gad Sicura, Residenti Gad, Riprendiamoci Ferrara, Comitato Zona Stadio e il gruppo facebook Ferrara ai Ferraresi parteciperanno all’evento dal titolo “Siamo tutti La Siberiana. Salviamo il Gad e salveremo Ferrara”.

“Il Gad non può essere lasciato allo sbando, vogliamo vivere in modo dignitoso e decoroso nella nostra città – spiegano gli organizzatori -. Siamo circondati ormai solo da degrado e delinquenza, ma ora diciamo basta. Nel mese di aprile siamo stati ricevuti dal sindaco e dall’assessore alla Sicurezza (sic!) ed in quell’occasione abbiamo presentato una relazione sui disagi dell’area Gad con relative nostre proposte per la riqualifica e il rilancio del quartiere, corredate da oltre mille firme di cittadini che hanno sottoscritto questa iniziativa”.

Tra queste proposte, c’è il rifiuto alla chiusura della Siberiana, l’amato chiosco in viale IV Novembre, sotto sfratto perché non rispetta i vincoli imposti dalla Siprintenedenza per la vicinanza a un luogo di pregio come il sottomura. “Diciamo un no netto alla chiusura della gelateria storica della città – incalzano gli organizzatori – che rappresenta un’isola di normalità in mezzo a un mare di degrado e delinquenza. Uno dei pochi angoli rimasti dove i ferraresi possono ritrovarsi. Non ci interessano le opinioni dei burocrati delle belle arti che non vivono a Ferrara. Vengano a vedere di persona di cosa stiamo parlando, saremo lieti di fargli vedere il grande sbaglio che stanno facendo, ora che la zona Gad si sta allargando oltre i suoi confini”.

http://www.estense.com/?p=635507

Non solo residenti, si lamentano…

Estense.com del 11.07.2017 – http://www.estense.com/?p=627604

Gad. La sindacalista Cisl: “Prefetto e sindaco, non vedete quello che subiscono i cittadini”

Bruna Barberis, componente della segreteria della Cisl di Ferrara, scrive a Tortora e Tagliani per sollecitarli a intervenire

“Sarebbe di buon senso dichiarare che questa mia non vuole essere una tra le tante lettere di sfogo, di rabbia, di denuncia o di critica, ma stante la situazione di forte disagio che vivo e condivido assieme alla comunità del quartiere, dei giudizi che ne seguiranno francamente me ne infischio”. Chi scrive è Bruna Barberis, componente della segreteria della Cisl di Ferrara.

La lettera è indirizzata al prefetto Michele Tortora e al sindaco Tiziano Tagliani. La Barberis prende carta e penna per denunciare quello che quotidianamente lamentano i colleghi che lavorano nella sede di Corso Piave, in piena zona zona Gad. Quei colleghi, così come “chi vive, chi lavora, chi transita per la Gad” assistono “ogni giorno ad episodi di inciviltà compiuti da ragazzi, soprattutto maschi, immigrati appartenenti a diverse nazionalità”.

La sindacalista fa qualche esempio. Le colonne del portico di Corso Piave, il portico della farmacia, i bidoni della spazzatura posti in Nazzario Sauro “sono utilizzate come latrine”; il parchetto Moreno Incerpi è utilizzato come “dormitorio pomeridiano piuttosto che come pista per effettuare acrobazie con le biciclette, oltre che a ridursi giornalmente a discarica”; il portico di Corso Piave “è ormai “transito”, nella migliore tradizione della “Città delle Biciclette” per gli spaccini in sella ai velocipedi; ecc. ecc. perché tutti sanno tutto, non fosse altro perché avviene alla luce del sole”.

“Signor Prefetto, signor Sindaco di Ferrara – prosegue la lettera – quello che Voi non vedete è ciò che molti cittadini, tra cui la sottoscritta subiscono ormai quotidianamente: sono gli sguardi degli spaccini, e sì, perché se ti azzardi a non abbassare lo sguardo quando li vedi distribuire la dose e come se li sfidassi; perché se ti permetti di fargli notare che per fare la pipi si possono usare i bagni della stazione, in risposta ti mandano a “cagare” (ovviamente in italiano corretto)”.

“Lo stato di insicurezza e di paura – insiste Barberis – ci conduce al senso di abbandono che però non puzza come la pipì e non è così evidente come i rifiuti abbandonati nei parchetti e forse è per questa ragione che si pensa possa essere di consolazione sapere che chi delinque non è l’immigrato a carico della collettività”.

La missiva si conclude on un appello, sempre rivolto a sindaco e prefetto: “la libertà di sentirsi al sicuro nella propria città non è, o meglio, non dovrebbe essere una questione di immigrazione: combattere la delinquenza da chiunque perpetrata è un dovere delle Istituzioni che rappresentano il Governo. La mia casa è dove vivo è ho il diritto di non avere paura”.