Reati a Ferrara – I dati forniti dal dipartimento di P. S. del Ministero

Rassegna Stampa

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Reati a Ferrara, calano i furti in casa. Ma droga e

violenze ci gettano al 22° posto

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I dati forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno su 106 province

di MATTEO LANGONE
I militari in servizio in zona Gad (Businesspress)

Ferrara, 23 ottobre 2018 – Ferrara è più sicura, ma non ancora (o non più) un’isola felice. A fotografare la situazione della nostra città sono i dati del Ministero dell’Interno, riportati nell’annuale ‘Indice di criminalità’. Nella classifica del rapporto 2018 – riferito all’anno precedente – Ferrara è inserita al 22esimo posto (la graduatoria delle 106 province è stilata in base al numero di reati commessi ogni 100mila abitanti), con un calo dei reati denunciati del 2,65% rispetto ai dodici mesi precedenti (14.714 contro 15.115). Ma la posizione generale è, comunque, in ascesa: nel rapporto del 2017 la nostra città era 24esima, così come l’anno precedente, mentre nel documento 2015 si posizionava al 23esimo posto. Non siamo, comunque, i peggiori della regione, anzi: sul podio generale, dopo Milano capolista, troviamo infatti Rimini e Bologna. Ma anche Parma (13esima), Ravenna (16esima), Modena (18esima) e Reggio Emilia (21esima) hanno problematiche più accentuate rispetto alla nostra realtà. In condizioni leggermente migliori rispetto a noi, invece, si trovano Forlì-Cesena (30esima) e Piacenza (40esima).

Omicidi. Nonostante appaia tranquilla, Ferrara è, ad ogni modo, è una città particolarmente violenta. Il 56esimo posto nazionale non deve ingannare. Nella nostra provincia, infatti, i casi di omicidi sono aumentati del 40%: sono raddoppiati, in particolare, quelli volontari consumati (4 casi nel 2017, contro i 2 del 2016). In questo ambito, in un anno si è passati, così, dal 46esimo all’11esimo posto della graduatoria nazionale ed al primo posto a livello regionale. Sono rimasti invariati, invece, i tentati omicidi (3 casi, 85esima posizione in Italia) e gli infanticidi (nessun caso).

Furti. Buone notizie – si fa per dire – dal settore ‘furti’ (- 9%), anche se il 20esimo posto nazionale non può far dormire sonni tranquilli. Segno meno, comunque, in tutti i settori: nel 2017 ci sono stati 51 furti con strappo (-38,55 %, con Ferrara 40esima in Italia), 760 furti con destrezza (-10,38 %, 23esima), 1.126 furti in abitazioni (-25,77 %, 46esima), 686 furti in esercizi commerciali (-14,89 %, 16esima) e 109 furti di autovetture (-35,88 %, 86esima).

Altri delitti. Qui la questione si complica nuovamente. Rispetto all’anno precedente, l’indice dei reati vari è salito del 2%, frutto di 966 casi totali; così Ferrara si posiziona al 71esimo posto in Italia. Segno più per le denunce relative all’uso di stupefacenti (213 casi, +42,95 % e 48esima posizione), violenze sessuali (25 casi, +19,05 %, 41esima), rapine (142 casi, +6,77 %, 21esima) e truffe e frodi informatiche (780 casi, +1,56 %, 77esima). Rimangono invariate le percentuali relative al riciclaggio (6 casi, 60esima) e all’usura (due casi, 35esima), mentre calano le denunce per i reati di associazione a delinquere (2 casi, -50 %, 57esima), estorsione (34 casi, -10,53 %, 83esima) e incendi (25 casi, -7,41 %, 82esima).

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Il Resto del Carlino del 27.10.2018

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Ecco una delle conseguenze…

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Rassegna Stampa – Considerazioni nostro Presidente

Il Resto del Carlino del 20.02.2017 – http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/gad-carabinieri-agrgedisce-calci-pugni-1.2909066

Fermato per un controllo, aggredisce i carabinieri

L’episodio nel quartiere Gad. Arrestato un nigeriano

Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2017
 Lo straniero ha aggredito i militari con calci e pugni
Lo straniero ha aggredito i militari con calci e pugni

Lo straniero ha aggredito i militari con calci e pugni

LA SITUAZIONE nel quartiere è da tempo preoccupante. Lo sottolinea nuovamente l’associazione ‘Comitato zona stadio’ la quale, attraverso il presidente Massimo Morini, chiede un controllo serrato sulla vendita di alcolici e l’impiego di guardie cinofile «a tempo indeterminato», fino a «una evidente e continuativa risoluzione del problema del degrado». Morini ritiene «un passo indispensabile» la chiusura dei locali dell’area Gad entro le 21 «e il relativo divieto di vendita di alcoolici all’interno degli esercizi commerciali e nelle aree pubbliche». «La forte speranza – prosegue – è che il provvedimento riduca il numero di persone che frequentano il quartiere in stato di ebrezza rappresentando un pericolo per la cittadinanza. Si mettono infatti spesso alla guida con evidenti rischi per le persone che sono sulla strada. E poi urlano, sono rissosi, urinano e defecano a cielo aperto, spaccano bottiglie in giro». Oltre allo stop agli alcolici, l’associazione rimarca che «i residenti chiedono un aumento dei controlli sugli esercizi da parte della polizia municipale e delle altre forze dell’ordine per verificare che il provvedimento venga effettivamente rispettato. Tutto dipende dal numero di personale nel quartiere e dalla valutazione del reale bisogno di controllo che ad oggi nella zona risulta necessario a fini preventivi e non solo».

MORINI giudica poi positivamente l’impiego delle guardie cinofile «per controllare il quartiere e le altre zone della città. Si tratta di un aiuto importante a supporto delle forze dell’ordine e anche un modo, per i cittadini, di vedere concretamente un maggiore controllo delle aree verdi e delle zone sensibili del quartiere». Viene quindi auspicata una sempre più stretta collaborazione con l’amministrazione comunale. L’associazione sottolinea, infine, «per il 2017 e per i prossimi anni l’importanza di riqualificare il quartiere con nuove iniziative sociali, culturali e l’importanza di migliorare le politiche sociali sull’immigrazione. Come associazione siamo disponibili a porci nell’ottica di una partecipazione attiva e consapevole della situazione».

Lettera di Natale, situazione uguale.

Considerazioni e valutazioni di chi opera e vive quotidianamente nel Quartiere Gad

da Estense.com – http://www.estense.com/?p=589577

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Cisl: “Lavoratori e utenti abbandonati nel degrado della Zona Gad”

Baiamonte: “Le nostre richieste e proposte per risolvere la situazione sono rimaste inascoltate”

spaccio pointÈ una situazione sempre più pesante e difficile quella in cui è costretta a operare la Cisl, in piena Zona Gad, tra degrado e delinquenza. Difficoltà e disagi che il sindacato, che ha sede nel triangolo tra corso Piave, via San Giacomo e piazzetta Toti, ha segnalato nelle sedi opportune chiedendo interventi e prospettando anche soluzioni nell’ultimo Consiglio Territoriale per l’Immigrazione “che non hanno avuto purtroppo un seguito significativo”.

La sede della Cisl, oltre a essere un osservatorio privilegiato su ciò che accade in Zona Gad, è anche meta di tantissime persone che accedono agli uffici e servizi, compresi gli operatori che vi lavorano (una quarantina di persone). È dunque un grido di disperazione quello lanciato dal segretario provinciale Cisl, Paolo Baiamonte, e forse anche di frustrazione nell’osservare come, nonostante le richieste avanzate, quasi nulla sia effettivamente migliorato. La Cisl parla di “delinquenza quotidiana, spaccio di droga fin dalle prime ore del mattino e fino a notte inoltrata, degrado dell’ambiente, soprattutto sotto i portici del palazzo dove operiamo (defecazioni umane e animali, urine, vomito, indumenti abbandonati, bottiglie di birra e liquori diffuse, sporcizia, persone che bivaccano e dormono) fino ad arrivare ad atti di violenza che sempre più ricorrono”.

Una situazione descritta in una nota inviata circa un mese fa a sindaco e prefetto, nella quale veniva sottolineato come le situazioni di degrado e rischio incidessero pesantemente sulle condizioni dei lavoratori e operatori dell’organizzazione sindacale, “ma altrettanto su coloro che giornalmente si recano nei nostri uffici: tutti ripetutamente denunciano la loro insicurezza e preoccupazione, spesso anche tentativi di approccio, specialmente nelle ore più tarde della giornata, per vendita di droga o per molestia e dallo slalom che devono compiere per evitare le schifezze che circondano la zona”.

Facendo anche presente che dopo un periodo di relativa calma che si era verificata con l’aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, “oggi siamo ritornati a una situazione forse peggiore di prima”, aggravata anche dal fatto che il periodo invernale “induce molte persone a condurre il malaffare proprio sotto i portici del condominio di corso Piave/via Battisti/piazzetta Toti”. Baiamonte, nella sua nota, ha sottolineato poi come molti residenti si rivolgano sempre più alla Cisl “per rappresentare il loro malessere, il disagio, la paura, il degrado, la fatica di vivere e a volte anche la voglia di andarsene da questo quartiere”. Una popolazione “certamente non razzista, ma stanca, molto stanca, di delinquenza, degrado, malaffare, sporcizia, etc.”. La nota di Baiamonte termina con una sorta di ‘avvertimento’: “In assenza di risposte concrete, questa Organizzazione metterà in atto tutto quanto nelle proprie capacità per creare la necessaria sensibilizzazione e mobilitazione per raggiungere gli scopi su indicati”.

In seguito la stessa Cisl, al Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, ha espresso per iscritto alcune considerazioni e raccomandazioni sul tema dell’accoglienza, ritenendo che la via da perseguire “è quella di una solidarietà sostenibile”. Una serie di proposte che vanno da una normativa di sostegno per ridurre drasticamente i tempi per il riconoscimento dello status ai richiedenti asilo e protezione umanitaria (ma che definisca anche modalità certe e rigorose per il rientro in patria dei non aventi diritto) a uno stretto e rigoroso controllo dell’accoglienza degli aventi diritto da parte delle autorità e istituzioni competenti; da una normativa di riferimento per sostenere la fase successiva all’accoglienza e assegnazione di risorse per politiche di inclusione e a sostegno delle popolazioni che accolgono, fino al richiamo al coinvolgimento delle associazioni di categoria e sindacali e del Forum del Terzo Settore per “attivare iniziative di volontariato e collaborazione con gli immigrati che intendono ricambiare l’accoglienza ricevuta”.

Una lettera di richieste, intenti e buone prassi, che, riferisce Baiamonte, sembra essere rimasta in gran parte lettera morta, lasciando alla Cisl, ai suoi lavoratori e ai suoi utenti, un senso forte di abbandono da parte delle stesse istituzioni alle quali si sono rivolti.

Lettera agli Assessori

Preoccupazioni e richieste

 

Buongiorno assessori, sono Massimo Morini Presidente dell’associazione “Comitato Zona Stadio”.

Come condiviso negli nostri ultimi incontri e fondamentale sviluppare ed ampliare la rete tra i cittadini e tra questi ultimi e l’amministrazione nonché le forze dell’ordine. Ritengo quindi doveroso e opportuno segnalarvi e condividere con voi alcune vicende molto gravi accadute nel quartiere al fine di poterle arginare.

1) Nell’area sgambamento cani hanno messo delle esche avvelenate (allego foto del volantino esposto nella porta d’ingresso dello sgambamento cani);

 

avviso esche

 

2) Qualche settimana fa verso le 21.30 una ragazza, amica di una persona del comitato residente in Corso Piave, è stata circondata da vari ragazzi di colore che l’hanno importunata e spaventata intimandole di consegnare loro il cellulare;

3) Sempre qualche settimana fa una componente del comitato è stata importunata e avvicinata da ragazzi di colore mentre tornava dalla stazione verso casa sua, si sono rivolte a lei con atteggiamento offensivo che ha determinato in lei spavento e paura;

4) Io stesso una sera alle 21 mentre andavo in bicicletta a partecipare alla partenza della nostra biciclettata sono stato avvicinato in bicicletta da uno spaccino di colore che, prima si stava per allontanare come di solito fanno e poi ha cambiato idea e parlando nella sua lingua è venuto verso di me, mi ha stretto in bicicletta ed a mio parere con fare spavaldo e provocatorio mi ha detto di allontanarmi dal punto di ritrovo iniziale delle biclettate (Giardini Usll) indicandomi di andare verso l’interno del parchetto Giordano Bruno dove erano presenti altri spaccini in bicicletta; gli ho risposto tranquillo di andarci lui e mi sono fermato aspettando l’arrivo degli altri partecipanti la biciclettata; tutto questo è stato segnalato alla digos e alla polizia municipale al loro arrivo;

5) Aumento crescente di spaccini giovani in bicicletta e a piedi in coppia o singoli che fermano le auto, che segnalano l’arrivo delle forze dell’ordine e che girano indisturbati per le vie del quartiere.

In virtù di questi eventi la situazione nel quartiere non è migliorata (siamo ai livelli di insicurezza del 2013) anche alla luce del fatto che vengo fermato da molte persone che mi chiedono di fare da portavoce del loro malessere e della loro insicurezza. Gli spaccini hanno anche assunto un comportamento intimidatorio e strafottente. Tutto questo è già stato segnalato da me negli incontri tenuti nel 2015 con questore, comandante dei carabinieri, comandante della finanza. Bisogna in qualche modo agire cercando soluzioni insieme alle forze dell’ordine per ridurre questo afflusso di individui che delinquono (trovare qualche cavillo o espediente per evitare che le leggi nazionali rovinino la nostra bellissima città). Bisogna attivare anche quei servizi comunali preposti all’integrazione degli stranieri per stimolare sia nei cittadini italiani sia in quelli stranieri una maggiore coscienza civica e una presa di posizione forte su chi compie atti illegali.

Ci proponiamo per incontri propositi e con l’obiettivo di creare problematiche costruttive con le ssociazioni italiane e straniere per diffondere questa cultura della legalità e del buon vivere comune. Riguardo all’area sgambamento cani chiedo, come presidente dell’associazione “comitato zona stadio”, di intervenire sull’area sgambamento con:

a) un aumento dell’illuminazione della struttura;

b) l’installazione di una rete interna fitta e verde scuro tutta intorno all’area per impedire che ci  buttino le esche;c

c) telecamere di sorveglianza;

d) controlli frequenti da parte della polizia municipale o delle guardie cinofile per monitorare l’impianto;

e) collaborazione per fare iniziative per vitalizzare il progetto “area sgambamento cani”.

 

Sicuro certo nella logica della rete comunicativa tra cittadini, amministrazione nella quale credo e alla quale collaboro da anni, attendo vostre notizie in merito.

Massimo Morini